di Tonia Mastrobuoni
La Repubblica, 16 maggio 2023
Le testimonianze dei rifugiati raccolte da una Ong tedesca: violenze sistematiche e detenzioni inumane. Appena varcata la frontiera dell’Europa, dopo tre giorni di fuga a piedi attraverso la Turchia, Barsat è stato sbattuto in una cella di pochi metri quadri con altre 24 persone, in condizioni igieniche talmente orribili che dopo pochi giorni gli è venuta la scabbia. Non ha mai visto un medico, e per la sua famiglia in Afghanistan era sparito: prima di chiuderlo nella lurida cella infestata di cimici, la polizia bulgara gli aveva sequestrato il cellulare. C’era un solo bagno, attaccato alla cella, senza possibilità di chiudere la porta. La doccia era consentita una volta ogni due settimane. E se aveva sete, il ventiduenne poteva bere solo dal rubinetto del bagno. Ogni giorno un poliziotto entrava nella cella e picchiava tutti con un bastone, insultando, urlando “sei illegale, perché sei venuto qui”.
La Stampa, 16 maggio 2023
I dati sulla pena di morte sono allarmanti: le esecuzioni registrate salgono alle stelle e i numeri sono i più alti degli ultimi 5 anni. È stato fatto il maggior numero di esecuzioni giudiziarie registrato a livello globale dal 2017, con 81 persone giustiziate in un solo giorno in Arabia Saudita, 20 i Paesi dove sono state fatte le esecuzioni. ma c’è anche qualche passo avanti: 6 Paesi hanno abolito in tutto o in parte la pena di morte.
di Adriano Sofri
Il Foglio, 16 maggio 2023
Leggere Gramsci mentre i carcerati, oggi, vanno al massacro dopo essere stati estratti con la forza e col ricatto dalle peggiori sentine. Una vicenda infame. La vicenda infame dei detenuti russi estratti con la forza e col ricatto dalle peggiori sentine per andare a saltare sulle mine di Bakhmut mette in mostra una delle molte differenze fra chi è stato prigioniero e chi l’ha tutt’al più immaginato. I secondi reagiscono per lo più deplorando: “un’armata di delinquenti!” Ovvero, i migliori, ne provano una compassione, apprendendo della roulette russa cui quei detenuti vengono forzati - uno su cento ce la fa, e sarà graziato, e si arruolerà per la prossima taverna e il prossimo carnaio - o dell’argomento dal quale vengono persuasi - il rifiuto delle cure ai malati di Hiv, o di qualunque cosa, ai malati di vita.
di Antonella Rampino
Il Dubbio, 16 maggio 2023
Il destino della cipolla, ovvero il costo politico dell’inflazione reso simbolo nello spot che ha portato l’alleanza repubblicana guidata da Kemal Kiliçdaroglu a un passo dallo strappare la leadership della Turchia a Tayip Erdogan, lo conosceremo solo il giorno del ballottaggio, fissato al 28 maggio. Saranno due settimane lunghissime, e il cui esito non è naturalmente scontato. Ma il governo userà tutti gli strumenti di cui dispone per orientare a suo favore il voto, in un Paese nel quale durante un ventennio Erdogan, oltre a ogni tipo di repressione del dissenso, ha posto sotto suo controllo diretto tutti i mezzi di informazione, la Corte costituzionale, e in buona sostanza anche l’apparato giudiziario.
di Giovanni Bianconi
Corriere della Sera, 15 maggio 2023
Il viceministro Sisto: norme per realizzare il Nordio-pensiero. Al ministero della Giustizia assicurano che il primo pacchetto di riforme promesso dal Guardasigilli Carlo Nordio sia in dirittura d’arrivo; le riunioni per metterlo a punto proseguono a ritmo continuo, ma testi definitivi ancora non ce ne sono. Individuate le materie d’intervento - abuso d’ufficio, traffico d’influenze illecite, misure cautelari, intercettazioni e informazione di garanzia, e a ridosso prescrizione e rimodulazione della figura del pubblico ufficiale - per ciascuna di esse restano sul tavolo diverse soluzioni.
di Davide Varì
Il Dubbio, 15 maggio 2023
Il nuovo limite di reddito per l’accesso al patrocinio a spese dello Stato è stato elevato a 12.838,01 euro. Ripristinato “un principio fondamentale di equità e di giustizia sociale”. Nuovi limiti di reddito per l’ammissione al patrocinio a spese dello Stato. Lo prevede il decreto interdirigenziale 10 maggio 2023 emanato dal Capo Dipartimento degli Affari di Giustizia con il concerto del Ragioniere Generale dello Stato.
di Nando dalla Chiesa
Il Fatto Quotidiano, 15 maggio 2023
Nessuno è più solo. Bisognerebbe dirlo ogni volta che si va in una scuola, un’università, un’associazione. Come un mantra. Oltre a dipingere gli scenari complici, raccontare gli eroi, enfatizzare le scorte, bisognerebbe cioè spiegare che oggi nessuno è più solo. Che non è più il tempo di Libero Grassi, l’imprenditore tessile ucciso nella Palermo del 1991, andato in tivù a denunciare i suoi estorsori di Cosa nostra e a dirgli che non li avrebbe mai pagati. Con il risultato di esserne ucciso una mattina di agosto mentre andava al lavoro. Lasciato perfettamente solo dai suoi colleghi, singoli e associati, prima e dopo, anche da morto. Finché non scattò la reazione dei commercianti di Capo d’Orlando, che con Tano Grasso si unirono nella prima associazione antiracket.
di Fausto Carioti
Libero, 15 maggio 2023
Intervista al ministro dell’Interno Piantedosi. Per una di quelle stranezze che capitano in politica, nei giorni scorsi il lavoro di Matteo Piantedosi e del suo ministero è stato apprezzato dal sindaco di Milano, il pd Beppe Sala (“Il ministro è molto attento, molto sul pezzo, segue con attenzione quello che sta succedendo...”), ma non dal governatore lombardo, il leghista Attilio Fontana (“Se il ministro ritiene che il calo dei reati in Stazione Centrale sia un buon risultato, andiamo avanti così. Io dico di no”).
di Fausto Mosca
Il Dubbio, 15 maggio 2023
Ecco cosa pensa il giudice milanese Guido Salvini del rapimento, della prigionia, delle indagini e della morte del presidente della Democrazia Cristiana
Ma la storia dice che dietro le Br c’erano solo le Br e che agirono da banda armata e non da partito
di Paolo Delgado
Il Dubbio, 15 maggio 2023
I brigatisti che, travestiti da avieri, aspettavano in via Fani le macchine su cui viaggiavano Aldo Moro e la sua scorta impugnavano armi scadenti. Erano mitra vecchi e recuperati più o meno fortunosamente: nella sparatoria tre di quei mitra si incepparono, uno quasi non riuscì a sparare neanche un colpo. Non è un particolare poco significativo.
- Torino. “Io a tre anni in cella con mia madre: un incubo che mi perseguita, ora basta bambini in carcere”
- Roma. Festa della Mamma a Rebibbia: il destino di due bimbi “detenuti”
- Padova. Kevin, dalle sbarre al rap. “Mi sono ripreso la vita. Ora voglio aiutare gli altri”
- Sassari. Il detenuto si laurea dietro le sbarre: prove di normalità anche a Bancali
- Varese. Il lavoro dei detenuti e una rete territoriale al centro di un convegno









