ilmediterraneo24.it, 19 dicembre 2025
Il progetto “Ortis 2.0” si conclude il 31 dicembre. L’associazione Un Nuovo Giorno chiede una proroga al Dipartimento Famiglia della Regione Sicilia per evitare il rientro in carcere degli ospiti e garantire la continuità di un percorso di reinserimento sociale. Novanta persone detenute, in quasi quattro anni, hanno avuto la possibilità di abitare insieme ad altri, fare attività di volontariato e tirocini lavorativi per il reinserimento sociale a fine pena. Tutto questo è stato possibile grazie, alla nascita dell’Housing Sociale per le persone detenute in esecuzione di pena esterna, realizzato con il progetto “Ortis 2.0” in continuità con il progetto “Ortis L’orto della spazzina” che, adesso il 31 dicembre si conclude.
di Michela Offredi
L’Eco di Bergamo, 19 dicembre 2025
Vent’anni di giustizia riparativa, tra riconoscimenti e prospettive: il 2025 è stato un anno speciale per InConTra ets - Centro di giustizia riparativa e mediazione umanistica studi ricerche e pratiche, conclusosi con il “Premio Bergamo Terra del Volontariato” nella categoria Associazioni socie Csv e assegnato in occasione dell’evento finale degli Stati generali del volontariato bergamasco 2025 di Csv Bergamo. La storia di InConTra inizia “quando l’intuizione del cappellano del carcere di allora don Virgilio Balducchi porta alla creazione, in seno alla Caritas bergamasca e con un gruppo di 12 volontari, di un Centro di giustizia riparativa di Bergamo per gli adulti”, ricorda il vicepresidente Filippo Vanoncini. Nasce così uno spazio capace di affrontare i conflitti mettendo al centro le persone, non solo le procedure.
di Riccardo Liguori
lavoce.it, 19 dicembre 2025
Una delegazione della Caritas diocesana di Perugia-Città della Pieve si è recata, dal 2 al 4 dicembre, in Sardegna, a Tempio Pausania (Ss), per studiare da vicino una delle esperienze più significative di Giustizia riparativa (Gr) in Italia. Una tappa importante del progetto “Semi di Carità” della Caritas perugina inerente all’ambito della Gr, finanziato dalla Cei fondo 8xmille, dopo le precedenti visite compiute a Trento, Bolzano e Lecco tra ottobre e novembre 2025. A Tempio Pausania, Sveva Stancati, delegata del Comune di Perugia alla Consulta nazionale per la Gr, Fabiana Cruciani, dirigente scolastica dell’Istituto Tecnico Tecnologico Statale Itts “A. Volta” di Perugia, don Marco Briziarelli, direttore della Caritas diocesana, con i suoi collaboratori Alfonso Dragone Silvia Bagnarelli e Sara Capponi, hanno colto tre sguardi diversi - istituzionale, educativo e pastorale - per osservare un territorio che negli ultimi anni ha costruito un modello di dialogo riconosciuto a livello nazionale.
di Ludovica Brognoli
Corriere di Bologna, 19 dicembre 2025
“Il territorio deve aiutare il carcere: per il bene e la sicurezza di tutti. Qualche volta prevale un’illusoria, ignorante e pericolosa idea: quella per cui invece bisogna alzare i muri e chiudere a tripla mandata. Il carcere deve essere aiutato a fare quello che deve fare, rieducare, guardare al futuro”. Sono le parole con cui il presidente della Cei, Matteo Zuppi, è intervenuto in occasione dell’inaugurazione di una nuova palestra all’interno del carcere minorile del Pratello: un luogo dedicato allo sport, completo di attrezzi, per circuiti funzionali, training individuali e preparazione atletica, che sarà dedicato ai giovani adulti detenuti e ai minori. Il finanziamento della palestra è stato sostenuto interamente dalla Caritas di Bologna, e infatti alla cerimonia di apertura ieri hanno partecipato il presidente della Caritas di Bologna, Matteo Prosperini, don Domenico Cambareri, cappellano dell’istituto minorile Piero Siciliani, oltre allo stesso Zuppi.
di Angelica Malvatani
Il Resto del Carlino, 19 dicembre 2025
È una iniziativa nazionale che si tiene in 56 istituti di pena d’Italia e si rinnova da 12 anni, a Fermo è stato un appuntamento indimenticabile grazie alla partecipazione di chef e attori. Il pranzo di Natale è il momento dell’accoglienza per eccellenza, uno spazio di condivisione, un’esperienza di sentimenti e di emozioni. Tra le mura di un carcere lo è ancora di più, ieri alla casa di reclusione di Fermo c’era il pranzo delle grandi occasioni, firmato dagli chef stellati de Il tiglio, Enrico Mazzaroni e Sabrina Tuzi, in cucina fianco a fianco con i detenuti.
di Elisabetta Soglio
Corriere della Sera, 19 dicembre 2025
A meno di una settimana dall’incendio che ha fatto chiudere un intero raggio di San Vittore, con 250 detenuti trasferiti in una notte, sarà il cardinale Josè Tolentino de Mendonça in rappresentanza della Santa Sede a inaugurare il 19 dicembre proprio davanti al carcere milanese la prima “Porta della Speranza” tra le dieci analoghe che saranno aperte davanti ad altrettanti istituti in Italia e in Portogallo. Doveva essere già in sé un simbolo di positività e volontà di ripartenza, ma ora lo sarà cento volte di più: a meno di una settimana dall’incendio che ha fatto chiudere un intero raggio di San Vittore, con 250 detenuti trasferiti in una sola notte e miracolosamente neanche un intossicato né un ferito, è proprio a San Vittore che una delegazione della Santa Sede arriva alle 16 di venerdì 19 dicembre per inaugurare la prima “Porta della Speranza” tra le dieci analoghe che saranno aperte davanti ad altrettante carceri in Italia e in Portogallo. Con questa opera progettata da Michele De Lucchi prende così ufficialmente avvio il progetto internazionale dedicato al dialogo tra arte, comunità carcerarie e società civile.
di Ilaria Giaccone
Il Manifesto, 19 dicembre 2025
L’installazione permanente di Eugenio Tibaldi nella Casa circondariale femminile. Un’iniziativa promossa, in occasione del Giubileo, dalla Fondazione Severino e la Fondazione Pastificio Cerere, con il patrocinio del Dicastero per la cultura e l’educazione della santa Sede e del ministero della Giustizia. In occasione del Giubileo, la Fondazione Severino e la Fondazione Pastificio Cerere, che dal 2022 collaborano per far entrare l’arte contemporanea negli istituti penitenziari italiani, hanno deciso di varcare la soglia anche della Casa Circondariale Femminile di Rebibbia “Germana Stefanini” di Roma con un importante e complesso progetto artistico patrocinato dal Dicastero per la cultura e l’educazione della santa Sede e dal ministero della Giustizia.
di Nicoletta Verna
La Stampa, 19 dicembre 2025
Il pluralismo è limitato nel digitale perché le piattaforme sono gestite da pochi grandi gruppi privati. Parlare di libertà di espressione, e di libertà tout court, ci pone di fronte a un nodo sostanziale. La libertà è un diritto, ovviamente, ma è anche un dovere. È una responsabilità, una scelta etica, un compito. Ce lo ricorda, fra i molti, Kant, che nella sua filosofia morale ripone la libertà nelle nostre motivazioni ad agire, ovvero nella decisione non forzata di obbedire alla legge di cui noi stessi siamo autori. Essere liberi significa in un certo senso dover essere liberi, cioè agire secondo il dovere morale o quello che Hans Jonas definirà principio di responsabilità: ogni gesto dell’uomo deve prendere in considerazione le conseguenze future delle sue scelte e dei suoi atti, in vista del bene comune.
di Gian Antonio Stella
Corriere della Sera, 19 dicembre 2025
L’esecutivo ha varato nella manovra un “gioco” nuovo di zecca. Stavolta per finanziare Olimpiadi e Coni. “Io ho il vizio della coerenza!”, ha tuonato mercoledì in Senato la premier Giorgia Meloni. Immaginatevi quanto sarà indispettita contro la Giorgia Meloni leader di Fratelli d’Italia (un’omonima?) che quand’era all’opposizione urlava contro Renzi reo di “continuare a far cassa col gioco d’azzardo” il che “significa guadagnare oggi dei soldi facili, ma pagare domani dei costi sociali altissimi”. E sferzava: “Possiamo trattare il gioco d’azzardo come le sigarette? Possiamo vietare la pubblicità del gioco d’azzardo? Possiamo scrivere come facciamo sui pacchetti di sigarette che il fumo provoca il cancro e che le slot machine e il gioco d’azzardo producono miseria, povertà, droga, suicidio?”.
Il ddl Delrio sull’antisemitismo sposterà il focus dal contrasto dell’odio al controllo del dissenso
di Luca Grandicelli
Il Fatto Quotidiano, 19 dicembre 2025
Nel dibattito italiano delle ultime settimane è spesso sembrato che la proposta di legge del Senatore Graziano Delrio sia piovuta dal cielo in un cortile ben recintato da un folto gruppo di riformisti del Partito Democratico. Molti infatti hanno sostenuto la tesi per la quale tale ddl sia mezzo propedeutico a predisporre un piano di convergenza concettuale tra antisemitismo e antisionismo, sebbene il punto non sia assolutamente accademico, quanto piuttosto politico: nessuno sembra infatti voler constatare il rischio concreto che la nostra democrazia si doti di uno strumento capace di comprimere le libertà fondamentali nel nome della lotta all’antisemitismo. Un rischio, peraltro, già verificatosi altrove, documentato e misurabile, che oggi torna a bussare alla porta del Parlamento forte della necessità, agitata da molti settori politici e mediatici, di porre un rimedio al sempre più crescente sentimento anti-israeliano che sta attraversando l’Italia.
- Migranti. Anche il Cnel chiede di aprire i canali d’ingresso
- Migranti. La stretta Ue a tempo di record fa il gioco di Meloni
- Droghe. Bruxelles mette l’elmetto e scorda i diritti
- Scandaloso riarmarsi per preparare la pace
- Corte di Giustizia europea: “Frontex fu coinvolta nell’espulsione illegale di un siriano”











