di Beatrice Branca
Corriere del Veneto, 9 luglio 2023
La moglie Sandra aveva avvisato che Alexandre aveva problemi psichici e manifestato intenzioni suicide. “Adesso la famiglia è intenzionata ad andare fino in fondo”, annuncia l’avvocato Francesco Schioppa che assiste vedova e figlia di Alexandre Santos De Freitas, il 45enne brasiliano residente a Montebelluna morto in carcere a Santa Maria Maggiore cinque giorni dopo il suo arresto.
di Vito Cimiotta*
L’Unità, 9 luglio 2023
Quelle rare volte in cui viene consentito il colloquio telefonico con i propri difensori, il detenuto è obbligato a indicare per iscritto e con precisione le motivazioni.
di Giada Salvati
abruzzolive.it, 9 luglio 2023
L’istruzione è riconosciuta come elemento essenziale del trattamento penitenziario e costituisce una necessità finalizzata alla rieducazione ed al reinserimento nella società della persona ristretta, alla fine della pena. La scuola nel contesto carcerario è fondamentale ed ha un notevole valore, in quanto offre ai detenuti una possibilità di riscatto, permettendo loro di completare gli studi interrotti e di conseguire un diploma di maturità.
di Antonio Gnoli
La Repubblica, 9 luglio 2023
Regista e sceneggiatrice, ha scritto un libro “liberatorio” sul rapporto con il padre Toni Negri, leader di Autonomia operaia, raccontandone anche l’arresto e i processi per atti sovversivi: “Non era un mostro ma ha messo l’ideologia davanti alla vita”.
di Elisabetta Soglio
Corriere della Sera, 9 luglio 2023
Rappresentano un progetto interno al programma del Servizio Civile Universale istituito nel 2013. Le domande arrivate sono 875 per 153 posti. La Cnesc (Conferenza Nazionale Enti per il Servizio Civile) chiede che si attivi al più presto la seconda annualità dei progetti.
di Enzo Risso
Il Domani, 9 luglio 2023
Per una parte del paese l’Italia avrebbe bisogno di proteste dure come quelle francesi. Il 48 per cento degli italiani (con una punta del 17 per cento altamente convinta) ritiene che per cambiare le cose nel nostro paese sia necessario ricorrere a forme di protesta dure seguendo l’esempio francese. Ad alimentare la proliferazione della rabbia sociale e della volontà di protesta sono diversi fattori: al primo posto troviamo il tema dell’aumento dei prezzi (53 per cento). Al secondo posto troviamo la perdita di potere di acquisto degli stipendi (32 per cento). Il terzo elemento che foraggia i processi di rancore e rabbia è quello indotto dalla precarizzazione del lavoro (29 per cento).
di Eraldo Affinati
La Stampa, 9 luglio 2023
Quello che accade in aula possiede effetti indelebili: è la potenza dell’insegnamento. L’ho sempre pensato e scritto: dopo aver visto l’applauso degli studenti del “Massimo D’Azeglio” nei confronti di Enzo Novara, il loro professore di filosofia in procinto di andare in pensione, lo riconfermo. La giusta e meritata soddisfazione del docente, ben superiore alla retribuzione economica ricevuta in tanti anni di servizio fedele e appassionato a una causa tutt’altro che persa, non deve tuttavia farci dimenticare, né tantomeno nascondere, ciò che l’entusiasmo irrefrenabile delle decine di ragazzi assiepati ai lati del lungo corridoio del liceo torinese suggerisce a tutti noi. Le agenzie educative sono in crisi, ma chi ha detto che a scuola non si possa fare ancora la differenza?
di Marco Grimaldi*
L’Unità, 9 luglio 2023
La premier spieghi al Parlamento se i campi di concentramento sono la “dimensione esterna” di cui parlano lei e Piantedosi. Altro che “piano Mattei”, diamo il controllo delle frontiere in appalto a dittatori e trafficanti. A partire dal 2 luglio, le autorità tunisine hanno espulso fra i 500 e i 700 migranti provenienti dall’Africa centrale e occidentale richiedenti asilo, fra cui bambini, neonati e donne incinte. Li hanno condotti nei pressi di una zona militarizzata ai confini con la Libia (vicino a Ben Guerdane) il cui accesso è interdetto a giornalisti, agenzie Onu e società civile. Minacce, pestaggi e violenze, naturalmente mancanza di assistenza medica e ostetrica, sequestro di cellulari e distruzione di passaporti da parte delle forze di sicurezza tunisine.
di Elisabetta Zamparutti*
L’Unità, 9 luglio 2023
Sono almeno 387 le esecuzioni compiute in Iran negli ultimi sei mesi. Ma il regime ne ha rese note solo 43. È notizia di questi giorni la pubblicazione del rapporto semestrale di Iran Human Rights sulle esecuzioni compiute in Iran. Ne hanno contate, dal 1° gennaio al 30 giugno, 354. Un aumento del 36% rispetto l’anno precedente.
di Zvi Schuldiner
Il Manifesto, 9 luglio 2023
Giusto manifestare contro la svolta autoritaria di Netanyahu. Ma milioni di esseri umani sono senza i più elementari diritti civili e politici. Il nodo resta la pace con i palestinesi. Un attacco palestinese a Tel Aviv poche ore dopo che le forze militari israeliane avevano lasciato il campo profughi di Jenin, e diverse azioni palestinesi nei territori palestinesi occupati hanno intaccato la convinzione circa il successo dell’operazione militare israeliana.
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