di Marika Ikonomu
Il Domani, 10 maggio 2026
“Non si può contrastare la violenza di genere con riforme a costo zero”, dice l’ex magistrato. Dispositivi insufficienti e malfunzionamenti. “Ma è presidio strutturale”. Daniela Zinnanti, Tiziana Vinci, Camelia Ion, Celeste Palmieri, Concetta Marruocco, Roua Nabi. Sono alcune delle molte donne uccise da partner o ex, vittime di femminicidio o di tentato femminicidio, che le istituzioni non sono state in grado di tutelare per ritardi, malfunzionamenti o mancanza di informazioni sul braccialetto elettronico. Nella storia di alcune di queste donne è ancora necessario capire cosa non abbia funzionato nell’infrastruttura di protezione, ma il dispositivo rimane un “presidio strutturale” del sistema di tutela delle vittime di violenza maschile.
di Paola D’Amico
Corriere della Sera, 10 maggio 2026
Rosalia Marino è intervenuta assieme a Giovanna Sannino e Maria Raffaella Caprioglio sulla situazione e sulle prospettive delle carceri italiane. “Portare il lavoro dentro e fuori dalle carceri”. Quei luoghi che in troppi preferiscono continuare a non vedere. Ma ci sono. Per quanto, come dice Rosalia Marino, da cinque mesi alla direzione della Casa di reclusione di Opera, sembra quasi che ci sia una strategia “per costruire carceri davanti ai cimiteri o vicino alle discariche”, sono nei territori, nelle nostre città. Marino è con altre due donne, Maria Raffaella Caprioglio, presidente Umana, agenzia per il lavoro, e l’attrice Giovanna Sannino (la Carmela della fortunata stagione tv Mare Fuori) ospite del panel “Insieme, per rieducare e reinserire chi è detenuto” condotto da Paolo Foschini, in programma nella terza giornata di Milano Civil Week.
lagazzettadelcalatino.it, 10 maggio 2026
Magistrati ed esperti a confronto sul nuovo paradigma del diritto che punta alla mediazione sociale e alla responsabilizzazione del reo. Si è aperto giovedì 7 maggio a Caltagirone un importante percorso di approfondimento dedicato a “La Giustizia Riparativa: profili giuridici e sociali”. Il primo incontro del ciclo di seminari ha acceso i riflettori su un paradigma rivoluzionario che sposta il focus della legge dalla semplice punizione del reo alla guarigione delle ferite inflitte alla vittima e all’intera comunità.
parmatoday.it, 10 maggio 2026
Si conclude con un importante momento di dibattito e confronto il progetto “Liberamente Teatro - un’evasione creativa”, realizzato dall’associazione Progetti & Teatro aps in collaborazione con Istituti Penitenziari di Parma, con il contributo di Comune di Parma e Fondazione Cariparma, il sostegno di Chiesi Farmaceutici, il patrocinio del Coordinamento Nazionale Teatro Carcere / Anct Associazione Nazionale Critici Teatrali e in collaborazione con il Sistema Bibliotecario del Comune di Parma.
di Luca Mazzara
L’Arena, 10 maggio 2026
Dopo vari colloqui Natale, il titolare di Yard, ha scelto chi lo assisterà Il 22 maggio cena in carcere: il ricavato va in beneficenza. Prima la cena in carcere, preparandola assieme ai detenuti. Poi uno di loro lo farà ogni giorno nella cucina di un ristorante tra i più quotati a Verona. Non è una strada nuova per Jacopo Natale quella della solidarietà con iniziative che partono già dai tempi del Covid quando distribuiva pasti gratuiti, ma adesso aggiunge una nuova tappa, ancora più interessante. Perché aprirà le porte della cucina dello Yard, il locale in corso Cavour di cui è titolare, ad un detenuto che lavorerà quotidianamente con lui, sfruttando la possibilità di una misura alternativa al soggiorno nella casa circondariale di Montorio.
ansa.it, 10 maggio 2026
Progetto scolastico seguito da 20 studenti reclusi in carcere. Hanno piantato fiori e piante in una serra presente all’interno del tenimento agricolo nel carcere di Foggia e da gennaio si sono dedicati alla gestione dell’irrigazione e al monitoraggio della crescita. Nella giornata di ieri, in occasione della Festa della mamma che ricorre domani, 100 piante sono state distribuite, dai docenti alla presenza degli studenti detenuti, alle mamme in visita ai propri figli all’interno della casa circondariale. Si chiama ‘fiori oltre le sbarre’ l’iniziativa attuata nel carcere di Foggia, che ha visto protagonisti venti detenuti che beneficiano dell’articolo 21 (che disciplina il lavoro all’esterno dei detenuti nel perimetro delle mura di cinta ndr) e che stanno seguendo il percorso scolastico dell’istituto Notarangelo Rosati - Giannone Masi di Foggia (settore tecnologico agraria) realizzato nella Casa circondariale.
Corriere di Bologna, 10 maggio 2026
Mercoledì 13 maggio, il carcere “della Dozza” accoglie Paolo Fresu con un concerto itinerante: l’artista jazz suona passeggiando col suo strumento all’esterno dei blocchi detentivi, dopo l’orario di chiusura delle camere. E oltre 800 detenute e detenuti della struttura si godono lo spettacolo. Titolo dell’iniziativa: Viaggio nello spazio (in presenza di gravità), per accorciare la distanza siderale tra carcere e città. Il copyright è di Alessandro Bergonzoni; sua è anche la paternità dell’idea.
di Paolo Di Stefano
Corriere della Sera, 10 maggio 2026
È la più impolitica delle virtù, anzi l’altra faccia della politica. Il mite è portatore di una virtù “debole” ma attiva e sociale, “l’uomo di cui l’altro ha bisogno per vincere il male dentro di sé”. Chi mai oggi sarebbe disposto a sottoscrivere le considerazioni che Norberto Bobbio pronunciò una trentina d’anni fa in un famoso elogio della mitezza? Scriveva Bobbio: “nella società del benessere il moralista è considerato per lo più un guastafeste, uno che non sa stare al gioco, non sa vivere. Moralista è diventato sinonimo di piagnone, di pedagogo inascoltato e un po’ ridicolo, di predicatore al vento, di fustigatore dei costumi, tanto noioso, quanto, fortunatamente, innocuo. Se volete far tacere il cittadino che protesta, che ha ancora la capacità d’indignarsi, dite che fa del moralismo. È spacciato”. Niente di più attuale. Guai al moralista, è un rompiscatole patetico. Nel solco del moralismo insopportabile si poneva lo stesso Bobbio elogiando il mite. Non il mansueto, l’uomo calmo ma passivo, ma il mite, portatore di una virtù “debole” ma attiva e sociale, “l’uomo di cui l’altro ha bisogno per vincere il male dentro di sé”.
di Luca Grecchi
Corriere della Sera, 10 maggio 2026
Le persone con disabilità, nonché i loro famigliari, sono consapevoli del fatto che, salvo eccezioni - solitamente relative a persone, come suole dirsi, “ad elevato funzionamento” - nel nostro Paese si parla molto di inclusione nella teoria, ma se ne fa poca nella pratica. Le scuole, certo, sono tenute ad includere le persone con disabilità, ma, quando si esamina la situazione dei giovani studenti disabili, soprattutto se caratterizzati da difficoltà intellettive, ciò che si evince è che vi è spesso un mero inserimento nella classe (talvolta nemmeno nell’aula, almeno per una discreta parte del tempo-scuola).
di Giansandro Merli
Il Manifesto, 10 maggio 2026
Tra 33 giorni entra in vigore il Patto. Ma ovunque ci sono ritardi legislativi e logistici. Per dare attuazione al maxi-pacchetto di norme il governo Meloni scarterà il ddl e ricorrerà al decreto. Mancano 33 giorni all’entrata in vigore del Patto Ue su migrazione e asilo: perché produca effetti concreti, però, ci vorrà molto di più. I paesi dell’Unione sono in ritardo su tantissimi elementi del meccanismo che trasformerà radicalmente la gestione, o meglio: il contrasto, dei movimenti di persone. “È fondamentale che gli Stati membri completino gli adeguamenti legislativi necessari e che quelli che stanno ancora elaborando i quadri normativi del caso procedano con la massima urgenza”, scrive la Commissione nello Stato di avanzamento dell’attuazione del Patto pubblicato venerdì e trasmesso agli altri organi comunitari.









