palermotoday.it, 19 agosto 2023
Nella creazione del cinquantenne, ospite del carcere palermitano, tre bambini che “si affacciano sorridenti al mondo”. L’idea premiata dal Comune di Salemi. Tre bambini che “si affacciano sorridenti al mondo: espressione di una naturale gentilezza verso moltitudini di persone, idee, libri, culture, creatività e luoghi”. La gentilezza, quindi, come “energia della vita”. Questo il messaggio racchiuso nella cartolina spedita da un cinquantenne detenuto nel carcere Pagliarelli di Palermo che ha vinto il contest ‘La cartolina gentile della tua città”, lanciato dal Comune di Salemi (Trapani).
di Mauro Magatti
Corriere della Sera, 19 agosto 2023
Il sommarsi delle crisi dall’ambiente all’economia alla guerra, l’instabilità cronica ha fiaccato la fiducia nella crescita illimitata. Ed esplodono sentimenti negativi: l’intolleranza verso il diverso, la costruzione di muri respingenti, l’incuranza per le sofferenze di una parte del mondo, l’odio verso il nemico.
di Luca Casarini
L’Unità, 19 agosto 2023
Lo scontro tra posizioni leghiste è paradossalmente il nocciolo del tema migratorio. Il governatore e il sindaco di Treviso Conte opposti a Fedriga che dal Friuli Venezia Giulia propaganda il sistema dei campi detentivi. Vi è una sola cosa peggiore della propaganda in politica: la propaganda contraria. Questo modo di fare e di pensare la discussione pubblica, rende cieco e sterile ogni confronto. Verrebbe da dire che rende persino inutile la politica stessa, se di essa si conserva una visione nobile, e non di marketing elettorale. La questione migranti si offre come uno degli esempi di questa schermaglia tra propagande, di governo e di “opposizione”. Sull’aumento degli sbarchi per cominciare.
di Giansandro Merli
Il Manifesto, 19 agosto 2023
Il prefetto Mario Morcone, ex capo di gabinetto deIl Viminale e assessore regionale campano: “Con il tema dell’invasione alcuni hanno fatto libri, altri talk show, altri ancora hanno lucrato consenso elettorale. Adesso sono prigionieri di quelle retoriche”.
di Giovanna Casadio
La Repubblica, 19 agosto 2023
Dai dem a +Europa, fronte comune per abbattere il muro delle destre. Azione divisa. Zan (Pd): “Non possiamo essere fanalino di coda”. Cattaneo (FI): “Prudenza”. Non sarà la nuova battaglia delle opposizioni unite, come sul salario minimo, ma la legge sulla legalizzazione della cannabis sull’esempio della Germania, esce dalla soffitta in cui la destra italiana l’ha relegata. “Il Parlamento deve occuparsene, non possiamo essere fanalino di coda anche su questo”, promette Alessandro Zan, il responsabile diritti del Pd. Elly Schlein, la segretaria dem, in piena campagna per le primarie polemizzò con Matteo Salvini e contro la visione del leader leghista solo repressiva. Sottoscrisse la proposta di Riccardo Magi, il segretario di +Europa, per la coltivazione domestica di 4 piantine di marijuana a uso personale. Magi ha ripresentato quella proposta, così come Alleanza Sinistra-Verdi di Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli ne hanno depositato un’altra sempre per la liberalizzazione.
Il Dubbio, 19 agosto 2023
Le organizzazioni dei diritti civili hanno protestato, accusando Adams di “trattare i migranti peggio dei carcerati”. Per affrontare l’emergenza migranti, il sindaco di New York, Eric Adams, ha indicato alla governatrice dello Stato una serie di strutture dove mandare i migranti, il cui arrivo in sovrannumero ha provocato una crisi nel sistema d’accoglienza. Ma tra le strutture da utilizzare Adams ha inserito, scatenando polemiche, anche l’ex carcere di Manhattan, il Metropolitan Correctional Center, chiuso nel 2021, dove nell’estate del 2019 morì il milionario pedofilo Jeffrey Epstein, accusato di traffico sessuale di minorenni.
di Marta Serafini
Corriere della Sera, 19 agosto 2023
Oltre 225 detenuti, età media 11 anni, tra classi, laboratori e preghiera, il nuovo governo afghano ha preso il controllo di un centro fondato dalla cooperazione italiana. Nella struttura ci sono prigionieri comuni, criminali e i “beggars”, i piccoli mendicanti. In un cortile polveroso un gruppo di ragazzi sta giocando una partita di calcio. Davanti a loro, un’alta rete metallica. Carcere minorile di Kabul, qui un tempo venivano detenuti i giovani reclutati dai talebani e da Isis. Ma ora che lo Stato islamico è tornato al potere, dietro le sbarre ci stanno giovani prigionieri comuni, criminali e i “beggars”, i piccoli mendicanti e borseggiatori di strada. “Qui abbiamo 225 detenuti. L’età media è di 11 anni ma non scendiamo sotto i 7 anni”, spiega Nazar Mohammad Naseri, direttore del carcere. Ex imam, originario di Kabul, turbante nero e barba lunga, parla senza guardarci negli occhi ma è disponibile a rispondere alle domande.
di Paola Morselli
Il Domani, 19 agosto 2023
Singapore può sembrare un paradiso di modernità, ordine e prosperità. Ma è caratterizzata di un sistema legale che prevede la pena di morte per lo spaccio di droghe. Il paese è pieno di contraddizioni e il partito dominante considera la pena capitale un punto fondamentale della sua narrazione di law and order.
di Glauco Giostra
Avvenire, 18 agosto 2023
Questo articolo uscirà probabilmente fuori tempo massimo. La permanenza dell’attenzione mediatica, politica e sociale sulla questione penitenziaria è generalmente di un paio di giorni per ogni suicidio in carcere (arriva ad una settimana per ogni evasione, solo perché è fatto che ingenera allarme sociale). Poi, con inconfessabile sollievo, tutto torna nel buco nero della rimozione collettiva, senza scrupoli eccessivi, perché rispetto alle vittime di altri drammi umanitari i detenuti pagano per loro colpe. Si potrebbe far osservare che la pena per la commissione di reati consiste nella privazione della libertà, non della dignità e della speranza: ma alle persone civili la precisazione suonerebbe giustamente come un’ovvietà; alle altre, come un buonismo insopportabile.
di Marco Ruotolo
La Stampa, 18 agosto 2023
“Una telefonata allunga la vita”, recita un noto messaggio pubblicitario degli anni Novanta. Riprendendo questo spot, l’Associazione Antigone ha lanciato l’omonima campagna nell’estate 2022, sottolineando che i limiti temporali previsti dalla vigente disciplina penitenziaria sulle conversazioni telefoniche non avrebbero più senso, essendo in larga parte legati ai costi del servizio, assai elevati ai tempi della redazione dei testi normativi in discussione e oggi non più tali. Può sembrare una questione secondaria, ma è invece un problema fondamentale, perché il sentimento di abbandono o di isolamento spesso avvertito da chi abita gli istituti di pena può facilmente scivolare in una condizione di disagio estremo, soprattutto per coloro che hanno scarse o nulle possibilità di colloqui in presenza con i propri familiari. In un momento di sconforto una telefonata può, appunto, salvare una vita, consentendo di allontanare pensieri autolesionistici o addirittura suicidari.
- Una telefonata per salvare la vita, anche in carcere. Proposta per superare l’inutile “tough on crime”
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- Quei “fantasmi” under 30 che affollano le carceri
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