di Iuri Maria Prado
L’Unità, 10 gennaio 2024
Cuno Tarfusser, che aveva rimuginato sul processo per la strage di Erba fu trattato come un molestatore del verbo giudiziario. Poi si beccò un procedimento disciplinare. Torniamo indietro di qualche mese e ricordiamo a quale trattamento fu sottoposto Cuno Tarfusser, il magistrato che aveva rimuginato sul processo per la strage di Erba in esito al quale sono stati condannati all’ergastolo Olindo Romano e Rosa Bazzi.
di Tiziana Roselli
Il Dubbio, 10 gennaio 2024
Piazza Cavour conferma che la richiesta di ristoro per l’ingiusta detenzione può essere avanzata solo direttamente dalla parte interessata o tramite un rappresentante munito di una procura speciale. L’istanza di riparazione è, spiega infatti la Cassazione, un atto che racchiude in sé la stretta relazione tra chi ha subito l’ingiustizia e l’azione legale che ne consegue. Tuttavia, quest’ultima va proposta con attenzione a dettagli procedurali fondamentali, è il senso dalla sentenza numero 48559/ 2023 emessa dalla IV sezione penale della Suprema corte. Il caso di un uomo, coinvolto in un procedimento penale legato a un’accusa di rapina, ha visto emergere un nodo legale intorno alla richiesta per l’ingiusta detenzione patita nel corso del procedimento. Dopo essere stato assolto dal Tribunale di Napoli Nord, l’imputato ha avanzato l’istanza di ristoro. Tuttavia, la Corte d’Appello di Napoli ha respinto la richiesta, evidenziando la mancanza di una procura speciale necessaria per avviare il procedimento di riparazione come previsto dall’articolo 314 del codice di rito. La Corte territoriale ha rilevato come la procura speciale allegata non era esaustiva riguardo alla richiesta di riparazione, mancando di dati essenziali quali la data di rilascio e specifiche relative al procedimento in corso.
agi.it, 10 gennaio 2024
“Ho 63 anni e ne ho fatti 47 di carcere. Con i giorni di liberazione anticipata arrivo a 56 anni scontati, vale a dire più del doppio di quanto preveda il codice penale affinché un condannato all’ergastolo possa chiedere la liberazione anticipata. Attualmente nel mio futuro vedo solo due strade possibili: chiedere la grazia presidenziale o farla finita una volta per tutte, perché sono veramente allo stremo delle forze”. Così l’ergastolano G.M., recluso nel carcere di Badu ‘e Carros, a Nuoro, esprime “l’affanno che si prova al solo pensiero di dover morire in galera”.
di Emma Varriale*
La Repubblica, 10 gennaio 2024
Proprio oggi che compio 80 anni, circondata dai figli e da 13 nipoti, leggendo la storia di Kelvin Egulbor, il nigeriano di 25 anni condannato a 5 anni e 5 mesi per un’estorsione di due euro, mi si è accesa la nostalgia dei mei vent’anni quando tutti noi di sinistra ancora credevamo di poter raddrizzare il legno storto della giustizia. Oggi invece neppure più ci si commuove. Repubblica racconta che il giovane nigeriano voleva due euro per il parcheggio e ha minacciato il proprietario dell’auto di tagliargli la cappotta. Almeno così dice l’uomo che l’accusa.
di Alice D’Este e Rashad Jaber
Corriere del Veneto, 10 gennaio 2024
“I progetti e la filosofia: lui si è ucciso, io ho fallito”. I libri presi in biblioteca e la “sua” musica non sono bastati. Hanno avuto la meglio la fatica del carcere, che ha acuito il suo male di vivere. Stefano Voltolina non ha retto il peso della detenzione e a 26 anni, si è ucciso. È successo lunedì sera nel carcere Due Palazzi di Padova. Lo ha fatto impiccandosi nella sua cella con la corda dell’accappatoio mentre il compagno di stanza non c’era. Era arrivato a Padova in agosto con un trasferimento da un altro carcere per scontare una pena per violenza sessuale. Sarebbe rimasto a Padova fino al 2028.
padovaoggi.it, 10 gennaio 2024
Il gruppo dei Radicali patavino è intervenuto in seguito all’ennesimo caso di suicidio di un detenuto avvenuto al Due Palazzi due giorni fa: “Se è successo a Padova può accadere ovunque”. I diritti dei detenuti, le condizioni delle carceri nel nostro paese sono da sempre un tema caro al Partito Radicale. Anche quest’anno tante iniziative in tutta Italia, come il Natale in carcere che ha visto tanti militanti in tutta Italia in visite organizzate dal partito che fu di Marco Pannella, anche a Padova. E proprio il gruppo dei Radicali patavino è intervenuto in seguito all’ennesimo caso di suicidio di un detenuto avvenuto al Due Palazzi due giorni fa.
Ancona. “Attenti, Matteo è fragile”. L’alert via Pec lanciato al carcere 8 giorni prima del suicidio
di Federica Serfilippi
Corriere Adriatico, 10 gennaio 2024
“Matteo è un soggetto fragile, di interesse psichiatrico, che già in una occasione ha attuato propositi di suicidio”. Otto giorni prima del tragico gesto nella cella d’isolamento di Montacuto, e per cui ora sta indagando la procura di Ancona, l’avvocato di Matteo Concetti lanciava con queste parole l’alert per cercare di far porre a chi di dovere la giusta attenzione verso i disagi provati dal 25enne fermano. Il legale, Cinzia Casciani, aveva inviato una Pec al carcere per chiedere urgentemente un colloquio per avere contezza della situazione del suo assistito, in particolare ottenere informazioni sulla terapia medica seguita e sul supporto educativo messo a disposizione.
viterbotoday.it, 10 gennaio 2024
Detenuto morto dopo un lungo sciopero della fame. Il decesso è avvenuto nella notte dell’Epifania nel reparto di medicina protetta di Belcolle dove l’uomo, il 65enne Stefano Bonomi, era stato ricoverato coattivamente su disposizione del magistrato proprio a seguito della protesta intrapresa, lei cui ragioni al momento non sono note. L’uomo è arrivato nella struttura dell’ospedale di Viterbo dedicata ai detenuti dal carcere di Rieti, dove era recluso in attesa di giudizio, il 3 gennaio scorso. Nonostante non mangiasse più da tempo, sarebbe sempre rimasto lucido e sul suo stato di salute famiglia, avvocato e giudice sarebbero stati costantemente informati.
torinotoday.it, 10 gennaio 2024
La scorsa notte Andrea Pagani Pratis, detenuto di 47 anni, è stato trovato privo di vita in una cella del carcere di Ivrea. L’uomo stava scontando una condanna a diciotto anni di reclusione per avere ucciso il padre il 29 settembre del 2019 nella loro casa di Casalnoceto, comune della provincia di Alessandria che conta meno di mille residenti. Anche se la prima ipotesi è quella di un infarto, sarà l’autopsia a stabilire la reale causa della morte di Andrea Pagani Pratis che oltre 4 anni fa aveva ucciso a coltellate il padre Antonello, di 74 anni, per questioni di denaro.
di Angiola Petronio
Corriere del Veneto, 10 gennaio 2024
L’altro ha scritto alla moglie: “Prenditi cura di nostro figlio”. Domenica e lunedì altri due detenuti di Montorio hanno tentato di togliersi la vita. Uno di loro che si è tagliato la gola, è grave in ospedale. Tre, in poco meno di un mese. E, tra domenica e lunedì scorsi, altri due tentativi. È una scia tracciata probabilmente anche su quel fenomeno domino che è l’emulazione, quella dei suicidi nel carcere di Montorio. Scia “condivisa” con un intero sistema penitenziario e che non conosce confini. Racconta di due detenuti giovani che hanno tentato di togliersi la vita, l’ultimo “bollettino” da Montorio. Che vanno ad aggiungersi al suicidio dell’altro giorno al carcere Due Palazzi di Padova. Avvenuti, quei due tentativi, nella terza sezione - quella dei detenuti “protetti” - della casa circondariale veronese. Con un “prologo” l’ultimo dell’anno e un detenuto salvato dall’intervento dei compagni di cella.
- Taranto. È emergenza sanitaria in carcere: i farmaci acquistati e portati dai familiari dei detenuti
- Bologna. Alla Dozza sovraffollamento del 165%. “Violazioni alla Convenzione dei diritti dell’uomo”
- Bari. La camera Penale denuncia il sovraffollamento: “Dalla Torreggiani 11 anni passati invano”
- Milano. Carcere di Bollate, i detenuti riciclano rifiuti elettronici
- I pilastri sui cui si basa la Costituzione, il libro di Gustavo Zagrebelsky









