di Liana Milella
La Repubblica, 11 luglio 2023
Il capo dello Stato rientrato dal viaggio in Sud America valuterà il testo del disegno di legge di riforma presentata dal Guardasigilli. Sorpresa al Colle per l’enfasi attorno alla firma del presidente che, nel rispetto delle Camere, dovrà trasmettere un ddl che sarà oggetto di un dibattito e di modifiche parlamentari.
di Mario Di Vito
Il Manifesto, 11 luglio 2023
Santalucia: “Da parte nostra nessuna volontà di scontro, solo diritto di critica”. La premier ai giornalisti: “Sono in ritardo”. Evitare lo scontro diretto. Almeno finché si può. Dopo un weekend di fuoco e fiamme e polemiche incrociate, mentre Giorgia Meloni continua a scansare accuratamente l’argomento giustizia, come ha fatto ieri in Lettonia, l’Anm lancia segnali di tregua al governo, nell’auspicio di non tornare indietro agli anni durissimi della guerra senza quartiere tra la destra italiana e la magistratura. Erano altri tempi, si dirà, e sicuramente erano un’altra destra e un’altra magistratura, ma certi riflessi condizionati sono duri a morire e si riaffacciano a cadenza periodica. Adesso in ballo c’è una riforma della giustizia annunciata come storica ma che, sin qui, è ancora molto vaga e, soprattutto, non proprio imminente.
di Simone Canettieri
Il Foglio, 11 luglio 2023
Il Quirinale per ora non interviene sullo scontro fra il governo e la magistratura. La premier potrebbe salire al Colle nel fine settimana con la scusa del vertice Nato. E intanto il ddl Nordio attende l’ok del Colle. L’occasione è vicina. Già alla fine di questa settimana, una volta tornata in Italia, Giorgia Meloni potrebbe salire al Colle per informare il capo dello stato sulle decisioni del vertice Nato a Vilnius. Un incontro di prassi - tra la presidente del Consiglio e il capo del Consiglio supremo di difesa dopo un appuntamento così importante - che rischia di virare più che sull’Ucraina, sulla guerra ingaggiata dal governo contro la magistratura (a leggere le veline di Palazzo Chigi sarebbe il contrario). Ecco perché il faccia a faccia è ancora in sospeso, pronto a essere sostituito, magari, da una discreta telefonata da far trapelare, ma anche no.
di Paolo Delgado
Il Dubbio, 11 luglio 2023
La premier ora cerca la tregua: potrebbe rinunciare a “qualcosa” per evitare lo scontro con i magistrati. Che fare? Se Giorgia Meloni lo ha già deciso, come è probabile, ancora non ha trasformato la propensione in fatti e parole. Le quali certo contano e pesano. Lunghi giorni di silenzio hanno moltiplicato le attese: quando la premier si deciderà a parlare in prima persona, senza lo schermo di anonime “fonti”, le sue parole saranno pesate col bilancino, ogni virgola finirà per incidere sulla scelta tra tregua o guerra nell’eterno scontro fra politica e magistratura.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 11 luglio 2023
Se da un lato il ministro degli Esteri Antonio Tajani ieri mattina in un’intervista al Messaggero ha ribadito “andremo avanti con la separazione delle carriere”, dal ministero della Giustizia ieri pomeriggio hanno risposto con un secco “no” alla nostra domanda se si stesse effettivamente elaborando la riforma. Se davvero così fosse, significherebbe che si sta lavorando ad una tregua con la magistratura dopo il ping pong di dichiarazioni degli ultimi giorni tra “fonti ministeriali” anonime e comunicati ufficiali dell’Anm.
di Aldo Fabozzi
Il Manifesto, 11 luglio 2023
Tutti guardano al Quirinale, ma il ritardo è integralmente responsabilità del governo, più precisamente del ministero. “Spero che possa essere approvato il più presto possibile”, diceva Carlo Nordio del suo disegno di legge quando, dopo averlo annunciato per mesi, riuscì finalmente a farlo approvare dal Consiglio dei ministri. Solo che da allora sono passate tre settimane e mezzo e il disegno di legge neanche è arrivato in parlamento. Altro che “il più presto possibile”. La riforma non è nemmeno partita.
di Gennaro Grimolizzi
Il Dubbio, 11 luglio 2023
L’avvocato Gaetano Pecorella è convinto che gli attuali conflitti interni tra i poteri dello Stato stiano portando ad “un indebolimento di tutto il sistema”. “Se la politica e la magistratura - dice al Dubbio - non si rendono conto in tempo di questa situazione, torneremo ad avere un governo indebolito, come ai tempi di “mani pulite”, con la scomparsa dei partiti. Cerchiamo di avere un Paese moderno, con i magistrati che fanno i magistrati e i politici che fanno i politici”.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 11 luglio 2023
Scarsità di luce in ambienti chiusi, locali fatiscenti e mancanza di acqua calda nelle camere, precarietà degli impianti di areazione e aree sociali insufficienti rispetto al numero dei detenuti presenti. Come emerge dalla relazione annuale presentata venerdì scorso dal Garante delle persone private della libertà della regione Lazio, Stefano Anastasìa, le condizioni strutturali delle carceri nel Lazio sono una delle principali criticità del sistema penitenziario italiano.
di Stefano Anastasìa
garantedetenutilazio.it, 11 luglio 2023
In cima alle preoccupazioni dei detenuti, prima ancora delle classiche domande sull’assistenza sanitaria e sui trasferimenti, c’è la speranza della libertà, o almeno di un suo parziale recupero, nelle forme delle misure alternative alla detenzione. E ne hanno ben donde.
napolitoday.it, 11 luglio 2023
Si tratta di un napoletano spentosi a Benevento e di un algerino morto a Poggioreale. Avevano rispettivamente 51 e 24 anni. Un detenuto napoletano si è spento nel carcere di Benevento. Aveva 51 anni. Secondo una prima ricostruzione, dopo pranzo l’uomo avrebbe accusato un malore che non gli ha dato scampo. Dopo il sopralluogo della pm Chiara Maria Marcaccio e del medico legale Umberto De Gennaro, la salma è stata trasportata presso l’obitorio dell’ospedale San Pio dove verrà sottoposta a esame autoptico.
- Alessandria. “Idee in fuga”, la coop che dà lavoro ai detenuti dentro e fuori il carcere
- Parma. Inaugura il Polo universitario penitenziario, luogo di dialogo fra carcere e città
- Porto Azzurro (Li). Il valore della scuola e del coltivare cultura in carcere
- La désinformation scuote i francesi
- Qatargate: e se il vero abuso fosse l’inchiesta della procura?











