di Alessandro Capriccioli*
Il Dubbio, 4 luglio 2023
“La folle scelta della vigilanza dinamica”, questa, secondo il Sindacato autonomo della polizia penitenziaria del Lazio, la causa principale della maxi- rissa tra detenuti scoppiata qualche giorno fa a Regina Coeli. Non, dunque, il precario - per usare un eufemismo - stato strutturale dell’istituto, non il sovraffollamento, non le condizioni ambientali e la carenza di risorse umane e materiali che rendono sempre più complicata non soltanto per i detenuti, ma anche per gli operatori - la possibilità di una vita dignitosa all’interno di un istituto di pena concepito la bellezza di un secolo e mezzo fa: la causa di tutti i mali sarebbe la sorveglianza dinamica, ossia il regime introdotto dal Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria nel 2013, che consiste nell’apertura delle celle per i soggetti detenuti in media e bassa sicurezza per almeno otto ore al giorno e fino a un massimo di quattordici, con la conseguente possibilità dei detenuti stessi di muoversi all’interno della propria sezione, e auspicabilmente anche al di fuori di essa.
di Don David Maria Riboldi*
Il Riformista, 4 luglio 2023
“Lo sguardo del Garante nazionale è certamente uno sguardo intrusivo, deve penetrare al di là della superficie e porre cautele, formulare Raccomandazioni, per evitare più livelli di rischio. In primo luogo, il rischio d’indebolimento della tutela dei diritti delle persone meno visibili, ma anche l’abbassamento della consapevolezza collettiva. Infine, il rischio dell’esposizione del Paese a possibili censure in ambito internazionale”.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 4 luglio 2023
Bagni fatiscenti, trascurati e sporchi, dormitori senza arredi e materassi in pessime condizioni igieniche. L’assistenza sanitaria, soprattutto per la salute mentale, è problematica. Il diritto di difesa è compromesso a causa di regole e prassi problematiche. Queste sono alcune delle problematiche evidenziate nel documento del Garante nazionale delle persone private della libertà sui Centri di permanenza e rimpatri (Cpr), in base alle visite effettuate dai Garanti territoriali tra gennaio e marzo 2023.
ansa.it, 4 luglio 2023
Sorveglianza aerea del perimetro degli istituti e monitoraggio. Alzare il livello di sicurezza degli istituti penitenziari attraverso processi di ammodernamento e di innovazione tecnologica delle strutture esistenti e, insieme, creare appositi percorsi di formazione specializzata per il personale di polizia penitenziaria. Con questi obiettivi il capo del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria, Giovanni Russo, e il direttore generale dell’Ente nazionale per l’aviazione civile, Alessio Quaranta, hanno sottoscritto oggi un protocollo d’intesa che getta le basi per la sorveglianza degli istituti penitenziari per mezzo di sistemi di aeromobili a pilotaggio remoto (Unmanned aerial systems - Uas), cosiddetti droni. Presenti al momento della firma dell’accordo il presidente di Enac, Pierluigi Di Palma, e i responsabili del corpo di polizia penitenziaria della sezione Impianti di sicurezza e sistemi antidrone del Dap, il dirigente Antimo Cicala e l’ispettore Ferdinando Vertucci.
di Antonio Monda
La Repubblica, 4 luglio 2023
Anche negli Stati Uniti, dove vivo da trenta anni, esistono conflitti tra potere politico e ordine giudiziario, che hanno trovato il momento di massima crisi quando, in pieno Watergate, Nixon ha chiesto al ministro della giustizia Richardson di licenziare il procuratore Cox che indagava su di lui. Richardson presentò le proprie dimissioni, seguito dal vice Ruckelshaus.
di Giuseppe Maria Berruti
Il Messaggero, 4 luglio 2023
Da che ho memoria, assisto allo scontro tra pezzi della politica e della giustizia. Cambiano alcuni temi della controversia. Ma in genere la forza politica che costituisce la maggioranza é critica o addirittura ostile al mondo della giustizia. Quella che costituisce l’opposizione, è schierata a difendere l’esistente.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 4 luglio 2023
Oggi le ultime audizioni in commissione alla Camera, poi il testo base col ritorno alla “Orlando”: i giornali giustizialisti già parlano di porcata. Si concludono oggi in commissione Giustizia alla Camera le audizioni informali, in videoconferenza, nell’ambito dell’esame delle proposte di legge Enrico Costa (Azione), Pietro Pittalis (Forza Italia) e Ciro Maschio (Fratelli d’Italia), su “Modifica al codice penale in materia di prescrizione del reato”.
di Francesco Specchia
Libero, 4 luglio 2023
Non c’è nulla più della giustizia italiana che determini il concetto proustiano di dilatazione del tempo e di ambizione all’eternità. In Italia servono circa 400 giorni per concludere il primo grado di un processo civile, quasi mille giorni per il secondo grado e circa millecinquecento per il terzo. E c’è un giudice non a Berlino, ma a Roma, il dottore Mario Tanferna della Seconda Sezione Civile del Tribunale Ordinario, che pare intendere questo tripudio di ritardi come una cifra stilistica.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 4 luglio 2023
L’ex magistrato e direttore di "Questione Giustizia" al Dubbio: “L’addizione tra la prescrizione sostanziale in primo grado e la prescrizione processuale nei giudizi d’impugnazione può generare effetti paradossali”. La prescrizione torna centrale nel dibattito politico. Ne parliamo con l’ex magistrato e direttore di Questione Giustizia, Nello Rossi.
di Eleonora Martini
Il Manifesto, 4 luglio 2023
È appeso alle riserve del Gup di Roma il sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro, indagato per rivelazione di segreto d’ufficio. La vicenda è quella della (triste) polemica parlamentare nata quando il deputato di Fratelli d’Italia Giovanni Donzelli lesse in aula passaggi riservati di conversazioni avvenute tra detenuti al 41bis con l’obiettivo di attaccare la delegazione del Pd che si era recata al carcere di Sassari per incontrare, tra gli altri, l’anarchico Alfredo Cospito, che in quel periodo era in sciopero della fame. Quei passaggi riservati Donzelli li aveva ricevuti dal suo coinquilino, cioè Delmastro.
- Venezia. Lanciò dei petardi contro le forze dell’ordine: arrestato, muore per un infarto
- Novara. Detenuto tenta il suicidio in cella con i lacci delle scarpe. È gravissimo
- Modena. L’8 marzo 2020 era domenica
- Napoli. Il capo del Dap incontra la delegazione dei garanti dei detenuti
- Napoli. “Noi, laureati in carcere, e la vita ritrovata”











