di Vladimiro Zagrebelski
La Stampa, 12 gennaio 2023
Una legge può indirizzare la condotta di coloro cui si rivolge e chiaramente indicare la volontà del legislatore. È la sua funzione. Oppure può coprire di parole, da cui magari non si può dissentire, una volontà non detta, fatta filtrare come un messaggio per chi deve intendere. Una volontà che emerge poi dalla condotta concreta delle autorità dello Stato. Fa così il primo decreto legge di quest’anno, che detta nuove norme di condotta per le navi che “effettuano in via sistematica attività di ricerca e di soccorso in mare”: le navi delle Organizzazioni non governative che incrociano nel Mediterraneo, alla ricerca dei gommoni che si avventurano verso le coste italiane. Sotto l’edificante elenco delle Convenzioni internazionali sul diritto del mare, sui diritti fondamentali delle persone e sulla lotta al traffico di essere umani, cui si dichiara che le autorità italiane si atterranno, si svolge il lungo elenco degli adempimenti a cui quei salvatori tra le onde si dovranno attenere. Non sempre il comportamento dei comandanti delle navi è strettamente descritto, così che non vi siano margini discrezionali per una autorità che voglia contestare violazioni. Ciò è tanto più preoccupante perché il decreto contiene sanzioni amministrative che stabiliranno i prefetti - organi del ministero dell’Interno - e saranno accompagnate dall’immediato fermo amministrativo della nave, che ne fa cessare la navigazione. Il fermo è stabilito, non quando la violazione sarà accertata e la sanzione diviene definitiva, ma già al momento della contestazione della violazione. Inutili o quasi i ricorsi.
di Umberto De Giovannangeli
Il Riformista, 12 gennaio 2023
La testimonianza di un profugo in arrivo ad Ancona: “La tortura ha molte forme in Libia. Vedi donne stuprate davanti a te e non puoi fare nulla. Se provi ad aiutarle ti minacciano con la pistola. Ero pronto a morire in mare pur di non essere catturato dalla guardia costiera libica ed essere riportato indietro”.
di Maria Serena Natale
Corriere della Sera, 12 gennaio 2023
Disponibilità ai massimi storici. Il direttore dell’Osservatorio Ue: “Come funziona? Dovunque. Qualunque cosa. Chiunque”. “Dovunque. Qualunque cosa. Chiunque” sintetizza il direttore dell’Osservatorio europeo su droghe e tossicodipendenze, Alexis Goosdeel. Come raccontano le storie dell’avvocato olandese Derk Wiersum e del giornalista Peter de Vries o la maxi operazione antidroga Desert Light tra Paesi Bassi, Spagna, America Latina, Francia, Belgio, Emirati Arabi, l’attività del narcotraffico nel Vecchio Continente è ormai a livelli di ramificazione e radicamento senza precedenti.
Il Manifesto, 12 gennaio 2023
Il rapporto. Un filo lega governi democratici e regimi autoritari: la delegittimazione strutturale del diritto internazionale. Una luce: le società civili e i movimenti nazionali e internazionali di protesta. Il focus del manifesto su diritti dei minori nei paesi occidentali.
di Francesca Mannocchi
La Stampa, 12 gennaio 2023
Volto della CNN ha raccontato Iraq, Libano, Yemen, Siria: “Il messaggio è che, allo stesso tempo, puoi essere una donna, una madre e una corrispondente di una guerra. Puoi vivere la maternità e i sentimenti che ne conseguono ma anche raccontare conflitti”.
di Gennaro Grimolizzi
Il Dubbio, 12 gennaio 2023
L’appello originale di Rsf è stato rilanciato da decine di media. Il giornalista punito per le sue inchieste critiche nei confronti del governo. Il Dubbio ha sottoscritto l’appello di Reporters sans frontières per la liberazione immediata di Ihsane El Kadi. Il giornalista algerino di Radio M e Maghreb Émergent da tempo è sottoposto ad una vera e propria persecuzione giudiziaria. Il motivo risiede in alcune inchieste giornalistiche svolte dalle due emittenti radiofoniche. Le autorità algerine hanno accusato El Kadi di aver utilizzato fondi anche dall’estero “per compiere atti suscettibili di minare la sicurezza dello Stato, l’unità nazionale, l’integrità territoriale, gli interessi dell’Algeria e l’ordine pubblico”.
di Salvo Palazzolo
La Repubblica, 11 gennaio 2023
“Sul tema del carcere continua ad esserci davvero pochissima attenzione - dice il sociologo Luigi Manconi -. Non è nell’agenda della politica e anche a livello sociale regna una grande rimozione”.
di Eleonora Martini
Il Manifesto, 11 gennaio 2023
Il Garante dei detenuti Mauro Palma in visita a Sassari all’anarchico in sciopero della fame. Carcere duro, attesa l’indicazione della Cassazione al ministro.
ansa.it, 11 gennaio 2023
I controlli medici sono quotidiani, ha spiegato il titolare della Giustizia. L’anarchico abruzzese, in regime 41bis, è in sciopero della fame da 86 giorni: è stato visitato in carcere dal garante nazionale dei detenuti Mauro Palma.
di Gianfranco Pagliarulo*
Il Manifesto, 11 gennaio 2023
Alfredo Cospito, detenuto nel carcere di Sassari, a causa dello sciopero della fame che ha iniziato il 19 ottobre 2022 fa ha perso 35 chilogrammi. Cospito è un anarchico insurrezionalista autore in diverse circostanze di un ferimento alle gambe e di un attentato totalmente incruento. Dal 4 maggio 2022 è in regime di Art. 41bis, ordinariamente applicato ai mafiosi, e in attesa di una probabile rideterminazione della pena con l’applicazione dell’ergastolo ostativo, cioè senza possibilità di usufruire dei benefici di legge come la liberazione condizionale, il lavoro all’esterno, i permessi premio e la semilibertà, in base ad un iter processuale complesso, secondo alcuni anomalo.
- Ministro Nordio, per favore, salvi la vita a Cospito
- Lettera aperta al presidente della Repubblica Sergio Mattarella
- Il 2022 anno drammatico per il carcere, ma aumenta la spesa per la repressione
- Macché delitti impuniti: sui reati “a querela” ci giochiamo il Pnrr
- “Non illudetevi, il carico di processi non diminuirà. C’è una sola via d’uscita: depenalizzare”











