di Luigi Manconi
La Repubblica, 9 novembre 2023
Se avete oltre trent’anni provate a immaginare che la grandissima parte della vostra vita (più di tre decenni) sia trascorsa all’interno di un pozzo profondo, di un buco nero, di un abisso insensato. E pensando a quella vertigine leggete di Beniamino Zuncheddu, la cui vicenda è meno singolare di quanto si creda. Infatti, la condanna di una persona innocente non è un evento così raro, specialmente in alcuni Paesi dove il tasso di carcerazione è assai elevato, come negli Stati Uniti. Fece scalpore, tra le tante, la storia di Anthony Ray Hinton: arrestato in Alabama nel 1985 fu condannato alla pena capitale con l’accusa di duplice omicidio. Hinton, che da sempre ha negato ogni responsabilità, visse per trent’anni nel braccio della morte.
Corriere della Sera, 9 novembre 2023
Un'interpellanza sarà presentata alla Camera dal deputato bergamasco Devis Dori. Il deputato Devis Dori ha depositato un’interrogazione parlamentare per chiedere al Ministero della Giustizia di fare chiarezza su ogni aspetto relativo alle vicende che hanno portato alla morte del Oumar Dia, 21 anni, nato e cresciuto a Fiorano al Serio. “La tragica vicenda che ha portato alla morte di Oumar il 26 ottobre scorso nell’ospedale di Rozzano è incredibile e inquietante - dice Dori, deputato di Alleanza Verdi e Sinistra, insieme ad Alfredo Di Sirio, Coordinatore provinciale Sinistra Italiana e Oriana Ruzzini, consigliera comunale di Bergamo-. Oumar infatti si trovava sotto la custodia dello Stato, in quanto da giugno 2023 era detenuto nel carcere di Bergamo per scontare una condanna per il furto di uno smartphone avvenuto nel gennaio 2020. Successivamente, a metà ottobre, è stato condotto nel carcere di Opera, in provincia di Milano, apparentemente senza effettiva motivazione e comunque senza preavvisare i familiari. Il 21 ottobre Oumar era nell’ospedale di Rozzano già in gravi condizioni: cos’è successo?”.
di Sabino Cassese
La Repubblica, 9 novembre 2023
L’intervento dell’ex ministro e giudice costituzionale dopo l’articolo apparso su Repubblica: “È trionfalista chi scrive che non possiamo lamentarci dei risultati raggiunti?”. Caro Direttore, Tito Boeri e Roberto Perotti, nell’articolo intitolato “Pnrr, i veri numeri sulla giustizia” pubblicato su Repubblica il 6 novembre scorso affermano che io avrei calcolato male i risultati raggiunti dal Pnrr in materia di giustizia, sostengono che l’arretrato è diminuito meno dell’1%, che la durata dei processi è diminuita dell’1% e che “bisogna misurare i risultati correttamente”. Chiudono criticando i trionfalismi.
di Francesco Machina Grifeo
Il Sole 24 Ore, 9 novembre 2023
Il ministro al question time della Camera: “La riforma non soltanto tenderà ad abbreviare i processi ma a evitare che una persona resti sotto la graticola della giustizia per un tempo indeterminato e indefinito”. “La lentezza del processo penale è intollerabile” e superarla è “una delle nostre priorità. Stiamo intervenendo con correttivi sul decreto Cartabia, ma soprattutto abbiamo istituito una Commissione che nei prossimi sei mesi provvederà a redigere un n uovo progetto di codice di procedura penale. Lo ha detto il ministro della Giustizia Carlo Nordio, rispondendo oggi al question time della Camera.
di Gennaro Grimolizzi
Il Dubbio, 9 novembre 2023
Non solo fuga dall’avvocatura. La storia di Livio Cancelliere è emblematica: non svolgerà più le funzioni di giudice onorario. La decisione dell’avvocato del Foro di Parma è irrevocabile. Il motivo delle sue dimissioni risiede nella scarsa considerazione che il legislatore e il ministero della Giustizia stanno dedicando alla magistratura onoraria, costretta a vivere in una situazione di incertezza rispetto a varie questioni, come lo status riconosciuto ai magistrati onorari, la natura e l’entità dei loro compensi. Nell’estate del 2021 Cancelliere si rese protagonista di una singolare iniziativa di protesta. Raggiunse Roma a piedi da Parma per parlare con l’ex ministra della Giustizia, Marta Cartabia, e sottoporle una serie di criticità riguardanti il lavoro quotidiano nelle aule dei tribunali dei magistrati onorari.
di Tommaso Coluzzi
fanpage.it, 9 novembre 2023
Con il voto della Camera di ieri, il decreto Caivano è stato convertito definitivamente in legge: dal carcere per i genitori che non mandano i figli a scuola alle pene più dure per i minori che commettono reati, il dl nato per frenare il degrado nel comune napoletano è diventata una norma molto più ampia. Con 156 favorevoli, 66 contrari e 36 astenuti, ieri la Camera dei deputati ha dato il via libera definitivo al decreto Caivano. A due mesi dall’approvazione in Consiglio dei ministri, avvenuta sull’onda emotiva dei terribili fatti di cronaca accaduti al Parco Verde, il testo è ora parte dell’ordinamento italiano. Le misure, nonostante il nome che ha preso il provvedimento, non riguardano però solo Caivano, ma servono - nelle intenzioni del governo - per dare una stretta alla criminalità minorile in tutto il Paese. Le opposizioni hanno protestato dal primo momento contro il decreto, sostenendo che si trattasse di un inutile inasprimento delle norme penali sui minori.
di Claudia Torrisi
Il Domani, 9 novembre 2023
Lontano da telecamere e giornali, i dati dell’Istat raccontano un paese dove 4 milioni e 520 mila donne (il 31,5 per cento tra i 16 e i 70 anni) hanno subìto una forma di violenza sessuale. Dopo il richiamo della commissione Pari opportunità della Rai e di Usigrai, una lettera aperta con trecento firme di attiviste, giornaliste e intellettuali denuncia la “spettacolarizzazione dello stupro” e la “vittimizzazione secondaria” andata in onda durante l’intervista di Nunzia De Girolamo nella trasmissione Avanti Popolo alla ragazza che ha denunciato la violenza sessuale subita da sette coetanei quest’estate a Palermo. La conduttrice ha chiesto alla diciannovenne di ripercorrere gli abusi, raccontandone i dettagli, ha fatto ascoltare stralci delle intercettazioni degli stupratori, ha letto i commenti colpevolizzanti pubblicati sui social. “Tale incompetenza nella trattazione del tema, come qualsiasi spettacolarizzazione della violenza di genere, sono tanto più inaccettabili, soprattutto se a perpetrarle è il servizio pubblico radiofonico e televisivo nazionale”, si legge nella lettera.
di Valentina Reggiani
Il Resto del Carlino, 9 novembre 2023
Roma era chiamata a rispondere ai quesiti posti dalla Corte Europea dei diritti dell’uomo che aveva ritenuto ammissibile il ricorso presentato dai familiari delle vittime al Sant’Anna. Nessuna negligenza: non si poteva fare di più in una situazione emergenziale come quella. Il detenuto, inoltre, partecipò alla rivolta e assunse volontariamente il metadone. In quelle ore in cui nel penitenziario vigeva il caos che la stessa rivolta aveva generato, risultava poi impossibile accorgersi di chi accusava malori e soccorrerli nell’immediatezza.
parmatoday.it, 9 novembre 2023
A cura dell’Associazione Rete carcere: nel libretto le prime informazioni essenziali “Orientarsi in Carcere - breve guida per i nuovi giunti” è la nuova iniziativa messa in campo da Rete Carcere odv, associazione da sempre attenta ai diversi e complessi bisogni delle persone ristrette. Si tratta di un opuscolo destinato a chi per la prima volta fa esperienza di carcere o che, provenendo da un altro istituto penitenziario, entra per la prima volta nel carcere di Parma. La guida intende fornire brevi e semplici istruzioni per cominciare a orientarsi e a muoversi dentro un universo, quello carcerario, le cui regole e modalità non sono sempre facili. Si tratta delle prime informazioni essenziali su una serie di necessità fondamentali: ottenere i colloqui con i famigliari o la telefonata settimanale, richiedere un colloquio con i volontari o ricevere un pacco, avere una visita medica o assistenza religiosa, ricevere informazioni e assistenza su documenti o pratiche di patronato… L’ingresso in carcere costituisce certamente un momento traumatico per la persona che perde la libertà, gli affetti e la propria normalità e si trova sola e spaesata.
acistampa.com, 9 novembre 2023
Venerdì 10 novembre alle ore 16 apre un’azienda artigianale dove lavorano alcuni giovani detenuti. Sarà inaugurato venerdì 10 novembre alle ore 16 Pastificio Futuro, il laboratorio artigianale sito in via Giuseppe Barellai 140, all’interno del complesso del carcere minorile di Casal del Marmo, “ma con entrata autonoma”.
- Salerno. Detenuto incontra il suo cane, polemiche dai sindacati della Polizia penitenziaria
- Casalecchio di Reno (Bo). Legalità e giustizia, Lucarelli è “Politicamente scorretto”
- Napoli. A Poggioreale convegno sulla giustizia riparativa con l’arcivescovo don Mimmo Battaglia
- La riforma della giustizia penale. Non ci sono le condizioni perché il Parlamento cambi strada
- Terzo Settore. La società solidale genera plusvalore per sé e per i disagiati









