di Alessandro Leone
Il Domani, 27 maggio 2026
Sunjay Gookooluk è riuscito a nascondere una penna per scrivere sugli imballaggi alimentari mentre era recluso nel centro di Ponte Galeria. Il suo diario è diventato un libro: “Sarà uno schiaffo a molti”. “Oggi sono a metà strada per esaudire i miei sogni: una possibilità di reinserimento e un lavoro socialmente utile”. Sunjay Gookooluk è seduto a un tavolino del bar dei Giardini di Viale Carlo Felice, a Roma, mentre prepara l’ennesima di una serie infinita di sigarette. È originario delle Mauritius, ha 57 anni ma si trova in Italia da quando ne aveva 20: “Ho vissuto qui gran parte della mia vita. Scrivo soprattutto in italiano”, dice. È stata proprio la scrittura a salvarlo dalla disperazione quando tra il 2014 e il 2015 è finito per due volte nell’allora Cie (Centro di identificazione ed espulsione), oggi Cpr, di Ponte Galeria. Grazie ad alcuni europarlamentari in visita aveva ricevuto una penna, strumento vietato perché considerato pericoloso, che di notte usava per tenere un diario sugli imballaggi alimentari.
di Andrew Francisco*
Il Manifesto, 27 maggio 2026
“Ogni fase ha le sue procedure e il suo personale: la macchina non è un singolo ministro. Gli uomini e le donne palestinesi i cui messaggi in arabo erano graffiati sulle pareti sono i bersagli, le persone per cui sono state costruite le gabbie e le catene”. Erano passate circa quarantasei ore dal nostro sequestro quando la donna mascherata con il megafono è comparsa sopra di noi, sulla passerella della nostra nave-prigione israeliana. A quel punto, più di qualche compagno era riuscito a sbirciare sotto uno dei nostri dormitori improvvisati e a intravedere una lunga striscia verde di terra. Per due giorni avevamo letto il sole come un presagio, cercando di capire se ci stessero portando verso l’Egitto, Cipro, la Grecia o Israele.
di Rita Rapisardi
Il Dubbio, 27 maggio 2026
Il convoglio di terra della missione bloccato a Sirte dagli uomini del generale Haftar. La Farnesina non dà notizie alle famiglie e si “affida” ai giudici libici. Come fu un anno fa, con la marcia su Gaza in Egitto e il convoglio via terra di giugno, la missione via terra della Global Sumud si ferma di nuovo in Libia, sempre a Sirte. Due giorni fa, dopo dieci dall’avvio della missione, il gruppo composto da 200 persone e tonnellate di aiuti umanitari è stato attaccato con forza e sgomberato. Militari riconducibili alle forze di sicurezza della Libia occidentale, hanno attaccato le tende: le persone sono state picchiate e trascinate di peso sugli autobus, alcune percosse fino a perdere i sensi. Gli attivisti sono stati scortati fino a Misurata, poi in viaggio tutta la notte fino a Tripoli.
di Luca Cereda
Famiglia Cristiana, 26 maggio 2026
Educatori, magistrati, detenuti e volontari a confronto nel carcere di Padova: “La sola repressione non salva gli adolescenti”. Dentro il carcere Due Palazzi di Padova, venerdì 22 maggio, non si è discusso soltanto di devianza minorile o di sicurezza. Si è parlato soprattutto di futuro. E della domanda più scomoda che oggi attraversa la politica, i tribunali, le scuole e le famiglie italiane: che cosa significa davvero punire un ragazzo? La Giornata nazionale di studi organizzata dalla redazione di Ristretti Orizzonti ha scelto un titolo volutamente provocatorio - “Punire i giovani?” - per mettere al centro il rischio di una società sempre più tentata dalla risposta punitiva, anche verso gli adolescenti. Una riflessione maturata mentre il dibattito pubblico si irrigidisce attorno ai fenomeni delle baby gang, dei cosiddetti “maranza”, della violenza giovanile e della dispersione scolastica. Nel pieno degli effetti del decreto Caivano, che ha introdotto una stretta sulla criminalità minorile e ampliato il ricorso alla custodia cautelare per i minori, il convegno padovano ha cercato di spostare lo sguardo: dalla paura all’ascolto, dalla pena alla responsabilità educativa.
di Flavio Centamore
Il Mattino di Padova, 26 maggio 2026
“Non si può identificare una persona solo con il reato che ha commesso”. Dal carcere Due Palazzi, le parole di Francesco, detenuto coinvolto nel progetto scuola-carcere di Ristretti Orizzonti, hanno segnato uno dei momenti più intensi della giornata nazionale di studi “Punire i giovani”, svoltasi ieri davanti a studenti, operatori, educatori e detenuti. Un intervento diretto, nato dall’esperienza personale: “Ero legato al denaro e quella strada mi ha portato in un’unica direzione, l’ufficio matricola del carcere” racconta. Ma soprattutto dalla convinzione che dietro ogni errore esistano storie, ferite e contesti difficili che non possono essere cancellati da un’etichetta.
di Barbara Poggio*
Corriere del Trentino, 26 maggio 2026
Ventisei bambini in carcere insieme alle loro madri. Un anno prima erano undici. Nel mezzo, un decreto sicurezza che ha trasformato da obbligatorio a facoltativo il rinvio della pena per le donne incinte o con figli sotto l’anno di età. Ventisei bambini che non hanno alcuna colpa, ma iniziano la loro vita dentro un carcere. Il titolo scelto da Antigone per il suo XXII Rapporto sulle condizioni di detenzione in Italia è “Tutto chiuso”. Chiuso alle persone, al mondo esterno, alle domande scomode. Secondo il rapporto, nelle carceri italiane sono oggi detenute 64.436 persone, a fronte di 46.318 posti realmente disponibili: un tasso di sovraffollamento del 139,1%. Settantatré istituti superano il 150%, otto arrivano oltre il 200%.
di Errico Novi
Il Dubbio, 26 maggio 2026
Tensione fra il partito della premier e gli azzurri, che lamentano la chiusura non solo sulla responsabilità civile delle toghe, ma anche su prescrizione, sequestro degli smartphone e gip collegiale. Possiamo parlare di muro contro muro? Sì, ne possiamo parlare. Nel centrodestra la giustizia è diventata materia divisiva, indi impraticabile. Almeno in questo scorcio finale di legislatura. I poli contrapposti sono Forza Italia e Fratelli d’Italia, con la Lega in una posizione intermedia che però, un po’ a sorpresa, inizia a tendere più verso la sponda azzurra.
di Giovanni M. Jacobazzi
Il Riformista, 26 maggio 2026
Forza Italia rilancia la responsabilità civile dei magistrati Costa: “Basta zone franche. Ora una riforma, senza indugi”. “Le toghe non pagano mai”. A dirlo è Enrico Costa, capogruppo di Forza Italia alla Camera, che l’altro giorno ha annunciato una proposta di legge sulla responsabilità civile dei magistrati.
Il Dubbio, 26 maggio 2026
L’ex presidente della Consulta invita a evitare riforme reattive: “Sì a colpire errori macroscopici, no a incidere sul giudizio”. La responsabilità civile dei magistrati può essere oggetto di un nuovo intervento normativo, ma solo a una condizione: non trasformarsi in uno strumento capace di condizionare l’indipendenza del giudice. È questo il punto centrale indicato da Cesare Mirabelli, presidente emerito della Corte costituzionale e già vicepresidente del Csm, commentando con Adnkronos l’annuncio di Enrico Costa, capogruppo di Forza Italia alla Camera, su una proposta di legge destinata a essere discussa con il ministro della Giustizia Carlo Nordio e con le forze di maggioranza. Per Mirabelli, il tema va affrontato con equilibrio, tenendo insieme due esigenze: prevedere la responsabilità del magistrato e, allo stesso tempo, garantire che la sua decisione non sia esposta a pressioni esterne.
Si moltiplicano i casi di legali intercettati. “Diritto di difesa in pericolo”, dice Petrelli (Ucpi)
di Ermes Antonucci
Il Foglio, 26 maggio 2026
“Stiamo assistendo a un attacco ai diritti di difesa, contro il quale reagiremo con tutta la nostra forza. Il diritto di difesa è centrale in uno stato di diritto, perché funge da garanzia di tutti gli altri diritti di cui godono i cittadini. Per cui se cade il diritto di difesa si aprono degli spazi di mancata tutela, la cui gravità in ordine alla tenuta di una democrazia liberale è evidente”. Così, intervistato dal Foglio, Francesco Petrelli, presidente dell’unione camere penali italiane (Ucpi), commenta le vicende degli ultimi giorni in cui è emerso che diversi avvocati sono stati intercettati mentre parlavano con i loro assistiti, pratica vietata dal codice di procedura penale, dalla Costituzione e anche dalla Convenzione europea dei diritti dell’uomo.
- “Nuove intercettazioni illegittime”
- Il senatore innocente fatto arrestare da un Senato pusillanime
- Cedu: “Inumano tenere al regime di 41bis una persona paralitica senza cure”
- Friuli Venezia Giulia. Architettura carceraria sotto esame, Sbriglia: “In Italia nessuno è a norma”
- Lecce. Altro decesso nel carcere, muore un 39enne: aperta indagine. Sono 4 i morti in due mesi










