di Massimo Franchi
Il Manifesto, 4 luglio 2023
La responsabile Lavoro Pd Maria Cecilia Guerra: “Presto il testo in aula, il governo dovrà spiegare perché è contro. I 9 euro sono giusti”.
di Andrea Pugiotto
L’Unità, 4 luglio 2023
Modificare la legge del 1978 è possibile e auspicabile. Occorre un "tagliando" in grado di garantire la piena applicabilità delle norme: se ne parla oggi a Roma in un seminario dell’associazione Luca Coscioni.
di Antonio Preiti
Corriere della Sera, 4 luglio 2023
Il rischio di favorire i regimi autoritari, perché nel caos del vero e del falso è minata la fiducia reciproca, presupposto della democrazia. D’altro canto, i sistemi di intelligenza artificiale sono il mezzo più efficace per controllare la società. Dobbiamo aver paura di ChatGPT e dell’intelligenza artificiale? Di nuovi apocalittici non ne abbiamo bisogno, però cerchiamo di capire il suo impatto sulla politica. Dobbiamo occuparcene ora, perché la tecnologia “silenziosa e lieve”, tassello dopo tassello, compone un puzzle che nessuno ha disegnato prima e difficile da cambiare dopo.
di Nadia Urbinati*
Il Domani, 4 luglio 2023
Unite nell’utopia rivoluzionaria, Francia e Stati Uniti sono state tradizionalmente distanti nella concezione della cittadinanza: una religione civile di assoluta eguaglianza nel primo caso; una religione civile di attenzione alle differenze nel secondo. La triade “libertà, eguaglianza, fraternità” respinge politiche di “azione affermativa” verso etnie svantaggiate. Molto diversa la logica dei liberal americani, ben rappresentata dal presidente Lindon B. Johnson (e ora da Joe Biden): “Non si può prendere una persona che, per anni, è stata bloccata da catene, liberarla, portarla sulla linea di partenza di una gara e poi dirle: “Sei libero di competere con tutti gli altri”, e credere ancora giustamente di essere stati completamente corretti”.
di Riccardo Noury*
Il Manifesto, 4 luglio 2023
I diritti negati di Ahmed Douma, Alaa Abd el-Fattah, Shaimaa al-Sabbagh, Sara Hegazi. Oltre 60mila detenuti politici, stragi efferate (come la “Tienanmen del Cairo”, neanche un mese e mezzo dopo il colpo di stato: fino a un migliaio di manifestanti uccisi nello sgombero di due sit-in in altrettante piazze della capitale), la tortura e le sparizioni come parti integranti dell’azione giudiziaria, la normalizzazione dello stato d’emergenza con l’incorporamento di norme “straordinarie” nel codice penale.
di Michele Giorgio
Il Manifesto, 4 luglio 2023
Lanciati diversi attacchi con droni ed elicotteri. Le ruspe stanno distruggendo le strade che portano al camp profughi. In un video le immagini del blitz. Starebbero cercando di isolare il campo profughi dal resto della città i reparti militari israeliani che la scorsa notte hanno cominciato l’offensiva contro Jenin, nel nord della Cisgiordania sotto occupazione dal 1967, annunciata nelle scorse settimane dai media locali e invocata con forza dalla destra estrema al governo. Il ministero della difesa israeliano e lo Shin Bet (intelligence) parlano di “operazione limitata” e non di una rioccupazione a lungo termine di Jenin. L’obiettivo sarebbe quello di catturare - più probabilmente di eliminare - i leader dei combattenti delle varie fazioni armate palestinesi protagoniste degli attacchi avvenuti negli ultimi mesi contro soldati e coloni.
di Marco Guida*
ledicoladelsud.it, 3 luglio 2023
Nell’infinito pendolo tra giustizialismo e garantismo che connota da almeno trent’anni le scelte politiche in tema di giustizia, l’argomento carcere resta sempre sullo sfondo, un po’ l’ospite indesiderato a cui prima o poi (ma meglio mai) devi prestare attenzione.
di Davide Impicciatore
ledicoladelsud.it, 3 luglio 2023
“La situazione delle carceri italiane è drammatica”. A dirlo è Noemi Cionfoli, avvocata penalista e attivista dell’associazione Antigone.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 3 luglio 2023
Il Consiglio d’Europa ha inviato un documento agli Stati membri, tra i quali l’Italia, per garantire processi equi e tempestivi. Quattro i passaggi consigliati a partire dall’istituzione di un organismo di controllo. L’articolo 6 della Convenzione europea per i diritti dell’uomo afferma che “ogni individuo ha diritto a un processo equo e pubblico entro un termine ragionevole”.
di Tiziana Maiolo
L’Unità, 3 luglio 2023
Indagato per corruzione in atti giudiziari e abuso d’ufficio dai colleghi di Torino, poi da quelli di Milano. E poi assolto. Ma la sua carriera è distrutta. Sembra una storia di ordinaria cattiva amministrazione della giustizia. Invece è un po’ diversa, perché la vittima, Andrea Padalino, è un magistrato. Indagato per corruzione in atti giudiziari e abuso d’ufficio dai colleghi di Torino, poi da quelli di Milano, poi assolto in primo grado. E i pm di Milano, Laura Pedio e Eugenio Fusco che avevano chiesto per lui una condanna a tre anni di carcere, fanno ricorso in appello ma solo per l’abuso, senza degnarsi di spiegare il perché.
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