di Gerardo Villanacci
Corriere della Sera, 18 luglio 2023
È la strada che consentirebbe alla politica di recuperare prestigio e alla magistratura, la cui crisi di legittimazione ne annebbia la funzione giurisdizionale, di ritornare ad essere l’elemento essenziale della democrazia.
di Virginia Piccolillo
Corriere della Sera, 18 luglio 2023
“Un omicidio commesso avvalendosi di modalità mafiose o commesso al fine di agevolare un’associazione criminale non sarebbe un delitto di criminalità organizzata, secondo la Cassazione”. Lo afferma la premier Giorgia Meloni parlando in Consiglio dei ministri, in rifermento a una sentenza della Corte. “Appare evidente come questa decisione si presti a produrre effetti dirompenti su processi in corso per reati gravissimi”. Da qui la decisione del governo di una norma di interpretazione autentica, “L’intenzione, d’intesa col ministro della Giustizia, è di inserire questa norma in un decreto legge di prossima approvazione”.
di Errico Novi
Il Dubbio, 18 luglio 2023
Domani si commemora Paolo Borsellino, la strage che lo assassinò con la scorta. Giorgia Meloni ci sarà. “Ricordate come ho cominciato a fare politica?”, aveva chiesto con tono retorico domenica, subito dopo aver “frenato” il guardasigilli Carlo Nordio sul concorso esterno. Ora, dopo le fibrillazioni scatenate dal ministro e dalla sua frase sul “reato non reato”, l’approccio sulla criminalità organizzata è la faglia che può riallontanare, forse in modo irrimediabile, il ministro della Giustizia e Fratelli d’Italia.
di Andrea Colombo
Il Manifesto, 18 luglio 2023
La premier: una norma per chiarire cosa sono i reati di criminalità organizzata. Facile che, a sentirsi accusare ogni giorno di “ipergarantismo”, la premier in privato s’imbizzarisca. Nel consiglio dei ministri di ieri Giorgia meloni ha affrontato il capitolo giustizia, pur non all’ordine del giorno, ma solo per evitare che la recente sentenza della Cassazione sulla criminalità organizzata allenti le maglie in nome appunto delle garanzie. La premier è papale: “Si rende necessaria e urgente da parte del governo una norma che chiarisca cosa debba intendersi per ‘reati di criminalità organizzata’ e che eviti che gravi reati vadano impuniti per effetto dell’interpretazione della Cassazione”. In “accordo” con Nordio la materia sarà oggetto di un decreto a stretto giro.
di Ermes Antonucci
Il Foglio, 18 luglio 2023
Aveva promesso di cambiare la giustizia e invece la realtà ha fatto in modo di cambiare lui. Sono passati poco più di sette mesi da quando il Guardasigilli Carlo Nordio illustrò in Parlamento le sue linee programmatiche. Una rivoluzione garantista: riforma del processo in senso accusatorio, separazione delle carriere tra pm e giudici, rafforzamento della presunzione di innocenza, contrasto all’abuso della carcerazione preventiva, riforma delle intercettazioni, revisione dei reati contro la Pubblica amministrazione, pene alternative al carcere. Sono trascorsi sette mesi e di questo vasto programma è stato realizzato ben poco. A esser precisi nulla, se non un primo “pacchetto” di proposte.
di Giulia Merlo
Il Domani, 18 luglio 2023
La grande sintonia tra Forza Italia e il ministro Nordio è una strategia in vista delle europee, dove il partito deve superare il 4 per cento e per farlo deve puntare a un nuovo elettorato. Nordio, infatti, l’unico membro del governo a godere di consensi anche nell’opposizione, in particolare nel terzo polo. Quello che sembrava l’ennesimo inciampo comunicativo sta invece trasformando il ministro Carlo Nordio nel nuovo riferimento politico di Forza Italia. Una torsione forse insperata, ma le sue dichiarazioni sulla necessità di modificare il concorso esterno in associazione mafiosa, bollate come una “non priorità” da parte di Fratelli d’Italia e della premier Giorgia Meloni, stanno diventando un nuovo cavallo di battaglia per gli azzurri.
di Giancarlo Caselli
La Stampa, 18 luglio 2023
Il ministro della Giustizia lo definisce “un ossimoro” e Meloni pensa ad altro ma così dimezza l’Antimafia. Borsellino ha combattuto fino alla morte questo scempio, lui ora direbbe “c’è puzzo di compromesso”. Il 19 luglio ricorre l’anniversario della morte di Paolo Borsellino e dei poliziotti che erano con lui in via d’Amelio: Agostino Catalano, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina, Claudio Traina ed Emanuela Loi, una delle primissime donne assegnate a un servizio di scorta.
di Paolo Pandolfini
Il Riformista, 18 luglio 2023
Il Mef gioca una “doppia partita”: così si crea una maxi-direzione generale Il giudice tributario avrebbe fortemente bisogno di essere terzo e imparziale. “La riforma della giustizia tributaria è arrivata prima della tanto attesa riforma fiscale di cui si parla ormai da decenni e che invece avrebbe dovuto precorrerla”. A dirlo è Antonio Leone, presidente del Consiglio di presidenza della giustizia tributaria, l’organo di autogoverno dei circa 2700 giudici tributari che sono chiamati quotidianamente a decidere un contenzioso che vale almeno due punti di Pil. La giurisdizione tributaria, pur non occupando le prime pagine dei giornali, ha il l’importante compito di bilanciare le pretese impositive dello Stato con il diritto dovere del cittadino di contribuire alla vita del Paese.
di Giuliano Cazzola
huffingtonpost.it, 18 luglio 2023
Le misure proposte da Carlo Nordio riguardano essenzialmente la condotta delle procure e tendono a colpire quegli abusi che non riguardano l’esigenza di “fare giustizia”. Aveva ragione Francesco Cossiga: per riformare la giustizia voleva mandare i carabinieri al Csm. Del resto, sia pure a parti invertite è quanto suggerisce da tempo Piercamillo Davigo. “Non è più semplice mandare un ufficiale di polizia giudiziaria sotto copertura - ecco la proposta del Grande Inquisitore - a partecipare a una gara d’appalto e quando qualcuno la vincerà, dicendo “tu questa gara non la devi vincere” lo arresta, così facciamo prima?”.
di Stefano Bigolaro
Il Dubbio, 18 luglio 2023
“Trovati un maestro”, è un suo consiglio ai giovani. Sabino Cassese, maestro, lo è attraverso le generazioni. Per gli studenti, per i lettori, per noi avvocati amministrativisti, e non solo. Per chi entra a contatto con il mondo delle amministrazioni pubbliche (e nella categoria ci siamo un po’ tutti). Un maestro a livello collettivo: un intellettuale con cui confrontarsi sui punti nevralgici del nostro ordinamento. Tra questi, vi è certamente l’assetto attuale della giustizia amministrativa. Un “potere assoluto”, si è detto. Comunque un mondo a sé, fondamentale e un po’ esoterico.
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