di Marco Belli
gnewsonline.it, 15 novembre 2023
“Avete un compito straordinariamente difficile: coniugare la sicurezza e la rieducazione. Noi ci stiamo battendo affinché le carceri siano sempre più idonee ad assolvere a queste due funzioni”. Il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, ha voluto incontrare - sia pur da remoto - e salutare di persona i 56 nuovi dirigenti penitenziari, che entro il 20 novembre prenderanno servizio negli istituti a cui sono stati assegnati. Sono i vincitori dell’ultimo concorso per dirigenti penitenziari bandito da Via Arenula dopo 25 anni di attesa: dopo un anno di formazione specifica e sul campo, ora sono pronti ad iniziare il loro lavoro.
di Ermes Antonucci
Il Foglio, 15 novembre 2023
I magistrati impegnati nella lotta alla mafia criticano le riforme ipotizzate dal governo: abolizione dell’abuso d’ufficio, intercettazioni, separazione delle carriere. La premier: “No a scontri tra poteri”. Non è stato un plotone di esecuzione, anzi, tutto si è svolto in un “clima di grande dialogo e collaborazione”. Di certo, però, il capo della Direzione nazionale antimafia e antiterrorismo (Dnaa), Giovanni Melillo, e i vertici delle ventisei procure distrettuali antimafia non hanno risparmiato critiche nei confronti del governo in occasione dell’incontro che si è tenuto lunedì pomeriggio a via Giulia con la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, accompagnata dal sottosegretario Alfredo Mantovano e il Guardasigilli Carlo Nordio.
di Errico Novi
Il Dubbio, 15 novembre 2023
Oggi gli azzurri chiederanno di dare priorità alla legge che vieta di sequestrare beni agli assolti (e rovina l’intesa fra premier e Dna...). Può un governo essere all’opposizione della propria maggioranza? Difficile. Ma non impossibile. Almeno secondo il Pd, che ieri ha “denunciato” il seguente paradosso: a Palazzo Madama, l’Esecutivo ha chiesto di rinviare l’esame della legge che regola il sequestro delle chat dai telefonini degli indagati. A firmare quella proposta era stato, manco a dirlo, un senatore di Forza Italia, il capogruppo azzurro in commissione Giustizia Pierantonio Zanettin.
di Francesco Petrelli*
Il Dubbio, 15 novembre 2023
Le motivazioni con le quali la Corte Suprema ha chiuso l’annosa questione del processo della cd. “trattativa” fra Stato e mafia contengono qualche radicale cadenza censoria che riguarda non solo la qualità della prova ma il percorso metodologico seguito nei precedenti giudizi. Leggere della “inidoneità delle condotte poste in essere dai tre ufficiali del R. O. S. ad integrare una forma di concorso punibile nel reato di minaccia ad un corpo politico”, lascia comprendere su quali incerte ed evanescenti basi sia stata costruita quella prima sentenza che aveva avuto bisogno di ben 5237 pagine per spiegare il perché della condanna. Secondo i giudici di legittimità, infatti, l’assunto accusatorio, che nel suo clamoroso sviluppo ha segnato la storia repubblicana, lacerando vite umane ed istituzioni delle Stato, non era “fondato su alcuno specifico dato probatorio, né argomentato sulla base di consolidate massime di esperienza”, il che significa che l’ipotesi secondo la quale i vertici stragisti avrebbero trasmesso attraverso i Ros le minacce nei confronti del governo non era supportata da alcuna prova. Insomma, non solo il reato di “trattativa”, come già sapevamo, non esiste, ma neppure esistevano le prove di quei fatti che da “trattativa” erano stati travestiti. Ma ancor più interessante risulta il passaggio nel quale i giudici della Cassazione censurano il fatto che i giudici di merito avrebbero “optato per un modello di ricostruzione del fatto penalmente rilevante condotto secondo un approccio metodologico di stampo storiografico”.
L’Unità, 15 novembre 2023
Svolta alla revisione del processo in corso per la strage di Sinnai. “Mi fu indicata la foto di Beniamino Zuncheddu, un poliziotto mi disse che il colpevole era lui”. La condanna all’ergastolo per triplice omicidio. L’unico superstite e testimone chiave della strage in una seduta drammatica ha confermato i dubbi di avvocato e Procura. La strage è quella del Sinnai, Sardegna, del 1991: tre pastori uccisi. Il condannato, che si è proclamato sempre innocente, Beniamino Zuncheddu sta scontando l’ergastolo. È in carcere da 33 anni. Luigi Pinna, l’unico superstite della strage e testimone chiave, ha rilasciato le dichiarazioni nell’ambito del processo di revisione in corso davanti ai giudici della Corte d’Appello di Roma. All’esterno del tribunale di Roma, durante l’udienza di ieri, un sit di familiari e militanti del partito Radicale che da sempre sostengono l’innocenza del condannato.
di Massimiliano Melley
milanotoday.it, 15 novembre 2023
Votata all’unanimità in Regione una mozione per migliorare le condizioni di vita all’interno dell’istituto, potenziando anche le occasioni di formazione e lavoro per i detenuti minorenni. Migliorare le condizioni e gli ambienti del carcere minorile Beccaria di Milano, con risorse proprie o della cassa ammende, ideando percorsi di inclusione sociale, formativa e lavorativa e affiancando mediatori linguistici e culturali al personale penitenziario. Ma anche riqualificando e ampliando gli spazi destinati alla vita quotidiana e migliorando le condizioni igieniche.
cesenatoday.it, 15 novembre 2023
“Il tempo in carcere non passa mai - sottolinea Antonio Semeraro - ed è tutto tempo sprecato, si perdono anni di vita e spesso ti resta solo una grande solitudine”. Si è svolto ieri, lunedì 13 novembre alI’istituto Marie Curie di Savignano sul Rubicone un incontro, presieduto dal dirigente scolastico Mauro Tosi e dalla prof.ssa Roberta Ortis, rivolto agli studenti sui temi della legalità e sicurezza sociale, promosso dall’impresa sociale Altremani srl e da Techne, agenzia formativa che opera da oltre 20 anni nella Casa circondariale di Forlì. Altremani è la prima società nata in provincia con l’unico scopo di lavorare sui temi dell’esecuzione penale, offrendo lavoro ai detenuti della Casa Circondariale di Forlì e promuovendo sul territorio attività educative finalizzate a diffondere nei giovani la cultura della legalità e della tolleranza in un’ottica di prevenzione del reato.
di Laura Fasani
Giornale di Brescia, 15 novembre 2023
In uno dei luoghi più inospitali e criticati di Brescia, il carcere di Canton Mombello, da qualche mese il cielo è stato portato in una stanza. Quasi letteralmente: sulle pareti ridipinte di azzurro campeggiano nuvole sorridenti, mongolfiere, pupazzi volanti e un tracciato per il gioco dell’oca tra casette colorate. Sono i nuovi disegni realizzati sulle quattro mura dello Spazio Giallo, la stanza che accoglie le famiglie in attesa di colloquio con i detenuti. Da qui negli ultimi due anni sono passati tra gli ottanta e i cento bambini dagli zero ai dodici anni, secondo le stime dell’associazione Carcere e Territorio. Un luogo fino a poco tempo fa asettico e inadeguato per i bimbi, che nei mesi scorsi è però stato completamente trasformato dagli studenti del liceo Leonardo e da due detenuti grazie al progetto “Accogliamo” insieme a Carcere e Territorio.
avveniredicalabria.it, 15 novembre 2023
La morte di una donna per femminicidio è l’epilogo di una storia di violenza, che coinvolge una comunità, segna in modo indelebile la vita di più famiglie, lascia bambini orfani, trasmette alle generazioni future un senso di insicurezza. È una tragedia che interroga le coscienze e costringe a ripensare il rapporto uomo donna. Ma cosa s’intende per femminicidio? E perché si viene uccise? Perchè si muore? E dei bambini e bambine loro figli/e chi se ne occupa? A queste domande si cercherà di dare delle risposte nell’incontro organizzato dalla Coop di donne Soleinsieme in collaborazione con la Cgil dell’Area Metropolitana e con il Centro Comunitario Agape.
di Susanna Schimperna
L’Unità, 15 novembre 2023
“Devono marcire in galera”: sono frasi del genere le fondamenta dell’indifferenza verso le carceri: un mix di rancore e odio verso chi ha sbagliato che i racconti di 19 detenuti ribaltano. Dei penitenziari sappiamo poco e non abbiamo intenzione di saperne di più. Però ne parliamo, con frasi slogan che dovrebbero racchiudere la soluzione di ogni male, ripulire le strade dalla delinquenza, garantirci la sicurezza: “Bisogna inasprire le pene”, “Chiuderli e buttare la chiave”, “Marciscano in galera”, “La colpa è del buonismo, il 41bis va esteso a tutti i ladri e gli assassini”, “In carcere devono soffrire, non è mica un albergo”.
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