di Patrizia Maciocchi
Il Sole 24 Ore, 11 gennaio 2023
Per lo sfruttamento del lavoro non vale quanto previsto per i reati tributari, in cui il pagamento del debito riduce la misura della confisca. Prevale l’interesse dello Stato ad un corretto mercato del lavoro.
di Salvo Palazzolo
La Repubblica, 11 gennaio 2023
Fino a 24 mesi per il trasferimento nelle strutture sanitarie. In Sicilia ce ne sono soltanto due, a Naso e Caltagirone. Le promesse della politica per nuove sedi rimaste lettera morta. Il dolore dei familiari dei ragazzi che si sono suicidati.
di Marta Occhipinti
La Repubblica, 11 gennaio 2023
L’informazione online per i detenuti è un diritto teorico, non attuato finora negli istituti penitenziari. E la Sicilia si uniforma all’Italia, dove a eccezione di qualche caso più all’avanguardia, il gap tecnologico con Paesi come, ad esempio, la Francia - dove quattro anni fa in tre carceri è stato testato un sistema intranet di terminali digitali per migliorare la vita dei detenuti - resta ancora marcato.
di Stefania Lobosco
cosedicasa.com, 11 gennaio 2023
Enaip Lombardia, con la collaborazione di Leroy Merlin, lancia una campagna volta ad assegnare borse lavoro a giovani detenuti per svolgere laboratori di falegnameria e acquisire competenze, al fine di raggiungere autonomia e indipendenza ed essere reinseriti nella società.
di Salvo Palazzolo
La Repubblica, 11 gennaio 2023
Intervista al presidente del tribunale. “Entro qualche mese negli istituti penitenziari di Palermo ci sarà uno sportello per fare incontrare domanda e offerta di lavoro. È un’iniziativa senza precedenti”, spiega il presidente del tribunale di Palermo, Antonio Balsamo, che di recente ha ripreso una legge del 1975 e ha convocato il Consiglio di aiuto sociale, un istituto che sembrava ormai dimenticato.
di Massimo Massenzio
Corriere di Torino, 11 gennaio 2023
Durante la notte di Halloween al Ferrante Aporti è scoppiata una rivolta, capeggiata da un baby rapinatore milanese, e le tensioni sono proseguite per diversi giorni. Diverse celle sono state distrutte e la capienza dell’ipm è stata ridotta da 46 a 35 posti.
romatoday.it, 11 gennaio 2023
A prendere fuoco, probabilmente dopo una protesta, materassi e coperte. Gli intossicati portati dal 118 al Pertini. Momenti di paura nel carcere minorile di Casal del Marmo, a Roma, dove un incendio è scoppiato al primo piano dell’edificio di via Giuseppe Barellai, in due celle dichiarate poi inagibili. Intossicate cinque persone. Ad essere trasportati dal 118 all’ospedale Pertini, due giovani detenuti e tre agenti. Non sarebbero in gravi condizioni.
di Riccardo Canetta
varesenoi.it, 11 gennaio 2023
Presentati tre progetti promossi Telefono Amico, cooperativa sociale Intrecci e associazione l’Oblò e patrocinati dall’amministrazione comunale. “La città è presente”, ha osservato l’assessore Reguzzoni, rivolgendo però un richiamo “alla responsabilità” ai Comuni limitrofi.
di Lucio Luca
La Repubblica, 11 gennaio 2023
Il libro, pubblicato da Laterza, ripercorre il pomeriggio di follia del 2020 nella struttura penitenziaria. La prefazione è di Ilaria Cucchi. “La storia è pesante, ti aiuto a trovare testimoni e riscontri. Vieni a Napoli. Nun perd tiemp…”. Era estate, un paio di giorni e tutta l’Italia avrebbe festeggiato il Ferragosto. Faceva tanto caldo a Santa Severa dove Nello Trocchia, giornalista de “Il domani” stava trascorrendo le vacanze con la famiglia. “È lì, in spiaggia, mentre tenevo per mano mia figlia in una mattina d’estate, che è iniziata la mia inchiesta giornalistica sul pestaggio di Stato compiuto il 6 aprile 2020 da 283 poliziotti nel carcere Francesco Uccella di Santa Maria Capua Vetere”.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 11 gennaio 2023
Sei giorni fa, al centro di permanenza e rimpatrio (Cpr) di Torino già noto per le cronache come il suicidio di Moussa Balde avvenuta a maggio del 2021, si sono verificate nuove proteste da parte di alcuni migranti che hanno dato alle fiamme i materassi. Fortunatamente la protesta è rientrata subito, ma rimane ancora il dramma di questi luoghi di contenimento dove i migranti trattenuti hanno meno diritti dei detenuti stessi. Il 19 dicembre scorso è morto un migrante nel Cpr di Restinco, a Brindisi. Secondo quanto si è appreso, l’uomo è morto intossicato durante una protesta - sempre materassi bruciati - scoppiata all’interno del centro nel cuore della notte. Da febbraio 2020 questa è l’ottava morte di detenzione. I Cpr non trovano pace senza una riforma radicale del sistema di detenzione amministrativa. Otto morti in tre anni. Aymen Mekni, morto nel Cpr di Caltanissetta con il sospetto di cure non adeguate; Vakhtang Enukidze e Orgest Turia, morti nel Cpr di Gradisca d’Isonzo dopo episodi poco chiari il primo e a seguito di una overdose da farmaci il secondo; Wissem Ben Abdel Latif, morto in contenzione all’ospedale San Camillo di Roma, dove era stato portato dal Cpr di Ponte Galeria; Moussa Balde, come già detto morto suicida nel Cpr di Torino, dove era finito dopo essere stato vittima di un brutale pestaggio a Ventimiglia; Ezzedine Anani e Arshad Jahangir, suicidati sempre a Gradisca. Poche settimane fa si aggiunge la morte al Cpr di Brindisi. Per quest’ultima morte due migranti sono stati arrestati (dal Cpr alla galera) e tre denunciate per aver provato a ribellarsi. Il sistema punitivo non manca, ma quello preventivo, ovvero il rispetto dei diritti, latita ancora.
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