di Ermes Antonucci
Il Foglio, 4 novembre 2023
Dopo i pareri positivi delle commissioni Giustizia di Camera e Senato, spetta ora al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nominare formalmente i nuovi componenti del collegio nazionale del Garante dei diritti delle persone private della libertà personale. I nomi proposti dal governo sono quelli di Felice Maurizio D’Ettore (che rivestirà il ruolo di presidente), Irma Conti e Mario Serio. La nomina è frutto di un accordo raggiunto tra i gruppi di maggioranza e il Movimento 5 stelle, che ha indicato il nome di Serio. La designazione dei nuovi componenti è stata accompagnata da una lunga scia di polemiche da parte dei partiti di opposizione e di diversi organi di stampa.
di Liana Milella
La Repubblica, 4 novembre 2023
La legge Orlando lo aveva previsto. Adesso la marcia indietro. Il 14 dicembre scade la possibilità di modificare ancora il decreto Cartabia. Bisogna partire dal vocabolario dei cosiddetti garantisti per rendersi conto di come i giornalisti siano ormai destinati a finire in futuro sempre come “i presunti colpevoli”. Alla faccia proprio della presunzione d’innocenza, sbandierata di continuo dai garantisti, che però non deve valere per la libera stampa. E guardiamo allora le espressioni che vengono usate, alla vigilia di una data, il 14 dicembre, in cui scade la possibilità di inasprire ulteriormente la già terribile legge sulla presunzione di innocenza, approvata a dicembre di due anni fa e che già tratta i giornalisti come presunti colpevoli.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 4 novembre 2023
Il gip Tommaso Perna, che non ha accolto la richiesta di 143 arresti da parte della procura antimafia milanese, ha attirato su di sé pesanti critiche da parte dei media ma anche dalla stessa Dda. Ne parliamo col segretario di Magistratura democratica Stefano Musolino.
di Fabrizio Costarella e Cosimo Palumbo*
Il Dubbio, 4 novembre 2023
Caso Cavallotti, Strasburgo stupita dalla confusione tra prove e sospetti. L’ultimo quesito che la Corte Europea per i Diritti dell’uomo pone al Governo Italiano, nel noto caso Cavallotti/Italia, attiene allo statuto della prova e alla ripartizione del suo onere nel procedimento di prevenzione nazionale. I Giudici convenzionali chiedono di sapere se la giurisprudenza domestica abbia fondato le proprie pronunce su “valutazioni oggettive” e “prove fattuali” e non, piuttosto, su “mero sospetto”.
di Francesco Machina Grifeo
Il Sole 24 Ore, 4 novembre 2023
Per la Cassazione, ordinanza n. 30522 depositata oggi, per il suo alto valore civile, più che la veridicità della notizia va valutato il rispetto dei doveri deontologici di lealtà e buona fede da parte del giornalista. Giudicando un caso di supposta diffamazione a mezzo stampa, la Cassazione (ordinanza n. 30522 depositata oggi) traccia un vero e proprio “statuto” del giornalismo d’inchiesta. E lo fa agganciandolo direttamente all’articolo 21 della Costituzione che tutela la libertà di espressione. Il collegamento non è di immediata evidenza ma trova la sua ragione nel “ruolo civile e utile alla vita democratica” del giornalismo investigativo che dunque deve esistere ed essere tutelato anche se non approda ad una verità.
ilgerme.it, 4 novembre 2023
Un detenuto di 55 anni del carcere di Sulmona è morto ieri pomeriggio in cella, a quanto pare per un malore improvviso. L’uomo, che soffriva di patologie pregresse, avrebbe accusato il malore in tarda mattinata: subito soccorso dal personale medico del carcere e poi dall’ambulanza del 118, il detenuto, originario di Roma, non è riuscito a varcare da vivo i cancelli di via Lamaccio.
di Ludovica Lopetti
Il Fatto Quotidiano, 4 novembre 2023
Il detenuto morì per un’infezione, per il giudice nessun reato dei medici. Il giudice delle indagini preliminari di Torino ha archiviato l’inchiesta nata per fare luce sulla morte di Antonio Raddi, il 28enne che a fine 2019 morì per un’infezione dopo aver perso quasi trenta chili mentre era detenuto nel carcere delle Vallette. Il fascicolo aperto dalla Procura ipotizzava l’omicidio colposo e le lesioni colpose a carico di quattro medici penitenziari, che avrebbero sottovalutato lo stato di malnutrizione e “grave deperimento” del giovane.
di Lucio Musolino
Il Fatto Quotidiano, 4 novembre 2023
La Procura di Reggio Calabria ha fatto appello contro i sei proscioglimenti degli agenti penitenziari coinvolti nel pestaggio dei un detenuto napoletano. Le udienze preliminari si erano concluse a settembre con otto rinvii a giudizio (tra cui sei agenti compreso il comandante della penitenziaria) e sei proscioglimenti. In sostanza il gup Vincenzo Quaranta aveva sostenuto che dai video era emerso che i sei prosciolti erano presenti alle fasi operative solo con una “presenza passiva, non partecipativa alle azioni violente”.
La Nuova Sardegna, 4 novembre 2023
Gianfranco Favini resta in carica dopo gli incontri il presidente del tribunale di Sorveglianza, il sindaco e l’assessore ai Servizi Sociali. Una “speranza costruttiva”. Arrivata per Gianfranco Favini dopo una serie di incontri con il presidente del tribunale di Sorveglianza Giommaria Cuccuru, il sindaco Nanni Campus, l’assessore ai Servizi Sociali Gianfranco Meazza e il presidente del consiglio comunale Maurilio Murru.
romasette.it, 4 novembre 2023
Nell’azienda artigianale, al lavoro alcuni giovani detenuti. Inaugurazione il 10 novembre con De Donatis, il sindaco Gualtieri, il governatore del Lazio Rocca, il segretario Cei Baturi e don Pagniello (Caritas Italiana). Ambarus: “Non è più il tempo delle punizioni”.
- Crotone. Mattarella ringrazia detenuti per opera su naufragio Cutro
- Milano. “La fine della pena”, Decimo Congresso dell’Associazione Nessuno Tocchi Caino
- Roma. “Qui non finisce tutto: più diritti nelle carceri!”, convegno in Campidoglio
- Ivrea (To). “Serve davvero più carcere?”, incontro con Don Ettore Cannavera
- Torino. Le “Finestre” dietro le sbarre. Quattro serate di teatro nel carcere Lorusso e Cutugno









