ansa.it, 13 novembre 2023
È morto ieri sera nel carcere Opera di Milano il boss palermitano Vincenzo Galatolo. Recuso al 416 bis da molti anni, il capomafia dell’Arenella era malato terminale per un tumore ai polmoni e al cervello. Il suo avvocato aveva presentato istanza di scarcerazione, viste le sue gravi condizioni di salute, ma era stata rigettata. A giugno era diventata definitiva la sua condanna a 30 anni per la strage di Pizzolungo del 1985 costata la vita a Barbara Izzo e ai suoi figli gemelli, Salvatore e Giuseppe. L’obiettivo era il giudice Carlo Palermo.
Il Sole 24 Ore, 13 novembre 2023
Le Stem e la formazione 4.0 entrano in carcere. È partito a luglio (e si concluderà a dicembre), presso la casa circondariale “Lorusso e Cutugno” di Torino, un progetto che introduce i detenuti “dimittendi”, cioè con fine pena residuo non superiore ai due anni, alle discipline Stem (in particolare matematica, robotica e programmazione), all’uso e alla programmazione di robot industriali, al coding e alla saldatura robotizzata.
di Andrea Guida
firenzetoday.it, 13 novembre 2023
Il corso è orientato ai detenuti che sono a fine pena o che hanno commesso reati minori. Ripartire dopo un periodo passato in galera non è mai semplice. Il momento più difficile è sicuramente quello del reinserimento nel mondo del lavoro. Per questo motivo l’Università di Firenze ha deciso di finanziare un corso professionale per i detenuti a fine pena con l’obiettivo di dare a queste persone una seconda possibilità. A dirigere il corso è Pierluigi Madeo, titolare e chef del gruppo Pizzaman. Il corso ha una durata di 120 ore e si divide tra teoria e pratica. Il fine è insegnare ai carcerati i segreti per diventare pizzaioli. Non solo. Una parte del percorso, curata dal docente Mattia Rossini, è orientata anche sulla comunicazione e sul marketing per coloro che hanno l’obiettivo di diventare ristoratori.
ansa.it, 13 novembre 2023
Dal 16 novembre al Teatro delle Passioni, dal 26 l’Amleto. La compagnia modenese Teatro dei Venti, diretta da Stefano Tè, che da quasi vent’anni porta il teatro all’interno delle carceri con percorsi creativi appositamente pensati per detenuti e detenute, torna in scena al Nuovo Teatro delle Passioni di Modena con due spettacoli coprodotti con Emilia Romagna Teatro, “Giulio Cesare” e “Amleto”. Realizzati insieme agli attori della casa circondariale di Modena e della casa di reclusione di Castelfranco Emilia, il primo si potrà vedere dal 16 al 19 novembre per la prima volta al di fuori delle strutture detentive; Amleto sarà in scena invece in prima assoluta dal 23 al 26 novembre.
di Nadia Ferrigo
La Stampa, 13 novembre 2023
Il Mig lancia il primo Osservatorio italiano della Gentilezza: “Trattare bene il prossimo non è un plus relazionale, ma un diritto. E fa bene al Pil”. Quello che ruba il posto in fila alla cassa, un vicino di casa che non ricambia il saluto o l’automobilista che si incolla al clacson per conquistare una manciata di secondi. Per rovesciare l’umore bastano uno sgarbo o un’attenzione mancata, come a volte è semplice ritrovare un soffio di fiducia nel prossimo se ci cede il passo o sfodera un sorridente “buongiorno”. Peccato che ricordiamo molto bene gli sgarbi subiti, ma poco e nulla le gentilezze mancate. È sempre più facile immedesimarsi nelle vittime che nei carnefici, così troppo poco spesso pensiamo che sfoderare un sorriso e un saluto convinto sia un dovere di tutti noi. Almeno, di tutti quelli che vogliono vivere in un mondo più giusto. Così la pensa e la spiega il Movimento italiano per la gentilezza, associazione no profit fondata nel 2001 su quattro linee guida - Sanità, Giustizia, Urbanità Sostenibile ed Uguaglianza Globale - e collegato al World Kindness Movement di Tokyo, movimento riconosciuto dalle Nazioni Unite e che ha ispirato la Giornata Mondiale della Gentilezza, che nel 2023 cade il 13 novembre.
di Francesca Spasiano
Il Dubbio, 13 novembre 2023
La regista romana Sibilla Barbieri ha scelto di andare in Svizzera dopo il rifiuto dell’Asl e come lei sono in tanti a subire lo stesso destino. Non tutti i malati terminali sono uguali. Molto dipende dalle condizioni che li tengono in vita, ma anche dalla Regione in cui si trovano e dai mezzi di cui dispongono per scegliere come morire. Sibilla Barbieri li aveva, quei mezzi: diecimila euro per raggiungere la Svizzera e autosomministrarsi il farmaco letale in una clinica. Anche se avrebbe preferito morire a casa sua, in Italia. Ciò che la rendeva uguale a tutti gli altri malati è il diritto a stabilire quando la sofferenza vissuta sia ormai intollerabile. Per Sibilla lo era.
di Filomena Gallo*
Il Dubbio, 13 novembre 2023
Ognuno è diverso ed è per questo che è giusto garantirci la possibilità di decidere se curarci, come e fino a quando. Ogni volta che qualcuno mi chiede perché sono a favore dell’eutanasia e del suicidio assistito, spiego che non sono a favore dell’eutanasia e del suicidio assistito ma della libertà e della possibilità di scegliere. Quasi ogni volta aggiungo che questa libertà e che questa possibilità di scegliere sono garantite dalla Costituzione italiana, principalmente dagli articoli 2, 3, 13 e 32 - ma dall’intera carta costituzionale che ruota intorno ai diritti fondamentali della persona.
di Francesco Mario Agnoli*
Il Dubbio, 13 novembre 2023
A distanza di pochi giorni è morta per “eutanasia” l’attrice e regista italiana Sibilla Barbieri, in Svizzera, e, in Inghilterra, la piccola (8 mesi) Indi Gregory rischia la stessa sorte. Identico il risultato finale, ma diverso il percorso. Indi sarebbe l’ultima di una serie non breve di bambini (i casi più noti in Italia sono quelli di Cherlie Gard e Alfie Evans), che, su impulso dei medici del servizio sanitario pubblico e per decisione dei giudici (la cosiddetta Alta Corte) vengono soppressi nel loro “best interest”, nonostante l’opposizione dei genitori, che dovrebbero averne la rappresentanza legale. Come già era accaduto per Alfie, il governo italiano ha tentato di salvare Indi concedendole la cittadinanza italiana e offrendole ricovero in un nostro ospedale. Interventi a priori inadeguati, dopo il caso Alfie, a salvarle la vita, ma comunque non inutili, perché segnale di una implicita, ma ugualmente chiara, presa di distanza dal sistema inglese.
di Chiara Lalli
Il Dubbio, 13 novembre 2023
Aveva la sclerosi multipla da alcuni anni e non voleva più vivere in quel modo. è dovuto andare in svizzera perché non aveva un trattamento di sostegno vitale, uno dei quattro requisiti previsti della consulta. ora il Gip dirà se accompagnarlo è stato un reato. Il prossimo 23 novembre ci sarà una udienza in Camera di consiglio riguardo al mio procedimento penale per il reato 580 del codice penale, istigazione o aiuto al suicidio, commesso lo scorso 8 dicembre. Quasi un anno fa ho accompagnato Massimiliano in Svizzera. Massimiliano aveva la sclerosi multipla da alcuni anni e non voleva più vivere in quel modo, quasi immobile e dipendente dagli altri per qualsiasi cosa, anche per aprire una porta o per bere un bicchiere d’acqua; la mattina di quell’8 dicembre ha bevuto un farmaco che lo ha fatto addormentare e poi morire. Il 9 dicembre mi sono denunciata alla stazione dei carabinieri di Santa Maria Novella a Firenze. La decisione del giudice per le indagini preliminari del tribunale di Firenze risponde alla richiesta di archiviazione del pubblico ministero di qualche giorno prima e ha lo scopo di “verificare la sussistenza dei presupposti della richiesta”.
di Gennaro Grimolizzi
Il Dubbio, 13 novembre 2023
“La sentenza Cappato non rappresenta un passo avanti significativo. Pone, invece, una serie di condizioni articolate in modo da rendere di fatto impossibile, o quasi, ottenere il “permesso di morire” nel nostro Paese. E ci sarà da lavorare per superarle o adattarle”. Francesco Crisafulli, magistrato della Sezione XVIII del Tribunale di Roma (già Agente del governo davanti alla Corte europea dei diritti dell’uomo) parte dall’orientamento della Consulta per analizzare i delicati temi legati al fine vita e ai diritti che ne conseguono.
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