casateonline.it, 15 marzo 2022
“Nella vita si può solo migliorare, ma è impossibile cambiare la propria storia e da dove si viene”. Ha esordito con queste parole domenica sera don Claudio Burgio, cappellano del carcere minorile Beccaria di Milano e fondatore della comunità d’accoglienza Kayros, invitato a parlare - presso l’oratorio San Giorgio alla comunità pastorale di Casatenovo - della sua esperienza con i giovani.
di Veronica Rossi
altreconomia.it, 15 marzo 2022
Dal percorso “Rinascere dalle ceneri”, realizzato dalla compagnia Fierascena all’interno della casa circondariale triestina, è nato uno spettacolo importante. Il Teatro stabile Rossetti ha deciso di acquistarne due repliche che si terranno tra aprile e maggio all’interno della struttura.
di Francesco Giordano
Il Manifesto, 15 marzo 2022
“Educazione in carcere. Sguardi sulla complessità”, curato e scritto da Roberto Bezzi e Francesca Oggionni, e pubblicato l’anno scorso da Franco Angeli.
Corriere del Veneto, 15 marzo 2022
Una guerra lunga 30 anni fra giudici e politica, finita con il crollo, soprattutto di credibilità nell’opinione pubblica, della magistratura. È il filo conduttore di “Giustizia. Ultimo atto. Da Tangentopoli al crollo della magistratura”, l’ultimo libro di Carlo Nordio presentato ieri, in anteprima nazionale, nel salone di Palazzo dei Trecento a Treviso e presentato dalla deputata di Italia Viva Maria Elena Boschi.
di Elisabetta Soglio
Corriere della Sera, 15 marzo 2022
Le code per donare generi alimentari e abiti, la risposta alle tante raccolte fondi, le persone che scendono in piazza per implorare la pace, le porte delle case che si aprono per dare un tetto e un po’ di calore a chi fugge dalla guerra.
di Vladimiro Zagrebelsky
La Stampa, 15 marzo 2022
Non sappiamo quando e come l’aggressione della Russia all’Ucraina si consumerà. Per l’Ucraina e per la Russia. E per l’Europa. Ma già sappiamo che gravi conseguenze dureranno a lungo.
di Guido Viale
Il Manifesto, 15 marzo 2022
La proposta di inviare armi all’Ucraina nasce dal lungo vuoto diplomatico. E inviarle è alternativo a ogni tentativo di fermare la guerra con un negoziato. O si fa una cosa o si fa l’altra.
di Alessandra Ziniti
La Repubblica, 15 marzo 2022
Gli ucraini sono già 40mila, i posti disponibili nei centri appena 13mila. Le Regioni: “Un assegno alle famiglie, come si è fatto dopo i terremoti”. Il rischio è che la grande ondata di solidarietà che sta spingendo tanti italiani ad aprire le porte delle loro case agli ucraini in fuga possa presto infrangersi sui bilanci familiari già provati dagli aumenti delle bollette e dei generi di prima necessità. Il che farebbe collassare un sistema di accoglienza che, seppur collaudato con i flussi migratori dall’Africa, non ha mai fatto fronte a numeri superiori a 200.000 profughi in un anno, meno della metà di quelli che rischiano di arrivare nel giro di poche settimane.
di Gregorio De Falco*
fanpage.it, 15 marzo 2022
Milioni di profughi sono in fuga dall’Ucraina, dopo l’invasione da parte della Russia. Molti di loro sono diretti in Italia, dove però rischiano d’incappare nel reato d’immigrazione clandestina. Anche per questo, è ora di abolirlo.
di Lavinia Nocelli
Il Manifesto, 15 marzo 2022
Alla frontiera tra Romania e Ucraina il racconto di chi fugge e di chi lo aiuta. C’è un vociare isterico che riempie l’aria, e una viscida pioggia che si attacca ai vestiti. Ci sono le camere che avvinghiano i primi piani sfigurati dal dolore, i giornalisti che si spartiscono i reduci dal fronte, le parole di circostanza distillate in sequenza. Dietro chi porta fogli, documenti, pane, acqua, e delle coperte per proteggersi dal freddo. Al confine di una guerra raccogli i pezzi di ciò che arriva: una fuga racchiusa in una busta di plastica, uno smarrimento a cui non sai dare risposta, la rabbia nascosta. Quello che resta delle persone, e gli incubi che incontri nei loro sguardi. Non senti il suono delle sirene, quello del fuoco che squarcia un palazzo, né dei passi che corrono sotto un bunker per ripararsi da un attacco e le grida susseguirsi. La sensazione è quella di assistere ad una rincorsa alla tragedia provvisoria, di scorrere immagini conosciute e parole inconsistenti. Ma non c’è niente che puoi raccontare qui, perché non c’è nulla che non sia già stato scritto.
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