di Roberto Ghini e Pina Di Credico
L’Unità, 19 novembre 2023
Accolto il ricorso di un ergastolano ostativo. Sentenza importantissima in un paese dove i tempi della medicina carceraria sono dilatati. Importante decisione quella della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo che ha accolto il ricorso presentato nell’interesse di un detenuto che da oltre 22 anni sta scontando la pena dell’ergastolo ostativo all’interno di un carcere italiano.
di Claudio Laugeri
La Stampa, 19 novembre 2023
Spogliati “senza alcuna ragione convincente”. Maltrattati e “arbitrariamente privati della libertà”. Ecco perché, la Corte Europea per i Diritti dell’Uomo ha condannato l’Italia a risarcire quattro migranti sudanesi con cifre che vanno dagli 8 ai diecimila euro ciascuno. La sentenza della prima sezione della Corte (presieduta da Marko Bošnjak) è datata 16 novembre, ma riguarda episodi accaduti nell’estate del 2016. Dopo aver avviato le pratiche per far attribuire ai loro clienti lo status di rifugiato, nel febbraio 2017 gli avvocati (Nicoletta Masuelli, Gianluca Vitale e Donatella Bava, tutti di Torino) avevano deciso di rivolgersi alla Corte di Strasburgo.
di Andrea Oliva
Il Resto del Carlino, 19 novembre 2023
La vicesindaca Bellini contro l’inasprimento delle pene per i genitori. Nello scorso anno circa la metà degli studenti è poi tornata in classe. Una novantina di studenti, dalle elementari alle scuole superiori, si perdono per strada nella città di Rimini. È la dispersione scolastica che il governo intende combattere con la reclusione per i genitori fino a due anni. Un errore, dice chiaramente la vicesindaca Chiara Bellini. Sarebbe un po’ come usare la clava quando serve affiancare ed educare. Non è un’opinione, perché il punto di vista della vicesindaca viene suffragato dai dati. “Delle 91 posizioni segnalate - spiega Chiara Bellini -, la metà (45), sono state recuperate in corso d’anno grazie ad un importante lavoro di richiamo e sollecito sulle famiglie. In particolare hanno ripreso la frequenza 22 alunni della scuola primaria, 2 delle scuole medie, 6 delle scuole superiori. Altri 15, hanno spostato la residenza, e recuperato la frequenza, in altri comuni o all’estero. Le posizioni di evasione accertata sono state 44. Di queste, la maggior parte (37) si sono registrate nella scuola primaria, il resto nella scuola media (3) e nelle scuole superiori (4)”.
Corriere di Verona, 19 novembre 2023
È la solidarietà che abbatte le sbarre. Anche quelle di un carcere. Una solidarietà fatta di cose semplici: farina, pasta, lievito, legumi, grissini, ciambelle. “Armi” con le quali ieri ad essere abbattute sono state le sbarre del carcere di Montorio. Quella casa circondariale in cui le situazioni di vita non sono sempre facili, ieri si è aperta all’esterno con quel pacco carico di prodotti che le detenute e i detenuti di Montorio avevano comprato per se stessi allo spaccio. Non c’erano, in carcere, i volontari con la pettorina gialla e i sacchetti da riempire. Non c’era, soprattutto, la libertà di girare tra gli scaffali rigonfi di uno dei 14mila supermercati che hanno aderito all’iniziativa. Ma quella “spesa” le detenute e i detenuti hanno voluto metterla assieme per donarla alla “colletta alimentare” organizzata dal Banco Alimentare. E, forse, tra tutte le spese donate, quella di chi è in difficoltà in cella per chi è in difficoltà fuori, è stata la più preziosa.
di Valerio Servillo
La Discussione, 19 novembre 2023
La pena capitale non lascia spazio all’umanità. Testimonianze fotografiche di Luisa Menazzi Moretti. Il tempo medio che un condannato a morte attende è di diciassette anni. Un tempo persecutorio che diventa una condanna nella condanna. Su questa attesa, spesso disperata, a volte di speranza, Luisa Menazzi Moretti ha cercato altrettanti scatti fotografici che ora sono in mostra in Italia. Immagini che dopo la Biennale di Fotografia di Berlino (EMOP Berlin 2016) e il premio dell’International Photography Awards di New York arriva anche a Brescia, a conclusione del programma “Bergamo-Brescia Capitale Italiana della Cultura 2023”.
di don Luigi Ciotti
La Stampa, 19 novembre 2023
“Non immagini per commuoversi ma persone che chiedono dignità”: questo ha detto Papa Francesco annunciando la settima “Giornata mondiale dei poveri”. E sempre Francesco, dieci anni fa, all’inizio del pontificato, aveva sottolineato nella “Evangelii Gaudium” la centralità dell’impegno della Chiesa per le persone private della loro dignità: “Qualsiasi comunità di Chiesa che pretenda di stare tranquilla senza occuparsi dei poveri rischia di essere sommersa da una mondanità spirituale dissimulata con pratiche religiose, riunioni infeconde, discorsi vuoti”.
di Fabio Balocco*
Il Fatto Quotidiano, 19 novembre 2023
Ogni giovedì, nella piazzetta qui sotto casa, si siedono sulle panchine degli immigrati - solitamente, da quel che intuisco, slavi, in buona parte rumeni. Sono lì perché hanno ritirato il pacco settimanale di generi di conforto dalle suore vincenziane. Di solito hanno un bicchiere di plastica in mano con un caffè caldo e si fermano a chiacchierare tra loro. Generalmente sono persone anziane, apparentemente anche male in arnese, più uomini che donne. Sono gli scarti del sistema.
di Marco Bascetta
Il Manifesto, 19 novembre 2023
Un colpo di teatro modello: in Europa, e in Germania, l’idea di trasferire in paesi terzi l’”aggravio” di accoglienza, procedure per l’asilo e respingimenti non è affatto disdegnata. Ogni politica è sempre anche un gioco di finzioni, un’arte del far credere, del “come se”. E nei casi in cui la complessità o l’enormità di un fenomeno, di un evento o di uno sviluppo storico sono del tutto fuori dalla portata dei poteri costituiti e della loro immaginazione politica, allora la finzione prende completamente il sopravvento. È quanto accade con tutte le misure e gli strumenti messi in campo per arginare, governare, dirottare la circolazione dei migranti diretti in Europa.
di Diletta Bellotti
L’Espresso, 19 novembre 2023
Il “divoramento”, cioè l’internamento e l’uccisione nei campi di concentramento, dei popoli romanì è un fatto storico sottoposto ad autentico memoricidio. Il destino di un numero di persone tra 200 mila e un milione in Europa è avvolto dall’oscurità. Secondo alcune fonti, Tadeusz Joachimowski, ebreo polacco sopravvissuto alla prigionia nel campo di concentramento di Auschwitz-Birkenau, riuscì a seppellire un archivio dei rom e sinti internati nel Zigeunerlager, l’apposito settore per gli “asociali”, ovvero coloro che venivano socialmente riconosciuti come romanì, ritenuti intrinsecamente criminali e su cui venivano condotti i principali esperimenti di eugenetica per separare il gene “ariano” da quello “criminale”. Grazie a Tadeusz e ad altri due prigionieri, sappiamo i nomi dei 20 mila rom e sinti uccisi nei forni crematori, quando si decise di fare spazio per l’arrivo delle prigioniere politiche.
di Barbara Benzi*
Il Domani, 19 novembre 2023
La dignità dell’uomo, lo Stato di diritto, la democrazia, la separazione dei poteri sono principi fondanti dell’Unione Europea e sono oggi soggetti a stress ed al rischio di ridimensionamento, tanto repentino quanto pericoloso.
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