di Matteo Garavoglia
Il Manifesto, 6 luglio 2023
Le persone abbandonate in una terra di nessuno senza acqua, cibo o cure mediche. A Sfax nuove violenze contro i subsahariani. Saied torna a prendersela con gli stranieri. Resta in silenzio l’Ue che proprio sul partner nordafricano ha puntato tutto.
di don Mattia Ferrari
La Stampa, 6 luglio 2023
Oltre 400 persone imprigionate in condizioni disumane ai confini della Tunisia, una donna incinta è morta. L’Italia e l’Europa irrobustiscono i respingimenti su cui le mafie prosperano: serve il coraggio di dire basta. “Ragazzi, io vi auguro che lo Spirito Santo vi metta un’inquietudine tale davanti alle cose che non sono buone, che non sono oneste, che non sono giuste, che non sono pulite, vi metta una inquietudine tale che voi abbiate a levare la voce ogni volta che il corpo del Signore non viene riconosciuto nel volto dei fratelli”: queste parole di don Tonino Bello, vescovo pugliese sempre accanto agli ultimi, indicato da Papa Francesco come “profeta”, risuonano con forza in questi giorni, in cui arrivano nuovamente immagini di violenza disumana perpetrata sui migranti in Libia e Tunisia, dove l’Italia e l’Europa cercano di far respingere le persone migranti.
di Riccardo Noury
Corriere della Sera, 6 luglio 2023
Secondo l’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (Acnur), da metà aprile oltre 563.000 persone hanno superato la frontiera sudanese per fuggire dal conflitto. In Ciad ne sono arrivate oltre 120.000, nel Sud Sudan 129.000, in Egitto oltre 250.000. Di fronte a tutto questo, alla data del 27 giugno, gli oltre 566 milioni di dollari chiesti dall’Acnur per i rifugiati erano stati finanziati solo per il 13 per cento.
di Tullio Padovani*
L’Unità, 5 luglio 2023
Il carcere è fatto per annientare, per rendere talmente docili da farti uscire con l’idea che null’altro potrà toccarti nella vita di peggio: alla radice del male non c’è il degrado, le condizioni di vita e strutturali devastanti, il disinteresse della politica. Il movimento abolizionista è nato in Paesi dove le prigioni sembrano alberghi.
di Giulia Sofia Fabiani
ultimavoce.it, 5 luglio 2023
Le persone in Italia sotto il controllo penale sono 137.000. Per Palma la nostra è ormai una società del controllo che cerca di risolvere ogni contraddizione affidandola al penale, quando questo non dovrebbe essere che l’ultimo strumento possibile. Dalla parte di chi lotta per essere riconosciuto, dell’essere umano e dei suoi diritti. Mauro Palma, Garante dei diritti dei detenuti, parla della situazione delle carceri italiane, luoghi di angoscia, suicidi e sovraffollamento.
di Enrico Sbriglia*
L’Opinione, 5 luglio 2023
C’è da scommetterlo! Da qui a poco verranno indirizzate verso il Governo Meloni ed il ministro Carlo Nordio tutte le colpe del mondo per quello che risulta essere lo stato orribile di tante nostre carceri e, come è immaginabile, si soffierà sul fuoco apparentemente sopito dei detenuti, dei loro familiari e di quanti, pure a ragione, ne lamentano le tristi condizioni. Gli agitatori ideologici, pur di fare “ammuina”, proveranno ad attizzarlo alimentandolo con ogni sorta di esca.
di Luna Casarotti*
Il Dubbio, 5 luglio 2023
Riunioni online dal 21 luglio, ogni venerdì dalle 18 alle 19, per confrontarsi. Anche avvocati, volontari, associazioni e garanti potranno inviare le loro opinioni alla mail di Yairaiha Onlus. Nasce un gruppo di sostegno che sarà possibile seguire tramite la piattaforma online zoom affiancata dal medico e psichiatra Vito Totire, attivista e portavoce del circolo “Chico Mendez” di Bologna, dalle 18 alle 19 ogni venerdì a partire dal 21 luglio, in cui sarà possibile raccontare il proprio dolore e confrontarsi con altre persone che hanno vissuto la tragica esperienza di avere familiari morti in carcere. Le riunioni si terranno online e i link per accedere saranno pubblicati sul gruppo telegram “Sportello di supporto psicologico per i familiari dei morti in carcere”, https://t.me/MortiInCarcere.
di Vito Totire*
Il Dubbio, 5 luglio 2023
Obiettivo: implementare politiche di prevenzione e alleviare le sofferenze. I “dati epidemiologici” sono impressionanti e peraltro noti (suicidi, decessi, autolesionismo, perdita di speranza di salute); si ritiene che per ogni evento suicidario sia accompagnato da una intensa sofferenza di una area di una decina di persone; stiamo quid parlando di “fenomeno” connotato da un impatto psicosociale enorme; cerchiamo di progettare una attività che possa anzitutto implementare politiche di prevenzione e che possa alleviare le sofferenze causate dal fallimento della prevenzione quando non si è riusciti a garantirla.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 5 luglio 2023
Parla Lucia Annibali, avvocata ed ex parlamentare, che il 16 aprile 2013 fu sfregiata con l’acido su mandato dell’ex Luca Varani da Rubin Talaban, ora rilasciato in anticipo per buona condotta ed espulso in Albania.
di Giusi Fasano
Corriere della Sera, 5 luglio 2023
Intervista all’ex parlamentare dopo che l’uomo che le tirò l’acido in volto è stato scarcerato ed è andato in Albania: “Sono riemerse molte cose che erano sepolte dal tempo”. Lucia Annibali ha saputo che Rubin Talaban, il suo “uomo nero”, è libero. Dopo dieci anni di carcere ha finito di pagare il debito alla Giustizia con due primavere di anticipo rispetto alla sentenza ed è tornato a casa sua, in Albania. Quella sagoma scura e incappucciata che lei vide tirarle l’acido in faccia - “dal basso verso l’alto, da destra verso sinistra” - è nel suo Paese, come prevedeva la stessa sentenza a fine pena. Resta in carcere, invece, Luca Varani, l’ex di Lucia che assoldò Talaban per farle del male. Era il 16 aprile 2013.
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