di Francesco Jori
La Nuova Venezia, 5 settembre 2023
La lettera della moglie di un detenuto elenca la vita raccapricciante che scorre entro le mura delle prigioni. È questo squallore a generare i reiterati episodi di violenza: dai litigi fino alle vere e proprie aggressioni. Nomen omen, il destino nel nome: istituto di pena. La cruda lettera-denuncia della moglie di un detenuto nel carcere di Verona, con la sua forte e sacrosanta eco mediatica, dà voce ai tanti volti anonimi per i quali la condanna giudiziaria si accompagna ad un’autentica pena umana nel senso più drastico della parola, sofferenza. Elenca con raggelante freddezza la “vita raccapricciante”, per usare le testuali parole, della quotidianità che scorre entro le mura di troppe delle nostre prigioni: per la quale non a caso l’Italia è già stata sanzionata dalla Corte Europea dei diritti dell’uomo; e che anche in questi giorni continua a riproporre sconcertanti casi di cronaca.
di Giuseppe China
Il Tempo, 5 settembre 2023
Sono poco meno di ventimila e sul totale della popolazione carceraria pesano per il 31,3%. Basta un loro “no” per bloccare il trasferimento nel Paese d’origine. E da febbraio al ministero manca il responsabile per gli accordi internazionali. Occupano carceri già incredibilmente piene. Una fetta consistente delle persone recluse nel nostro Paese è rappresentata da detenuti stranieri: al 15 giugno 2023 gli individui privati della libertà personale non italiani erano 17.987, pari al 31,3% della popolazione carceraria. Ma non è finita qui perché spesso a questa circostanza esplosiva bisogna aggiungere il fatto che è impossibile rimandare i carcerati nel loro Stato d’origine.
di Edoardo Romagnoli
Il Tempo, 5 settembre 2023
Il sottosegretario Delmastro indica la strada contro il sovraffollamento dei penitenziari: “Verrà superata la volontà del condannato di restare nel nostro Paese. Chi è stato condannato in Italia deve scontare la pena nel proprio Paese”. In Italia i penitenziari soffrono di un tasso di sovraffollamento del 119%. Su 51.249 posti disponibili i detenuti sono 56.674 quindi ci sono 5.500 detenuti in più rispetto alla capienza. Il Tempo ha sentito il sottosegretario al Ministero della Giustizia Andrea Delmastro per capire come il governo sta cercando di affrontare il problema.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 5 settembre 2023
L’ergastolano Beniamino Zuncheddu lotta per la liberazione condizionale mentre il processo di revisione procede lentamente. Ora si è ammalato in carcere. I Radicali organizzano per il 19 settembre a Roma una manifestazione, mentre Papa Francesco prega per lui.
di Liana Milella
La Repubblica, 5 settembre 2023
Alla Camera le audizioni sui quattro ddl costituzionali per dividere i giudici dai pm, mentre al Senato si apre il dossier su abuso d’ufficio e intercettazioni. Agosto è alle spalle, e la giustizia è sempre lì dove l’abbiamo lasciata. Anche se l’estate è stata segnata dai cinque morti di Brandizzo, dalla violenza contro le donne e da quella contro animali indifesi (vedi capretta di Fiuggi) o dal grilletto facile di chi ha ucciso l’orsa Amarena. Con un drammatico utilizzo dei social per diffondere immagini truci. Ma tant’è. Le commissioni Affari costituzionali e Giustizia della Camera e del Senato riaprono invece i dossier su separazione delle carriere, abuso d’ufficio, intercettazioni. Il Guardasigilli Carlo Nordio, come ha detto domenica a Cernobbio, frena sulle carriere, considera quel ddl costituzionale un punto di arrivo e non di partenza per riformare la giustizia. Ma in Parlamento, proprio com’è avvenuto per l’abuso d’ufficio e le intercettazioni, invece c’è voglia di correre proprio su questo. Intestandosi la priorità dell’iniziativa. A spingere sul pedale dell’acceleratore è soprattutto Azione, con Enrico Costa, da sempre convinto che la riforma “madre” per cambiare la giustizia in Italia sia dividere i giudici dai pm, i primi succubi dei secondi, come diceva Berlusconi.
di Ermes Antonucci
Il Foglio, 5 settembre 2023
Il ministro della Giustizia ha rassicurato il Forum Ambrosetti di Cernobbio sui passi in avanti fatti sul settore civile. Sul penale spazio alla riforma dell’abuso d’ufficio, ma la separazione delle carriere dovrà aspettare. L’intervento in versione civilista del ministro Carlo Nordio alla giornata finale del Forum Ambrosetti di Cernobbio ha mandato nel pallone gran parte del mondo mediatico e politico. Non la platea di imprenditori, manager e investitori presenti in sala, che al termine del discorso del Guardasigilli si è lasciata andare in un lungo, reiterato applauso, che ha interrotto per diversi secondi la ripresa dei lavori.
di Andrea Aversa
L’Unità, 5 settembre 2023
Togliere i figli ai genitori, aumentare le pene e abbassare l’età punibile non sono la soluzione ma l’ultima spiaggia di una politica incapace. La morte di Giovanbattista Cutolo, ucciso a Napoli da un 17enne, ha riaperto il dibattito sui rimedi da porre alla devianza giovanile. Tre sarebbero le soluzioni che secondo molti risolverebbero questa piaga sociale: togliere la patria potestà a genitori che vivono in contesti criminali, condannando i loro figli alla stessa vita; aumentare le pene per specifici reati; abbassare l’età punibile e quindi condannare e mandare in carcere i minorenni colpevoli di reati gravi. Rimedi da prendere in considerazione ma che non devono sfuggire a due considerazioni. La prima: siamo sicuri, scientificamente, che l’approvazione di tali provvedimenti renderebbe più pulita e sicura la nostra società? La seconda: non è che si tratta semplicemente di norme-spot da ‘ultima spiaggia’ realizzate da una politica incapace e alla continua ricerca del consenso?
di Davide Varì
Il Dubbio, 5 settembre 2023
Daspo ai minori, multe ai genitori, e castrazione chimica: le proposte della Lega contro la violenza giovanile e di genere. La senatrice: “Abbassiamo la soglia di imputabilità”. “La Lega sta lavorando a una serie di proposte sulla violenza dei minori. Tra queste, voglio ricordare quella del Daspo per i minori di 14 anni. Oggi i ragazzi crescono molto in fretta e attraverso la rete e i social acquisiscono in giovanissima età nozioni che un tempo si acquisivano dopo. Il tema è complesso e dovremmo anche pensare alla possibilità di abbassare la soglia di imputabilità, che oggi è fissata a 14 anni”. Lo afferma in un’intervista a Libero Giulia Bongiorno, presidente della commissione Giustizia al Senato e responsabile Giustizia del partito.
di Francesco Petrelli
Il Dubbio, 5 settembre 2023
La maturità precoce dei giovani? Un assunto tutto da dimostrare. L’ipotesi ventilata di rivedere il sistema sanzionatorio minorile, eliminando l’inimputabilità dei minori di quattordici anni (sospinta, come spesso accade, dalla cronaca giudiziaria (ripropone un tema che non è affatto nuovo.
di Giulio Sensi
Corriere della Sera, 5 settembre 2023
I centri di supporto, distribuiti in tutte le regioni, registrano un aumento delle richieste. Istat: più vittime reagiscono e chiedono aiuto. Ma le risorse sono ancora insufficienti. La solitudine fa male quanto le botte e le minacce: le rafforza, ne attutisce il rumore, affievolisce la speranza per le donne che ne sono vittima di uscire dall’isolamento e dalla spirale della violenza. I femminicidi, gli stupri, le aggressioni denunciate e raccontate sono solo una minuscola punta di un iceberg sotterraneo e nascosto con cui l’Italia non riesce ancora a fare i conti, nonostante che il sistema di protezione stia crescendo e si sia rafforzato: il numero telefonico 1522 antiviolenza e antistalking è sempre più utilizzato, esistono 373 Centri Antiviolenza (Cav) in tutte le regioni e 431 Case Rifugio, l’utenza è in continuo aumento, sempre più operatrici e volontarie sono in prima linea a sostegno delle donne che vogliono gettarsi alle spalle un passato fatto di abusi fisici e psicologici. I dati vengono raccolti dall’Istat e dal Dipartimento per le Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri che monitorano dal 2017 il fenomeno.
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