di Barbara Stefanelli
Corriere della Sera, 13 gennaio 2023
Non lasciamo che le organizzazioni umanitarie chiudano. L’isolamento dell’Afghanistan è l’obiettivo dei talebani. Il 2022, è stato scritto, si è rivelato l’anno della riscossa della democrazia. L’anno del cigno bianco, colore geneticamente prevedibile e in teoria scontato, eppure quasi inatteso dopo il nero della pandemia e della guerra. Era annunciato un altro inverno nella “lenta recessione” democratico-liberale e invece, a sorpresa, le democrazie - forti delle loro dinamiche interne di scambio e confronto, più che espressione di un sistema uniforme con la D maiuscola - hanno dimostrato di saper combattere. Da Kiev al Brasile di Lula, dal voto novembrino di metà mandato negli Stati Uniti fino al movimento della gioventù iraniana contro la teocrazia degli ayatollah. Se questo è vero (siamo andati meglio del previsto, siamo più efficaci delle autocrazie, i nostri valori non sono sacchi vuoti), come reagire di fronte a quanto sta accadendo in Afghanistan?
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 12 gennaio 2023
L’anarchico pronto al “sacrificio”. Ci pensino bene i “fan” del regime speciale. Il digiuno di Cospito è una cosa seria, e se avesse esiti tragici farebbe vacillare il consenso sul 41 bis. Già la Cedu ha punito l’Italia persino per gli abusi del regime speciale nei confronti del boss Provenzano. Altri ammonimenti degli organismi europei lasciano intravedere conseguenze clamorose per la legittimità dell’istituto qualora il nostro Paese perseverasse nell’utilizzarlo in modo spropositato.
di Errico Novi
Il Dubbio, 12 gennaio 2023
Siano le toghe a modificare le loro valutazioni o a sospendere la pena per motivi di salute: la soluzione condivisa da Nordio e dai partiti. Serve una richiesta di revoca da parte del Tribunale di Sorveglianza. O meglio, una sospensione pena per ragioni di salute. È la soluzione condivisa a cui guardano il ministro e la maggioranza per scongiurare la morte dell’anarchico in sciopero della fame. Un esito tragico avrebbe conseguenze pesantissime anche politicamente.
di Livio Pepino
Il Dubbio, 12 gennaio 2023
Gentile direttore, leggo sul Suo giornale del 10 gennaio l’articolo di Damiano Aliprandi dal titolo “Dal 2009 il ministro non può revocare il 41 bis, si attende la decisione dei giudici”, relativo alla vicenda dello sciopero della fame in atto di Alfredo Cospito per protesta contro il regime di cui all’art. 41 bis ordinamento penitenziario.
di Frank Cimini
Il Riformista, 12 gennaio 2023
Alfredo Cospito va dritto dritto sulla strada che ha scelto proseguendo lo sciopero della fame a rischio della sua incolumità e della vita. Il ministro della Giustizia Carlo Nordio nel comunicato emesso l’altra sera quando afferma che il suo dicastero “segue con la massima attenzione la vicenda attraverso un controllo medico giornaliero è un rafforzamento della polizia penitenziaria” dimostra di avere tutto per una eventuale decisione.
italpress.it, 12 gennaio 2023
“Che i fenomeni di suicidio in carcere rappresentino un intollerabile fardello di dolore è già stato enunciato nel discorso programmatico del premier Meloni. Le cifre sono quelle che conosciamo, intendiamo agire in vari modi”.
adnkronos.com, 12 gennaio 2023
“Ancora tensioni in un istituto penale minorile dopo quanto accaduto pochi giorni fa al Beccaria di Milano. Gli episodi non sono altro che la punta dell’iceberg di annose storie che parlano di disagio, mancanza di futuro, risorse scarse, personale lasciato allo sbando.
di Eleonora Martini
Il Manifesto, 12 gennaio 2023
Incendio nell’istituto Casal del Marmo di Roma durante una protesta per un ritardo sugli ansiolitici serali. La Garante Stramaccioni: “Chiedono farmaci in continuazione, i ragazzi detenuti lo chiamano il “carrello della felicità”. Nel dossier della Ong, focus sull’Italia per la povertà e il trattamento dei migranti.
di Alessandra De Vita
Grazia, 12 gennaio 2023
Le indagini sul suicidio di una giovane mamma in cella hanno rivelato le condizioni di vita insostenibili delle detenute italiane. A Grazia parla chi conosce quei luoghi nati per contenere la violenza maschile e del tutto inadatti a ospitare tante ragazze con i loro figli.
di Maria Rosaria Mandiello
Il Denaro, 12 gennaio 2023
“Libero”, comincia così il secondo tempo della vita di un ex detenuto, che dopo aver atteso e immaginato una vita fuori dal carcere, si chiude la porta del penitenziario alle spalle, ma la vita reale è molto più dura di quello che si immagina dalla galera.
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