di Vanessa Ricciardi
Il Domani, 8 settembre 2023
Il presidente nelle ultime settimane è intervenuto spesso sui fatti di attualità chiedendo a tutti di agire: “I diritti non sono una conquista irreversibile”. Una “barbarie sociale”. Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, chiede più prevenzione contro la violenza sulle donne, partendo dai fatti di cronaca. Ogni giorno si susseguono notizie in tutta Italia di soprusi e femminicidi: “La violenza contro le donne in Italia, in questi ultimi mesi - ha scritto in un intervento sul Corriere -, ha continuato a manifestarsi con numerosi casi di assassinio e di stupro”. Un intollerabile barbarie sociale richiede un’azione più consapevole di severa prevenzione, concreta e costante”. A questa “si deve affiancare, nell’intera società, un impegno educativo e culturale contro mentalità distorte e una miserabile concezione dei rapporti tra donna e uomo”.
di Francesco Machina Grifeo
Il Sole 24 Ore, 8 settembre 2023
La norma interviene sul “Codice Rosso” prevedendo un’ulteriore ipotesi di avocazione delle indagini preliminari da parte del Pg presso la Corte d’appello quando il Pm non senta la persona offesa entro tre giorni dall’iscrizione della notizia di reato. Via libera definitivo dell’Aula della Camera al Ddl per l’avocazione delle indagini per i delitti di violenza domestica o di genere . Il testo è stato definitivamente licenziato a Montecitorio con 200 voti a favore, nessun contrario e 61 astenuti (Pd e Avs). La norma si inserisce nell’ambito del cosiddetto ‘Codice rosso”. Il testo, che si compone di un unico articolo, si propone di rendere più stringente l’obbligo del pubblico ministero di assumere informazioni dalla persona offesa nel termine di tre giorni dall’acquisizione della notizia di reato, assicurando l’effettività dell’intervento del Pm a tutela della vittima dopo l’iscrizione della notizia di reato.
di Assia Neumann Dayan
La Stampa, 8 settembre 2023
Il sistema ha fallito. Prendere atto che in Italia la politica, la magistratura, le forze dell’ordine abbiano fallito sarebbe già un po’ meno di niente. Non trovo una spiegazione al fatto che una donna che denuncia, anche più volte, l’ex marito o compagno per atti persecutori, abusi o violenze o qualunque altro reato, finisca per essere ammazzata. Marisa Leo è vittima, l’ennesima, di un uomo. Marisa Leo è vittima, l’ennesima, di un uomo che lei aveva già denunciato. Marisa Leo è vittima, l’ennesima, di questo fallimento. La figlia di Marisa Leo è vittima, l’ennesima, di un uomo e di un sistema che ha fallito. Qualcuno deve prendersi la responsabilità di questo fallimento e dire alla figlia di tre anni di Marisa Leo, e a tutte le donne, e a tutti gli orfani che i femminicidi creano, che questo sistema finisce qui, un sistema dove il meccanismo della denuncia a un certo punto diventa niente. C’è la sottovalutazione del rischio, l’incapacità di tutelare le donne, una burocrazia che non protegge nessuno. Continuare a sentirsi dire che bisogna denunciare quando poi apriamo il giornale e leggiamo di una donna morta ammazzata è avvilente.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 8 settembre 2023
Si è insediata ieri mattina alle 10 la “Commissione per la riforma del processo penale”, istituita dal ministro della Giustizia, Carlo Nordio, con decreto ministeriale del 5 maggio 2023. Il Guardasigilli ha portato il suo saluto alla prima seduta in Sala Falcone in via Arenula. La commissione, “che avrà un intenso calendario di riunioni - si legge sul sito del ministero -, è composta da autorevoli rappresentanti delle diverse anime del mondo del diritto” : accademia, avvocatura, magistratura, oltre a delegati dell’Ufficio legislativo del ministero e del Gabinetto. A presiederla, il capo dell’Ufficio legislativo, Antonio Mura”.
di Dario Ferrara
Italia Oggi, 8 settembre 2023
La mediazione fra la vittima e il responsabile serve a risolvere gli effetti del reato e offre al secondo - indagato, imputato o condannato - benefici sulle sanzioni in cambio di riparazioni, materiali o simboliche. Diventa realtà la giustizia riparativa introdotta dalla riforma del processo penale: la mediazione fra la vittima e il responsabile serve a risolvere gli effetti del reato e offre al secondo - indagato, imputato o condannato - benefici sulle sanzioni in cambio di riparazioni, materiali o simboliche. Il tutto su base volontaria e nella riservatezza assoluta, con tanto d’inutilizzabilità delle dichiarazioni nel procedimento. Le linee guida, con il “chi fa che cosa”, arrivano da Milano nello schema operativo realizzato da uffici giudiziari e organismi forensi.
di Giovanni Bianconi
Corriere della Sera, 8 settembre 2023
Contestato il meccanismo di scelta del procuratore generale aggiunto e del primo presidente aggiunto, in base al quale le decisioni sono scontate. Si può calcolare anni prima chi avrà i requisiti per candidarsi e prevedere se qualcuno li avrà.
di Stefano Bensa
Corriere del Veneto, 8 settembre 2023
È bufera: “Da lei odio verbale”. Tutti contro l’esternazione dell’assessore regionale. Il Pd: “Passerella elettorale, affronti i problemi”. M5S: “Odio verbale inaccettabile”. L’ultimo episodio era avvenuto all’alba del 2 settembre, quando un detenuto marocchino ha minacciato di morte medico e agenti (ferendone tre) per poi devastare la cella. Ma sarebbe stata solo l’ennesima aggressione avvenuta nel carcere di Padova, al punto da spingere i sindacati, giovedì mattina, a organizzare un sit-in per chiedere più personale denunciando una situazione esplosiva. Nessuno, tuttavia, avrebbe immaginato che al Due Palazzi si sarebbe presentata l’assessore regionale al Lavoro Elena Donazzan (Fratelli d’Italia), che al termine di un’ispezione ha espresso “solidarietà agli agenti” perché “in carcere mancano regole d’ingaggio” e soprattutto perché “qui lavorate con la peggiore umanità”.
di Andrea Priante
Corriere del Veneto, 8 settembre 2023
“Hanno strumentalizzato le mie parole. Ormai ci sono abituata. Se i bambini sono la migliore umanità, i detenuti come li dovrei definire? Sono persone che qualcosa di male nella vita devono pur averlo fatto. Ma non è un’umanità irrecuperabile: credo fermamente nella capacità di redenzione di chiunque”.
di Andrea Priante
Corriere del Veneto, 8 settembre 2023
“I detenuti non sono la peggiore umanità. È l’umanità dolente, emarginata. L’umanità che alcuni politici vorrebbero nascondere, utilizzando le prigioni come discariche”. “La popolazione dei detenuti è complessa. Ci sono persone che hanno commesso reati gravi ma ci sono anche tanti uomini e donne che nella vita si sono ritrovati a commettere uno sbaglio”. “Le parole di Donazzan sono pericolose, tolgono speranza”.
di Valentina Calderone*
Il Manifesto, 8 settembre 2023
Si è tornati a proporre in questi giorni, grazie a una mozione presentata dal Partito democratico di Roma Capitale e votata ieri all’unanimità dall’Assemblea Capitolina, la chiusura del carcere di Regina Coeli. Il tema del sovraffollamento e delle carenze strutturali della maggior parte dei penitenziari ci accompagna da decenni. Alcune carceri, è ovvio, sono più adeguate di altre. Meglio costruite, con impianti funzionanti, progettate con spazi per realizzare attività. Ma, a fronte delle poche eccezioni in cui queste caratteristiche sono rispettate, in Italia tratteniamo detenuti e detenute in luoghi che marciscono, con l’umidità che mangia i muri, tubature fatiscenti e spazi vivibili ben al di sotto dei tre metri quadrati a testa, limite minimo stabilito dalla Corte europea dei diritti umani. Tra queste ci sono le carceri storiche, edifici nati per altri scopi e trasformati col tempo in istituti di detenzione. Come Regina Coeli, il carcere romano nel quartiere di Trastevere che da convento è diventato, a fine ‘800, casa circondariale. Durante la Seconda guerra mondiale alcune sezioni dell’istituto furono requisite dai nazisti e lì venivano trasferite le persone in attesa di esecuzione, tra cui Sandro Pertini e Giuseppe Saragat, che riuscirono a evadere. Per questo motivo, su quelle aree sussiste un vincolo storico e architettonico da cui discende l’impossibilità di apportare modifiche strutturali. Tornando a oggi, su 628 posti disponibili, in quel carcere sono stipate oltre mille persone, un tasso di sovraffollamento del 160% in una struttura in cui non ci sono sale per le attività educative, in cui non esistono spazi verdi e dove le ore d’aria si trascorrono in cubicoli di cemento.
- Fermo. Il punto del Garante regionale: “Il carcere andrebbe chiuso, è inadatto”
- San Gimignano (Si). “Il detenuto fu torturato”, i giudici non hanno dubbi
- Brescia. Grazie alla generosità dei bresciani 28 frigoriferi in carcere
- Grosseto. Al “Festival di Letteratura Resistente” a Pitigliano si parla di carceri, diritti e libertà
- Cagliari. Il cantautore Manuel Pia ha tenuto un concerto in carcere











