di Luciana Cimino
Il Manifesto, 21 novembre 2023
Solo critiche per l’idea del ministro. Niente lezioni sulla sessualità: l’Italia resta lontana dal resto d’Europa. Elaborato subito dopo gli episodi di stupro di gruppo avvenuti a Palermo e Caivano, il piano “Educare alle relazioni” del ministro dell’Istruzione (e merito) Giuseppe Valditara, sarebbe dovuto partire a settembre. Dopo due mesi di oblio è spuntato fuori all’indomani del femminicidio di Giulia Cecchettin e sarà presentato mercoledì prossimo con i ministri alla Famiglia, Eugenia Roccella e della Cultura, Gennaro Sangiuliano.
di Jonathan Bazzi*
Il Domani, 21 novembre 2023
L’idea dell’educazione di genere come farmaco miracoloso per l’emergenza attuale non mi convince. Credo che l’agency femminile (e, in generale, dei soggetti più deboli) vada rinforzata. Ho pensato in queste ore all’extrema ratio, l’autodifesa, non solo letterale ma anche in termini di consapevolezza, prontezza nel riconoscere precocemente certe dinamiche. Servono strumenti nuovi, dispositivi tecnologici per chiedere aiuto, strutture che consentano di allontanarsi dalle situazioni a rischio.
di Francesco Pallante
Il Manifesto, 21 novembre 2023
Tra le misure previste nell’ennesimo provvedimento-sicurezza del Governo, quella che prevede l’inasprimento della norma sulla revoca selettiva della cittadinanza riapre una ferita che sanguina nel nostro ordinamento costituzionale dal 2018. Il colpo iniziale era stato inferto dal primo Governo Conte - con Matteo Salvini spadroneggiante dal Viminale - tramite l’introduzione nella legge sulla cittadinanza di un’inaudita discriminazione interna alla categoria dei cittadini, consistente nella possibilità, in caso di condanna definitiva per reati di matrice terroristica, di revocare la cittadinanza a coloro che l’hanno acquisita nel corso della loro esistenza e non anche a coloro che cittadini lo sono per nascita da genitori italiani.
di Giansandro Merli
Il Manifesto, 21 novembre 2023
È stata fissata per il prossimo 30 gennaio l’udienza della Cassazione che deciderà il destino del dl Cutro in merito al trattenimento dei richiedenti asilo provenienti dai “paesi sicuri” durante l’iter della domanda di protezione internazionale. Un provvedimento ad hoc ha stabilito la data e unificato la discussione dei dieci ricorsi presentati dall’Avvocatura dello Stato. A occuparsi della questione, che da un lato vede il Viminale e dall’altro le decisioni del tribunale di Catania firmate dalla giudice Iolanda Apostolico e dal collega Rosario Maria Annibale Cupri, saranno le Sezioni unite. Tale destinazione è stata motivata dalla prima presidente di Cassazione Margherita Cassano: i ricorsi “sollevano una questione di massima di particolare importanza circa le condizioni che consentono il trattenimento alla frontiera del richiedente la protezione internazionale” e presentano “aspetti di novità nel panorama giurisprudenziale, anche per il rapporto tra fonti diverse e per il necessario confronto con le pronunce della Corte di giustizia”.
di Alessandro Fioroni
Il Dubbio, 21 novembre 2023
Un dibattito ad alta tensione, durissimo quello che si è svolto ieri alla Knesset, il parlamento israeliano. Otzma Yehudit, Potere ebraico, il partito di estrema destra guidato dall’oltranzista ministro per la Sicurezza Nazionale Itamar Ben- Gvir, che è una componente fondamentale del governo di Benjamin Netanyahu, ha avanzato alla commissione parlamentare un disegno di legge che prevede la pena di morte per terrorismo. Proposta arrivata sull’onda della strage compiuta da Hamas lo scorso 7 ottobre ma che è da molto tempo un cavallo di battaglia di Gvir: molti analisti israeliani individuano in questo radicalismo il segreto della sua ascesa rapidissima sulla scena politica nazionale in un paese già estremamente polarizzato.
di Massimo Cacciari*
La Stampa, 20 novembre 2023
Caratteristica dei regimi reazionari è quella di ritenere che carcere e inasprimento “fisico” delle pene costituiscano il deterrente fondamentale per l’atto criminoso. È questo l’aspetto più odioso del giustizialismo, virtù da cui mi illudevo fosse esente il magistrato, dr. Nordio. Tutta la letteratura scientifica ha dimostrato da decenni che non esiste alcuna correlazione significativa tra pesantezza della pena, ivi compresa quella di morte, da una parte, e gravità e ampiezza dei comportamenti criminali, dall’altra. Che l’arcaica idea del “dente per dente, occhio per occhio” serva a meglio garantire la nostra sicurezza è forse retaggio delle zone più oscure del nostro cervello, ma non corrisponde in nulla alla realtà.
di Davide Galliani*
L’Unità, 20 novembre 2023
Il potere del Garante sta nel suo non avere potere. A suo modo, partecipa: relazioni annuali al Parlamento, interlocuzioni quotidiane con i ministri, è ricevuto da chi lo nomina (il Capo dello Stato) e assume un significativo ruolo dinanzi alla Corte costituzionale e alla Corte di Strasburgo. Il Garante è un ponte tra le persone e le istituzioni, un biografo-fotografo di vite. Accende i riflettori. Ma perché il suo potere è decisivo proprio perché non è potere? Potremmo spendere molto tempo alla ricerca della figura ideale di Garante: professore, avvocato, magistrato, esponente dell’associazionismo. Si scoprirebbe però che dovrebbe possedere un po’ di tutti questi mestieri, piuttosto che molto ma solo di uno. Non di meno, il punto vero è un altro: il Garante migliore è quello più autonomo e indipendente. E da chi, se non dai poteri? Il Garante è più forte quanto più è in grado di segnare il distacco dal potere. Non bastano Parlamento, Governo, Capo dello Stato e giudici, ma cosa giustifica e può fare un’altra istituzione, peraltro dotata di un potere che è tale perché non è tale?
di Rita Bernardini*
Il Riformista, 20 novembre 2023
Chi si ricorda di Amra, la ragazza rom ventiquattrenne che il 31 agosto di due anni fa partorì sua figlia in una cella dell’infermeria di Rebibbia femminile? L’aiutò un’altra detenuta perché a quell’ora c’era solo un’assistente donna della polizia penitenziaria. Amra raccontava al quotidiano Il Dubbio: “Ho messo la mano sotto e ho sentito la testa, avevo paura cadesse per terra e mi sono sdraiata. È nata da sola e non piangeva”. È stata la compagna di cella a pulire il viso della bambina dalla placenta a mani nude, consentendo così alla piccola di piangere e respirare. Occorre aver visto, aver compreso, prima di mettere mano ad una legge.
di Grazia Di Maggio*
Il Riformista, 20 novembre 2023
Le nuove norme approvate in Consiglio dei Ministri hanno suscitato molte strumentalizzazioni e fake news da parte dei giornaloni della sinistra, in particolare riguardo le presunte detenzioni di donne incinte. È importante chiarire che si tratta di una falsa rappresentazione dei fatti. Non è vero che le donne incinte o con figli di età inferiore a un anno finiranno in carcere in virtù del nostro disegno di legge. Fino ad oggi, durante le fasi di indagine e processo, le donne in queste condizioni potevano essere sottoposte a misure cautelari presso istituti di custodia attenuata per detenute madri. Se condannate, il giudice aveva l’obbligo di differire la pena, a condizione che non superasse i 4 anni. Per pene superiori, la detenzione domiciliare poteva essere una possibilità. Il Governo è intervenuto per eliminare questa incongruenza, consentendo al giudice di decidere se applicare misure alternative alla detenzione, come affidamento in prova, detenzione domiciliare o case-famiglia di cura e assistenza, anche in caso di condanna.
di Gabriella Cantafio
La Repubblica, 20 novembre 2023
Marcella ha vissuto per più di due anni nell’istituto di Lauro, in Irpinia: “Non ci porterei più Giovanna, è rimasta scioccata per sbarre e perquisizioni. L’unica soluzione per il bene dei bimbi è la casa famiglia”. “Col senno di poi, non porterei mia figlia nell’Icam (Istituto a custodia attenuata per detenute madri ndr)”. A ripeterlo, mentre è stato approvato il nuovo Ddl sicurezza che elimina l’obbligatorietà del rinvio dell’esecuzione della pena per le donne condannate incinte o con figli fino ai 3 anni, è Marcella, 41enne napoletana, che, per 2 anni e 7 mesi, ha vissuto nell’Icam di Lauro, vicino ad Avellino, con la sua piccola Giovanna.
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