savethechildren.it, 9 maggio 2026
Con 1968 ingressi nel 2025, gli Istituti penali per i minorenni (Ipm) vivono un momento di difficoltà: al 15 dicembre erano 8 gli istituti in sovraffollamento. Il nuovo libro di Antonella Inverno - edito da Treccani, con il supporto di Save the Children - porta al centro del dibattito pubblico le storie, i dati e le voci dei ragazzi e delle ragazze in conflitto con la legge per reati di natura violenta. In un momento in cui il tema della giustizia minorile è tornato al centro del dibattito politico e sociale italiano, i numeri parlano da soli: al 15 dicembre 2025 su 568 detenuti, con 8 istituti in sovraffollamento, ben 173 minorenni e giovani adulti erano reclusi in attesa di primo giudizio, poco meno di un terzo. Le presenze medie giornaliere negli istituti sono passate da 365 nel 2014 a 588 nel 2025.
di Roberta Lisi
collettiva.it, 9 maggio 2026
Per il costituzionalista Azzariti numerosi aspetti del provvedimento sono in contrasto con la Carta. Bisogna pensare all’ordine pubblico, ma anche all’integrazione. È questione di forma, di procedura e di contenuti: i decreti sicurezza - non solo l’ultimo - hanno numerosi aspetti di incostituzionalità. Da un lato perché in palese contrasto con l’articolo 77 della Carta, che prevede la necessità e urgenza che nessuno dei cinque aveva. Dall’altro perché nessuno di questi prende mai in considerazione il tema dell’integrazione. E, come ci ricorda il presidente Mattarella, “solidarietà è parola costituzionale”. Gaetano Azzariti, docente di Diritto costituzionale all’Università La Sapienza di Roma, invita a cambiare rotta.
di Francesca Cicculli
Il Domani, 9 maggio 2026
Nell’ultima udienza del processo per la morte del bracciante, abbandonato dal datore di lavoro dopo che un macchinario rudimentale gli aveva tranciato un braccio nelle campagne di Latina, gli anestesisti rianimatori del San Camillo hanno dimostrato come un intervento immediato avrebbe potuto salvargli la vita. Intanto un nuovo caso a Salerno dimostra che la guerra al caporalato promessa dal governo non è mai iniziata. Quando è arrivato al pronto soccorso dell’ospedale San Camillo di Roma, il 17 giugno 2024, Satnam Singh aveva traumi su tutto il corpo ed era in fin di vita. Un macchinario agricolo rudimentale - un avvolgitore di plastica usato per raccogliere i teli che coprono le colture - gli aveva tranciato un braccio mentre lavorava nei campi in provincia di Latina.
di Antonella Mariani
Avvenire, 9 maggio 2026
La retorica trumpiana aveva usato anche la “liberazione” degli iraniani per dare un senso all’attacco del 28 febbraio. Che ora si trovano tra l’incudine delle bombe e il martello della repressione. “Al grande e orgoglioso popolo iraniano: l’ora delle libertà è vicina”. “Help is on the way, stiamo arrivando a soccorrervi”. La retorica trumpiana ha usato anche l’argomento posticcio della “liberazione” per dare un senso all’attacco israelo-americano all’Iran del 28 febbraio scorso. Nessuno ha mai veramente creduto che nell’agenda dell’amministrazione Maga fossero realmente entrati dossier legati alla protezione dei diritti umani e della libertà di espressione, o alle garanzie legali per le detenute e i detenuti politici. Ma c’è stato un breve momento in cui - soprattutto tra una parte degli iraniani della diaspora - si era fatta largo una speranza. Flebile, ma pur sempre speranza, legata al protagonismo del figlio primogenito dell’ultimo Scià di Persia, Reza Pahlavi, in esilio negli Stati Uniti, che all’inizio dell’operazione Epic Fury era stato in grado di catalizzare un certo consenso soprattutto fuori dall’Iran.
tg24.sky.it, 9 maggio 2026
Loris Di Castri, 53 anni, è morto nel carcere di Najayo-Hombres dove era detenuto in attesa di estradizione in Italia per presunto traffico di droga. Lo riferiscono fonti ufficiali citate dall'agenzia spagnola Efe. L’uomo è stato trovato senza vita nel suo letto da un compagno di cella. L’uomo è stato trovato nel suo letto, senza vita, da un compagno di cella.
di Ilaria Dioguardi
vita.it, 8 maggio 2026
In molti istituti penitenziari non è più possibile fare le rappresentazioni teatrali di fronte a un pubblico. A seguito di una Circolare Dap dello scorso ottobre, che centralizza le decisioni sulle attività educative e ricreative dei detenuti delle carceri, tante attività non ricevono il nulla osta dal Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria. La normativa si applica se nell’istituto sono presenti sezioni di alta sicurezza, collaboratori di giustizia o detenuti al 41-bis e coinvolge anche attività destinate ai ristretti di media sicurezza. “Questa “chiusura” del carcere è contraria ai principi europei sull’esecuzione penale”. La denuncia di Elisabetta Zamparutti, tesoriere di Nessuno tocchi Caino e componente del Comitato europeo per la prevenzione della tortura del Consiglio d’Europa in rappresentanza dell’Italia.
gnewsonline.it, 8 maggio 2026
Dopo gli esiti del monitoraggio nazionale condotto sulla fase sperimentale degli ultimi mesi, il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria ha emanato una nuova circolare sulle attività trattamentali negli istituti di media sicurezza. Il provvedimento restituisce ai Provveditori regionali un ruolo centrale nella programmazione e nel coordinamento delle attività da realizzare negli istituti di competenza, nell’ottica di garantire maggiore uniformità ed efficacia sul territorio nazionale. Tra le principali novità introdotte, è previsto un sistema di report periodici ogni quattro mesi, finalizzato a verificare l’andamento delle attività trattamentali e a rafforzarne la qualità e l’impatto. Accanto all’attività di monitoraggio, la circolare prevede anche un percorso di valorizzazione delle iniziative virtuose, che saranno selezionate e diffuse come modelli replicabili, con l’obiettivo di promuovere le migliori pratiche all’interno negli altri territori.
di Enrico Mingori
The Post Internazionale, 8 maggio 2026
Nelle carceri italiane quasi un detenuto su tre è tossicodipendente: parliamo di circa 20mila carcerati su 62mila. La maggioranza di loro è assuefatta alla cocaina o al crack, mentre un quarto è schiavo di oppioidi come l’eroina. Contrariamente a quel che si sente ripetere spesso con una buona dose di superficialità, la tossicodipendenza non è un “tunnel da cui uscire”, ma una patologia cronica e recidivante che richiede precisi trattamenti sanitari. Eppure, dietro le sbarre, proprio quando sono nelle mani dello Stato per 24 ore al giorno, queste persone ricevono in molti casi un’assistenza non all’altezza.
di Ermes Antonucci
Il Foglio, 8 maggio 2026
Il nuovo sottosegretario Balboni è ancora senza deleghe: il partito di Meloni rivuole la guida dell’amministrazione penitenziaria, affidata a Ostellari dopo le dimissioni di Delmastro, ma la Lega si oppone. Non c’è pace al ministero della Giustizia, anche dopo l’uscita di scena del sottosegretario Delmastro e del capo di gabinetto Bartolozzi. Anzi, proprio attorno alla figura del successore di Delmastro, Alberto Balboni, si registrano forti tensioni tra Fratelli d’Italia e Lega. Il 22 aprile Balboni (FdI) ha assunto la carica di sottosegretario, ma da allora non gli sono ancora state conferite deleghe specifiche.
di Francesco Carotenuto
L’Unità, 8 maggio 2026
Occorre innanzitutto chiarire ai non addetti ai lavori che l’attuale questione, sollevata dal Procuratore Antimafia Dott. Giovanni Melillo, di modificare - o meglio, allargare - i confini delle intercettazioni, attraverso la modifica o la pura e semplice abrogazione dell’art. 270 c.p.p., non ha nulla a che vedere con la Politica né con l’amministrazione della giustizia né tantomeno con l’amministrazione degli affari interni. È pertanto singolare e fonte di incertezza che la lettera “aperta” del Procuratore abbia come principali destinatari i ministri della Giustizia e dell’Interno, in quanto ai sensi dell’art. 71 Cost. è il Governo quale organo unitario, e non i singoli Ministri, ad avere il potere di iniziativa legislativa.
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