di Ignazio Juan Patrone*
Il Manifesto, 7 settembre 2023
Decreto Caivano. Tutta l’evoluzione del diritto minorile in Italia, dagli anni Sessanta in poi, è caratterizzato dal tentativo di dare ai minori che commettono reati la possibilità di uscire dal circuito repressivo. Quella che ora si manifesta appare invece una decisa inversione di rotta
di Ivan Cimmarusti e Giovanni Negri
Il Sole 24 Ore, 7 settembre 2023
Contro disagio giovanile, povertà educativa e criminalità minorile il governo Meloni mette in campo un pacchetto di norme che viaggia spedito verso il Consiglio dei ministri. Le misure sono drastiche. Contro disagio giovanile, povertà educativa e criminalità minorile il governo Meloni mette in campo un pacchetto di norme che viaggia spedito verso il Consiglio dei ministri di oggi. Gli stupri di Caivano e Palermo, ma anche l’omicidio del 24enne musicista Giovanbattista Cutolo hanno messo lo sprint a un dossier sicurezza già da tempo tra gli obiettivi della premier. Si vuole arginare il degrado sociale che tiene sotto scacco le aree periferiche e degradate del Paese, sia attraverso un inasprimento di pene e sanzioni, sia con investimenti per fronteggiare le vulnerabilità sociali.
di Monica Serra
La Stampa, 7 settembre 2023
La presidente del Tribunale dei minorenni di Milano: “Il disagio va intercettato prima, il problema è il calo degli investimenti nei servizi sociali e nella giustizia”. “Inasprire il sistema penale non può essere la soluzione per contrastare la criminalità minorile”.
di Davide Varì
Il Dubbio, 7 settembre 2023
La nota dell’Autorità al governo in vista del cdm di domani: “Occorre pensare a sanzioni penali su misura per i minorenni, diverse da quelle degli adulti”. “Contrasto alla criminalità minorile: inasprire il sistema penale non serve”. A dirlo è Carla Garlatti, Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza, in vista della stretta sulla violenza giovanile prevista nel dl che arriverà domani sul tavolo del Consiglio dei Ministri.
di Dario Del Porto
La Repubblica, 7 settembre 2023
Li conoscono bene, quei ragazzi. Hanno parlato con loro, li hanno interrogati e giudicati. C’è quello che prova a fare il duro, l’altro che si mostra pentito e chi invece scrolla le spalle. Ma quando un giovane non ancora diciottenne arriva davanti al magistrato dopo aver commesso un reato, lo Stato ha già perso la partita ed è per questo che Claudia Caramanna, procuratrice per i minorenni a Palermo, sottolinea: “La sanzione, da sola, non è sufficiente. È indispensabile essere rigorosi e garantire la certezza della pena, però la prevenzione sul territorio, l’educazione e il recupero restano strumenti fondamentali”.
antigone.it, 7 settembre 2023
Abbassare l’età di chi entra in carcere non è la soluzione. Così come non lo è mai la reazione repressiva. Chiunque ha a che fare coi ragazzi sa che le responsabilità vanno estese agli adulti e alla società. Punire un ragazzo non è mai la risposta, specie a quell’età. Il sistema della giustizia minorile italiana è un sistema che funziona, dove la detenzione negli istituti di pena è dal 1988 sempre più residua. Se qualche provvedimento deve essere intrapreso in tal senso, questo deva andare verso una modifica del sistema sanzionatorio prevedendo pene diversificate per i minori e non, come si discute in queste ore, abbassando l’età in cui un minore può entrare in carcere o solo con interventi delegati alla polizia. Servono educatori e non questori per occuparsi di ragazzi nei luoghi a rischio. Servono investimenti sociali e culturali nelle periferie urbane e in tutti quei luoghi dove i contesti economici e sociali sono difficili e non lasciano grande spazio a percorsi diversi da quelli che possono portare alla commissione di reati. Serve la lotta alla dispersione scolastica, che non può passare dal carcere per i genitori.
di Eleonora Martini
Il Manifesto, 7 settembre 2023
Intervista a Marco Cappato: “Non c’è alcun interesse alla realtà, si insegue solo l’effetto sulle masse. Questo è un modo di distruggere il senso stesso dello Stato di diritto, cioè è un metodo eversivo”. Marco Cappato, tesoriere dell’associazione Luca Coscioni, ha appena concluso la sua visita al carcere di Monza, città dove è candidato nelle elezioni suppletive del Senato per il collegio che fu di Silvio Berlusconi, quando legge le bozze del decreto legge che il governo si appresta a varare oggi in contrasto alla devianza e alla criminalità minorile.
di Ilaria Carra
La Repubblica, 7 settembre 2023
Il cappellano del carcere minorile Beccaria di Milano interviene sul decreto del governo che vuole punire anche le famiglie che non li mandano a scuola. “Punire ragazzi troppo giovani è follia pura: per quanto possano aver commesso atti violenti la loro coscienza forse non è nemmeno nata. È come voler penalizzare una situazione senza volerla davvero risolvere”. Don Claudio Burgio è cappellano del carcere minorile Beccaria di Milano e fondatore della comunità Kayros, che accoglie minori provenienti dal carcere e da difficili condizioni familiari. Con il disagio giovanile, quindi, ha a che fare ogni giorno.
di Ilaria Carra
La Repubblica, 7 settembre 2023
“Incidono una serie di fattori solitamente correlati alla percezione di insicurezza: invecchiamento della popolazione, incertezza sociale ed economica, aumento di alcune fattispecie criminali”. La microcriminalità di strada “corre”. La fotografia dell’andamento del crimine in città negli ultimi sette mesi immortala un aumento generale dei reati, lieve, intorno al 2 per cento rispetto al 2019, l’ultimo anno comparabile prima della pandemia. Ma se da un lato calano i reati più classici come le rapine in banca, le estorsioni, i furti in abitazione, a crescere sono soprattutto i reati predatori, quelli cioè che compongono la galassia della microcriminalità su strada. In particolare si registrano più furti e più rapine su strada. Più 50 per cento di entrambi i reati rispetto al 2019, ma anche in aumento sull’anno scorso: i furti con strappo sono saliti del 10 per cento e le rapine per la strada del 6 per cento. La stragrande maggioranza dell’attività delle forze di polizia è volta proprio al contrasto alla microcriminalità, che è “micro” ma molto diffusa.
di Alessandro Mantovani
Il Fatto Quotidiano, 7 settembre 2023
“Sono quelle cose di cui ci si riempie la bocca per apparire molto severi, ma all’atto pratico difficili da applicare”. Giandomenico Lepore è stato procuratore di Napoli dal 2004 al 2011, ma anche giudice minorile, da pensionato si impegna nelle associazioni per la tutela dei minori e ieri ha partecipato alla presentazione del libro dell’avvocato Angelo Pisani sulla tragedia di Fortuna Loffredo, stuprata e buttata dalla finestra nel 2014 nel famigerato Parco Verde di Caivano (Ho visto Chicca volare, Album editori).
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