di Martina Turola
Il Manifesto, 6 maggio 2026
Un sistema di Intelligenza Artificiale (IA) oggi può determinare se una persona ottiene un mutuo, se il suo curriculum viene selezionato per un colloquio, se una richiesta di asilo viene considerata prioritaria; nel prossimo futuro deciderà se un detenuto potrà accedere a un beneficio penitenziario. È invece un algoritmo che non impara dai propri risultati, e che quindi non sfrutta ancora l’IA, ma che potrebbe farlo presto, quello che in Italia assegna le cattedre ai docenti utilizzato dal Ministero dell’Istruzione. Un sistema andato in tilt sia nel 2016 che nel 2022-23, dando un posto a chi aveva meno titoli di altri, piazzando a un ruolo di sostegno chi si candidava per coprire una materia. Migliaia di persone si sono viste sballottate, sradicate, oppure senza lavoro, a causa di un errore algoritmico.
di Vittorio Pelligra
Avvenire, 6 maggio 2026
La costruzione di un ordine mondiale fondato sul continuo bisogno di protezione genera immense opportunità di guadagno. E così l’instabilità si trasforma in capitale. L’insicurezza diventa capitale quando non indica più una condizione da superare, ma l’aspettativa di un rendimento economico. Finché la paura resta una ferita collettiva, la politica può provare a curarla. Quando invece diventa mercato, cambia natura. Non chiede più protezione, ma investimenti e contratti. È questo il secondo volto della monarchia della paura. Il primo, come abbiamo visto nella prima puntata della serie, riguardava la costruzione di un ordine mondiale incapace ormai di pensarsi in pace. Il secondo riguarda il modo in cui quell’ordine diventa economicamente produttivo e per questo non può più essere messo in discussione. La paura non resta ai margini dell’economia, ma diventa una delle sue risorse principali.
di Andrea Oleandri*
Ristretti Orizzonti, 5 maggio 2026
Il 30 aprile si è suicidato un agente penitenziario di 42 anni. Ieri invece è morto, dopo tre giorni di agonia, un uomo di 27 anni che si trovava in custodia cautelare nel carcere di Parma, e si è tolto la vita un altro uomo, di 54 anni, recluso nel carcere di Torino. Sono già 19 le persone detenute che si sono tolte la vita da inizio anno. A fine mese i presenti in carcere hanno superato anche la soglia delle 64.000 presenze. Al 30 aprile infatti si contavano nelle prigioni italiane 64.436 persone detenute. Da fine marzo la crescita è stata particolarmente significativa, 439 persone in più in un mese, a fronte di un aumento delle presenze negli ultimi 12 mesi di 1.991 unità. I posti realmente disponibili erano invece 46.318 e il tasso di affollamento era ormai del 139,1%. 73 istituti su 189 registravano un tasso pari o superiore al 150%.
di Luigi Manconi e Marica Fantauzzi
La Repubblica, 5 maggio 2026
Ebbene, per altri due anni Alfredo Cospito dovrà rimanere recluso all’interno del regime regolato dall’art. 41 bis dell’Ordinamento Penitenziario. Il ministero della Giustizia, infatti, ha ritenuto ancora necessario che l’anarchico di Pescara venisse sottratto al trattamento ordinario, affinché sia escluso qualunque tipo di collegamento con l’eventuale organizzazione di riferimento all’esterno. Ad affrettarsi a celebrare questa conferma, tra gli altri, il vicepresidente della Camera dei deputati Fabio Rampelli, secondo cui “la decisione del ministero della Giustizia di rinnovare il carcere duro per Alfredo Cospito è in linea con il profilo di pericolosità politica e sociale dell’anarchico. Punto di riferimento dentro e fuori dall’istituto penitenziario di movimenti anarchico insurrezionalisti.
di Eleonora Martini
Il Manifesto, 5 maggio 2026
La “forte preoccupazione” del Comitato contro la tortura delle Nazioni unite per gli attacchi del governo allo stato di diritto. Maltrattamenti in carcere e nei Cpr, scudo penale per gli agenti e discriminazioni. Polizia, carcere, Cpt, decreti sicurezza. È una lunga lista di criticità e di raccomandazioni, quella che il Comitato Onu contro la tortura (Cat) ha inviato il primo maggio al governo italiano a conclusione della VII revisione periodica dell’Italia (l’ultima volta c’era stata nel 2017) e dopo aver ascoltato, a Ginevra a metà aprile, le risposte alle osservazioni iniziali fornite dalla folta delegazione inviata per l’occasione da Palazzo Chigi.
di Patrizio Gonnella*
Il Manifesto, 5 maggio 2026
Un rapporto, denso e circostanziato, invita le autorità italiane a prendere sul serio il diritto internazionale e i diritti umani e non farne carta straccia come avvenuto negli ultimi quattro anni. L’Italia è un paese a rischio per i diritti umani, per la tenuta dello Stato di diritto, per i migranti, per i detenuti e per chi nelle Ong prova a occuparsene. È questo il sunto brutale del Rapporto del Comitato Onu contro la tortura indirizzato al governo italiano. Un Rapporto, denso e circostanziato, che invita le autorità italiane a prendere sul serio il diritto internazionale e i diritti umani e non farne carta straccia come avvenuto negli ultimi quattro anni.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 5 maggio 2026
Domenica sera è andata in scena una sequenza televisiva che spiega lo stato di salute dell’informazione italiana meglio di mille saggi. Sigfrido Ranucci, il volto di Report, ha provato a chiudere il caso nato dalle smentite del ministro Nordio con una frase che merita di essere scolpita nel marmo dell’assurdo: “Non ho dato una notizia non verificata, ma ho detto che stiamo verificando una notizia”. Se George Orwell fosse tra noi, aggiungerebbe un capitolo a 1984. Siamo nel pieno del bipensiero. Se un giornalista dichiara di stare verificando una cosa, ammette implicitamente che quella cosa non è ancora una notizia pronta per il lancio. Invece, nel circo mediatico attuale, la verifica stessa diventa l’evento, trasformando il dubbio in fango e l’insinuazione in una verità da dare in pasto al pubblico.
Il Sole 24 Ore, 5 maggio 2026
Il Viceministro della Giustizia spiega: “È ferma la volontà dell’Amministrazione di non disperdere le professionalità degli Addetti Upp, applicandoli alle funzioni di cancelleria solo in via residuale e ove strettamente necessario”. Il nuovo ordinamento professionale del personale non dirigenziale del ministero della Giustizia, definito dal Contratto collettivo nazionale integrativo in attuazione del Ccnl Funzioni centrali 2019-2021, ridisegna le “famiglie professionali” e introduce un modello organizzativo fondato sul lavoro per processi. Un passaggio che coinvolge direttamente anche gli Addetti all’Ufficio per il processo (Upp), al centro del dibattito nelle ultime settimane.
Il Dubbio, 5 maggio 2026
Il Gip dichiara il non luogo a provvedere sulla richiesta e rimette la questione all’amministrazione penitenziaria. La strada dei colloqui intimi in carcere resta ancora tutta in salita. Il gip di Palermo Lorenzo Chiaramonte ha infatti respinto, con una decisione di non luogo a provvedere, l’istanza presentata dall’avvocato Salvatore Pennica per il suo assistito Fabrizio Messina, boss di Porto Empedocle detenuto nel carcere di Tolmezzo dopo l’arresto di un anno e mezzo fa con accuse di mafia e traffico di cocaina. La richiesta puntava a consentire a Messina di incontrare la moglie senza il controllo a vista del personale di custodia. Una domanda che si inserisce in un terreno ancora molto incerto,
di Gerlando Cardinale
agi.it, 5 maggio 2026
La difesa di Fabrizio Messina voleva fargli incontrare la moglie nelle “stanze dell’amore” di Padova. Ma il gip allarga le braccia: “Senza legge attuativa, non posso provvedere”. Le chiamano “stanze dell’affettività”, o più direttamente “stanze dell’amore”. Sono spazi riservati dove i detenuti possono incontrare il coniuge lontano dagli sguardi della polizia penitenziaria, in un momento di intimità che la corte costituzionale ha riconosciuto come diritto fondamentale. Ma tra il principio e la pratica c’è un vuoto normativo che nessuno sembra voler colmare. E così l’istanza presentata dall’avvocato Salvatore Pennica per il suo assistito Fabrizio Messina, boss di Porto Empedocle detenuto nel carcere di Tolmezzo dopo il nuovo arresto di un anno e mezzo fa per mafia e traffico di cocaina, si è infranta contro un muro.
- Torino. Detenuto si impicca in cella: terzo caso in due mesi al carcere delle Vallette
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- Torino. Dentro il carcere dove il lavoro si spezza e la vita resiste oltre ogni limite
- Bari. Morire di scartoffie: il calvario di Sandro, detenuto leucemico
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