di Valentina Stella
Il Dubbio, 21 dicembre 2025
Rinaldo Romanelli, segretario dell’Ucpi, come spiegare a un cittadino perché votare Sì? Separare l’organizzazione del giudice da quella del pm rafforza il giudice e lo libera da ogni condizionamento: questa è una garanzia per i cittadini. Introdurre il sorteggio al Csm è una medicina rispetto alla malattia del correntismo che nessuno è stato in grado di curare o ha voluto curare, avendo la magistratura pensato di potersi redimere scaricando tutto su Palamara e altri cinque o sei magistrati. Quanto all’Alta Corte è la fisiologica evoluzione di quello che è il disciplinare nel Csm, ossia attività giurisdizionale. Ciò allontana anche l’obiezione sul sorteggio: nessuno si sceglie il proprio giudice. Il giudice è naturale e precostituito per legge. Inoltre i magistrati saranno più garantiti non dovendo temere di trovare al disciplinare un collega di una corrente avversa.
di Paolo Frosina
Il Fatto Quotidiano, 21 dicembre 2025
Luigi Salvato definiva il sorteggio del Csm “contrario ai principi democratici”: dopo la pensione si è convertito alle posizioni del governo. “Ho studiato e mi sono chiarito le idee”. Il sorteggio dei membri del Consiglio superiore della magistratura è “contrario ai principi essenziali della democrazia”. La riforma Nordio “rafforzerà la figura del pubblico ministero, a scapito delle garanzie offerte attualmente al cittadino”. Più in generale, “le principali criticità addotte per giustificare la separazione delle carriere non verranno affatto risolte dalla sua introduzione. Anzi, si rischia di aggravarle”. Pare assurdo, ma a parlare così, meno di un anno fa, era uno dei soci fondatori del neonato comitato per il Sì al referendum promosso dalla maggioranza di governo. Anzi, forse il socio più prestigioso di tutti: Luigi Salvato, magistrato in pensione e fino allo scorso marzo procuratore generale della Corte di Cassazione, cioè il pubblico ministero più alto in grado del Paese.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 21 dicembre 2025
Shahin è libero perché un giudice ha chiesto le prove e le prove non c’erano. Una garanzia che vale per tutti, anche per la politica. Mohamed Shahin è uscito dal Cpr di Caltanissetta domenica scorsa, ed è divampata una polemica che non fa i conti con i dati reali. È stato liberato l’imam della moschea di Torino, quello finito al centro della bufera per le frasi sulla manifestazione pro-Palestina, quello che il ministro Piantedosi aveva deciso di espellere. Eppure, leggendo l’ordinanza del giudice Ludovico Morello della Corte d’Appello di Torino, viene da pensare che il sistema abbia funzionato esattamente come dovrebbe.
di Dafne Roat
Corriere del Trentino, 21 dicembre 2025
Sentenza depositata dopo 4 anni. La Corte d’appello nega il risarcimento, ma la Cassazione gli dà ragione. Associazione a delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti. Hashish e cocaina perlopiù. C’era anche lui al casello autostradale di San Michele - aveva sostenuto l’accusa - quando era arrivato il carico di 10 chili di hashish e un etto di cocaina. “Era su un’altra auto, aveva il ruolo di bonifica”. Accuse pesanti. Era il 22 giugno 2016. “Non c’entro”, si era difeso lui. Ma non è bastato. Nessun arresto, ma quasi un anno dopo era arrivata la doccia gelata: un ordine di custodia cautelare per aver “agevolato” il corriere della droga. Si erano così aperte le porte del carcere, 28 giorni in cella, altri 385 agli arresti domiciliari, poi l’udienza davanti al gup e infine l’assoluzione. Non ci sarebbe stata alcuna prova della sua presenza al casello autostradale.
di Daniele Oppo
La Nuova Ferrara, 21 dicembre 2025
Presenti 415 detenuti su 244 di capienza e l’organico è ridotto del 30%. “Una delle situazioni più gravi degli ultimi periodi”. Dopo la visita di ieri mattina nella casa circondariale di Ferrara, non usa molto giri di parole Maura Benvenuti, capo delegazione già membro del Consiglio generale del Partito radicale e punto di riferimento nella città estense. La situazione del carcere ferrarese è problematica. “C’è un sovraffollamento da far paura - spiega Benvenuti - su una capienza di 244 persone, abbiamo 415 detenuti. La situazione è drastica, anche per la mancanza di personale, siamo a -30% rispetto alla pianta organica, mancano comandanti, c’è solo la direttrice che è da sola con la Polizia penitenziaria: un problema che si protrae da mesi, con tanti trasferimenti temporanei”.
agensir.it, 21 dicembre 2025
“L’ultimo pensiero giubilare è per gli ultimi, tra cui sono i carcerati: ultimi per gli uomini, ma primi davanti a Dio”. Lo ha detto questa mattina l’arcivescovo di Ferrara-Comacchio, mons. Gian Carlo Perego, nella cattedrale in occasione del Giubileo dei detenuti, ultimo appuntamento giubilare prima della conclusione prevista, a livello diocesano, il 28 dicembre. Oggi assistiamo “al ritorno di un clima di vendetta per chi commette un reato, di rifiuto di ogni aiuto e percorso alternativo nei confronti dei detenuti. È facile - ha detto il presule - sentire espressioni che non possono essere accettate o alimentate dai cristiani, che rimandano a: ‘occhio per occhio’ o del genere ‘più carceri’ o ‘in carcere e buttiamo la chiave’ o ‘rimettiamo la pena di morte’, per non dire altro.
di Francesca Conidi
leggo.it, 21 dicembre 2025
Sbarre, manette e frasi presenti sulle mura del locale evocano a gran voce il mondo della prigione. Il pub Vale la pena, all’Alberone, ci tiene a ricordarlo quel mondo, come tiene a sottolineare che è possibile una seconda vita per chi si lascia alle spalle il carcere e gli errori che lo hanno condotto fin lì. In questo posto infatti, grazie ad un progetto promosso dalla Onlus Semi di libertà, riescono a trovare lavoro gli ex detenuti che vogliono percorrere una strada nuova, lontana dalla delinquenza. “Abbiamo la mission di contrastare la recidiva delle persone in esecuzione penale, ovvero evitare che facciano altri reati una volta usciti dalla prigione”, spiega Paolo Strano, Presidente della Onlus che ha avviato il progetto.
di Federica Pacella
Il Giorno, 21 dicembre 2025
Anche in carcere esiste uno spazio di immaginazione, di sogno, di rinascita. Lo hanno dimostrato i detenuti ed ex detenuti che hanno partecipato alla realizzazione di “La stanza”, libro illustrato realizzato all’interno del progetto Evasione Creativa, promosso dall’associazione Carcere e Territorio. Il libro è stato al centro del banchetto, organizzato ieri pomeriggio da Carcere e Territorio e associazione Casello 11, per raccogliere fondi per il centro diurno “A levar l’ancora”, che accoglie e lavora per curare le ferite e valorizzare le risorse personali delle persone in esecuzione penale interna ed esterna.
di Marina Lomunno
La Voce e il Tempo, 21 dicembre 2025
“I carcerati non hanno più la libertà perché hanno commesso un reato, ma non sono stati privati di tutti gli altri diritti: rimangono cittadini e nostri fratelli”. Così il francescano Beppe Giunti dopo il Giubileo con il Papa e con l’Arcivescovo. Forte il messaggio in un tempo che rischia di dimenticare le garanzie fondamentali di uno Stato di diritto. L’ultimo grande appuntamento del Giubileo della Speranza che papa Leone XIV ha voluto dedicare ai detenuti, domenica 14 dicembre terza d’Avvento, è forse - per ora - il gesto che più esprime la continuità con il magistero del suo predecessore.
di don Silvano Oni*
La Voce e il Tempo, 21 dicembre 2025
Sono in treno durante il viaggio di ritorno da Roma, dove ho vissuto la celebrazione del Giubileo dei detenuti. Ho il cuore pieno di emozioni e fatico a contenerle e mi sorprendo a commuovermi (sarà la vecchiaia?). Ho già partecipato ad altri momenti del Giubileo della Speranza ma questo l’ho sentito in modo del tutto particolare: è la prima volta che l’ho vissuto “da protagonista”. Era il Giubileo del mondo del carcere: sia degli agenti della polizia penitenziaria (con alcuni di loro siamo stati in pellegrinaggio a Lourdes) sia dei ragazzi ospiti dell’Istituto, quei ragazzi che incontro tutti i giorni al “Ferrante”. In carcere con loro se n’è parlato spesso.
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