di Simona Brandolini
Corriere del Mezzogiorno, 7 settembre 2023
Il magistrato napoletano: “Il buonismo si è rivelato deleterio, serve una sinergia tra pezzi dello Stato”. “Ho sempre posto l’accento sul carattere deleterio del buonismo, sulla facoltatività delle misure coercitive per minorenni, sul divieto d’arresto per reati anche gravi come il porto d’arma da sparo. Il Csm, nel 2020, tenne a Napoli una significativa seduta straordinaria, affermò che il perdonismo è criminogeno”. Luigi Riello è l’ex Procuratore generale di Napoli.
di Luigi Frasca
Il Tempo, 7 settembre 2023
L’iter che porterà alla tanto annunciata riforma penale si appresta ad entrare nel vivo. Si insedierà infatti questa mattina la commissione voluta dal ministro della Giustizia, Carlo Nordio. Gli obiettivi di via Arenula sono principalmente due: l’attuazione piena dei principi del processo accusatorio, a 25 anni dal codice Vassalli; e favorire un’efficienza qualitativa della giustizia penale, nel quadro degli impegni del Pnrr. La commissione vede la partecipazione di rappresentanti autorevoli del mondo accademico, dell’avvocatura, della magistratura, oltre che naturalmente ai delegati dell’Ufficio legislativo del ministero e del gabinetto. A guidarla è il capo dell’Ufficio legislativo, Antonio Mura, che dovrà condurre i lavori seguendo un fitto calendario di riunioni. Un anno è il limite temporale entro il quale l’organo dovrà elaborare le proposte da sottoporre al Guardasigilli per recuperare lo spirito originario del codice del professore Giuliano Vassalli, e realizzare a pieno il modello di processo accusatorio anche alla luce della più recente giurisprudenza costituzionale e sovranazionale. Allo stesso tempo, la commissione lavorerà a possibili semplificazioni del rito per favorire una migliore attuazione del giusto processo.
di Paolo Pandolfini
Il Riformista, 7 settembre 2023
Nelle prime audizioni nessuno dei rappresentanti di Anac, Ann, Anci e Camere Penali, ha espresso apertamente il proprio plauso per il testo normativo. Partenza in salita, come era abbondantemente prevedibile, per la riforma penale voluta dal Guardasigilli Carlo Nordio. Ieri si sono svolte in Commissione giustizia al Senato, dove è incardinata la discussione del ddl, le prime audizioni degli esperti chiamati dalla presidente Giulia Bongiorno (Lega), relatrice del testo, a fornire un loro contributo di pensiero sul punto. Ad essere auditi, il presidente dell’Anac Giuseppe Busìa, il presidente dell’Anm Giuseppe Santalucia, il presidente dell’Anci Antonio Decaro e il segretario nazionale delle Camere penali Eriberto Rosso. Se nessuno dei quattro ha espresso apertamente il proprio plauso per la riforma voluta da Nordio, i primi due - Busìa e Santalucia - sono stati addirittura critici, stroncando la maggior parte delle modifiche proposte.
di Simona Musco
Il Dubbio, 7 settembre 2023
Sprint per la conversione, ma fanno breccia i rilievi di FI sulla retroattività delle misure. I possibili profili di incostituzionalità relativi al decreto legge 105, che estende il raggio delle intercettazioni per consentire l’utilizzo degli strumenti previsti per la lotta alla criminalità organizzata anche in assenza della contestazione del reato associativo, preoccupano la maggioranza. Una preoccupazione accompagnata dal nervosismo per la circolazione della scheda redatta dall’ufficio legislativo di Forza Italia, pubblicata ieri dal Dubbio, nella quale vengono evidenziate le criticità del decreto, prima fra tutte la pretesa di rendere retroattiva la norma.
di Liana Milella
La Repubblica, 7 settembre 2023
Costa pone tre condizioni: subito la prescrizione, la stretta sulla presunzione d’innocenza, il fascicolo della toga. In comune hanno una smodata passione per Churchill. Non fanno altro, da liberali, che parlarne tutte le volte che si incontrano. Sfidandosi sulla citazione più “in”. Ed è accaduto lo stesso anche stasera, in via Arenula, nella stanza del Guardasigilli Carlo Nordio. Dove il ministro della Giustizia, più criticato nonostante la sua ampia maggioranza, ha incassato il pieno appoggio di Azione e del suo leader Carlo Calenda non solo al suo primo disegno di legge - tra abuso d’ufficio e intercettazioni con il bavaglio alla stampa - affidato alle mani di Giulia Bongiorno al Senato, ma anche sulla prossima manovra sulla giustizia. Anche se con dei paletti, molto rigidi, fissati da Enrico Costa, il responsabile Giustizia di Azione, da sempre. fan anche lui di Nordio, ma pronto a criticare le sue ultime mosse. Proprio come ha fatto anche ieri. Mettendo sul tavolo un dettagliato e nutrito elenco di richieste che - se Nordio non dovesse seguire - potrebbero anche mettere in crisi questa liaison.
di Liana Milella
La Repubblica, 7 settembre 2023
L’ex toga, oggi direttore di Questione giustizia, lancia l’allarme sulla riforma caldeggiata dalla maggioranza, Azione e Iv. In commissione Affari costituzionali della Camera parte l’esame delle quattro proposte. L’obiettivo? “Il controllo della politica sull’azione penale”. Non ha dubbi Nello Rossi, l’ex toga della Cassazione e di piazzale Clodio, oggi direttore della rivista di Magistratura democratica Questione giustizia, che esamina con Repubblica i perché dell’ennesimo tentativo per separare definitivamente giudici e pubblici ministeri, visto che proprio oggi, nella commissione Affari costituzionali della Camera, parte l’esame delle quattro proposte per una possibile riforma costituzionale.
di Gennaro Grimolizzi
Il Dubbio, 7 settembre 2023
Nessuna esitazione dal partito di Meloni. Parla il senatore Sergio Rastrelli: “Serve equilibrio tra decisori e controllo giudiziario”. Un confronto franco e costruttivo con gli alleati per realizzare le riforme e tener fede agli impegni presi nel programma di governo. Sergio Rastrelli, senatore di FdI e segretario della commissione Giustizia di Palazzo Madama, è chiaro nell’indicare la rotta. A partire dalla discussione sull’abolizione del reato di abuso d’ufficio.
di Francesco Petrelli*
L’Unità, 7 settembre 2023
Il politico e il legislatore ne sono fortemente persuasi: è il pm il detentore della verità, è che lui che sa estirpare il male e sanare le ingiustizie. Non c’è riforma senza la consapevolezza e denuncia di questa anomalia. Il concetto di “egemonia” descrive bene la situazione venutasi a creare nel nostro Paese negli ultimi trenta anni, in quanto, al di fuori di ogni riforma ordinamentale e costituzionale, la figura del pubblico ministero ha assunto una posizione centrale, facendo sì che i titolari dell’azione penale assumessero un effettivo controllo della scena processuale, mediatica e politica.
di Edoardo Fioretto
Il Mattino di Padova, 7 settembre 2023
L’assessora regionale al lavoro Elena Donazzan, di Fd’I, si presenta a sorpresa al Due Palazzi al sit-in dei sindacati della polizia penitenziaria. “Non esistono regole d’ingaggio chiare quando abbiamo a che fare con la peggiore umanità. Perché voi non avete a che fare con le signorine. Qua dentro abbiamo la parte degenerata della società”.
Il Mattino di Padova, 7 settembre 2023
L’assessore al Lavoro della Regione Veneto Elena Donazzan dopo la sua dichiarazione choc sui detenuti prova a chiarire. Ecco la sua nota e l’audio integrale della dichiarazione contestata. “Non esistono regole d’ingaggio chiare in assoluto, quando abbiamo a che fare con la peggiore umanità. Perché voi non avete a che fare con le signorine. Qua dentro abbiamo la parte degenerata della società”. Con queste parole l’assessore regionale al Lavoro, Elena Donazzan, aveva commentato i recenti episodi di violenza che si sono verificati ai danni di alcuni agenti della polizia penitenziaria mentre erano di servizio al carcere Due Palazzi di Padova.
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