di Alessandro Zoppo
leonardo.it, 11 luglio 2023
Il buono che viene da dentro: è il claim di Idee in fuga, la cooperativa sociale nata nel 2020 all’interno degli istituti di pena Cantiello e Gaeta e San Michele di Alessandria con l’obiettivo di creare lavoro per i detenuti, dentro e fuori le mura del carcere. Inclusione, sostenibilità e sensibilizzazione sono i princìpi di Idee in fuga. La coop nasce dalla volontà di fornire un nuovo modello di economia carceraria, attenta soprattutto al reinserimento degli ex reclusi a fine pena.
di Arianna Belloli
La Repubblica, 11 luglio 2023
Inaugurato al civico 5 di vicolo dei Mulini la sede del Polo universitario penitenziario di Parma, nato dall’esigenza di portare all’esterno del carcere l’esperienza avviata nel penitenziario di via Burla e la conoscenza che la condizione detentiva può sviluppare. Un luogo culturale e di co-produzione. Hanno partecipato il prorettore vicario Paolo Martelli, assessori della Giunta comunale e la delegata del rettore ai Rapporti tra università e carcere Vincenza Pellegrino, e, per l’associazione Anellodebole, Vincenzo Picone. Presentati i materiali prodotti nei laboratori di sociologia culturale che si svolgono in carcere e presentato il numero zero della rivista Cerchioscritti, una newsletter realizzata insieme da studenti detenuti e non detenuti.
di Licia Baldi
elbareport.it
Anche nella Casa di Reclusione di Porto Azzurro si sono conclusi gli esami di maturità con sei diplomati dell’Istituto di Agraria, di cui uno con il massimo punteggio. Traguardo meritato e importante. In precedenza altri quattro studenti detenuti si sono cimentati con esito positivo negli esami di licenza di scuola media, riportando soddisfazione personale e anche dei docenti che li hanno seguiti per l’intero anno scolastico e che hanno espresso compiacimento per il loro impegno costante e per il comportamento sempre rispettoso e attento durante le lezioni.
di Alessio De Giorgi
Il Riformista, 11 luglio 2023
Dopo gli scontri della scorsa settimana in molte città la destra nazionalista xenofoba ed antieuropea ringalluzzisce e soffia sul fuoco delle ronde. Descartes e Drosnay sono due paesini della Francia rurale, rispettivamente nella Loria e nella Marna. Entrambi avevano due belle chiese storiche col tetto di legno che sono bruciate nel weekend. Le cause sono da accertare, un fulmine pare, ma per i canali di destra su telegram, tiktok e snapchat non c’è dubbio che siano stati gli “emeutes”, le rivolte a portare l’incendio nelle due chiese, anche se non c’è traccia di scontri in due paesini di rispettivamente 3800 e 182 anime. I video delle chiese bruciate hanno fatto milioni di visualizzazioni in poche ore su alcuni social network ed i commenti erano ovviamente da brividi.
di Daniele Zaccaria
Il Dubbio, 11 luglio 2023
Una trama occulta degli Emirati per diffamare il Qatar e una lista “fake” di lobbisti all’origine dello “scandalo”. La geopolitica del mondo arabo è materia assai complessa, in particolare quella della penisola arabica, segnata da fitte trame di interessi, conflitti incrociati e soprattutto alimentati dalle smisurate ambizioni delle petromonarchie e dell’altrettanto smisurata voglia di allargare la loro sfera di influenza. Guerre sotterranee combattute a colpi di miliardi di dollari attinti dalle inesauribili riserve dei fondi sovrani e con i metodi “sporchi” e spregiudicati dei servizi di intelligence.
vita.it, 11 luglio 2023
Si chiama “Injustice” la nuova ricerca di Save The Children che, da oltre cent’anni, lotta per salvare i bambini a rischio e garantire loro un futuro. Viene pubblicata mentre il relatore speciale delle Nazioni Unite sulla situazione dei diritti umani nei territori palestinesi, occupati dal 1967. Si stima che ogni anno ci siano tra i 500 e i 1.000 minori trattenuti nel sistema di detenzione militare israeliano.
ansa.it, 11 luglio 2023
Articolo premiato a Beirut dalla Fondazione Samir Kassir. Un vero e proprio girone infernale è quello in cui si trovano a vivere da anni più di un migliaio di detenuti siriani, vittime di torture e abusi nelle superaffollate carceri libanesi, in interminabile attesa di processo ed esposti a malattie causate dalle percosse, dalla sporcizia, dalla malnutrizione e dalla mancanza di cure mediche. E’ quanto emerge dall’inchiesta “Sotto tortura confesso qualsiasi cosa”, scritta da Pascale Sawma, giornalista libanese, premiata di recente a Beirut dalla giuria del Premio di giornalismo internazionale della fondazione SKeyes e intitolato a Samir Kassir, l’intellettuale libanese ucciso in un attentato nel 2005.
di Riccardo Noury*
Il Fatto Quotidiano, 11 luglio 2023
“Ho vissuto in una tenda per due mesi, poi mio cugino mi ha proposto di andare a stare da lui, insieme ai miei tre figli. Sono vedova, non ho alcun introito. Prima dei terremoti mio zio che viveva con la sua famiglia in Turchia mi mandava qualcosa, poi sono morti tutti quanti”.
di Francesca Basso e Viviana Mazza
Corriere della Sera, 11 luglio 2023
Anwar Bunni è diventato famoso per il processo di Coblenza, in cui testimoniò contro il suo torturatore. Ma tra i mandati potrebbe essercene uno anche contro il dittatore di Damasco. Ora la sua missione è un tribunale speciale creato dall’Assemblea Generale.
di Paolo Mieli
Corriere della Sera, 10 luglio 2023
Il tempo degli annunci è finito. È ora che la riforma complessiva della giustizia italiana prenda le sembianze di un testo meditato da discutere in Parlamento. Ci risiamo. Trent’anni (e passa) dall’inizio di Tangentopoli e si è tornati in un battibaleno all’arroventata tenzone tra Politica e Giustizia. Si sa come comincia e si sa anche come va a finire (quantomeno come è andata a finire fino ad oggi): con la Politica fatta a brandelli.
- Giustizia, un intervento pubblico sulla riforma. La strategia di Meloni per una tregua con i magistrati
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- Sulla giustizia il governo è andato in confusione
- Violante: “Governo accerchiato? Una sindrome diffusa. Ma dall’Anm toni sbagliati”
- Enrico Costa: “Sulla giustizia è tutto un gioco di convenienze, ora tireranno il freno sulle intercettazioni”











