di Valentina Stella
Il Dubbio, 25 aprile 2022
L’Accademica Francesca Izzo, già parlamentare del Partito Democratico, è tra le fondatrici della rete femminista “Se non ora quando - Libere” e tra le referenti italiane della Coalizione internazionale contro l’utero in affitto (Ciams).
di Michela Marzano
La Stampa, 25 aprile 2022
È così difficile pronunciare le parole “gestazione per altri”? Perché, quando si parla di questa pratica, non si riesce semplicemente a nominarla per ciò che è, e si deve per forza connotarla negativamente utilizzando espressioni come “utero in affitto” o “maternità surrogata”?
di Lucetta Scaraffia
La Stampa, 25 aprile 2022
È bastato che i partiti di destra depositassero un progetto di legge, in realtà piuttosto infelice - come può l’Italia da sola definire crimine internazionale l’affitto dell’utero? - che subito scattasse una polemica fondata sulla logica mutilante della polarizzazione, per cui dentro ognuno dei due schieramenti è ammesso solo il più rigido allineamento.
di Bernard-Henri Lévy
La Repubblica, 25 aprile 2022
Nei bunker di Kiev, i bambini come “La vita è bella”. Gli allarmi? Le sirene dei pompieri. Le esplosioni? I tuoni. I missili? Fuochi d’artificio. Nell’inferno ucraino, anche i piccoli tenuti nascosti. E accuditi sull’esempio di Benigni.
di Riccardo Noury
Corriere della Sera, 25 aprile 2022
Si moltiplicano da ogni parte del mondo (qui la petizione di Amnesty International) gli appelli alle autorità del Texas affinché fermino l’esecuzione di Melissa Lucio, prevista mercoledì 27 aprile. Lucio, cinquantaduenne di origini messicane, è stata giudicata colpevole dell’omicidio della sua ultima figlia, Mariah, di due anni. La sentenza, risalente al 2008, si basò - com’è emerso successivamente - su prove inaffidabili, tra cui le dichiarazioni di un medico legale e quelle rese dalla donna durante un duro interrogatorio cui venne sottoposta subito dopo la morte della piccola Mariah.
di Elvira Serra
Corriere della Sera, 25 aprile 2022
Il 27 aprile Melissa Lucio, 51enne di origine messicana, potrebbe essere giustiziata con un’iniezione letale in un carcere di Gatesville, in Texas. Il 27 aprile potrebbe essere il suo ultimo giorno di vita. Il condizionale è il tempo della speranza, che con ostinazione vogliamo applicare alla storia di Melissa Lucio, 51enne di origine messicana che attende di essere giustiziata con un’iniezione letale in un carcere di Gatesville, in Texas. Guadagnando, così, l’indesiderabile primato di essere l’unica donna latinoamericana a finire nel braccio della morte nello Stato governato dal repubblicano Greg Abbott.
di Matteo Guidelli
Ansa Magazine, 24 aprile 2022
Lo scuolabus arriva puntuale alle 7.35. Maria attraversa il portone blindato senza voltarsi, stringe la mano della mamma e si incammina con il suo zaino rosa sulle spalle. Prima di salire le stampa un bacio sulla guancia. È sola, sul pulmino: gli altri bambini non devono sapere dove vive Maria. Perché la casa di Maria è diversa. Maria vive in carcere.
di Davide Varì
Il Dubbio, 24 aprile 2022
Il vicepresidente del Csm: “Una magistratura autonoma e indipendente lo è se anche l’avvocatura è autonoma e indipendente. Nei Paesi dove oggi la giurisdizione è in difficoltà, ugualmente sono messi in difficoltà magistrati e avvocati. Allora penso che queste siano occasioni nelle quali vada rilanciata la forte difesa dell’autonomia della giurisdizione”.
di Renato Farina
Libero, 24 aprile 2022
Si voterà tra meno di due mesi, ma non c’è un programma che ne parli. Non abbiamo messo la data nel titolo apposta. È una piccola provocazione. Quanti di voi sanno qual è il giorno in cui si voterà per i cinque referendum per la “giustizia giusta”, voluti dai Radicali e dalla Lega?
di Roberto Cornelli*
fondazionefeltrinelli.it, 24 aprile 2022
La vicenda giudiziaria sul caso Cucchi indica a chi studia le polizie una cosa molto semplice: quando capita qualcosa che non dovrebbe accadere, in strada come in una caserma, in una stazione di polizia, in un carcere o in un centro per stranieri, le forze dell’ordine italiane non hanno procedure interne efficaci che assicurino trasparenza e consentano di dare conto di ciò che è accaduto. Tutto è rimesso alla magistratura e, quando ci sono, ai familiari della vittima, che devono fare i salti mortali per ricostruire la verità.
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