di Claudio Cerasa
Il Foglio, 8 luglio 2023
Le esondazioni delle Procure sono una cosa seria. Vera. Evocarle quando non esistono è segno di debolezza. Perché il vittimismo del governo, sulla giustizia, è un preoccupante manifesto politico: inizia la stagione degli alibi. Giorgia Meloni evoca il complotto. Non lo dice direttamente, è ovvio, lo fa dire alle fonti di Palazzo Chigi, lo fa dire ai parlamentari a lei più vicini, lo fa dire agli esponenti del governo più in sintonia con la sua agenda politica. Ma il dato è questo ed è evidente.
di Valerio Valentini
Il Foglio, 8 luglio 2023
L’intemerata contro le toghe studiata a Palazzo Chigi. Doveva ricompattare il governo, invece lo ha mandato in tilt. Salvini fa lo gnorri. Forza Italia in rivolta: “Pensiamo piuttosto alle cose da fare, non ai diversivi”, dice Cattaneo. E La Russa innesca un rodeo dentro FdI, tra rinfacci e rivendicazioni: “Se smette di straparlare, per noi è una Liberazione”.
di Paolo Comi
L’Unità, 8 luglio 2023
Secondo una relazione del Copasir nella scorsa legislatura ci sarebbero state circa 110 mila utenze sotto controllo. Zanettin: “Noi con il ministro”. “Se il governo ed il ministro della Giustizia Carlo Nordio hanno intenzione di imprimere una “stretta” alle intercettazioni telefoniche, noi siamo pronti”, afferma Pierantonio Zanettin, capogruppo di Forza Italia a Palazzo Madama, commentando alcuni rumors secondo i quali la premier Giorgia Meloni, particolarmente irritata per la piega che stanno prendendo le varie vicende giudiziarie, caso Santanchè in primis, vorrebbe una riforma “incisiva” degli ascolti.
di Giacomo Puletti
Il Dubbio, 8 luglio 2023
Il renziano Ettore Rosato offre una sponda al Guardasigilli: “Gli ultimi casi dimostrano che la giustizia va cambiata”.
di Lorenzo Pellegrini* e Daniele Piva**
Il Riformista, 8 luglio 2023
L’abolizione del reato potrebbe creare dei vuoti normativi e alcuni problemi con il diritto comunitario, oltre che suscitare nei cittadini un senso di impotenza nei confronti della Pubblica Amministrazione. A seguito dell’approvazione da parte del Consiglio dei Ministri del 15 giugno scorso del disegno di legge che mira ad eliminare il delitto di abuso d’ufficio si è passati dalla “paura della firma” alla “paura dell’abrogazione”, forse con toni eccessivamente allarmistici da parte di sostenitori e detrattori. Non c’è dubbio che mentre la travagliata storia della fattispecie, progressivamente delimitata a colpi di riforme (1997 e 2020), costituisce la prova di una continua ricerca di nuovi equilibri tra poteri dello Stato nell’ambito della quale, non è mai venuto meno il sindacato giudiziario sulla “deviazione di scopo” dell’attività amministrativa (tanto che si è efficacemente parlato di “vita, morte e miracoli” dell’abuso d’ufficio, mutuando dal titolo di uno scritto di Tullio Padovani), l’attuale proposta mira, almeno nell’intenzione del Governo, a trasformare il reato in autentico ricordo.
di Giuseppe Salvaggiulo
La Stampa, 8 luglio 2023
La strategia è portare il caso Delmastro alla Consulta sollevando il conflitto di poteri. Come all’epoca dell’azione disciplinare dei giudici milanesi del caso Uss, le reazioni più imbarazzate all’escalation di Palazzo Chigi sono venute dai magistrati più conservatori. Le toghe della stessa corrente - Magistratura Indipendente - del sottosegretario Alfredo Mantovano. Del cui stile faticano a trovare traccia nella velina tonitruante uscita l’altra sera da Palazzo Chigi. “Meno proclami e più moderazione”, sibila il segretario della corrente, Angelo Piraino. Anche perché allo stesso gruppo appartengono i procuratori di Roma e Milano, Lo Voi e Viola. Il che dà la misura del clima che si è creato “berlusconizzando” il rapporto governo-magistratura.
di Paola Rossi
Il Sole 24 Ore, 8 luglio 2023
La destinazione a pubblico servizio lascia procedibile d’ufficio il reato. Le novità procedurali riguardano solo sentenze appellate. La Riforma Cartabia nelle sue prime applicazioni offre alla Corte di legittimità la possibilità di affermare principi atti a guidare il lavoro dei giudici di merito a fronte dell’intervenuta novella sia sul piano penale sostanziale che procedurale.
consiglio.regione.lazio.it, 8 luglio 2023
Il Presidente del Consiglio regionale, Aurigemma: “Il tema che affrontiamo oggi riguarda la civiltà del nostro paese”. Un momento della presentazione della relazione annuale del Garante delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale della Regione Lazio. Da sinistra: il Garante Anastasìa; il presidente del Consiglio regionale, Aurigemma; Daniela De Robert, membro del collegio che costituisce il Garante nazionale dei diritti delle persone private della libertà personale; il segretario generale vicario del Consiglio regionale, Vincenzo Ialongo.
di Raffaella Vittadello
Il Gazzettino, 8 luglio 2023
L’autopsia conferma la tesi del suicidio. Alexandre Santos De Freitas, il 45enne brasiliano in carcere a Venezia per aver esploso dei mini ordigni in aeroporto, si sarebbe tolto la vita prima del processo per direttissima inghiottendo un tappo di bottiglia e una pallina di calcio balilla. La morte, come stabilito dal medico legale, è avvenuta per soffocamento.
di Federico Gottardo
torinocronaca.it, 8 luglio 2023
Situazione e numeri da paura dopo la visita di magistrati e avvocati alle Vallette. Magistrati e avvocati hanno visto con i loro occhi cosa c’è dentro il carcere di Torino: celle sporche, minuscole e sovraffollate, docce comuni gelate, muffe e infiltrazioni, topi e blatte. Un “trattamento disumano e degradante” che ha portato a 329 reclami di detenuti nel 2022, processi per tortura e alla condanna della Corte europea dei diritti dell’uomo. Come risolvere? Tre risposte: un’amnistia per il passato, il “numero chiuso” per il presente e depenalizzazioni per il futuro.
- Torino. Sopralluogo alle Vallette dei magistrati: “Il carcere non permette la rieducazione”
- Mantova. Garante comunale dei diritti dei detenuti: il 10 luglio via alle candidature
- Cagliari. “Ero ricco, sono finito in carcere per l’eroina: il lavoro mi salverà”
- Milano. “La mia voce per chi vive un tempo sospeso”
- Non è un paese per giovani e donne, anche l’Istat lo certifica











