Il Mattino, 9 novembre 2023
“Le priorità sono altre”. Un cane ha potuto per qualche ora incontrare il suo padrone, un detenuto del carcere di Salerno. Tre ore nell’area verde dell’istituto penitenziario che, però, hanno suscitato le critiche del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria. “Mi stupisce la priorità che è stata data a questa richiesta in un carcere con molte criticità come quello di Salerno - dice Tiziana Guacci, segretario regionale per la Campania del Sappe - Non discuto il rapporto che si crea tra un padrone e il proprio cane ma spero che la sensibilità dimostrata dalla Direzione a questa richiesta venga riservata anche agli interventi legati alla sicurezza e all’ordine interno del carcere”.
Corriere della Sera, 9 novembre 2023
Da 18 anni Carlo Lucarelli è l’anima di “Politicamente Scorretto”, la manifestazione di Casalecchio di Reno che affronta i temi della legalità e della giustizia con le chiavi della cultura. “In questi anni ho imparato e capito tante cose - sottolinea lo scrittore - mi sono divertito e ho anche riso parecchio, mi sono molto arrabbiato per quello che non mi piace del mondo e ne sono uscito con una gran voglia di cambiarle, quelle cose che non mi piacciono. Parleremo di molti argomenti che girano attorno a un tema molto importante, la libertà di pensare e il diritto di sapere”.
lapilli.eu, 9 novembre 2023
L’ufficio diocesano della Pastorale Carceraria di Napoli, in collaborazione col Provveditorato Penitenziario della Campania e la Conferenza Volontariato e Giustizia Regionale ha organizzato il 10 novembre 2023: Restorative Justice, il volto umano della giustizia; un convegno sulla giustizia riparativa, rivolto agli operatori penitenziari e al volontariato carcerario, con inizio alle ore 9.30, che avrà luogo all’interno della Casa Circondariale Napoli "Poggioreale - Giuseppe Salvia", alla via Nuova Poggioreale, 167. Dopo i saluti della dottoressa Lucia Castellano, provveditore delle carceri campane, del dottore Carlo Berdini, direttore dell’istituto penitenziario e di don Franco Esposito, direttore dell’Ufficio Diocesano della Pastorale Carceraria di Napoli, prenderanno parte all’incontro: Agnese Moro, figlia dello statista ucciso dalle brigate rosse e da sempre impegnata nel cammino riparativo con i colpevoli del sequestro e dell’omicidio di Aldo Moro; padre Guido Bertagna, gesuita, che da anni si occupa di giustizia riparativa, rivisitando il dolore degli anni di piombo del terrorismo; Patrizia Patrizi, docente ordinaria di psicologia sociale e giuridica presso l’università di Sassari, presidente del forum europeo sulla giustizia riparativa, autrice di vari saggi sulla “Restorative Justice”. Le conclusioni saranno affidate a monsignore Domenico Battaglia, arcivescovo metropolita di Napoli, che, insieme alla Caritas Italiana ha promosso un progetto sperimentale di formazione e sensibilizzazione alla giustizia riparativa per la diocesi di Napoli. Il convegno sarà moderato da Giuliana Covella, giornalista e autrice del libro “Il mostro ha gli occhi azzurri. il delitto di Ponticelli”. Un convegno all’interno dell’istituto penitenziario napoletano di Poggioreale, per riflettere sulla possibilità di riparare, dove al centro dell’interesse della giustizia vi è la “riparazione”, intesa come una scommessa sul ravvedimento e sul recupero attraverso forme concrete di rieducazione. “Parlare di giustizia riparativa in un luogo dove si paga la pena dettata dalla giustizia punitiva, vuole essere un segno per dire che è possibile un'altra giustizia, non in contrapposizione a quella retributiva, ma una giustizia dal volto umano che coinvolga anche le vittime e la comunità in un percorso di riparazione e riconciliazione” – ha dichiarato don Franco Esposito, direttore della Pastorale Carceraria della Diocesi di Napoli.
di Michele Magno
Italia Oggi, 9 novembre 2023
Per una serie di motivi le idee di Cesare Beccaria non sono ancora state applicate. Ha senso rileggere oggi un testo concepito oltre due secoli e mezzo fa, e sul quale sono stati già versati fiumi d'inchiostro? Ha senso se il suo autore si chiama Cesare Beccaria (1738-1794). Si dice che per meglio capire il presente e scrutare il futuro bisogna salire sulle spalle dei giganti del passato. Il figlio del marchese di Gualdrasco e Villareggio è stato innegabilmente un gigante del suo tempo. Pubblicato anonimo nel 1764 da una libreria livornese, Dei delitti e delle pene accese in tutta Europa un vastissimo dibattito sui fini e sui limiti della giustizia penale. Un “libriccino”, come lo definì suo nipote Alessandro Manzoni, che ha segnato una pietra miliare nella storia della civiltà giuridica occidentale Una civiltà giuridica perennemente chiamata a confrontarsi con i quesiti fondamentali posti da Beccaria: Perché punire? Come punire? Cosa proibire? Come giudicare? Eppure, secondo diversi studiosi il pamphlet ammirato dai filosofi francesi dell'Encyclopédie e dai costituenti americani sarebbe soltanto un felice mosaico di vecchie idee, per giunta superate nella pratica giudiziaria. Ma, come ha osservato Philippe Audegean, forse non riusciamo sempre a coglierne l'effettiva novità proprio a causa del suo enorme successo, che lo ha paradossalmente banalizzato (Violenza e giustizia. Beccaria e la questione penale, il Mulino, 2023).
di Luca Antonini*
Il Sole 24 Ore, 9 novembre 2023
La società solidale in Italia continua a crescere. In modo silenzioso: il bene non fa il rumore del male e spesso passa inosservato. Istat ha però documentato il costante aumento degli enti non profit (363.499 nel censimento aggiornato del 2023) e Terzjus, pochi giorni fa, il forte incremento delle iscrizioni al Registro nazionale (Runts). Questa società solidale è stata valorizzata da diverse sentenze della Corte costituzionale, in quanto espressione di un’autonoma iniziativa dei cittadini dove si dimostra l’originaria socialità dell’uomo (sent. n. 75/92) e si sviluppano le libertà sociali (sent. n. 300/03).
di Fulvio Vassallo Paleologo
Il Manifesto, 9 novembre 2023
Il testo del Memorandum concluso da Giorgia Meloni con Edi Rama va ben oltre la nota comunicata lunedì da palazzo Chigi e contiene quasi a ogni paragrafo previsioni che contrastano con il diritto nazionale e con il diritto dell’Unione europea. La lettura dell’articolato rafforza i dubbi sulla legittimità dell’intesa che appare priva di basi legali, in violazione della riserva di legge, e conferma il carattere elettoralistico della “collaborazione rafforzata” con un paese terzo, che il primo ministro italiano vorrebbe sfruttare nella campagna per le elezioni europee, con un evidente scambio sull’impegno a favorire l’ingresso dell’Albania nell’Unione europea.
di Donatella Stasio
La Stampa, 9 novembre 2023
Il governo e i giudici sono due mondi incomunicabili e in rotta di collisione come testimonia la vicenda Apostolico. Ci risiamo. Il patto Meloni-Rama per (de)portare in Albania i migranti richiedenti asilo salvati in mare da navi italiane e per chiuderli in centri di detenzione fino alla decisione sulla loro richiesta è - al di là della trovata elettorale di stampo chiaramente populista - un’altra forzatura giuridica sui migranti, frutto di una cultura estranea alla Costituzione e destinata a creare un nuovo fronte di scontro tra governo e giudici. Due mondi distanti e incomunicabili. Distanza per certi versi fisiologica; meno l’incomunicabilità, perché il terreno dovrebbe essere comune, il rispetto delle regole costituzionali e internazionali, mentre assistiamo a continui sconfinamenti (è proprio il caso di dire) e soprattutto all’attacco delegittimante (ben diverso dalla legittima critica) contro il giudice “colpevole” di decisioni sgradite e al tentativo di “punirne uno per educarne cento”. Emblematica l’ormai famosa vicenda della giudice Apostolico.
di Guido Rampoldi
Il Domani, 9 novembre 2023
Secondo un’indiscrezione verosimile, in Afghanistan la Nato considerava “accettabile” una proporzione di uno a uno tra nemici uccisi e civili vittime di “danni collaterali”. Quando la guerra sarà finita potremmo scoprire che a Gaza il rapporto è spaventoso, forse un guerriero di Hamas ogni 30 civili, forse 1 ogni 50, forse di più. Per intuirlo non è necessario fidarsi delle stime prodotte dal personale delle Nazioni unite (soltanto tra i minorenni, all’inizio del mese, risultavano 3.900 morti e 1.250 spariti, probabilmente sepolti sotto le macerie, lì dove nessuno potrà cercarli). Basta dare un’occhiata alle immagini satellitari, ai cerchi lunari che prima erano agglomerati di palazzi e adesso sono poltiglia grigia, per rendersi conto. Raccomandazioni americane, appelli di vertici Onu, moniti di organizzazioni internazionali: nulla finora ha indotto il governo israeliano a limitare la strage. I suoi generali spiegano la spettacolare incongruenza tra i mezzi (il bombardamento d’una popolazione che per quattro quinti subisce malvolentieri la dittatura di Hamas) e il fine (la liquidazione di Hamas e la liberazione degli ostaggi) con due motivazioni così esili da fare temere che venga taciuto un indicibile. Si vuole innanzitutto che la responsabilità dei civili uccisi ricada interamente sul nemico: si fa scudo della popolazione. Ma questa giustificazione suona come il ragionamento degli ipocriti che assolvono i massacri infami compiuti da Hamas spacciandoli per comprensibile reazione alle violenze inflitte ai palestinesi.
di Michele Giorgio
Il Manifesto, 9 novembre 2023
Intervista ad Andrea Di Domenico, a capo di Ocha, l’ufficio dell’Onu per gli affari umanitari: coloro che vanno a sud dovrebbero trovare dei rifugi sicuri ma di sicuro non c’è nulla. La condizione dei civili palestinesi a Gaza peggiora con il passare dei giorni. Per fare il punto della situazione, abbiamo intervistato a Gerusalemme Andrea Di Domenico, a capo di Ocha, l’Ufficio dell’Onu di coordinamento degli affari umanitari.
ansa.it, 9 novembre 2023
L’allerta del direttore dei penitenziari. Carceri sovraffollate in Marocco: 103 mila detenuti nel 2023 e a poco serve il budget stanziato dalla Finanziaria per l’anno 2024, che ammonta a circa 95 milioni di euro, per le operazioni e 16 per gli investimenti. In Parlamento in questi giorni si discute del progetto di bilancio di settore per il 2024 e tocca a Mohamed Salah Tamek, responsabile dell’Amministrazione penitenziaria sciorinare i dati in un dossier esplosivo.
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