di Luca Fazzo
Il Giornale, 9 settembre 2023
Per detenzioni ingiuste danni da un miliardo di euro. Ecco due possibili rimedi tra le norme del pacchetto Nordio. Tic-tac, tic-tac. La si potrebbe scandire così, con la regolarità di un orologio, la frequenza con cui ogni giorno, inesorabilmente, un paio di innocenti finiscono in galera. È una delle emergenze della giustizia italiana, uno dei fronti su cui il ministro Carlo Nordio ha promesso di intervenire più in fretta possibile: è il dramma delle manette facili, degli “ordini di custodia cautelare in carcere”, come si chiamano tecnicamente i mandati di cattura, spiccati contro gente che non ha fatto niente di male. Ogni giorno, in attesa che il progetto di Nordio diventi realtà, uno o due innocenti finiscono in cella. Con la stessa regolarità, cresce il conto dei danni che lo Stato dovrà pagare a chi è stato chiuso in carcere ingiustamente: il conto totale, dal 1991 ad oggi, si avvia a superare il miliardo di euro. Miliardo.
di Alessio Scandurra*
Il Manifesto, 9 settembre 2023
Lo hanno chiamato decreto Caivano. È il pacchetto di misure con cui il governo di Giorgia Meloni ha affrontato l’emergenza creata dagli ultimi fatti di cronaca nera che hanno visto come protagonisti dei minorenni. Fatti a cui i media, e la politica, hanno dato grande risalto. E ai quali questo governo risponde mostrando i muscoli, ma mostrando anche di capire poco, o di essere poco interessato, alla concretezza dei fenomeni con cui si misura.
di Ezio Menzione
Il Dubbio, 9 settembre 2023
Come hanno detto, quasi unanimemente, molti commentatori (compreso sul Dubbio) il decreto Caivano è la riproposizione della linea autoritaria e repressiva del governo Meloni, che consiste, a seguito di gravi fatti, di dare risposte semplicistiche e inefficaci: previsione di nuove fattispecie di reati, aumento delle pene, carcerazione preventiva laddove prima non era consentita, tanto più grave questa volta perché riguarda minori, che il carcere non dovrebbero mai nemmeno conoscerlo. Risposta estemporaneamente repressiva.
di Giuliano Santoro
Il Manifesto, 9 settembre 2023
Di fronte alle polemiche sul “decreto Caivano” il ministro frena gli entusiasmi. l ministro Abodi in sopralluogo al Parco Verde. La Cgil attacca “Solo repressione”. “Bisognerebbe arrivare a una civiltà che faccia sì che le donne siano libere di uscire come vogliono, la sera, con la minigonna”. In visita a Palermo, il ministro dell’interno Matteo Piantedosi si ritrova a commentare l’ennesimo femminicidio, commesso proprio in Sicilia, nel trapanese. Ma non sfugge alle contraddizioni del suo governo e le polemiche contro il cosiddetto decreto Caivano non si placano.
di Filippo Facci
Libero, 9 settembre 2023
Prevenire è meglio che carcerare. La condanna al gabbio di due minorenni a Torino (una sedicenne e un quindicenne per tentato omicidio) è ciò che il cosiddetto “Decreto Caivano” del governo dovrebbe appunto mirare a evitare - questo almeno l’auspicio - e non, viceversa, incentivare, non accentuare per numero ed entità delle pene: qui l’equivoco. La condanna dei due minorenni resta una sconfitta educativa e rieducativa dello Stato, e il primo a saperlo è il giudice che lo Stato rappresenta e che ha emesso la sentenza.
di Liana Milella
La Repubblica, 9 settembre 2023
Intervista al deputato di Forza Italia Giorgio Mulè, vicepresidente della Camera: “Il problema non si risolve col carcere, dobbiamo riempire il tempo ai giovani”. “Il problema non si risolve col carcere a 15 anni, perché se dici al piccolo spacciatore ti do tre mesi di galera in più lui ti risponde “e sti c….”. Non solo, “se gli dai l’ammonimento del questore lui se ne vanta pure con gli amici”. Il vice presidente della Camera Giorgio Mulè, deputato di Forza Italia da sempre garantista, ai ministri del governo Meloni dà il seguente consiglio, ovviamente a “titolo personale”: “Riempite il tempo dei giovani: è questa l’unica strada, un anno di pena in più non risolve”.
di Angela Stella
L’Unità, 9 settembre 2023
La procuratrice presso il Tribunale per i Minorenni di Genova ed esponente di Md: “Solo una reazione ai fatti di cronaca. Dei ragazzi bisogna occuparsi prima che commettano reati”. Dl Caivano: abbiamo raccolto il parere della dottoressa Tiziana Paolillo, procuratore della Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni di Genova, esponente di Magistratura Democratica.
di Nello Trocchia
Il Domani, 9 settembre 2023
Il presidente del tribunale dei minori di Catania: “Abbiamo un gigantesco problema di infanzia negata, di dispersione scolastica, di analfabetismo. Ci vuole un piano nazionale”. “Il papà tagliava i panetti di cocaina e il bambino guardava. Abbiamo un gigantesco problema di infanzia negata, di dispersione scolastica, di analfabetismo, i minori nel circuito penale non sanno neanche firmare. Ci vuole un piano nazionale senza precedenti”. A dirlo è il giudice Roberto Di Bella che racconta la sua esperienza a Catania, da presidente del tribunale dei minori, dopo gli anni vissuti a Reggio Calabria, dove con il progetto ‘Liberi di scegliere’ è riuscito a restituire un altro orizzonte di vita ai figli della malavita, andati via con le loro madri per uscire dal determinismo sociale e dall’eredità criminale.
di Eleonora Martini
Il Manifesto, 9 settembre 2023
“Pochi magistrati e norme che sono solo petizioni di principio. Basta con questa bulimia riformatrice”. Parla Cristina Maggia, presidente dell’Associazione italiana magistrati per i minorenni e per la famiglia. “Il decreto Caivano ha riportato in vigore la pena che c’era negli anni Novanta per il piccolo spaccio. L’arresto divenne vietato per i minori perché avremmo riempito le carceri”. “La pena mai è stata un deterrente. Non lo è per nessuno, figuriamoci per un adolescente”.
di Gian Domenico Caiazza*
Il Riformista, 9 settembre 2023
Al netto della abrogazione del reato di abuso di ufficio, riforma importante che mi auguro vada in porto senza modifiche così come proposta dal Governo, sul resto di questo primo pacchetto di riforme governative del processo penale occorre dirci la verità. Esiste infatti una distanza molto significativa se non addirittura decisiva tra i virtuosi principi liberali che con esse si vorrebbero affermare, ed il concreto ed effettivo impatto riformatore che le norme proposte riuscirebbero ad ottenere nella loro attuale formulazione.
- Intercettazioni, audizioni al via. Azzariti: fondati i dubbi di Forza Italia
- Con le carriere separate i pm nella tana del lupo
- La Corte Ue frena i pm: “Usino i dati telefonici solo per reati gravi”
- Cartabia, sì alle pene sostitutive anche se il ricorso per cassazione non era già presentato al 30 dicembre 2022
- Padova. Nelle nostre carceri non c’è la “peggior umanità”











