di Giacomo Rizzo
Corriere di Taranto, 11 maggio 2026
Il suono è quello di un citofono che squilla all’alba. “Per me la notte del 5 ottobre 2014 non è una data, è un rumore”, racconta Fabrizio Pomes. “Ti svegli di soprassalto, ti affacci e vedi le luci blu che filtrano dalle finestre. In quel momento pensi solo alla tua famiglia. In pochi minuti la tua vita cambia direzione. Senza spiegazioni, senza tempo per raccogliere pensieri o abbracci. Un attimo prima ero un uomo libero, un padre nella propria casa. Un attimo dopo ero un detenuto”. È l’inizio di una traiettoria che lo porterà dentro il carcere e, anni dopo, a mettere tutto nero su bianco in un libro dal titolo che è già una dichiarazione: “Trovate la speranza o voi che entrate. Il carcere tra pena e possibilità”.
di Marco Impagliazzo
Avvenire, 11 maggio 2026
Mentre cresce il richiamo identitario del “ritorno a”, l’Italia reale cambia volto. E intreccia origini, lavoro, destini condivisi e futuro comune. Senza cancellare la propria natura plurale. “Remigrazione” è un termine che si utilizza sempre più spesso in quei mondi di destra che fanno dell’identità nazionale il cuore del proprio programma. In Italia non si parla (ancora?) di rimpatri forzati, ma si afferma che la cittadinanza è una concessione che può essere tanto accordata quanto revocata. Si fa capire che alcuni saranno (potenzialmente) stranieri per sempre; che la loro presenza qui è temporanea, e comunque indesiderata.
di Irene Famà
La Stampa, 11 maggio 2026
L’ultima aggressione ai danni di stranieri e di clochard a Roma. “Ma se non lo faccio io, chi lo deve fare?”. Intriso di ideologia sulla supremazia della razza, remigrazione e affini, uno degli adolescenti che a Roma hanno aggredito stranieri e clochard osserva il padre. E ripete, quasi stupito dalla perquisizione della polizia: “Se non ci penso io, chi?”. Come in Arancia Meccanica, insieme a due suoi amici vicini a gruppi di estrema destra, la notte del 7 febbraio ha assalito cinque persone che dormivano o passavano in zona stazione Termini, a Roma. Senza tetto, immigrati che agli occhi dei tre ragazzi, di diciassette, diciannove e vent’anni, apparivano come “inferiori, indesiderati, da spazzare via”. Una “caccia all’uomo”, così è scritto negli atti. Come a Catanzaro, Milano, Bologna, Verona.
di Lorenzo De Cicco
La Repubblica, 11 maggio 2026
Il governo prepara un nuovo decreto per tornare al progetto originario degli “hub di frontiera”. Il varo entro giugno. Come nel gioco dell’oca, i centri in Albania sono pronti a tornare alla casella di partenza. Cioè alla formula originaria: hub di frontiera, per ospitare i migranti raccolti in mare. Non solo Cpr (centri per il rimpatrio), la scappatoia trovata dall’esecutivo un anno fa, per evitare che le costose strutture di Shengjin e Gjader restassero desolatamente vuote. Il governo lavora a un nuovo decreto, confermano a Repubblica più fonti di primo piano di maggioranza.
agi.it, 11 maggio 2026
La premio Nobel per la Pace iraniana Narges Mohammadi ha ottenuto la sospensione della pena per motivi medici dopo dieci giorni di ricovero nell’ospedale di Zanjan ed è stata trasferita in ambulanza al Pars Hospital di Teheran, dove sarà curata dal proprio team medico. L’annuncio è stato dato dalla Narges Foundation e dai familiari dell’attivista, che hanno ringraziato la comunità internazionale per la solidarietà dimostrata, sottolineando però che la sola sospensione della pena su cauzione “non è sufficiente”. “Narges Mohammadi ha bisogno di cure permanenti e specialistiche.
di Raffaella Calandra
Il Sole 24 Ore, 10 maggio 2026
Troppo poche le case famiglie, il nodo del differimento della pena. A fine aprile, 24 bimbi negli Icam. Gli operatori: “arrivano più donne in custodia cautelare o con pene basse”. Lo scivolo gonfiabile è sul prato. A Lauro (Avellino), nell’unico istituto a custodia attenuata del Sud, la festa della mamma sarà mercoledì. Troppo difficile organizzare di domenica. In fin dei conti è un carcere. Nonostante Re Leone sulle pareti e vagiti di bambini nei corridoi. Bimbi che condividono la pena delle madri, di cui il mondo di fuori non ha saputo prendersi cura. Al 30 aprile erano 20 le donne recluse con 24 figli. Numeri con oscillazioni quotidiane, nel tentativo di trovare presto soluzioni alternative; ma “in aumento” concordano gli operatori.
di Conchita Sannino
La Repubblica, 10 maggio 2026
Il dossier dei magistrati sul tavolo del ministro: i precari dell’Upp, le carceri, il rinvio del Gip collegiale e i disservizi sulle reti informatiche. Giustizia, il disgelo tra il ministro e l’Anm alla prova dei fatti. Dopo il loro incontro in via Arenula del 29 aprile scorso, arriva il mini dossier dell’Associazione nazionale magistrati sul tavolo del ministro Carlo Nordio. Sono richieste concrete, anzi “proposte” sui nodi più gravi da sciogliere nell’interesse del servizio giustizia e sui quali, dopo i mesi del conflitto referendario con il governo di Giorgia Meloni, c’è una disponibilità alla mediazione da parte del Guardasigilli. Quattro punti, tre pagine che Repubblica può anticipare.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 10 maggio 2026
Dopo il faccia a faccia con il Guardasigilli, l’Associazione magistrati chiede la conferma a tempo indeterminato di tutto il personale del “team del giudice” e lo stop alla riforma del Gip collegiale fino all’adeguamento degli organici. Ufficio per il processo, riforma del gip collegiale, risorse informatiche e carceri: sono questi i quattro temi intorno ai quali ruotano le proposte che l’Anm ha sottoposto ieri all’attenzione del ministro della giustizia Carlo Nordio con il quale, il 29 aprile scorso, c’è stato, dopo la vittoria del No al referendum, un primo incontro per la ripresa di un confronto sulle questioni della giustizia, a cui aveva partecipato anche il Cnf.
di Fulvio Gianaria
La Repubblica, 10 maggio 2026
Cancellieri, funzionari e assistenti della procura di Torino, sostenuti da magistrati e avvocati, ci dicono che la macchina giudiziaria arranca. Denunciano che la pianta organica di 252 posti è occupata da soli 140 posti, ma il problema non è solo questo e non riguarda solo la nostra città. Gli uffici di Ivrea, sottodimensionati rispetto al carico di lavoro, affogano nei fascicoli. Perfino il tribunale penale di Milano, simbolo da sempre della solerzia meneghina, non riesce più ad essere efficiente e deve ridursi a gestire le emergenze. Nel sud i processi penali galleggiano tra i rinvii e accumulano arretrato.
di Alessandro Pirina
La Nuova Sardegna, 10 maggio 2026
Magistrato, docente, politico, scrittore. Il filo conduttore di ogni ruolo ricoperto da Luciano Violante nella sua carriera tra tribunali, università e Montecitorio è la battaglia per una giustizia più giusta. E va in questa direzione anche il libro “La giustizia, tra vita e morte. Clitemnestra, Medea, Circe”, edito da Lindau Editore, che l’ex presidente della Camera ed ex presidente della Commissione Antimafia presenterà domani alle 17 a Cagliari nella sala della Fondazione Siotto, in via Dei Genovesi 114, insieme ad Aldo Accardo, presidente della Fondazione e già docente di Storia contemporanea all’Università di Cagliari.
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- Milano. La direttrice di Opera: “Portare più lavoro dentro al carcere”
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