di Chiara Comai
La Stampa, 10 settembre 2023
Una morte ogni dieci ore. Telefono Amico: “Serve una rete di prevenzione”. Cresce il numero di suicidi e di tentativi di togliersi la vita. In occasione della Giornata Mondiale per la Prevenzione del suicidio, sono numerosi i dati e gli allarmi diffusi dalle associazioni che si occupano di monitorare e di offrire supporto alle persone. Secondo quanto riportato dall’Osservatorio Suicidi della fondazione Brf, il gesto viene compiuto in media da una persona ogni 10 ore. Un aumento di quasi il doppio dei casi rispetto all’anno scorso.
di Alfonso Celotto
La Stampa, 10 settembre 2023
Misure eccessivamente drastiche, se non accompagnate da effettivo controllo e prevenzione, non fanno altro che favorire illegalità e il mercato nero. Il telefonino ormai rappresenta il nostro terzo braccio (o, forse, il secondo cervello). Non ne possiamo fare a meno, al punto che se lo dimentichiamo una mattina a casa, ci sentiamo persi, disconnessi da tutto. I cellulari sono così fondamentali che ormai si pensa che proibirne l’uso possa diventare una misura di prevenzione della criminalità.
di Vitalba Azzollini*
Il Domani, 10 settembre 2023
Nel mese di agosto, a fronte del crescente numero di sbarchi, il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha annunciato un nuovo decreto in tema di immigrazione. Inquadrare quanto anticipato dal ministro nell’attuale contesto normativo può aiutare a capirne ex ante gli effetti. La valutazione preventiva degli impatti da parte del legislatore dovrebbe sempre precedere l’introduzione di nuove disposizioni, ma raramente viene fatta.
di Rita Rapisardi
L’Espresso, 10 settembre 2023
“Così si distrugge un intero settore industriale”. Tra pochi giorni entra in vigore l’obbligo di ricetta medica per tutti i prodotti con CBD, la molecola non psicotropa e che non crea dipendenza contenuta nella pianta. Che invece ora sarà equiparata alle sostanze stupefacenti a rischio abuso. Anche se la scienza dice tutt’altro.
di Michele Giorgio
Il Manifesto, 10 settembre 2023
L’avvocato del ricercatore italo-palestinese arrestato da Israele il 31 agosto ha riferito ieri del timore della famiglia che in mancanza di prove la detenzione penale venga sostituita con la detenzione amministrativa, allungando i tempi dell’arresto.
di Elena Stancanelli
La Stampa, 9 settembre 2023
Chiunque invochi il carcere per un minore sta commettendo un reato contro la comunità. La sta ingannando, sta facendo credere che si tratti di un provvedimento per diminuire il crimine: non è vero. Quello che sta facendo è aizzare le masse, incanalare il malcontento verso la vendetta. Che è esattamente il contrario del percorso che permette a un individuo di inserirsi di nuovo nella società, dopo aver passato un tempo in isolamento.
di Iuri Maria Prado
L’Unità, 9 settembre 2023
A ben guardare la giustizia di piazza non è affatto alternativa al carcere, il quale semmai ne costituisce una forma regolata. È certamente un segno di degrado, un elemento di inciviltà, ma che nel carcere non trova una negatoria bensì una specie di liberatoria patentata. E quando non è soltanto ingiusto e inefficace (ma basterebbe), il carcere è anche illegale: e non c’è dunque più nemmeno la legge a farlo diverso dalla violenza di strada. Ci si può pensare, quando si invoca galera e galera e galera?
di Maria Novella De Luca
La Repubblica, 9 settembre 2023
Il Garante dei detenuti Palma: “Così il sistema va in sofferenza. Manca personale, anche psicologi ed educatori”. Spadaro, del tribunale minorile di Trento: “Più che sanzioni bisogna investire sul recupero. O aumenterà la recidiva”. Il giudice Di Bella, Catania: “Con queste norme invece ne salveremo tanti”.
di Felice Manti
Il Giornale, 9 settembre 2023
Dietro le sbarre degli Ipm ci sono 400 detenuti, metà è in attesa di condanna o maggiorenne. E questa promiscuità vanifica gli sforzi e infiamma gli animi. Violenza, droga, sesso facile “con il degrado come special guest”, come recita il tormentone di questa dannata estate. Sono vent’anni che il branco è diventato baby gang, che la criminalità minorile si è americanizzata, è più violenta, spietata, si bulla sui social, fa proseliti. E no, la storiella che l’emergenza nasca solo da famiglie disagiate e al Sud non regge, anche perché in tutte le città ci sono Bronx e zone franche, una terra di mezzo dove non esistono vie di mezzo, dove le forze dell’ordine si muovono silenziosamente o a favore di telecamere. Da Schio a Torino, Bari e Lucca, Ferrara, Taranto, Bologna, Brindisi e Rimini. E solo nell’ultima settimana. Si cresce in fretta, la disgregazione delle famiglie getta napalm sulle coscienze, ambienti borghesi e marginalità crescenti vanno a braccetto, esaltate da un’iconografia alla Gomorra che rimpiazza le sbiadite figurine genitoriali. Il divieto forzato alla socialità col lockdown ha fatto il resto, come l’impossibile integrazione degli italiani di nuovo conio, impermeabili a ogni tentativo educativo.
di Dario del Porto
La Repubblica, 9 settembre 2023
Storia di Alberto: da minore fu coinvolto con altri tre ragazzi in un’inchiesta per resistenza a pubblico ufficiale. “Con la messa alla prova ho avuto una seconda opportunità e l’ho sfruttata, in cella non ci sarei riuscito”. Agosto 2015, una spiaggia della Costiera Sorrentina. Un gruppo di quattro ragazzini della periferia settentrionale di Napoli si caccia in un grosso guaio: prima prende a sassate una comitiva di turisti, poi reagisce all’intervento di un agente di polizia penitenziaria che li invita a smettere. Finiscono tutti davanti al giudice con le accuse di lesioni e resistenza a pubblico ufficiale, uno anche per tentata rapina impropria del telefonino con il quale il poliziotto aveva ripreso la scena.
- Ogni giorno in Italia finiscono in carcere tre persone innocenti senza prove e ragioni
- L’Italia non è un Paese per giovani
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