di Domenico Quirico
La Stampa, 19 novembre 2023
Nel terzo millennio la parola d’ordine è annientare, si uccide senza castigo. Quante vittime può tollerare una “guerra giusta”? È strano come in guerra tutte le cose acquistino una nuova dimensione, come se ci mostrassero per la prima volta il loro nero aspetto e ci invitassero, perentoriamente, a evitare scappatoie ipocrite e a riconoscere la realtà. I bombardamenti a tappeto, indiscriminati, i civili massacrati e usati come mezzo di scambio, le stragi degli innocenti, gli ospedali smantellati come se fossero fortezze assediate, i profughi aggrappati a frontiere impietose, voragini, bunker, terre svuotate di genti dall’espressione sbalordita e il passo incerto, uomini il cui mitra sembra nato con loro: tutto è così chiaro e tangibile. Siamo chiusi in un pozzo, siamo in trappola: è la guerra. Dobbiamo imparare a esser contenti, noi, per il semplice fatto di essere vivi.
di Ugo Mattei
L’Espresso, 19 novembre 2023
I massacri del 7 ottobre potrebbero provocare l’annessione della Cisgiordania e l’allargamento del conflitto anche a Libano e Siria da parte di Netanyahu.
di Alessandro Longo
L’Espresso, 19 novembre 2023
Fake news, disinformazione, immagini manipolate con la IA. Sulle piattaforme i conflitti esasperano tendenze già dominanti. Ma dietro le regole necessarie si affaccia il rischio della censura. Un bambino che piange, tra le rovine di un quartiere raso al suolo dalle bombe. Sembra Gaza. Ma è una finzione. I terroristi di Hamas cominciano a utilizzare i nuovi strumenti di intelligenza artificiale per creare immagini ad alto impatto emotivo; come se in quella striscia tormentata di terra non ci fosse già troppa sofferenza reale, verrebbe da dire. Ma, si sa, immagini create ad arte fanno più colpo, sui social media. Un’altra foto “artificiale” raffigura bambini abbracciati alla bandiera palestinese: pura propaganda. Sono finzioni smascherate da uno studio dell’Università di Berkeley.
di Luigi Mastrodonato
Il Domani, 18 novembre 2023
“Basta impunità per chi mette a ferro e fuoco le carceri”, dice il sottosegretario alla giustizia Delmastro. Ma le rivolte violente sono già punite dalle leggi esistenti. Mentre il rischio è che la fattispecie di “resistenza anche passiva agli ordini impartiti” si trasformi in una totale repressione di qualsiasi forma di dissenso pacifica all’interno delle carceri. Il 16 novembre il Consiglio dei ministri ha approvato il nuovo pacchetto sicurezza. Una serie di misure radicali che sembrano voler instaurare uno stato di polizia, tra forze dell’ordine che potranno portarsi dietro armi diverse da quelle d’ordinanza, nuovi illeciti penali come il blocco stradale e una stretta sull’occupazione abusiva delle case.
Il governo Meloni punisce chi si rivolta in carcere, il nuovo reato vale anche per i Centri migranti
di Luca Pons
fanpage.it, 18 novembre 2023
Il nuovo reato di rivolta in carcere prevede una pena da 2 a 8 anni di detenzione. Vale anche per i Cpr, in cui sono detenute alcune persone migranti che dovrebbero essere rimpatriate. Il governo Meloni ha deciso di punire anche le proteste non violente, come la resistenza passiva agli ordini.
di Luca Rondi
altreconomia.it, 18 novembre 2023
Mauro Palma, Garante dei diritti delle persone private della libertà personale, traccia un bilancio dei suoi otto anni di mandato: a dicembre si insedierà infatti il nuovo ufficio guidato da Felice D’Ercole. Un periodo intenso speso a monitorare la vita dei più vulnerabili: migranti, detenuti, anziani e pazienti psichiatrici. “Il carcere è sempre di più una fotografia della società esterna che a sua volta riflette, anche se lo rifiuta, i paradigmi della vita reclusa. Soprattutto dopo il Covid-19 c’è l’incapacità, parlo del fuori, di tornare a uno sguardo libero. Percepisco molta asfissia nei rapporti tra le persone, difficoltà nelle relazioni e soprattutto il tentativo di eludere le complessità, cercando di risolvere i problemi portandoli altrove. Magari in Albania”.
di Angela Stella
L’Unità, 18 novembre 2023
Si riaprono le celle per le donne incinte o con figli minori di un anno, arriva il reato di rivolta nelle prigioni e nei Cpr. Il Garante dei detenuti del Lazio: “Segnale elettorale al mondo della sicurezza e della polizia”. Il Consiglio dei Ministri ha approvato un “pacchetto sicurezza” con norme che riguardano diversi ambiti, tra i quali il carcere. Ne parliamo con Stefano Anastasia, Garante dei detenuti del Lazio.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 18 novembre 2023
Nuovo pacchetto sicurezza: ne parliamo con l’avvocato Alessandro Diddi, professore di Diritto processuale penale Università della Calabria.
Partiamo dal fatto che vengono riaperte le porte del carcere alle madri incinte e con bambini piccolissimi...
Credo che si tratti di un provvedimento pensato per un caso singolo relativo ad una persona disagiata che ha commesso diversi reati e ha potuto usufruire di questa norma di grande civiltà giuridica prevista nel codice del 1930. Una norma che si calibra su un caso sostanzialmente la trovo davvero ingiusta. Le norme devono avere carattere generale, anche perché credo che lo Stato abbia gli strumenti per poter rispondere a casi isolati, senza emanare norme che vadano a ledere fasce deboli. Si tratta di una norma nociva anche rispetto a convenzioni internazionali sottoscritte dal nostro Paese per la tutela della maternità e del fanciullo. E la questione non è attenuata dal potere riconosciuto al magistrato di poter decidere in relazione al singolo caso se disporre o meno il differimento dell’esecuzione della pena.
di Barbara Rosina*
huffingtonpost.it, 18 novembre 2023
L’indimenticato Giorgio Bracardi - il ricordo non vale per i Millennials - nel 1993, urlava dopo affermazioni nonsense. “In galera!”. Non so dire perché, ma scorrendo giornali, facendo zapping in tv e saltando da un online all’altro, oggi ho ripensato a lui, scomparso ormai da quasi 20 anni. Non c’è però da fare ironia su quello che da qualche giorno si preparava e che ieri è stato approvato dal Consiglio dei Ministri e oggi campeggia su ogni angolo informativo.
di Giovanni Negri
Il Sole 24 Ore, 18 novembre 2023
Il Consiglio dei Ministri ha varato un Ddl che autorizza gli agenti a portare senza licenza un’arma quando non sono in servizio. Si ampliano i reati “ostativi” con la “rivolta in istituto penitenziario”. Si modificano le norme sul rinvio della pena per donne incinte e madri di bambini fino a un anno di età. Il Consiglio dei Ministri ha approvato tre disegni di legge in materia di sicurezza. Il primo introduce nuove norme a tutela delle forze di polizia e delle vittime dell’usura e dei reati di tipo mafioso. Il secondo mira a valorizzazione della specificità del Comparto sicurezza, difesa e soccorso pubblico e di funzionalità dell’amministrazione civile dell’interno; il terzo delega il governo riordino delle funzioni e dell’ordinamento della polizia locale.
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