quilivorno.it, 18 luglio 2023
Il camp del 22-23 e 24 luglio è finalizzato alla riqualificazione di un’area comune del carcere (ambiente vissuto dai detenuti) e abbellimento dello spazio coinvolgendo detenuti e studenti nella verniciatura e decorazione.
di Ernesto Galli della Loggia
Corriere della Sera, 18 luglio 2023
Sono alcuni decenni che la storia sta subendo un processo di espulsione dal canone culturale dominante. Nella nostra civiltà l’umanesimo è davvero in precipitosa ritirata. In Italia come in tutta l’Europa occidentale e negli Stati Uniti è sempre più visibile un peggioramento qualitativo della classe politica. Qui da noi la cosa è particolarmente evidente: è un declino abbastanza impressionante nella preparazione culturale, nella capacità di orientamento e di direzione, nei comportamenti, perfino nella proprietà del linguaggio e nell’abbigliamento.
di Fulvio Vassallo Paleologo
Il Manifesto, 18 luglio 2023
La firma del Memorandum d’intesa tra la Tunisia e l’Unione europea per un “nuovo partenariato per affrontare la crisi migratoria”, è un “modello” nelle relazioni con i paesi nordafricani, secondo quanto sostenuto dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, rimane all’interno di vecchie logiche, improntate alla cosiddetta “condizionalità migratoria”, già lanciate in Europa ai tempi di Sarkozy, ma che oggi hanno dimostrato un fallimento completo. Come del resto si era già dimostrata una prospettiva perdente lo scambio tra una manciata di ingressi legali ed una maggiore disponibilità nelle politiche di rimpatrio forzato, già al centro degli accordi conclusi nel 1998 da Napolitano con la Tunisia di Ben Alì.
di Gianfranco Schiavone
L’Unità, 18 luglio 2023
Le richieste della Guardia Costiera italiana rivolte alla nave Open Arms di adoperarsi per il soccorso dei naufraghi avvenuto il 6 luglio possono apparire un paradosso, ma non lo sono; o meglio, lo sono pienamente se viste sotto la lente delle confuse e demagogiche scelte politiche che agitano il Governo in carica, ma non lo sono affatto sul piano giuridico.
di Carlo Baroni
Corriere della Sera, 18 luglio 2023
Il Sudafrica si celebra la giornata dedicata al grande leader e primo presidente di colore, che ha lasciato grandi aspettative. Non è facile, ma il seme del cambiamento ormai ha attecchito
di Alessandro Fioroni
Il Dubbio, 18 luglio 2023
Dopo mesi di proteste per la morte di Masha Amini, tornano le ronde contro le donne. Ma questa volta la repressione dovrà fare i conti con i giovani pronti a sfidare il regime. Da domenica scorsa nelle città iraniane è tornata la famigerata polizia morale a pattugliare le strade. La notizia e stata confermata dal portavoce della stessa polizia, Saeed Montazerolmahdi, che ha reso noto ufficialmente che le squadre di agenti hanno ripreso il loro lavoro per “affrontare coloro che, sfortunatamente, ignorano le conseguenze di non indossare l’hijab adeguato e insistono nel disobbedire alle norme”.
di Marta Serafini
Corriere della Sera, 18 luglio 2023
La presa di potere dei talebani di due anni fa ha lasciato pochi segni visibili. Molte ong hanno preferito lasciare, altre come Emergency sono rimaste. Il ministero degli Affari femminili è stato sostituito dal quello per la Promozione della virtù. Chiudono parrucchieri, centri estetici e beauty saloon.
di Dacia Maraini
Corriere della Sera, 18 luglio 2023
Mi scrive Lucy Ferriss dal Trinity College di Hartford, nel Connecticut per raccontare quello che stanno facendo lei e una decina di professori per le donne afgane. Si collegano privatamente con le ragazze relegate in casa a cui è impedito di frequentare la scuola, tenendo da remoto lezioni di matematica, di medicina, di ingegneria, secondo le richieste che vengono da quel popolo disgraziato in cui le donne sono state escluse dall’apprendimento. A me sembra una idea molto bella. La libertà di collegarsi a internet non è stata per fortuna interdetta, anche perché tutto il sistema di commercio del Paese si basa sui collegamenti con l’estero e non si può controllare casa per casa come i computer privati, di proprietà maschile poi vengano usati dalle sorelle, dalle madri e dalle figlie per studiare clandestinamente. Verrebbe da chiedersi il perché di tanta punitiva esclusione.
di Vladimiro Zagrebelsky
La Stampa, 17 luglio 2023
Il lancio di ogni idea di modifica della legislazione vigente sulla giustizia penale, da tempo va sotto l’impegnativo nome di Riforma della Giustizia. Si tratta più modestamente di modifiche più o meno ampie e talora solo puntuali di una o altra previsione legislativa. La quotidiana aggiunta di nuovi temi non ha nulla della organicità che richiederebbe il grande tema della riforma (nel senso del miglioramento) della Giustizia penale. Molte idee immesse in un caotico dibattito politico restano generiche e manca l’approfondimento delle prevedibili conseguenze. Spetta al Parlamento produrre leggi e assumere decisioni, ma la natura di certi temi richiede che esso abbia presenti gli argomenti che ne illustrano la complessità. Vi è invece spesso un semplicismo intollerabile, ignorante del dibattito che da lungo tempo accompagna lo studio di ciascun tema. L’aria di dissacrante novità che si vuol indurre contraddice il dato di fatto, che non una delle riforme che si propongono è originale. Tutte e ciascuna sono già oggetto di approfondito studio e dibattito da parte degli studiosi del diritto penale nonché della giurisprudenza prodotta dai giudici e, in particolare, dalla Corte di Cassazione.
di Francesco Fimmanò
L’Espresso, 17 luglio 2023
Tempi lunghissimi. Troppi processi per il fallimento dei riti alternativi e per la moltiplicazione delle ipotesi di reato. E la maggioranza dei magistrati irreprensibili tollera in silenzio i colleghi scorretti. Il Pnrr parte dal presupposto che il sistema giudiziario sostiene il funzionamento dell’intera economia e che la sua efficienza è condizione indispensabile per lo sviluppo e per il corretto funzionamento del mercato. Le risorse quindi non servono solo all’attuazione dei diritti costituzionali, visto che il miglioramento del sistema potrebbe portare benefici fino al 2,5% del Pil e aumenti dell’attrazione degli investimenti fino a 200 miliardi di euro. Eppure siamo all’undicesimo posto in Europa per spesa pro-capite nel sistema-giustizia in rapporto alla popolazione, che rappresenta il 60% di quella tedesca, il 67 % della inglese e il 75% della olandese.
- Se Meloni vuole davvero riformare la giustizia, saluti Nordio e chiami Renzi
- Meloni lo scarica, Nordio ritratta: il concorso esterno non si tocca
- Tajani: “Lo stop della premier sul concorso esterno? Ciò che conta è separare le carriere”
- La sfera incongrua del concorso esterno e del deep state mafioso
- Nordio la pensa come Berlusconi e non come Falcone











