di Claudio Tito
La Repubblica, 6 luglio 2023
Nel report annuale della Commissione sullo Stato del diritto, si punta il dito sulle ultime mosse del governo Meloni. A Bruxelles scatta l’allarme sulla giustizia italiana. Nel report annuale della Commissione sullo Stato del diritto, si punta il dito sulle ultime mosse del governo Meloni. L’Ue sta infatti “monitorando” la riforma Nordio che cancella l’abuso d’ufficio e il traffico di influenze. Mette sotto osservazione i limiti alla pubblicazione delle intercettazioni e tiene conto delle preoccupazioni sul progetto di separare le carriere di giudici e pm.
di Raffaella Malito
La Notizia, 6 luglio 2023
Bruxelles contro l’abolizione dell’abuso d’ufficio. L’affondo nel Rapporto sullo Stato di diritto. L’unica nota positiva riguarda i progressi significativi nella digitalizzazione della giustizia, per il resto l’edizione di quest’anno del Rapporto sullo Stato di diritto in Italia della Commissione europea tira le orecchie al nostro Paese su molti campi di azione. Il richiamo più forte arriva sull’abuso d’ufficio. La sua abolizione contenuta nella riforma della giustizia targata Carlo Nordio, denuncia l’esecutivo comunitario, potrebbe compromettere la lotta alla corruzione. “È stata presentata una proposta di legge che mira ad abrogare il reato di abuso di ufficio pubblico e a limitare la portata del reato di traffico di influenze”, nota il rapporto.
di Liana Milella
La Repubblica, 6 luglio 2023
Netto il no dei magistrati a una nuova modifica, la terza in cinque anni. Il Pd dovrà fare i conti con la riforma dell’ex Guardasigilli Andrea Orlando. “En attendant” Nordio. Si può intitolare così la pièce che da due settimane va in onda alla commissione Giustizia della Camera sulla prescrizione. Con l’incubo che vada a finire come con l’abuso d’ufficio. Dove il Guardasigilli Carlo Nordio ha lasciato “giocare” i deputati, per poi bloccarli con un altolà prima dell’ultimo goal. Della serie: il ministro sono io, e le leggi le faccio io. E non voi. E così, dopo aver perso due mesi a sentire il mondo sull’abuso d’ufficio, la commissione Giustizia si è vista sfilare tutta la pratica che adesso passa al Senato assieme al ddl Nordio. Che cancella l’abuso dal codice penale. La “norma” Nordio, appunto.
di Giuseppe Salvaggiulo
La Stampa, 6 luglio 2023
La nomina del Procuratore di Firenze si era caricata di forti significati politici, per le inchieste su politica e mafia. Il voto del Csm per il procuratore di Firenze segna uno strappo istituzionale e una svolta politica. Filippo Spiezia è stato scelto dopo un ballottaggio al fotofinish: 15 voti sia per lui sia per Ettore Squillace Greco. Da regolamento, in caso di parità prevale il più anziano. Tranne in un caso: quando vota il vicepresidente del Csm, vale doppio. Questo è successo. Il vicepresidente Fabio Pinelli ha votato, ribaltando l’esito della contesa. Si tratta di un inedito istituzionale. Non l’unico.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 6 luglio 2023
Davanti alla Corte le norme che impongono la “consegna” anche nei casi in cui il destinatario sarebbe costretto a interrompere le cure. Questa settimana è ritornata all’attenzione della Corte costituzionale (relatore: Viganò) la questione di legittimità costituzionale sollevata nel 2020 dalla Corte di appello di Milano rispetto agli articoli 18 e 18-bis della legge numero 69 del 2005, nella parte in cui non prevedono quale motivo di rifiuto di consegna del destinatario del mandato d’arresto europeo ragioni di salute croniche e di durata indeterminabile che comportino il rischio di conseguenze di eccezionale gravità per la persona. Nel 2019 il Tribunale municipale di Zara, Croazia, ha emesso un mandato di arresto europeo nei confronti di un cittadino italiano D.L.E., perché sospettato di aver commesso nel 2014, sul territorio croato, il reato di detenzione a fini di spaccio e cessione di sostanze stupefacenti.
di Paola Rossi
Il Sole 24 Ore, 6 luglio 2023
Il giudicato esecutivo è assunto rebus sic stantibus ed è superabile se emergono nuovi fatti, leggi o orientamenti. La domanda risarcitoria per aver patito una detenzione illegittima a causa delle condizioni carcerarie inumane o degradanti può essere riproposta a fronte di fatti nuovi o preesistenti, ma non considerati. In pratica, il giudicato esecutivo costituito da un reclamo respinto è superabile se la nuova domanda ex articolo 35 ter dell’Ordinamento penitenziario è riproposta in base a elementi innovativi rispetto al momento della prima decisione che è assunta appunto rebus sic stantibus. Lo afferma la Cassazione penale, con la sentenza n. 28749/2023.
consiglio.regione.lazio.it, 6 luglio 2023
Nell’occasione sarà presentata la “Guida per i nuovi giunti negli istituti penitenziari”. Venerdì 7 luglio, dalle ore 10, 30 in sala Mechelli, dopo i saluti del presidente del Consiglio regionale del Lazio, Antonello Aurigemma, il Garante delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale, Stefano Anastasìa, presenterà la relazione annuale sull’attività svolta negli anni 2021 e 2022, così come previsto dall’articolo 7 della legge regionale n. 31/2003, istitutiva di questa autorità di garanzia. Sarà presente Daniela De Robert, membro del collegio che costituisce il Garante nazionale delle persone private della libertà personale.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 6 luglio 2023
Donne recluse in spazi ridotti e sovraffollati, con alti tassi di infortuni e autolesionismo. Il Garante nazionale sollecita interventi immediati per superare l’emergenza. A differenza degli uomini dello stesso carcere, le donne recluse vivono in cinque dentro delle celle con spazi ridotti. Colpisce, sempre relativamente alle detenute, un alto numero di infortuni accidentali e gesti di autolesionismo. Non solo, la sezione dell’articolazione psichiatrica è un vero e proprio disastro nonostante sia stata chiusa, in seguito riaperta, per lo stesso motivo. Questo e altro ancora è emerso dalla visita del Garante nazionale delle persone private della libertà presso il carcere “Giuseppe Panzera” di Reggio Calabria.
di Marzia Zamattio
Corriere del Trentino, 6 luglio 2023
Due anni e risarcimento di trecentomila euro. I dubbi sul decesso sollevati dalla figlia. Ha patteggiato due mesi e venti giorni di reclusione, pena sospesa, oltre al risarcimento alla parte civile di quasi 300 mila euro il medico del carcere di Spini di Gardolo, che era finito a processo con l’accusa di omicidio colposo per la morte di una donna di 51 anni, di origini moldave, trovata morta nella sua cella la mattina del 4 gennaio 2022. La figlia dell’operatrice socio sanitaria, anche lei residente in Trentino, non aveva fin da subito creduto al decesso per cause naturali come riferito da un primo esame autoptico eseguito nella camera mortuaria del cimitero di Trento ed era voluta andare a fondo, denunciando il medico alla Procura di Trento con l’accusa di omicidio colposo.
di Luca Talotta
mitomorrow.it, 6 luglio 2023
Malati che non ricevono cure, tentati suicidi, condizioni igieniche scarse: anche tutto questo accade a Milano. Ancora testimonianze, parole e scritti che denunciano le condizioni disumane di vita all’interno del CPR di via Corelli a Milano. Immagini forti, assai lontane da una città che spesso si mostra in carta patinata salvo poi avere delle sacche cittadine di poco costosa e qualitativa carta straccia.
- Viterbo. Pestaggi in carcere, la procura non vuole il processo per procuratore capo e pm
- Milano. “Vita coi carcerati”: storia di Salvo, poliziotto a Bollate
- Milano. Lontano dai banchi, per imparare rappando con i baby detenuti
- Monza. L’introspezione è libertà: percorsi di consapevolezza per detenuti
- Quando lo stato chiude gli occhi. Le violenze nelle case-famiglia











