di Giansandro Merli
Il Manifesto, 20 agosto 2023
Le immagini delle tensioni tra migranti e residenti le abbiamo già viste. Forse la destra spera di vederne ancora. Per non dover parlare di salari bassi, sanità allo stremo e riforme fiscali che favoriscono i ricchi. Per scaricare su qualcun altro le proprie responsabilità.
di Adriana Pollice
Il Manifesto, 20 agosto 2023
“È tutto saltato, siamo sull’orlo del tracollo”: a certificare il fallimento del sistema di accoglienza organizzato dal governo Meloni è Matteo Biffoni, sindaco di Prato e delegato Anci per l’immigrazione. “Siamo nella più grande emergenza mai vissuta, almeno da quando sono responsabile Anci, e non succede nulla: ho visto il ministro Piantedosi a dicembre poi c’è stata una convocazione il 4 agosto e nel mezzo solo un po’ di interlocuzione tecnica”.
di Federico Faloppa*
La Stampa, 20 agosto 2023
Chi arriva in Italia per richiedere asilo non può essere chiamato “clandestino”, nemmeno in un manifesto politico. Lo ha stabilito la Corte di Cassazione con la sentenza depositata il 16 agosto scorso, respingendo il ricorso presentato dalla Lega - che ora dovrà pagare anche le spese processuali - e chiudendo quindi una vicenda iniziata nel 2016. Quando, per contestare l’assegnazione di 32 richiedenti asilo a un centro di assistenza messo a disposizione da una parrocchia di Saronno (Varese), il Carroccio aveva convocato un presidio con cartelli che recitavano: “Saronno non vuole i clandestini”.
di Umberto De Giovannangeli
L’Unità, 20 agosto 2023
“Sovvenzioniamo per non far partire i profughi proprio coloro che li costringono a partire. Pensiamo al caso della Tunisia: Saied ha le mani sporche di sangue, ma Meloni ne ha fatto un nostro partner e fidato alleato”. Dai morti nel Mediterraneo ai suicidi in carcere. Continua senza soluzione di continuità la stagione dei diritti umani negati. L’Unità ne parla con Riccardo Noury, storico portavoce di Amnesty International Italia.
di Gianfrancesco Turano
L’Espresso, 20 agosto 2023
Arresti e sequestri record non riescono a fermare lo tsunami di una droga che era per ricchi e ora unisce le classi sociali. Magistratura e forze di polizia lanciano l’allarme. Ma la polvere bianca dà lavoro. E la lotta al riciclaggio si fa per onor di firma.
di Paolo Biondani
L’Espresso, 20 agosto 2023
Ormai è diventata un prodotto di massa: in poco più di vent’anni i prezzi sono crollati e la domanda è esplosa. Oggi i consumatori sono almeno mezzo milione, con 44mila ragazzi sotto i 19 anni. C’era una volta la droga dei vip, la polvere bianca sniffata nei night, nelle serate esclusive per ricchi e arricchiti: un vizio da privilegiati, concentrati a Milano e in poche altre grandi città, negli ambienti dorati della moda, della pubblicità, della finanza. Oggi la cocaina è un prodotto di massa. In poco più di vent’anni i prezzi sono crollati e la domanda è esplosa. Si consuma ogni giorno, nelle metropoli e nei piccoli paesi, nelle ville di lusso e nei palazzoni di periferia, nelle scuole e negli uffici, in negozi, ristoranti, pizzerie, ospedali, industrie.
di Alessandra Fabbretti
Il Manifesto, 20 agosto 2023
Dopo dieci anni rilasciato uno dei volti di piazza Tahrir e del contrasto al golpe del 2013. Ma cambia poco: ancora decine di migliaia i prigionieri politici. E continuano i casi di sparizione forzata. Dopo l’ex studente di Unibo Patrick Zaki, il presidente egiziano ha graziato un altro attivista di primo piano, Ahmed Douma. Il provvedimento siglato da Abdel Fattah al-Sisi comprende altri 30 detenuti come ha fatto sapere Tarek Elawady, a capo del Comitato per la grazia. Douma, famoso anche per le sue poesie, ha lasciato ieri mattina l’istituto penitenziario di Badr, al Cairo, dove stava scontando una condanna a 15 anni per aver protestato contro il colpo di stato dei militari guidati da al-Sisi, che nel 2013 deposero il presidente eletto Mohamed Morsi.
di Elena Basso
La Repubblica, 20 agosto 2023
Dal 2019 nei centri di detenzione del Paese sono stati uccisi più di 600 persone: torturate a morte dai capi banda durante le lotte per il potere fra gang rivali. A volte ai familiari viene consegnato solo un braccio, altre volte un piede o un sacco con diversi parti del corpo. Non sanno se appartengano davvero al proprio familiare, è difficile stabilirlo, ma non possono fare altro che andare a casa e seppellirlo.
di Giovanni Negri
Il Sole 24 Ore, 19 agosto 2023
Annunciato dal ministro della Giustizia Carlo Nordio, dopo il suicidio di due donne detenute a Torino, e confermato dal sottosegretario Andrea Ostellari, è pronto per la presentazione in Consiglio dei ministri, forse già il primo dopo la pausa estiva, il provvedimento che aumenta il numero di telefonate che potranno essere effettuate dai detenuti. Si passerà da quattro a sei al mese, con la possibilità per i direttori degli istituti di aumentarne il numero in casi motivati.
di Davide Varì
Il Dubbio, 19 agosto 2023
“Il provvedimento è pronto e potrebbe essere approvato già nel prossimo Consiglio dei Ministri: le telefonate dei detenuti comuni ai loro congiunti passeranno da quattro a sei al mese, con la possibilità, per i direttori degli Istituti penitenziari, di aumentarne il numero in situazioni particolari, quale ulteriore strumento trattamentale. Nulla cambia per chi sconta una pena per reati più gravi”.
- Fondo risarcimenti da stipendi detenuti, Imma Conti: “Bene la proposta di Ostellari”
- “Meno soldi ai detenuti che lavorano”. La follia leghista
- “Il carcere è obsoleto, Susan voleva solo vedere il suo bambino. Un detenuto in comunità costa meno che in cella”
- Ilaria Cucchi: “La persona giusta per il ruolo di Garante dei detenuti è Rita Bernardini”
- Il carcere è sempre meno umano, sempre meno conforme ai precetti costituzionali











