Il Giorno, 16 luglio 2023
L’indennità di disoccupazione, la Naspi, spetta anche ai detenuti che hanno prestato attività lavorativa per l’amministrazione penitenziaria. A stabilirlo è una sentenza recente del Tribunale di Busto Arsizio che ha accolto il ricorso di una detenuta lavoratrice seguita dalla Cgil di Milano. La detenuta ha lavorato come addetta alle pulizie e successivamente come aiuto sarta nella produzione di mascherine durante il periodo del Covid in un istituto penitenziario milanese, prima di essere trasferita in un altro istituto della stessa città, dove è attualmente ancora reclusa.
di Sofia Francioni
Corriere di Torino, 16 luglio 2023
Lo ha scritto il sindaco Lo Russo sul Corriere Torino il 14 luglio: “Torino e provincia hanno case circondariali non adeguate alla rieducazione. Anche questa è sicurezza”. La conferma arriva dopo l’ispezione al Lorusso e Cutugno dell’associazione radicale Adelaide Aglietta.
di Giulia Gualtieri
reggionline.com, 16 luglio 2023
L’intervento dell’assessore comunale al Welfare Daniele Marchi in seguito al pestaggio avvenuto ai danni di un detenuto 41enne per mano di agenti della penitenziaria. “Il Governo non ha intenzione di dimenticare. Non può esserci giustizia dove c’è abuso. E non può esserci rieducazione dove c’è sopruso”. Lo diceva Mario Draghi due anni fa, il 14 luglio 2021, al carcere di Santa Maria Capua Vetere, teatro di una “mattanza” senza precedenti.
di Giovanni Maria Jacobazzi
Il Dubbio, 16 luglio 2023
Nel suo libro, Antonucci spiega che il potere che hanno ora i magistrati, soprattutto che esercita funzioni requirenti, ha origini assai lontane. “La Repubblica giudiziaria. Una storia della magistratura italiana” (Marsilio, 288 pp. 19 euro) scritto dal giornalista del Foglio Ermes Antonucci è il primo libro sulla storia della magistratura nel periodo repubblicano. “Uno strumento utile per capire le varie tappe che hanno portato allo strapotere delle toghe”, ricorda l’autore che si è cimentato in questa inedita ricerca storica”.
di Chiara Sgreccia
L’Espresso, 16 luglio 2023
“Non possono lasciare la struttura”, si legge nel documento che la Prefettura di Trapani invia ad Asgi. Il testo scritto dalle autorità italiane certifica la detenzione illegittima. All’interno del Punto crisi non vengono eseguite le operazioni di identificazione. E visto che i migranti non sono ancora fotosegnalati, “non possono lasciare la struttura”. Anche perché non ci sono proprio “gli strumenti di regolamentazione di entrata e di uscita”.
di Franco Corleone
L’Espresso, 16 luglio 2023
Giorgia Meloni e Alfredo Mantovano hanno deciso di lanciare una crociata contro la canapa, colpevole di essere una sostanza diabolica, causa della corruzione morale dei giovani. La tesi assai ardita si fonda sulla convinzione che non vi siano droghe leggere e pesanti, ma che esista la Droga, che rappresenta il male assoluto da combattere senza esclusione di colpi. D’altronde, se il Bene deve trionfare, non sono ammessi compromessi.
di Marco Perduca
L’Unità, 16 luglio 2023
Lo Statuto di Roma che istituì la Corte fu adottato il 17 luglio del 1998, dopo un percorso lungo e tortuoso. In pochi lo sanno, ma il nostro Paese giocò un ruolo chiave perché dalle parole si “passasse ai fatti”. Ecco come andò.
di Lorenzo Vita
Il Riformista, 16 luglio 2023
L’obiettivo è un patto che garantisca lo stop del traffico di esseri umani. Meloni dovrà certificare che l’Italia ha avuto un peso nel trovare un accordo con un Paese di transito come la Tunisia e far vedere che Roma arriva prima di altri partner nel “mettere il cappello” sull’accordo con Saied.
di Carlo Lania
Il Manifesto, 16 luglio 2023
Nel paese nordafricano von der Leyen e il premier olandese Rutte: la speranza è di arrivare un accordo sul Memorandum. Unione europea e Tunisia continuano a trattare alla ricerca di un accordo sui migranti che però, al momento, sembra ancora lontano. Per questo Giorgia Meloni oggi sarà di nuovo nel paese nordafricano insieme alla presidente della commissione Ue Ursula von der Leyen e al premier olandese Mark Rutte per incontrare il presidente Kais Saied.
di Federica Lavarino
wired.it, 16 luglio 2023
Nella prigione aperta nel 2002 nella base navale statunitense a Cuba sono stati rinchiusi 780 detenuti. Oggi nel carcere ci sono 30 persone, ancora in condizioni critiche. Per la prima volta l’Onu ha potuto visitare la struttura.
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