di Mario Di Vito
Il Manifesto, 23 dicembre 2025
Per una riforma della giustizia che dovrà affrontare un referendum, ce n’è un’altra che sabato facilmente diventerà legge con un voto del Senato. Si tratta del ridisegno delle funzioni e dell’organizzazione della Corte dei conti, organo che ultimamente ha dato un paio di dispiaceri grossi al governo sul progetto per il ponte sullo Stretto di Messina, bollato come illegittimo per una lunga serie di motivi, dalla violazione delle direttive europee all’incertezza sui costi, dai problemi sui contratti alla mancanza del parere dell’Autorità di regolazione dei trasporti.
di Marco Noce
L’Unione Sarda, 23 dicembre 2025
Parla Domenico Arena: “Siamo preoccupati. Il sistema isolano? Già in sofferenza”. I detenuti al 41 bis da trasferire in Sardegna? Quanti? E dove? A Uta? A Nuoro? Mistero: l’amministrazione penitenziaria regionale non sa cosa intenda fare quella nazionale. “Non siamo stati consultati né interpellati né informati”, alza le mani il provveditore per la Sardegna, Domenico Arena. Siciliano di nascita, poco meno di un anno fa è stato trasferito da Roma a Cagliari con l’incarico di sovrintendere al sistema carcerario isolano: un ritorno nell’isola, per Arena, che ha vissuto a Sassari gli anni dell’università.
di Marzia Piga
cagliaritoday.it, 23 dicembre 2025
Il senatore dem Marco Meloni: “Norma del 2009 con il centrodestra”. Ticca (Riformatori): “Scelte fatte nel 2020 dall’esecutivo Conte”. Comandini: “Dal Governo ci attendiamo e pretendiamo lealtà e correttezza istituzionale”. Il dibattito sul possibile rafforzamento della presenza di detenuti in regime di 41 bis in Sardegna (ne abbiamo scritto qui) non è destinato a placarsi e ora si sposta sulle responsabilità politiche della scelta di inviare i detenuti speciali nelle zone insulari. A intervenire è il senatore sardo del Partito Democratico Marco Meloni, che in una nota chiama direttamente in causa Fratelli d’Italia e il deputato Salvatore Deidda, chiedendo un fronte comune per evitare che l’isola diventi la destinazione privilegiata dei detenuti di massima sicurezza.
vrsicilia.it, 23 dicembre 2025
Un corpo senza vita in una cella. La corsa contro il tempo degli agenti della polizia penitenziaria, i tentativi di rianimazione, poi la constatazione del decesso. È quanto accaduto nel carcere di Balate, a Gela, dove un detenuto di 37 anni si è tolto la vita impiccandosi. L’allarme è scattato durante un controllo di routine. I funerali si sono svolti ieri. L’uomo era detenuto per reati legati alla droga ed era rientrato da poco in istituto dopo la revoca degli arresti domiciliari. Un rientro improvviso che riporta l’attenzione sulle condizioni psicologiche dei detenuti nelle fasi più delicate della detenzione e sui percorsi di supporto disponibili all’interno delle strutture penitenziarie.
di Angela Nicoletti
frosinonetoday.it, 23 dicembre 2025
Il detenuto era assistito dagli avvocati Persichini e Bartolomucci. La Procura ha disposto l’esame autoptico per accertare le cause della morte. Sono ore di dolore e interrogativi per la famiglia di Francesco Morra, il detenuto di 47 anni deceduto nel carcere di Cassino nella notte tra sabato e domenica. L’uomo è stato trovato privo di vita all’interno della cella dopo un improvviso malore, segnalato dai compagni di detenzione. L’allarme ha fatto scattare l’intervento degli agenti della polizia penitenziaria e dei sanitari del 118, ma all’arrivo dei soccorsi la situazione appariva già compromessa.
paesenews.it, 23 dicembre 2025
È stato trovato cadavere all’interno della sua cella Salustri Marco, di 38 anni, originario di Roma, sposato a Napoli, e da qualche tempo detenuto nella struttura carceraria di Carinola dove stava scontando una pena definitiva per reati minori. Avrebbe terminato la sua pena fra circa un anno. Il decesso è avvenuto ieri, le circostanze restano ancora tutte da chiarire, come restano da chiarire le cause. Per fare luce sulla vicenda, la Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere ha ordinato il sequestro della salma e il suo trasferimento presso l’Istituto di medicina legale di Caserta, dove saranno svolti gli esami necessari a stabilire le cause del decesso.
garantedetenutilazio.it, 23 dicembre 2025
“Ringrazio il Sindaco Marco Piendibene e l’Amministrazione comunale di Civitavecchia per la decisione di istituire e nominare il Garante comunale dei detenuti, peraltro nella persona di Corrado Lancia, che viene da un importante percorso di impegno civile e istituzionale a fianco delle persone detenute”. Così il Garante delle persone detenute della Regione Lazio, Stefano Anastasìa, alla notizia della nomina di Corrado Lancia a garante comunale. “È importante - ha proseguito Anastasìa - che gli enti locali, i comuni o le province in forma aggregata, si dotino di autonome figure di garanzia delle persone private della libertà, che possano assicurare loro il pieno accesso ai servizi sociali e anagrafici e sensibilizzare le comunità locali sulle necessità degli istituti penitenziari, delle Rems e degli altri luoghi di privazione della libertà”.
vaticannews.va, 23 dicembre 2025
I dipendenti del noto organismo sociale di Padova rinunciano in questo Natale ai doni per inviare un importante contributo alla comunità della Sacra Famiglia e anche all’Opera della Provvidenza di S. Antonio di Sarmeola di Rubano, che da più di 60 anni accoglie persone di ogni età con gravi patologie e fragilità. Dalla cooperativa anche l’idea di un panettone che rilancia un messaggio di solidarietà e pace. In questo Natale i 650 dipendenti della Giotto, cooperativa sociale attiva da circa quarant’anni per i più fragili a Padova, non riceveranno un dono ma saranno loro a farlo. Quasi “una necessità interiore”, si legge in una nota dell’associazione, fare qualcosa di concreto per aiutare la popolazione in guerra a Gaza, ma anche donare qualcosa all’Opera della Provvidenza di Sant’Antonio di Sarmeola di Rubano, che da più di sessant’anni accoglie persone di ogni età con gravi disabilità, patologie e fragilità, prendendosi amorevolmente cura di loro. L’equivalente della spesa per i doni di Natale della Cooperativa, quasi 70 mila euro, sarà quindi donato a favore della Parrocchia della Sacra Famiglia di Gaza e dell’OPSA.
di Alessia Cataudella
La Sicilia, 23 dicembre 2025
Anche nella casa circondariale di Ragusa il Natale ha acceso un’atmosfera diversa, trasformando per un giorno il carcere in uno spazio di incontro e condivisione tra genitori detenuti e figli. L’iniziativa si è svolta grazie al progetto Labirinti, che ha permesso a bambini e bambine di giocare nel cortile dell’istituto insieme ai propri genitori. Un’occasione significativa per rafforzare legami familiari fragili, creando contesti educativi protetti e a misura di bambino. Per qualche ora, il gioco e la fantasia hanno attenuato le barriere imposte dalla detenzione.
di Giorgio Paolucci
Avvenire, 23 dicembre 2025
Adolfo Ceretti è uno dei pionieri della giustizia riparativa. “Negli incontri tra il reo e la vittima aiutiamo a entrare nelle profondità dell’umano, attraversando la carne della vita”. “In questa società sempre più incattivita c’è bisogno di un nuovo paradigma della giustizia. Di fronte alla delinquenza e al crimine si deve reagire opponendosi al male, ma senza compiere altro male, come argomentava profeticamente il cardinale Martini nei tempi bui del terrorismo. I sistemi penali in fondo razionalizzano la crudeltà, ma nessuna sentenza riesce a saziare la sete di giustizia presente nelle vittime, che non sono “risarcite” dalla punizione perché dalla punizione non ricevono la riparazione della loro dignità infranta. È necessaria un’altra logica, è necessaria una vera rivoluzione culturale, di cui la giustizia riparativa è un utile strumento”.
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