Il Resto del Carlino, 10 luglio 2023
Il sovraffollamento e le carenze strutturali decennali della Dozza rischiano di far esplodere il disagio in violenza, secondo il sindacalista D’Amore. La politica deve affrontare la questione carceri per evitare un fallimento dello stato sociale.
di Massimo Cacciari
La Stampa, 10 luglio 2023
La storia si ripete identica e i suoi diversi protagonisti ne ignorano o fingono di ignorarne il senso. Una politica debole, forme di governo che si fondano su coalizioni posticce, prive di ogni contenuto strategico, producono per necessità l’effetto che funzioni tecnico-amministrative dello Stato assumano, anche al di là delle loro intenzioni, immagini e ruoli tendenti a supplirne le deficienze.
di Mons. Vincenzo Paglia
Corriere della Sera, 10 luglio 2023
La strage di Milano nella “Casa dei coniugi” ci colpisce e ci interroga, non solo e non tanto per le dinamiche e le circostanze che hanno accompagnato e favorito l’incendio, che di questo se ne occuperà l’autorità competente. Certo, un impianto antincendio che non funziona, come pare sia il caso, in una struttura che ospitava circa 180 persone, di cui molte con gravi difficoltà motorie, e un turno notturno con soli 5 operatori per questo gran numero di pazienti, non sono fatti di poco conto, ma, ripeto, sarà il giudice a dirci se, chi e come non ha fatto il necessario per tutelare quelle fragili vite.
di Chiara Lalli
Il Foglio, 10 luglio 2023
I giudici hanno accolto la richiesta di una donna di verificare se ha le condizioni previste dalla sentenza 242 della Corte costituzionale per chiedere di scegliere quando può terminare la sua vita. L’azienda sanitaria dovrà verificarlo entro 30 giorni.
di Gabriele Segre
Il Domani, 10 luglio 2023
I confini dell’Europa oggi sono quelli segnati da chi cerca di farvi parte: i campi profughi alle sue frontiere, i barconi affondati nel Mediterraneo, perfino le banlieue francesi. Nuove frontiere che servono a definire la distanza tra “noi” e “loro”. Di fronte a queste scelte, i governi dell’Ue si dimostrano incapaci di decidere, diventando il ritratto di un’Europa in agonia. Chiederci cosa vogliamo che diventi l’Europa ci restituirebbe la capacità di lottare per uno scopo. Il primo “agone” è proprio la scelta tra l’Europa della “Polis" o della “Civitas”, dell’identità esclusiva o di una comunità che accoglie chi ne condivide il fine comune.
di Francesca Mannocchi
La Stampa, 10 luglio 2023
Sono loro i più esposti alla povertà e all’isolamento ma hanno deciso di restare per rispetto ai loro ricordi. Sedute su una panchina di fronte a un magazzino distrutto di Ozerne, oblast di Donetsk, Lidya e Oksana cercano l’ombra al sole di mezzogiorno. Lidya ha 76 anni, Oksana 72. Sono due tra le pochissime anime rimaste ad abitare la distesa di campi di grano interrotta da una bottega, ormai chiusa, un parco giochi abbandonato e un edificio che prima della guerra fungeva da succursale della municipalità e che oggi serve a distribuire acqua e pane e a ospitare i dottori che una, o due volte a settimana incontrano gli anziani per portare medicine altrimenti introvabili.
La Repubblica, 10 luglio 2023
Nei video sui social si assiste a scene di “giustizia popolare” da parte di minorenni indottrinati che fanno chiedere “perdono” agli africani immigrati. Più di 500 migranti subsahariani sono stati arrestati a Sfax e portati al confine libico o algerino, dopo che la gendarmeria aveva effettuato raid nei quartieri popolati da persone provenienti da diversi Paesi africani. Lo riferisce Human Rights Watch (HRW). A dare man forte alla polizia tunisina ci sono stati gruppi di giovani armati di bastoni e pietre che hanno minacciato gli immigrati africani nei quartieri di Sfax, dove in qualche modo hanno trovato una sistemazione. Secondo alcune organizzazioni umanitarie, è in atto una vera e propria campagna di propaganda sui social network, orchestrata da membri del Partito Nazionalista Tunisino, con dichiarazioni xenofobe e cospiratorie.
di Riccardo Noury*
Corriere della Sera, 10 luglio 2023
“Protezione” e “genocidio” sono due parole che non dovrebbero mai stare insieme. Ma è successo, nel cuore dell’Europa, intorno a 30 anni fa. Il 16 aprile 1993 la città bosniaca di Srebrenica venne dichiarata “zona protetta” dalla risoluzione 819 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. Dall’11 luglio 1995 subì il genocidio più veloce della storia.
di Emanuela Minucci
La Stampa, 10 luglio 2023
Il carcere è un’organizzazione da smantellare, perché non più salvabile né aggiustabile. Lo propone la scrittrice, avvocata e attivista Derecka Purnell nel suo libro “Come sono diventata abolizionista” (Fandango).
di Giovanni Bianconi
Corriere della Sera, 9 luglio 2023
Dal salva-ladri alle toghe rosse. Quegli intrecci e conflitti (sempre uguali a sé stessi). Ha detto di recente il ministro Carlo Nordio che il conflitto tra politica e giustizia fu avviato dalla Procura di Milano con l’invito a presentarsi nelle vesti di indagato recapitato “a mezzo stampa” all’allora premier Silvio Berlusconi, nel novembre 1994. In realtà, quello stesso anno, proprio il governo Berlusconi aveva già provato - in piena estate - a depotenziare le indagini e il potere dei magistrati con il decreto ribattezzato “salva-ladri”, ritirato a seguito delle dimissioni in diretta tv dei pubblici ministeri di Mani Pulite. E l’anno precedente un altro governo, guidato da Giuliano Amato, fu stoppato dal capo dello Stato Oscar Luigi Scalfaro nel tentativo di depenalizzare il finanziamento illecito dei partiti, dopo le proteste del procuratore di Milano Francesco Saverio Borrelli.
- L’eterno ritorno dello scontro tra politica e giustizia
- L’Anm piccona il ddl Nordio: dall’abuso d’ufficio agli interrogatori, il documento che smonta la riforma
- I magistrati contro il governo dopo l’intervento di Palazzo Chigi: “Subiamo accuse pesantissime”
- L’Associazione Nazionale Magistrati: “Intervenire sulle riforme è dovere non interferenza”
- L’Anm risponde al fuoco: “Vogliono colpire i magistrati”











