percorsiconibambini.it, 18 dicembre 2025
“Alla prossima”. Si è chiuso così il terzo e ultimo incontro dei ragazzi e delle ragazze della classe quinta classico del Liceo Vida di Cremona con le persone detenute. Un percorso che si inserisce nell’azione “Filosofi dentro” del progetto Terzo Tempo, finanziato da Impresa Sociale Con I Bambini all’interno del bando “Liberi di crescere”, che ha come capofila la coop. Bessimo di Brescia e di cui come Consorzio Sol.Co siamo partner. L’iniziativa pone al centro il tema della genitorialità e mira a creare spazi di dialogo capaci di superare le barriere fisiche e sociali.
Ristretti Orizzonti, 18 dicembre 2025
Assieme a Gesù bambino a Natale 2025 nasce in “Casa Giotto” una nuova iniziativa che coniuga gusto e solidarietà in un grande gesto di bontà. Quest’anno alla cooperativa Giotto i doni funzionano al contrario, non saranno i 650 dipendenti a ricevere un dono ma saranno loro a farlo.
operabarolo.it, 18 dicembre 2025
Nell’anno del Giubileo della speranza e nel contesto carcerario, seguendo l’esempio della sua fondatrice la Marchesa Giulia, l’Opera Barolo ha realizzato un progetto, “Artisti all’Opera per il Ferrante Aporti”, che la scorsa estate ha coinvolto i giovani detenuti. “L’iniziativa - spiega Enrico Zanellati, curatore artistico di Palazzo Barolo - ha impegnato tre giovani artisti, insieme alle educatrici dell’istituto di pena per minori, in una serie di workshop. Degli stessi artisti - Stefano Merlo, Lorenzo Gnata e Bahar Heidarzade - tre creazioni sono state donate dall’Opera Barolo all’Istituto di pena per minori, che rappresentano una presenza significativa negli spazi interni del Ferrante Aporti”.
di Veronica Rossi
vita.it, 18 dicembre 2025
“Riguarda tutti noi” è un documentario di Giovanni Panozzo nato da un’idea dell’associazione Docenti per l’istruzione in carcere - Doc. La telecamera entra nella Casa circondariale di Trieste per raccontare come l’istruzione possa diventare uno strumento concreto di riscatto, riduzione della recidiva e reinserimento sociale. Un racconto corale che chiama in causa la responsabilità delle istituzioni e della società tutta. “Io credo che oggi abbiamo bisogno - tanto - di considerare che in carcere ci sono persone che devono ritrovare la loro umanità. E la scuola in carcere ha questo ruolo fondamentale, cruciale, non solo per loro, ma per tutta la società”.
di Vittorio Pelligra
Avvenire, 18 dicembre 2025
Da Harlem all’Italia: la disuguaglianza non è povertà, ma un sistema che separa destini, erode la fiducia e svuota la democrazia. Ecco perché condividere è tutto. “Un uomo di colore nato e cresciuto in alcune zone di Harlem a New York, ha meno possibilità di raggiungere i 65 anni rispetto a un bambino nato e cresciuto nelle zone rurali del Bangladesh”. Il dato può sembrare sorprendente ma è reale ed uno dei punti di partenza della riflessione che il filosofo britannico Brian Barry elabora nel suo ultimo libro intorno al tema della giustizia sociale, “Why Social Justice Matters”.
di Sara Zambotti
Avvenire, 18 dicembre 2025
Preferiamo spesso cambiare noi stessi per non soffrire troppo nell’interazione con il mondo fuori. Invece di provare a cambiare le regole che ci fanno soffrire. Questa settimana ho sentito più volte parlare di proteste e ho pensato che forse protestare fa paura. È più accettata la lamentela perché resta a un livello individuale, un dire borbottante. Protestare, invece, è diventato socialmente riprovevole. È un pensiero che si è fatto strada durante tutta la settimana. È apparso il 10 dicembre a un incontro per le scuole nella Giornata dei Diritti Umani, nata per celebrare l’adozione nel dicembre del 1948 della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani da parte dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite. L’Art. 19 (Libertà di opinione ed espressione) cita: “Ogni individuo ha diritto alla libertà di opinione e di espressione, incluso il diritto di non essere molestato per la propria opinione e quello di cercare, ricevere e diffondere informazioni e idee attraverso ogni mezzo e senza riguardo a frontiere”.
di Antonella Napoli
L’Espresso, 18 dicembre 2025
Il dato è di Save The Children che colloca quella via mare a Sud dell’Ue in cima alla lista delle rotte più pericolose. Il rapporto Traversing Danger pubblicato per la giornata internazionale del migrante. Il Mediterraneo è una gigantesca tomba dei bambini migranti. L’analisi “Traversing Danger” di Save the Children rivela che la metà dei minori che ha perso la vita lungo le rotte migratorie nel 2025 è morta annegata. E l’anno che sta per finire segna anche un record di decessi, delle quasi novemila vittime, 278 sono minori. Centotrentasei quelli morti in mare. Si tratta di dati inevitabilmente sottostimati, perché, spiega Save The Children, si contano soltanto coloro che sono stati trovati e identificati. I dispersi sfuggono a qualsiasi conteggio.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 18 dicembre 2025
La Cassazione conferma la sentenza del Tribunale di Palermo dopo il ricorso per “saltum” della procura. Il leader leghista: “Difendere i confini non è reato”. La Cassazione ha confermato l’assoluzione per Matteo Salvini dall’accusa di sequestro di persona e rifiuto di atti di ufficio per avere impedito, da ex ministro dell’Interno, lo sbarco a Lampedusa dalla Open Arms di 147 migranti soccorsi nel Mediterraneo durante tre operazioni di salvataggio. Con il rigetto da parte della V sezione della Suprema Corte del ricorso della procura di Palermo si chiude così questa vicenda giudiziaria iniziata nel 2019.
di Giansandro Merli
Il Manifesto, 18 dicembre 2025
Parla il fondatore di Open Arms: “Non riprenderei le stesse decisioni. Non perché fossero sbagliate, ma perché oggi il messaggio è chiaro: chi si assume responsabilità umanitarie viene lasciato solo”. Oscar Camps, fondatore di Open Arms, ha lo sguardo amaro all’uscita dalla Cassazione. Anni di battaglie politiche e legali sono andati a sbattere contro la pronuncia definitiva degli ermellini. Lui, però, ha ancora in testa il ricordo di quei giorni, di quei 147 esseri umani bloccati per giorni sulla nave della sua ong senza vedere una luce in fondo al tunnel. Tanto che a un certo punto avevano preso a lanciarsi in mare, sperando di raggiungere le coste.
di Paolo Fallai
Corriere della Sera, 18 dicembre 2025
Oggi 18 dicembre è la giornata dedicata a loro. Ma l’Onu fa un po’ di confusione tra rifugiati e chi va alla ricerca di una vita migliore. Le Nazioni Unite dovrebbero prendere in considerazione l’ipotesi di creare una giornata mondiale dell’ingenuità. Guarderemmo con maggiore indulgenza la maggior parte delle 160 giornate mondiali che l’ONU ha dedicato per sensibilizzare l’opinione pubblica su temi serissimi, dai diritti umani alla memoria dell’Olocausto, dall’ambiente ai rifugiati. Il 18 dicembre questa giornata è dedicata ai migranti. È stata proclamata il 4 dicembre del 2000. Ma l’espressione, di per sé, è un monumento all’ingenuità.











