di Luciano Piras
La Nuova Sardegna, 5 novembre 2023
“Un direttore di questa caratura professionale ed umana non lo si trova dietro una qualsiasi porta. Proponiamo perciò di intestare la Casa di reclusione di Mamone alla dottoressa Patrizia Incollu, un giusto riconoscimento tra i tanti che meriterebbe di avere, visto l’alta appartenenza allo Stato e l’abnegazione al dovere che l’ha sempre contraddistinta e che ha fatto della direttrice un pilastro della nostra amministrazione”. A firmare la richiesta è Giovanni Villa, segretario regionale della Cisl Fns.
di Fabrizio Guglielmini
Corriere della Sera, 5 novembre 2023
La sicurezza in città e i taxi restano fra i dossier più dibattuti delle ultime settimane. E sono questi i temi che il sindaco di Milano Giuseppe Sala ha affrontato a margine della deposizione della corona di fiori al sacrario dei Caduti, in occasione della giornata delle Forze armate. Sulla sicurezza “indubbiamente la situazione continua a essere delicata e so anche che bisogna fare di più, sia in termini di controllo sia anche rispetto al fatto che c’è la sensazione di uno scarso rischio da parte di chi delinque”.
di Massimiliano Nerozzi
Corriere di Torino, 5 novembre 2023
I dati del tribunale sui procedimenti collegiali. Il numero dei processi collegiali per reati contro le fasce deboli - dentro i quali ci sono quelli del “codice rosso” - sono passati dal 31,71 per cento sul totale del 2019, al 46,94 per cento del 2022, superando i generici. Emerge dai dati del tribunale. L’impennata dei reati contro le fasce deboli - dentro ci sono quelli da “codice rosso” - è dimostrata dal numero dei processi collegiali arrivati nelle aule del tribunale (dal gup, alla cui udienza si riferisce l’anno della statistica): erano il 31,71 per cento sul totale nel 2019, contro il 46,94 per cento del 2022. Per non parlare del 47,92 per cento dell’anno precedente. Nettamente superiore alla quota dei processi riguardanti reati generici, fermi al 31,12 per cento (nel 2022) e al 23,96 per cento (nel 2021).
di Giulia Merlo
Il Domani, 5 novembre 2023
L’addio di Pignatone, l’esito di Mafia Capitale e il caso Palamara hanno intimidito l’azione dei pm. Poche grandi inchieste dall’arrivo del procuratore Lo Voi. Che ha l’organico ridotto del 25 per cento. Negli anni Settanta e Ottanta la procura di Roma si portava addosso il soprannome di “porto delle nebbie”. Certo l’edificio è un labirinto cupo di scale interne e corridoi bui, pavimentati di sampietrini che - nell’opera del progettista - dovevano rappresentare che la giustizia è vicina alle strade dove passeggiano i cittadini. Il soprannome, però, è rimasto incollato al palazzone di piazzale Clodio per lustri, perché le inchieste ai poteri economici e politici della Capitale si perdevano dietro una coltre di nebbia, per non uscirne più. Insabbiati o contesi con altri tribunali, con allungamento matematico dei tempi per poi non arrivare a nulla: dai due “scandali dei petroli” ai fondi neri dell’Iri, fino a scampoli delle indagini che poi produssero il terremoto di Tangentopoli ma che a Roma non diedero grandi frutti. “A Milano certe cose non succedono”, era il ritornello dei magistrati all’epoca, che però si sente pronunciare di nuovo oggi nell’anonimato delle conversazioni con le toghe milanesi. Poi, però, recentemente anche la procura meneghina ha visto incollarsi addosso il nomignolo scomodo di “palazzo dei veleni”, dopo gli scontri interni alla procura intorno al caso Eni Nigeria e alla presunta Loggia Ungheria inventata da Piero Amara.
quilivorno.it, 5 novembre 2023
La Fondazione Laviosa ETS, ente del terzo settore che propone numerosi progetti sul territorio di Livorno di alto valore sociale, anche per quest’anno rinnova la propria adesione con attività a sostegno dei detenuti e il coinvolgimento della popolazione su tematiche di educazione civica improntate al rispetto, alla cooperazione e alla conoscenza reciproca.
ottopagine.it, 5 novembre 2023
Domani pomeriggio alla Provincia l’incontro con tutti i protagonisti. Il grado di diffusione dei servizi e delle politiche di Giustizia riparativa e mediazione dei conflitti in Campania, fin dal primo impulso dato a questo approccio dalle norme inerenti la Giustizia Minorile, testimonia una particolare affinità e disponibilità socio-antropologica locale al modello di riferimento.
di Angiola Petronio
Corriere di Verona, 5 novembre 2023
La parabola Arrigo Cavallina ha 78 anni. Dodici ne ha trascorsi in carcere. Un nuovo libro. Che non è un “altro” libro, ma una raccolta di quanto, negli anni, non è stato pubblicato. È questo “Di sasso in sasso” del fondatore dei Pac Arrigo Cavallina.
La Sicilia, 5 novembre 2023
Il nuovo romanzo dell’agrigentina Cristina Granchelli. “Il carcere di Pietracci è sempre lì, sulla collina fra Agrigento e Favara”. Eva Rinaldi, 19 anni, ci arriva una mattina di agosto con l’accusa di rapina. È innocente, una persona perbene e si ritrova in un mondo che le è subito ostile. Donna Anna Tedesco rivuole la “roba sua”. Il romanzo segue due filoni che si alternano. La storia di Eva all’interno del carcere e la vita di Anna che diventa il capo di una famiglia mafiosa. Due donne costrette a combattere battaglie estenuanti e fra quelle, la peggiore e quotidiana lotta tra ciò che vogliono e ciò che sono costrette a fare. Un desiderio di rivalsa, il sogno di una vita normale e tutte le lacrime “che gli altri non devono vedere” legano Eva e Anna a tutte le altre. Una famiglia in cui i legami di sangue contano poco. O troppo.
recensione di Riccardo Gasperina Geroni
Il Manifesto, 5 novembre 2023
La biografia di Riccardo Dura in una città-palestra della lotta armata: da genovese, Sergio Luzzatto illumina un versante trascurato della storia delle Br. Le nostre librerie strabordano di libri sulle Brigate rosse. La stagione del terrorismo è, insieme con il Ventennio e la Resistenza, il periodo storico più studiato del Novecento italiano. Dando una rapida scorsa al catalogo delle ultime uscite, non si lesina certo sui titoli: Il “lodo Moro” di Valentine Lomellini (Laterza), L’affaire 7 aprile di Roberto Colozza (Einaudi), La strage di Bologna di Paolo Morando (Feltrinelli), Segreti e lacune di Benedetta Tobagi (Einaudi). E questo solo considerando i libri di taglio storiografico di alcune delle principali case editrici del Paese, come se non si potessero poi aggiungere i romanzi, le memorie, le autobiografie, le testimonianze di chi è stato protagonista, dei sopravvissuti e dei figli di chi invece è stato vittima degli anni di Piombo.
di Marco Bruna
La Lettura - Corriere della Sera, 5 novembre 2023
“Non dobbiamo mai perdere di vista la compassione”. Al cuore di questo romanzo d’esordio, finalista al National Book Award, c’è un’idea nobile: la vita di ogni essere umano è preziosa, anche di chi ha sbagliato, soprattutto di chi conduce la propria esistenza ai margini del mondo. "Catene di Gloria" di Nana Kwame AdjeiBrenyah, una delle voci più interessanti della narrativa americana contemporanea, in uscita in Italia per Sur, parte da qui, dall’idea di compassione. Quello che leggeremo è ambientato in un’America distopica. Lo stile e la trama si possono racchiudere sotto l’ombrello immenso della fiction speculativa.









