di Antonello Martinez
Italia Oggi, 18 luglio 2023
Dal 30 giugno introduzione, teoricamente obbligatoria, della registrazione video e audio di tutte le fasi del procedimento penale. Si tratta di una novità della riforma Cartabia, rilevante sia per gli inquirenti che per i difensori. Abbandonato l’arcaico metodo di trascrizione riassuntiva della verbalizzazione ad opera di cancellieri, funzionari di polizia, si apre il campo alle nuove tecnologie video/audio che in tempo reale consentono di trascrivere tutto con la certezza che non venga persa una sola battuta.
di Paola Rossi
Il Sole 24 Ore, 18 luglio 2023
L’effetto di ridurre il massimo edittale non è consentito nella fase che precede l’accertamento concreto della diminuzione di pena. La Corte costituzionale - con la sentenza n. 146/2023 - sollecita il Legislatore a rivalutare la possibilità di estendere la messa alla prova ai casi in cui sussistano gli estremi - in assenza di alcuna aggravante - per il riconoscimento di un’attenuante ad effetto speciale e senza limitarne il riconoscimento nella misura minima. Dando cioè la possibilità di sospendere il processo e ammettere a lavori socialmente utili l’imputato grazie a un’anticipata presa in conto di una diminuente che se considerata nel massimo consente di scendere al di sotto della soglia del massimo edittale entro cui l’istituto di giustizia riparativa diventa applicabile. Infatti, l’articolo 168 bis del Codice penale ammette l’imputato al beneficio di poter evitare il processo e la detenzione solo quando si è imputati di reato sanzionato nel massimo entro i 4 anni.
cr.piemonte.it, 18 luglio 2023
Investire maggiori risorse per il personale medico e sanitario, in particolare psichiatri e psicologi, e rendere più attrattive tali occupazioni all’interno del carcere. È quanto emerge dopo il sopralluogo della Commissione Sanità del consiglio regionale piemontese, presieduta dai vicepresidenti Andrea Cane e Domenico Rossi, al carcere Lorusso e Cutugno di Torino.
alguer.it, 18 luglio 2023
Aveva 57 anni Paolo Ledda, l’informatore farmaceutico era detenuto presso il carcere di Uta a Cagliari, perché condannato a nove anni di reclusione dalla Corte d’Appello di Sassari per il reato di strage (tentata). All’uomo nel 2019 gli era stato attribuito un tentativo di attentato con una bomba artigianale, in quanto cercò di far saltare in aria una palazzina di via XX Settembre dove aveva sede la Unipol-Sai, ad Alghero.
di Nello Trocchia
Il Domani, 18 luglio 2023
Il giorno è il 3 aprile 2023, il carcere è quello di Reggio Emilia. La scena racconta un pestaggio ai danni di un giovane tunisino ristretto nell’istituto di pena emiliano. L’aggressione sarebbe avvenuta coprendogli la testa con uno straccio prima di buttarlo a terra, picchiarlo e lasciarlo senza vestiti ormai strappati. Fatti per i quali la procura, guidata da Calogero Gaetano Paci, ha chiesto e ottenuto per cinque agenti l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria, per otto la sospensione dal servizio, in tutto gli indagati sono quattordici. Tra le contestazioni non c’è solo la tortura, il reato che il governo Meloni vorrebbe depotenziare, ma anche il falso. Come già accaduto in passato, ogni abuso di potere prevede sempre la falsificazione degli atti per coprire il pestaggio.
di Alessandra Codeluppi
Il Resto del Carlino, 18 luglio 2023
Il difensore: “Non è stata una tortura. Va valutata la personalità del carcerato e l’antefatto”. “La Convenzione di New York definisce come tortura le azioni che infliggono dolore volte a estorcere informazioni a una persona. Nel caso avvenuto in carcere a Reggio, questa fattispecie di reato non sussiste: non c’è reiterazione della condotta e non sono stati tenuti comportamenti mortificanti verso il detenuto”.
di Chiara Currò Dossi
Corriere dell’Alto Adige, 18 luglio 2023
L’allarme lanciato da avvocati e Nessuno tocchi caino. Meraner (Serd): “Non ci sono spazi”. Centoquattordici detenuti (su 88 posti), di cui 96 con condanna definitiva, per il 70% tossicodipendenti. È l’istantanea del carcere di via Dante, “scattata” ieri dagli avvocati della Camera penale e dell’Ordine di Bolzano, in occasione della visita dei rappresentati della lega internazionale Nessuno tocchi Caino. A seguire, il convegno dedicato alla piaga della tossicodipendenza in carcere, con i detenuti troppo spesso abbandonati a se stessi, perché i Servizi per le dipendenze (Serd) non li riescono a intercettare.
di Paola Mauti
Il Resto del Carlino, 18 luglio 2023
Presentato il rapporto di Antigone Emilia-Romagna relativo alle condizioni delle carceri in una regione che, con i suoi 3.407 detenuti, di cui 153 donne, si conferma uno dei territori con il più alto numero di presenze. Il documento, che fa riferimento all’indagine svolta nel 2022, ha riguardato sette case circondariali presenti sul territorio, tra le quali quella di Forlì. Se la casa circondariale di Forlì risulta promossa per quanto riguarda la gestione della pandemia e per le occasioni di lavoro offerte ai detenuti da committenti esterni al carcere, permangono forti criticità legate agli aspetti strutturali, per il fatto che è ubicata nel centro della città. Questo, purtroppo, incide negativamente sulla qualità degli spazi, i quali spesso risultano inadeguati allo svolgimento di alcune attività. Il rapporto ha evidenziato che mancano le cosiddette “salette della socialità”, così come aree destinate alle attività sportive. Inoltre, nelle celle non è presente la doccia e quelle comuni sono inadeguate, anche per la presenza di muffe. Il rapporto dedica un’attenzione particolare alla condizione carceraria delle detenute.
giornaledibrescia.it, 18 luglio 2023
È stato siglato ieri pomeriggio nella sede di Confindustria Brescia il terzo accordo di collaborazione tra l’associazione di via Cefalonia, gli istituti di pena bresciani, la Garante dei detenuti e il Tribunale di Sorveglianza di Brescia, volto a potenziare le iniziative di reinserimento sociale dei detenuti.
Il Mattino, 18 luglio 2023
A mettere in scena lo spettacolo la compagnia “Le voci di dentro”. “Pre-giudicato, un’Odissea sociale” è il titolo dello spettacolo andato in scena martedì 13 e mercoledì 14 giugno scorsi. Recitato in maniera estremamente realistica dalla compagnia “Le voci di dentro”, composta da detenuti rinchiusi nel carcere di Secondigliano, il testo ha visto la luce da tempo, ma la sua messa in scena è stata bloccata dall’emergenza covid.
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