di Manuela D’Alessandro
agi.it, 16 novembre 2023
A sollevare la questione, che sarà discussa il 5 dicembre, il giudice Fabio Gianfilippi secondo il quale è “urgente” superare l’attuale divieto. Il 5 dicembre la Corte Costituzionale è chiamata a esprimersi sulla possibilità per i detenuti “di svolgere colloqui intimi, anche a carattere sessuale, con la persona convivente non detenuta, senza che sia imposto il controllo a vista da parte del personale di custodia”. Così scrive Fabio Gianfilippi, giudice della Sorveglianza di Spoleto, nell’ordinanza con cui ha mandato gli atti alla Consulta accogliendo l’istanza di un uomo che lamentava “le conseguenze negative che l’assenza di intimità con la compagna sta avendo sul suo rapporto di coppia a cui tiene particolarmente e al quale considera legato il proprio reinserimento sociale”.
di Liana Milella
La Repubblica, 16 novembre 2023
In Campidoglio il Guardasigilli rilancia la sua idea. Per Bernardini è “una proposta naïf”. Magi: “Case territoriali di reinserimento sociale”. Il carcere di Regina Coeli, che ospitò Pertini e Saragat, trasformato in un museo. Le caserme dismesse, al posto delle prigioni, per i detenuti con pene lievi. Il Guardasigilli Carlo Nordio, in Campidoglio a Roma, interviene all’ennesimo convegno, questa volta dedicato ai vent’anni di Garante di Roma capitale. E ripete quello che ormai va dicendo da un anno, alleggerire il peso dei detenuti nelle carceri. Peccato che le sue norme e quelle di tutto il governo Meloni - dal decreto Rave al decreto Cutro al decreto Caivano - vanno proprio tutte nella direzione opposta di aumentare a dismisura le pene, e di conseguenza anche i detenuti.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 16 novembre 2023
La Confederazione sindacati Italiani di Penitenziari (Con.Si.Pe.) preoccupata per la costante violazione dell’articolo 27 della Costituzione. Bisogna potenziare l’organico degli operatori del trattamento educativo. È ciò che propone la Confederazione Sindacati Italiani di Penitenziari (Con. Si. Pe.), inviando un urgente appello al Sottosegretario di Stato alla Giustizia Andrea Del Mastro e al Sottosegretario di Stato alla Giustizia, onorevole Andrea Ostellari, con copia al Garante Nazionale dei Diritti delle Persone Private della Libertà Personale e ai Presidenti dei Tribunali di Sorveglianza. L’obiettivo è sottolineare una serie di gravi preoccupazioni riguardo alla violazione dell’articolo 27 della Costituzione Italiana, che sancisce che “le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato”.
garantedetenutilazio.it, 16 novembre 2023
La Conferenza in assemblea elegge a rappresentarla Ciambriello, Garante delle persone private della libertà della Regione Campania. Succede ad Anastasìa, eletto nel 2018. La Conferenza dei Garanti territoriali delle persone private della libertà, riunitasi oggi in assemblea ha eletto con 46 voti Samuele Ciambriello, come proprio Portavoce, per il biennio 2023-2025. L’assemblea si è svolta in modalità mista nella Sala Di Liegro di Palazzo Valentini, sede della Città metropolitana di Roma Capitale. La votazione ha avuto luogo a scrutinio segreto. Di 79 Garanti di regioni e province autonome, di province e aree metropolitane e di comuni aventi diritto, in 60 hanno espresso la propria preferenza in presenza, per delega o da remoto, attraverso la piattaforma Eligo. 12 preferenze sono state espresse a favore di Roberto Cavalieri, Garante regionale delle persone sottoposte a misure restrittive o limitative della libertà personale dell’Emilia Romagna. Due le schede bianche.
di Franco Mirabelli*
Ristretti Orizzonti, 16 novembre 2023
I dati recenti raccontano di un nuovo aumento della popolazione carceraria, che oggi supera di 5.000 persone la capienza degli istituti. Questo dato si aggiunge e contribuisce ad una preoccupante crescita del disagio nelle carceri testimoniato dai troppi suicidi e dalle patologie psichiatriche che non trovano risposte.
di Gian Domenico Caiazza*
Il Riformista, 16 novembre 2023
Come avevamo previsto e detto in ogni possibile occasione pubblica da molti mesi, anche oggi la separazione delle carriere la faremo domani. È il destino di questa riforma, talmente epocale che nessuno vuole farla davvero; anche chi, come l’odierna maggioranza di governo, ne aveva fatto sin dalla campagna elettorale, dunque dal patto con gli elettori, la pietra miliare della propria idea di riforma della giustizia. Per carità, ci tranquillizza il nostro Ministro liberale Carlo Nordio, non si tratta di una rinunzia, ma semplicemente di una posticipazione. Facciamo prima la riforma costituzionale del premierato, e poi - statene certi - quella dell’ordinamento giudiziario. Ed anche il Vice-Ministro Francesco Paolo Sisto ci rassicura: è solo questione di tempo, “siamo determinati”.
di Giorgio Spangher
Il Dubbio, 16 novembre 2023
Il “divorzio” tra giudici e pm arginerebbe anche il potere della superprocura, consolidato da Melillo. La visita, seppur inquadrata in chiave istituzionale, della premier Giorgia Meloni, del ministro Nordio e del sottosegretario Mantovano presso la sede della direzione nazionale Antimafia e antiterrorismo stimola una riflessione che ci conduce a considerazioni più ampie sull’attuale rapporto tra politica e magistratura. Tutto si colloca in un quadro in cui la riforma dell’abuso d’ufficio è impantanata perché ritenuta reato-spia e in contrasto con l’Europa proprio dal procuratore nazionale Antimafia, così come la riforma dell’ordinamento giudiziario e del Csm è in stand by. Non è stata data attuazione neanche alla delega sui criteri di priorità nell’azione penale. In questo scenario l’unica dimensione sicuramente salda sugli strumenti di tutela è quella della Procura nazionale Antimafia. Il dottor Melillo, da quando era capo di Gabinetto del ministro Andrea Orlando, ha sempre avuto le idee molto chiare, e adesso le sue richieste - come già nella vicenda della sentenza “Cavallo” delle Sezioni unite - vengono sollecitamente recepite dal governo. Lo si è visto con il decreto correttivo anche di una sola pronuncia della Cassazione (confermativa anche di precedenti decisioni delle Sezioni unite) sulla criminalità organizzata e in tema di intercettazioni telefoniche. Non dico sia giusto o sbagliato quanto accaduto, ma molti magistrati hanno sostenuto che la questione si poteva risolvere re-investendo le Sezioni Unite.
di Liana Milella
La Repubblica, 16 novembre 2023
Il ddl arriva in Consiglio dei ministri: Meloni vede sindacati di polizia e Cocer Interforze. Arriva la stretta del governo sulla sicurezza: un disegno di legge che sarà esaminato domani dal governo contiene un’ampia serie di misure che si propongono di punire più severamente chi detiene manuali per la fabbricazione di ordigni, chi aggredisce le forze dell’ordine, chi occupa case abusivamente, chi utilizza i minori nell’accattonaggio.
di Domenico Ferrara
Il Giornale, 16 novembre 2023
Oggi in Cdm il dl sicurezza: donne in gravidanza, rinvio pena facoltativo. Nel disegno di legge sulla sicurezza, che approda oggi sul tavolo del Consiglio dei ministri, è infatti prevista una modifica del Codice penale che contempla il rinvio della pena facoltativo, e non più obbligatorio come è oggi, per le donne incinte e le madri con figli fino ad un anno d’età. Insomma, non ci saranno più mani legate. È una risposta che il governo vuole dare a tutte le vittime rapinata in metropolitana o nei mezzi pubblici. Ma è anche un rimedio all’impotenza di quei poliziotti che finora hanno colto in flagranza di reato le ladre con la consapevolezza che il giudice le avrebbe liberate in un battibaleno.
di Giovanni Negri
Il Sole 24 Ore, 16 novembre 2023
Nuove misure per evitare la paralisi del fascicolo e per semplificare la procedura sulle pene sostitutive, passando per la responsabilità amministrativa delle imprese. È pronto per la presentazione oggi in consiglio dei ministri il testo del primo decreto correttivo, peraltro previsto dalla legge delega nell’arco del primo biennio di applicazione, della riforma del processo penale operativa da inizio anno. Il decreto prevede così l’introduzione di modifiche per snellire il meccanismo di risoluzione della stasi dei procedimenti e degli strumenti collegati dell’avocazione delle indagini da parte del procuratore generale.
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