di Giancarlo Caselli
La Stampa, 17 agosto 2023
Le ricette che vengono presentate non sono né proponibili né sufficienti. Sono troppe le Istituzioni che non si assumono più le proprie responsabilità. Siamo assillati dalla necessità di regolare il carcere, che appare un mondo a sé ma comunque ci riguarda, perché punisce troppo o troppo poco e incide sulla sicurezza sociale. Poi succede che da quell’antro giungano notizie raccapriccianti: violenze di massa su detenuti, ripetute aggressioni al personale, morti d’inedia, suicidi, autolesionismo, proteste da una parte e dall’altra. E allora, se non tutti, ecco che molti offrono soluzioni. Foucault diceva che la storia del carcere si sovrappone a quella della sua crisi e delle critiche che l’hanno accompagnata. Non possiamo allora stupirci e tirare fuori, lì per lì, qualche rimedio. Per poi scoprire che si tratta di soluzioni già proposte ma abbandonate in quanto impraticabili, oppure tali da agganciare solo in minima parte il problema.
di Luigi Manconi
La Repubblica, 17 agosto 2023
Tanti fanno il nome di Rita Bernardini, si valutino anche i curricula di Stefano Anastasia e Giovanni Fiadanca. Questa è una vicenda tutta italiana, che presenta connotati di tipicità tali da renderla esemplare. Intorno a Ferragosto, per uno di quei casi crudeli del destino, che tendono a ripetersi fino a far immaginare la implacabilità di una storia naturale, nelle carceri italiane si ha una mattanza. Tra suicidi e digiuni fino alla morte.
di Carmelo Palma
linkiesta.it, 17 agosto 2023
Le polemiche sui suicidi in carcere sono tornate per ricordarci che se ne parla sempre e solo per banalità logistico-organizzative, mai dal punto di vista politico o giuridico. Ma viviamo in un Paese in cui la premier e il ministro della Giustizia sono garantisti solo fino al processo: per loro sulla punizione è doveroso essere giustizialisti.
di Vitalba Azzollini
pagellapolitica.it, 17 agosto 2023
Ne ha parlato il ministro Nordio, dicendo che la costruzione di nuove strutture è “quasi impossibile”. Le indicazioni della Corte europea dei diritti dell’uomo vanno però in un’altra direzione. L’Italia è il Paese della riedizione delle soluzioni a problemi annosi: questa volta tocca di nuovo alle carceri. Dopo i due suicidi avvenuti di recente nell’istituto di detenzione Le Vallette di Torino, il ministro della Giustizia Carlo Nordio ha proposto di utilizzare come carceri le caserme dismesse. Per raggiungere questo obiettivo Nordio ha annunciato che in autunno avvierà una ricognizione delle caserme disponibili a essere trasformate in luogo di detenzione differenziata, per chi è stato condannato in via definitiva a pene brevi per reati che non destano allarme sociale. Ma non è la prima volta che viene formulata la proposta di trasformare le caserme in istituti di detenzione: i risultati del passato sono stati tutt’altro che positivi.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 17 agosto 2023
Tra il 1947 e il 1970, il nostro Paese ha assistito a una significativa diminuzione del numero di detenuti, passando da circa 65.000 a 21.000. Tra il 1980 e il 1999 sono state costruire decine di nuove carceri ed è triplicato il numero dei detenuti, nonostante la diminuzione dei reati.
di Eleonora Camilli
La Stampa, 17 agosto 2023
Il presidente dell’associazione Antigone: “Servono misure alternative. La maggior parte dei reclusi ha problemi di dipendenze e psichiatrici”. Lo definisce un sistema fermo e malato dove “si sopravvive e spesso mal vive”.
di Enrico Sbriglia*
oralegalenews.it, 17 agosto 2023
Quanto di terribile è accaduto, nei giorni scorsi, presso la Casa Circondariale “Lorusso e Cotugno” di Torino, dove hanno trovato la morte due detenute, una pare suicidatasi, l’altra sembrerebbe deceduta, con la formula di rito, per “cause naturali”, ma che potrebbero essere riconducibili al fatto che rifiutasse, da diversi giorni, di alimentarsi, sono la dimostrazione plastica e drammatica che c’è più di qualcosa che non funzioni nel nostro sistema penitenziario.
di Stefano Baudino
lindipendente.online, 17 agosto 2023
Due gravi episodi hanno riacceso la luce sulla drammatica situazione che, ogni anno di più, si vive all’interno delle carceri italiane. L’ultimo riguarda il contenuto di una circolare inviata dal Provveditore dell’amministrazione penitenziaria lombarda, Maria Milano, ai direttori delle case circondariali della regione, in cui si afferma che nelle carceri della Lombardia sarebbe “emerso un uso improprio dei mezzi di coercizione fisica”, in particolare attraverso l’indebito utilizzo di “manette” all’interno delle varie sezioni. A precederlo di pochi giorni è invece la notizia della tragica dipartita di due detenute che si sono tolte la vita a poche ore di distanza nel carcere torinese Lorusso-Cutugno: una si è lasciata morire di fame e di sete, l’altra si è impiccata nella sua cella. E sono solo gli ultimi tasselli di una catastrofe che parte da molto lontano.
di Carla Forcolin
Ristretti Orizzonti, 17 agosto 2023
Agosto, tempo di vacanze, in carcere tempo di suicidi. La già precaria situazione dei detenuti/e si aggrava, perché, mentre aumentano le detenzioni, causate dai furti negli appartamenti vuoti, diminuiscono gli operatori di giustizia a tutti i livelli, essendo gli stessi (giustamente) in vacanza. Per tutta l’estate l’incertezza dei detenuti circa la loro situazione personale, le lunghissime attese per sapere se si potrà avere una visita, un permesso, una telefonata, un briciolo d’attenzione, aumentano e l’incertezza logora. Non a caso il maggior numero di suicidi avviene nelle Case Circondariali, dove raramente c’è qualcosa di definitivo da poter accettare.
Ristretti Orizzonti, 17 agosto 2023
Se si ha paura dell’amnistia si riducano subito presenza anziani, malati mente e tossicodipendenti. Sardegna ai vertici nazionali per detenuti geriatrici. “Se la concessione di un’amnistia e/o di un indulto fa paura, prima di pensare a Caserme dismesse, dove collocare come soprammobili detenute e detenuti, il Guardasigilli Carlo Nordio e il Capo del Dipartimento si preoccupino di alleggerire le carceri dalla presenza di persone anziane, malate di mente e/o affette da tossicodipendenze”.
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