di Federico Gottardo
La Repubblica, 5 maggio 2026
Gli agenti di Polizia penitenziaria l’hanno trovato in bagno privo di sensi, hanno tentato a lungo di rianimarlo ma l’uomo, di 54 anni, non ce l’ha fatta. Ancora un detenuto morto nel carcere di Torino: intorno alle 15 di oggi, lunedì 4 maggio, un uomo si è impiccato con un cappio rudimentale nei bagni del padiglione A del Lorusso e Cutugno, a quanto pare utilizzando dei pezzi di stoffa ricavati da vecchie lenzuola. Gli agenti della polizia penitenziaria lo hanno trovato privo di sensi e hanno dato l’allarme: i soccorritori del 118 sono arrivati nel giro di pochi minuti e hanno tentato a lungo di rianimare il detenuto, senza riuscirci. Il detenuto suicida aveva 54 anni, si chiamava Francesco Curcio.
di Giorgio Maria Leone
rainews.it, 5 maggio 2026
Il giovane era in custodia cautelare dal 30 aprile. È morto dopo tre giorni di agonia un detenuto 27enne di origine straniera che si trovava in custodia cautelare nel carcere di Parma per non avere ottemperato all’ordine di allontanamento dalla città, dopo avere scontato una precedente condanna. Si era impiccato nella cella del padiglione di media sicurezza. Soccorso dal personale sanitario, era stato trasportato all’ospedale Maggiore in condizioni disperate. “Ancora la morte di un detenuto, con tossico dipendenza e debilitato, per il quale era necessaria una soluzione diversa dalla carcerazione”, ha detto il Garante regionale, Roberto Cavalieri.
di Liborio La Mattina
giornalelavoce.it, 5 maggio 2026
Dal suicidio di un agente alla visita di Giulia Marro nel Lorusso e Cotugno: sovraffollamento, carenze strutturali e turni fuori misura raccontano una crisi che non può più essere rimandata. Si è alzata. Ci ha pensato non più di due minuti. Poi ha deciso: ci vado. Non c’è una vera discussione interiore, non c’è tempo per costruire un ragionamento ordinato. Ci sono notizie che non si elaborano, si attraversano. Il suicidio di un agente di Polizia penitenziaria, il primo maggio, resta lì, come una frattura. Nel giorno in cui si celebra il lavoro, a cedere è proprio uno di quelli che il lavoro lo reggono ogni giorno, dentro un sistema che da anni chiede di più di quanto restituisca. È da lì che parte la visita della consigliera regionale Giulia Marro (Avs) al carcere Lorusso e Cotugno di Torino. Non come atto rituale, ma come necessità. “Una notizia grave, che impone rispetto e attenzione”, dice. Ma rispetto e attenzione, qui, non sono parole astratte. Sono il modo in cui si entra, si guarda, si resta in ascolto.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 5 maggio 2026
Da oltre sette mesi Sandro Scariato non fa l’esame che potrebbe dirgli se la leucemia sta tornando. È detenuto nel carcere di Bari, ha trentanove anni, viene da Taurianova in provincia di Reggio Calabria, e quella malattia la conosce bene: gli è stata diagnosticata la prima volta nel 2018, quando era già in carcere, e allora era stata talmente grave da renderlo incompatibile con la detenzione ordinaria. Adesso la situazione si è fatta di nuovo pericolosa, ma l’inerzia e ritardi hanno fatto da padroni. L’esame in questione si chiama qPCR, una tecnica di biologia molecolare che misura la quantità di cellule leucemiche presenti nel sangue. Per chi ha una leucemia mieloide cronica e ha sospeso la terapia farmacologica, questo controllo non è opzionale: è l’unico strumento in grado di dire se la malattia è ancora sotto controllo o sta riprendendo. L’ultimo referto disponibile è datato 29 settembre 2025. Da allora, niente. Nessun risultato.
di Francesco Viviani
triesteallnews.it, 5 maggio 2026
“Nel carcere di Trieste i detenuti dormono nei corridoi”. È uno dei passaggi più duri delle dichiarazioni rilasciate da Enrico Sbriglia, Garante regionale dei diritti della persona, intervenuto ai microfoni della Rai FVG per denunciare le condizioni di sovraffollamento degli istituti penitenziari in Friuli Venezia Giulia. Secondo i dati del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria, a fronte di una capienza regolamentare complessiva di 487 posti nei cinque istituti di pena della regione, i detenuti presenti sono circa 750. Una pressione che si riflette in modo particolare sulla Casa circondariale di Trieste, dove i posti disponibili sono 125, mentre le persone ospitate risultano 243.
di Simonetta Ieppariello
ottopagine.it, 5 maggio 2026
Storie di riscatto e rinascita dalla sezione femminile di media sicurezza del carcere di Bellizzi Irpino ad Avellino. Progetti di recupero, attività, spazi di socialità, iniziative e nuovi obiettivi per una vita migliore oltre le sbarre, diventano il racconto di un percorso di rinascita. Nella sezione c’è una biblioteca, un salone per estetica e coiffeur, una palestra per il benessere del corpo e una sala dedicata alla sartoria, dove cinque detenute stanno imparando un mestiere, Mara e Adriana, come anche Svetlana sognano una sfilata fuori da carcere, in cui quei vestiti possano essere indossati nel segno della consapevolezza e della libertà.
di Maria Grazia Lombardi
rainews.it, 5 maggio 2026
Nicoletta Siliberti è la direttrice del carcere maschile di Turi: “Qui non mi sento identificata in un genere, solo lo Stato può avere in custodia persone che poi restituisce alla comunità”. Carcere di Turi, secondo piano. La direttrice del penitenziario, Nicoletta Siliberti, ci conduce nei diversi settori dell’istituto in provincia di Bari, che in passato ospitò Antonio Gramsci e Sandro Pertini e dove oggi si scontano pene definitive. Al secondo piano c’è un ampio corridoio con i telefoni a gettoni. Da qui i detenuti possono comunicare con le famiglie. Sulle pareti bianche i murales realizzati in passato. Tra i progetti portati avanti dalle educatrici anche un laboratorio di fischietti in terracotta, attività artigianale tipica della zona, la realizzazione di libri tattili in linguaggio Braille e un giornale interno scritto dagli stessi detenuti.
agrigentonotizie.it, 5 maggio 2026
A Casa Sanfilippo nasce un progetto sociale tra tutela dei beni e percorsi di legalità. La Valle dei Templi si prepara a diventare anche luogo di inclusione e reinserimento sociale. Il 7 maggio alle 9,30, nella sede di Casa Sanfilippo, sarà firmato il protocollo d’intesa tra il Parco archeologico e paesaggistico e l’Ufficio locale di esecuzione penale esterna di Agrigento con l’obiettivo di unire tutela del patrimonio e percorsi di recupero per persone sottoposte a provvedimenti dell’autorità giudiziaria. A sottoscrivere l’accordo saranno il direttore del Parco Roberto Sciarratta e il direttore dell’Ulepe - Ufficio locale di esecuzione penale esterna - Stefano Papa, dando ufficialmente il via a un progetto che si fonda sul principio costituzionale della funzione rieducativa della pena.
di Antonello Torchia
edunews24.it, 5 maggio 2026
Dal Decreto Caivano il numero di minori negli Ipm è cresciuto del 48%. A Catania un concerto mostra cosa manca: dati, dichiarazioni e prospettive. A fine aprile, nell’Istituto penale per i minorenni di Bicocca a Catania, una cinquantina di ragazzi ha ascoltato per la prima volta un pianoforte da vicino. Il musicista italo-brasiliano Marcelo Cesena ha suonato Brahms, poi la sigla dei Simpsons, e da quel momento li ha conquistati. Un ragazzo africano, alla fine, gli ha chiesto: “Perché suoni il pianoforte?”. Risposta: “Per poter incontrare te”.
calabriapost.net, 5 maggio 2026
La musica come occasione concreta di rinascita personale e inclusione sociale entra nella Casa Circondariale di Vibo Valentia con “MusicanDO… Insieme”, il progetto in partenza nel mese di maggio 2026 promosso dall’Associazione Promocultura ETS, guidata dal prof. Tommaso Rotella, in collaborazione con la direzione del carcere nella persona del suo Direttore Angela Marcello del vice Direttore dr. Omar J. R. Melito, del comandante di reparto Pietro Davide Romano del Vice Comandante Eleonora Presa, di tutti i funzionari dell’Area giuridico-pedagogica e la Caritas Diocesana di Mileto-Nicotera-Tropea, nella persona del direttore don Antonio Pileggi.
- Milano. “Liberi di Giocare”, un libro sul progetto carcere del CSI a S. Vittore
- Roma. Carcere e futuro: un documentario ambientato nel carcere femminile della Giudecca
- La rivoluzione di teorizzare la pace in epoca di conflitti
- Cittadinanza negata per “antagonismo”. Ma il Tar ribalta tutto
- Senzatetto, un fenomeno più esteso di quanto pensiamo: in Italia manca una strategia









