di Cesare Moreno
Il Domani, 16 novembre 2023
La lettera del presidente dell’associazione che lavora nei quartieri difficili di Napoli, in credito con il ministero dell’Istruzione per 140 mila euro: “Chiedo pubblicamente se qualche giurista, studio legale, parlamentare, ritiene che possa ricevere dalla Associazione l’incarico di affrontare questo caso in sede civile e penale”
di Angela Stella
L’Unità, 16 novembre 2023
Le famiglie arcobaleno avevano promosso ieri mattina un sit-in di protesta davanti al tribunale in occasione delle prime udienze. Poi la svolta. La Procura di Padova, che a partire da marzo aveva chiesto di annullare gli atti di nascita di 37 bambini figli di coppie lesbiche cancellando una delle due mamme (e quindi togliendo uno dei genitori a quei bambini, costringendoli a ricorrere alla procedura di adozione in casi particolari) ha cambiato ieri almeno in parte linea, in una svolta importante per la battaglia giuridica sul riconoscimento delle famiglie omogenitoriali. Infatti nelle due udienze a porte chiuse la Procura ha chiesto al Tribunale di Padova di sollevare la questione di legittimità di fronte alla Corte costituzionale, perché valuti se l’esclusione delle coppie di madri lesbiche e dei loro figli dalle norme che regolano l’accesso alla fecondazione assistita eterologa violi i loro diritti fondamentali.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 16 novembre 2023
Detenzione illegittima, ostacoli all’accesso all’asilo, mancanza di informativa legale, violazione della libertà di corrispondenza telefonica. Mentre si propone una sorta di esternalizzazione dei centri di accoglienza, vedasi l’accordo con l’Albania, permangono le criticità delle strutture del nostro Paese. Ancora è critica la situazione dell’hotspot di Pantelleria. E ciò emerge dal report dell’associazione per gli studi giuridici sull’immigrazione (Asgi) realizzato nell’ambito del Progetto InLimine.
Migranti. Strage di Cutro, Giulia Bongiorno: “Lo Stato non deve risarcire i familiari delle vittime”
di Simona Musco
Il Dubbio, 16 novembre 2023
L’Italia si rifiuta di risarcire i familiari delle 94 vittime della strage di Cutro. Ad annunciarlo ieri in aula a Crotone, dove è in corso il processo nei confronti dei presunti scafisti dell’imbarcazione naufragata il 26 febbraio scorso a due passi dalla costa, è stato Francesco Colotti, che ha sostituito la senatrice della Lega Giulia Bongiorno in rappresentanza del Fondo di garanzia vittime della strada, che nella precedente udienza era stato ammesso come responsabile civile. Ieri il Fondo si è regolarmente costituito, opponendosi però alla citazione e chiedendo l’estromissione dal processo, in quanto il caicco naufragato non era stato utilizzato per diporto né adibito a trasporto pubblico. Per tale motivo, secondo Bongiorno, non può essere assoggettato al codice delle assicurazioni che regola anche l’intervento del fondo di garanzia per le vittime della strada, argomentazione alla quale si sono opposti gli avvocati di parte civile.
di Leo Lancari
Il Manifesto, 16 novembre 2023
Non è ancora un sì, ma gli somiglia molto. Ilva Johansson, commissaria europea per gli Affari interni, ha reso noto ieri quello che il servizio giuridico della Commissione pensa dell’accordo sui migranti siglato dal governo Meloni con l’Albania. E il giudizio, sebbene espresso attraverso un tortuoso giro di parole e pur sottolineando che per ora si tratta di una “valutazione preliminare “, è tutt’altro che negativo. L’intesa con Tirana, ha spiegato infatti Johansson, è “al di fuori del diritto Ue” ma “non viola il diritto Ue”.
di Franz Baraggino
Il Fatto Quotidiano, 16 novembre 2023
La giurista Favilli: “Un vantaggio per i richiedenti asilo”. “La nostra valutazione preliminare è che l’intesa tra Italia e Albania non viola il diritto comunitario ma è al di fuori di esso”. Lo ha detto la commissaria Ue agli Affari Interni Ylva Johansson rispondendo ad una domanda a Bruxelles. Nessuna intenzione di aprire procedure di infrazione, dunque. E nessun divieto all’accordo tra Roma e Tirana. Ma non è detto che si tratti per forza di una buona notizia per il governo di Giorgia Meloni. Perché, se non si applica il diritto d’asilo dell’Unione, nei centri albanesi varrà solo quello italiano, “a partire dalla nostra Costituzione che per il diritto d’asilo ha margini decisamente più ampi”, spiega a ilfattoquotidiano.it Chiara Favilli, esperta di politiche d’asilo europee e docente di diritto dell’Unione all’Università di Firenze. E chiarisce perché anche la decisione della Suprema Corte britannica, che ha dichiarato illegittimo il piano inglese per deportare in Ruanda migranti e richiedenti, ha a che fare con le intenzioni europee e italiane.
di Leonardo Martinelli
La Repubblica, 16 novembre 2023
Sono almeno 1.200 a vivere in un edificio diroccato alle porte della capitale: “L’impressione è che le autorità tunisine aprano e chiudano il rubinetto, rilasciando o intensificando i controlli in mare e sulla costa”. Sulle rive della laguna, Lac 1 è il sogno abortito di una Dubai lontana (una delle tante illusioni infrante a Tunisi). Palazzi moderni, dall’intonaco bianco, già sporco e vecchio, si alternano a rari edifici tecnologici e scintillanti e a terreni ancora da costruire, discariche di plastica colorata. Mogli annoiate di “expat” del Golfo si aggirano in strada tra fiotti di giovani tunisini sottopagati, che lavorano nei call center, concentrati nella zona, a disposizione di clienti scocciati, in linea al telefono dalla Francia.
di Guido Stampanoni Bassi*
Il Dubbio, 15 novembre 2023
Il 5 dicembre toccherà alla Consulta stabilire se l’indiscriminata limitazione alla sessualità per i detenuti, in assenza di ragioni legate alla sicurezza, sia legittima o meno. In un’epoca in cui si tende ad introdurre nuovi reati e a innalzare la pena di quelli già esistenti, parlare di diritti dei detenuti può apparire come rivoluzionario. E può apparire ancor più rivoluzionario se il diritto in questione è quello alla sessualità.
di Giorgia Zanierato
Corriere Veneto, 15 novembre 2023
Il sottosegretario Ostellari: “Sarà un accordo rivoluzionario”. Non solo migranti, anche carcerati. Non solo Giorgia Meloni ed Edi Rama, ma pure Carlo Nordio (insieme ad Andrea Ostellari) con il suo omologo Ulsi Manja. L’Italia si appresta a raggiungere con l’Albania “un accordo rivoluzionario”, così lo definisce il sottosegretario leghista, “che consentirà il trasferimento, presso gli istituti di pena del Paese d’origine, dei 1.940 detenuti albanesi ad oggi ristretti nelle carceri italiane”.
agenzianova.com, 15 novembre 2023
“La nostra idea è individuare nelle caserme dismesse spazi compatibili con detenuti di minore pericolosità, dove ci sono spazi idonei allo sport e al lavoro”. Lo ha detto il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, nel corso del convegno “Tra storia e prospettiva. Vent’anni di Garante di Roma Capitale e dei Garanti territoriali delle persone private della libertà personale” nell’Aula Giulio Cesare del Campidoglio. Per quanto riguarda il rispetto dei diritti umani “per dare attuazione al principio costituzionale occorrono due cose: i detenuti vanno posti in condizione di lavorare nel carcere e devono avere spazi sufficienti per attività fisiche come lo sport, che sono distensive ed evitano forme di conflittualità - ha spiegato -. Qui c’è il problema fondamentale: dove gli spazi esistono i risultati si vedono. In altri casi, come Regina Coeli, gli spazi non ci sono. Dunque il primo obiettivo è ridurre l’affollamento e trovare nuovi spazi e strutture. Per quanto riguarda chi è detenuto per reati minori, infatti - ha concluso il ministro - l’espiazione di pene residue non dovrebbe per forza essere affidata alle sbarre ma dovrebbero essere trovate soluzioni alternative”.
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