di Carlo Bonini
La Repubblica, 10 novembre 2023
L’autrice, nel suo ultimo saggio, ricostruisce il vulnus alla verità inferto dai Servizi alle istituzioni democratiche tra le stragi di piazza Fontana e Bologna. Non è semplice misurarsi con il capitolo più oscuro e cruciale della nostra storia repubblicana - gli anni dal dicembre 1969 all’agosto 1980, dalla strage di piazza Fontana a quella di Bologna - indagando sul vulnus alla verità che le hanno inferto i nostri Servizi segreti di allora. A maggior ragione, non lo è con il rigore e la completezza di cui è capace solo la ricerca storiografica e, insieme, con la passione di chi dimostra di maneggiare con sicurezza la storia politica del nostro secondo Novecento. Benedetta Tobagi, con il suo Segreti e lacune (Einaudi), è riuscita a farlo. Consegnandoci un libro civile che è, insieme, un’inchiesta sul potere, sulla dimensione e natura della sua “indicibilità”, e una denuncia sulla macroscopica arbitrarietà della gestione del segreto e della ragione di Stato da parte di chi aveva il compito di esercitarlo in modo rispondente al giuramento di fedeltà costituzionale.
di Antonio Andolfi
Il Fatto Quotidiano, 10 novembre 2023
Venerdì 20 ottobre si è aperta all’Urban Center la prima giornata per il decennale dell’Associazione Accoglierete, titolo: “Accoglienza e inclusione: una sfida possibile”. A questa è seguita sabato 21 il secondo incontro. Accoglierete è nata dieci anni fa dalla volontà di persone di diventare tutori legali volontari di minori extracomunitari, una decisione motivata dall’arrivo sulle nostre coste di centinaia di minorenni provenienti da Paesi dell’Africa e dell’Asia che giungevano in uno stato di grande smarrimento. Portati nei centri di prima accoglienza, all’arrivo veniva dato loro un numero: non erano più persone, proprio come nei campi nazisti. Troppi mesi erano passati dalla partenza all’arrivo in Sicilia e quel lungo viaggio era stato costellato da sopraffazioni, violenze, pericoli, con la detenzione in carceri libiche; infine l’imbarco su barconi poco adatti e il dramma della traversata, forse la prova più pesante e dolorosa vissuto con tanta paura e incertezza: l’ultimo passo che li portava a diventare maturi giocoforza.
di Leo Lancari
Il Manifesto, 10 novembre 2023
Quello che sorgerà a Gjader, in Albania, sarà un Cpr e non una struttura dove esaminare rapidamente le richieste di asilo, come aveva spiegato due giorni fa Matteo Piantedosi. A contraddire il ministro dell’Interno è stato ieri un fedelissimo della premier Giorgia Meloni come il sottosegretario Giovanbattista Fazzolari, alimentando così il sospetto che l’accordo tra Italia e Albania sia stato pensato e gestito da palazzo Chigi all’insaputa degli alleati. “Quello che accade in Albania è lo stesso che accade in Italia”, ha spiegato Fazzolari parlando a Porta a Porta. “Abbiamo fatto procedure accelerate, in 28 giorni siamo in grado di rispondere alla richiesta. Poi chi non ha diritto può essere trattenuto fino a 18 mesi in attesa del rimpatrio, il massimo consentito dalla legge italiana”.
di Virginia Piccolillo
Corriere della Sera, 10 novembre 2023
L’ex ministro: ora l’Europa si faccia sentire in Africa. Il precedente Londra-Ruanda non funzionò. “L’unico precedente è quello con Regno Unito-Ruanda del 2022. A oggi non è stato trasferito alcun migrante. Aggiungo: la preoccupazione per loro era l’immigrazione albanese. Non fossero cose serissime si potrebbe dire: la Gran Bretagna voleva portare gli albanesi in Ruanda, noi gli africani in Albania, non mi sembra una prova di grande lungimiranza”.
di Silvia Stilli*
Il Manifesto, 10 novembre 2023
Non si possono più accettare il genocidio in atto nella Striscia di Gaza e la gravissima crisi umanitaria che mette a rischio chi riesce a sopravvivere. L’apertura di corridoi umanitari in sicurezza deve essere garantita in maniera permanente, non per concessione del governo israeliano. Va preteso immediatamente il cessate il fuoco. L’AOI, l’Associazione delle Organizzazioni Italiane della società civile di solidarietà e cooperazione internazionale, ha condannato Hamas per l’attacco del 7 ottobre, chiesto il rilascio immediato delle persone private della libertà e preteso il rispetto del diritto internazionale a Gaza invasa dalle forze militari di Israele. Il 1 novembre, per ragioni di impossibilità nel garantire l’operatività nella Striscia, gli ultimi cooperanti delle Ong italiane sono stati evacuati. Lo staff locale continua ad essere operativo, nonostante gli uffici distrutti e lo stato di pericolo costante.
di Andrea Venanzoni
Il Riformista, 10 novembre 2023
Tra la brutalità delle forze di polizia del Pakistan e la morsa della miseria che attanaglia l’Afghanistan, sommata all’oppressione del regime dei Talebani, c’è un’intera umanità alla deriva. Lungo le alture battute da un gelido vento al confine tra Pakistan e Afghanistan, si agita una umanità alla deriva, incalzata dalla brutalità delle forze di polizia del Pakistan: centinaia di migliaia di profughi in fuga dal regime dei Talebani e dalla morsa della miseria che attanaglia un Paese roccioso e montuoso che pure nel corso dei secoli ha vinto imperi e spezzato il giogo di potenze coloniali e che oggi invece si aggomitola nella disperazione portata dall’islamismo radicale degli ex studenti coranici provenienti proprio dal confinante Pakistan.
di Edoardo Vigna
Corriere della Sera, 10 novembre 2023
Il Nobel per la pace che ha scelto di correre come presidente: “Le aggressioni crescono intorno alle aree minerarie. C’è un legame fra degrado ambientale e danno alle comunità”. Nel 2018, un anno prima del Covid, Denis Mukwege, 68 anni, ha vinto il Premio Nobel per la Pace: ginecologo e ostetrico, aveva fondato l’ospedale Panzi di Bukavu, nella parte orientale della Repubblica Democratica del Congo, dove è diventato uno dei massimi esperti mondiali nel trattamento dei danni fisici dovuti allo stupro. Stupri di guerra, per lo più, quelle guerre che nel suo Paese sono senza fine. All’ospedale, e con la sua Fondazione, ha curato più di 80mila donne. Ora ha deciso di provare a cambiare le cose anche in un altro modo: alle elezioni di dicembre correrà per la presidenza di un Paese di 90 milioni di persone, pieno di immense ricchezze naturali sfruttate senza limiti né rispetto, e di altrettanto enormi povertà. Essere stato così immerso negli orrori dei più diversi conflitti ha dato al dottor Mukwege la forza e la convinzione di vedere cosa occorre fare: da dove si deve partire, allora, per creare una società giusta e sostenibile?
di Angela Stella
L’Unità, 9 novembre 2023
La proposta di legge del segretario di +Europa, sottoscritta da tutte le opposizioni tranne i 5S, prevede l’istituzione di strutture territoriali per ospitare fino a 15 persone con meno di 12 mesi da scontare. “Costruire più carceri non serve, la nostra Costituzione prevede la risocializzazione”. Risolvere il problema del sovraffollamento delle carceri andando nella direzione della risocializzazione dei detenuti, attraverso la realizzazione di Case Territoriali di Reinserimento sociale che possano ospitare dalle cinque alle quindici persone tra chi deve scontare una pena o pena residuale inferiore a un anno.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 9 novembre 2023
Il Comitato interministeriale sull’edilizia carceraria, presieduto dal vicepresidente del Consiglio e ministro Matteo Salvini, ha recentemente approvato l’assegnazione di 166 milioni di euro stanziati dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti per ristrutturare le carceri italiane. Questa iniziativa, che mira a migliorare la sicurezza degli istituti penitenziari e le condizioni di vita dei detenuti, non è priva di critiche, soprattutto in seguito ai recenti eventi alluvionali che hanno colpito alcune strutture carcerarie, come nel caso del carcere di Sollicciano.
gnewsonline.it, 9 novembre 2023
Nella mattinata di oggi il Sottosegretario di Stato alla Giustizia con delega al Trattamento dei detenuti e alla Giustizia minorile e di comunità, Senatore Andrea Ostellari, è stato ricevuto dal Ministro della Salute, Orazio Schillaci, presso gli uffici di Lungotevere Ripa.









