di Stefano Folli
La Repubblica, 15 luglio 2023
Sembra quasi che il ministro attenda rassicurazioni da Meloni sul futuro del suo progetto: se non dovessero arrivare, non sono da escludere le dimissioni. Come era prevedibile, la riforma della giustizia è un vortice che tende a travolgere tutto per lasciare alla fine le cose come stanno. Polemiche ci furono già ai tempi della legge Cartabia e ora si ripropongono ingigantite nei confronti di Nordio. Ma i tasselli del quadro sono oggi più complicati da comporre per la buona ragione che il progetto riformatore, concepito in chiave liberal-garantista, appare più spigoloso e, come si dice, divisivo. Ci sono questioni di merito e altre di clima politico generale. Vediamo più in dettaglio.
di Francesco Verderami
Corriere della Sera, 15 luglio 2023
Tensioni e problemi con l’alleato leghista, mentre sarà da valutare la reazione di Forza Italia. Nell’estate del 1997 la Bicamerale fu vicina a un accordo bipartisan sulla riforma della giustizia. Ma quando si palesò un’intesa sulla separazione delle carriere, la reazione delle toghe fece saltare tutto.
di Paolo Delgado
Il Dubbio, 15 luglio 2023
Durante il colloquio con Meloni il capo dello Stato ha suggerito prudenza su alcune norme e toni più pacati. Forse non sarà una vera pace ma di certo quella che Mattarella ha imposto è qualcosa in più di una semplice tregua armata come tante. Il capo dello Stato ha impresso un cambio di direzione: starà ora alla politica, cioè a governo e maggioranza, e alla magistratura cogliere l’occasione.
di Giuseppe Salvaggiulo
La Stampa, 15 luglio 2023
L’avviso del Quirinale alla premier. Il richiamo al precedente del 2017, l’unica volta in cui Mattarella rinviò una legge alle Camere. Se non sarà modificata, la norma del ddl Nordio che abroga l’abuso di ufficio è destinata a essere bocciata dal presidente della Repubblica, nel momento in cui sarà chiamato a firmare la legge per farla entrare in vigore. La strada tracciata dal capo dello Stato nel colloquio riservato davanti alla Vetrata è ora chiara alla presidente del Consiglio.
di Mario Di Vito
Il Manifesto, 15 luglio 2023
Il ministro ormai è un “caso”: torna sul concorso esterno e rilancia sulle riforme. Santalucia (Anm): “Pericolo per la democrazia”. Carlo Nordio ormai è un caso. Nelle stesse ore in cui Sergio Mattarella spiegava a Giorgia Meloni che abbassare i toni della polemica con la magistratura fosse interesse di tutti, “anche del governo”, il ministro della Giustizia concedeva al Corriere della Sera un’intervista per rilanciare ancora una volta i soliti argomenti: concorso esterno da rimodulare, imputazione coatta “irrazionale”, abuso d’ufficio da abolire, separazione delle carriere da fare al più presto. Quest’ultimo punto è stato anche oggetto di un nuovo intervento del ministro: “Probabilmente lo porteremo nella prossima riunione di maggioranza, prima delle vacanze estive, per definire le tempistiche”, segno che, almeno lui, di seppellire l’ascia di guerra non ne ha alcuna intenzione.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 15 luglio 2023
L’allarme del costituzionalista e opinionista Michele Ainis, che al Dubbio dice: “Le riforme vanno fatte ma con grande attenzione. Giusta la “vigilanza” del Colle”.
di Virginia Piccolillo
Corriere della Sera, 15 luglio 2023
Il sottosegretario Andrea Delmastro risponde alle critiche dell’Anm e delle opposizioni.
Sottosegretario Andrea Delmastro Delle Vedove, ma allora che cosa vuole fare il governo sul concorso esterno in associazione mafiosa?
di Liana Milella
La Repubblica, 15 luglio 2023
Il professore emerito di diritto penale a Palermo: “L’intervento sarebbe necessario, ma ora è troppo forte la contrapposizione politica. Non voglio essere inserito in uno dei due fronti. “Adesso non è il momento di intervenire sul concorso esterno. Troppo forte la contrapposizione politica per farlo anche se si tratta da sempre di un intervento necessario”. Da Giovanni Fiandaca, professore emerito di diritto penale a Palermo, da sempre sostenitore della necessità di un intervento sul concorso esterno, arriva da un lato la conferma che si tratta di un passo obbligatorio, ma al contempo la notazione che il momento non è proprio dei più favorevoli.
di Simona Musco
Il Dubbio, 15 luglio 2023
Il Guardasigilli ha precisato che puntare a una modifica del concorso esterno non significa negare l’esistenza di “attività che debbano essere punite perché sono compiute senza far parte del sodalizio e senza concorrere minimamente in termini causali agli scopi dell’organizzazione”.
di Ermes Antonucci
Il Foglio, 15 luglio 2023
Dal collocamento delle toghe fuori ruolo alla valutazione della professionalità: le nuove regole della commissione nominata del ministro della Giustizia (piena di magistrati fuori ruolo) ribalta la riforma del precedente governo. Il tradimento di una riforma. È ciò che sta accadendo attorno alla riforma dell’ordinamento giudiziario approvata un anno fa dal Parlamento su iniziativa dell’allora ministra della Giustizia Marta Cartabia. Dopo aver rinviato alla fine del 2023 il termine entro cui presentare i decreti attuativi, ora si scopre che la prima bozza del provvedimento - visionata in esclusiva dal Foglio - sovverte alcuni princìpi cardine della riforma.
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