di Andreina Baccaro
Corriere di Bologna, 19 maggio 2026
Sentito in video collegamento dal carcere di Sassari, in aula folla di attivisti tra grida e cori. La giudice caccia tutti. “È emozionante stare qui, perché l’ultima volta che ho potuto vedere delle facce amiche è stato un anno e mezzo fa: allora c’erano Sara e Sandrone, che ora sono morti e solo oggi posso dare la mia solidarietà ai miei compagni per questa perdita”. L’accoglienza è quella di una testimone speciale, il pubblico delle grandi occasioni, ma siamo in tribunale a Bologna, aula D7. In video collegamento dal carcere Bacchiddu di Sassari c’è Alfredo Cospito, leader del movimento anarchico, detenuto al 41 bis per una condanna a 23 anni di carcere per l’attentato alla caserma dei carabinieri di Fossano nel 2006 e per fatti di terrorismo della Federazione anarchica informale (Fai-Fri).
di Michele Gambirasi
Il Manifesto, 19 maggio 2026
In attesa della nuova udienza sarà liberato. La corte d’appello di Messina ha accolto l’istanza di revisione presentata dall’avvocata. La testimonianza chiave: “A bordo non c’era nessun equipaggio, è innocente”. Verrà liberato e avrà un processo di revisione Alaa Faraj, il cittadino libico condannato nel 2017 a trent’anni di carcere per concorso in omicidio plurimo e favoreggiamento dell’immigrazione clandestina dalla corte d’appello di Catania. Faraj si trova nel carcere dell’Ucciardone di Palermo dal 2015, quando diciannovenne arrivò in Italia dopo aver attraversato il Mediterraneo su un barcone partito dalla Libia. La notte di ferragosto di quell’anno la barca fu soccorsa dalla marina militare e all’interno furono trovati i cadaveri di 49 migranti morti di asfissia durante il viaggio.
di Viola Duroni
La Repubblica, 19 maggio 2026
I carcerati iscritti agli atenei lombardi sono 201, i tutor volontari che li supportano 230. Lusiani (Statale): “Il diritto allo studio non si perde dietro le sbarre”. In un anno, 227 esami universitari. Tradotto: più di un esame ogni due giorni. È il risultato da record raggiunto nel 2025 dagli studenti detenuti o in misura alternativa nelle principali carceri lombarde, tra cui Bollate, Opera, Voghera, Pavia e Monza. Numeri che raccontano una realtà universitaria poco visibile ma in costante crescita: gli studenti iscritti oggi sono 201, con 72 nuove iscrizioni dall’anno accademico 2024/2025. Di questi, ben 58 si trovano a Bollate. La maggior parte frequenta in regime di media sicurezza (104), ma non mancano studenti in alta sicurezza (47) e anche cinque detenuti al 41-bis.
di Sara Mannocci
vita.it, 19 maggio 2026
Con il progetto gli studenti del liceo classico Capece incontrano i detenuti. Uno scambio alla pari di parole ed emozioni per superare paura e pregiudizio. “Ma la corriera non voleva arrivare?”. È martedì, casa circondariale Borgo San Nicola di Lecce. I detenuti non nascondono l’impazienza con cui ogni settimana aspettano l’appuntamento con i ragazzi, che raggiungono il penitenziario in autobus. I cancelli del carcere si aprono ogni martedì per accogliere gli studenti del liceo classico Francesca Capece di Maglie. Per entrare è necessario lasciare il cellulare. Ci si immerge in una dimensione reale, oggi sempre più rara, fatta di imperfezione, un luogo vero, concreto. Senza falsità. Non si tratta solo di una visita, piuttosto di un vero e proprio incontro “faccia a faccia” tra studenti e detenuti, come opportunamente è stato chiamato il progetto avviato circa tre anni fa, sviluppato sulla base di un’esperienza di laboratorio condotto nel penitenziario da Ada Fiore, professoressa di storia e filosofia del liceo classico.
di Carlo Valentini
Italia Oggi, 19 maggio 2026
Spettacoli teatrali e concerti animano il cortile del carcere bolognese della Dozza, coinvolgendo detenuti e ospiti. Un’iniziativa che, insieme al rugby, mira a favorire il reinserimento sociale e a ridurre le recidive attraverso la cultura. Spettacoli nel cortile del carcere, una cena per 700 con allo stesso tavolo detenuti e familiari, mostre d’arte nei corridoi, una squadra di rugby regolarmente iscritta al campionato di serie C che ha come slogan Tornare in campo, che non poteva essere più esplicito poiché è formata da 40 detenuti di 13 diverse nazionalità. Il carcere, quello della Dozza, a Bologna, cerca di scrollarsi di dosso le criticità, togliere dall’isolamento sociale chi vi è rinchiuso, favorire il futuro reinserimento sociale arginando le recidive.
immediato.net, 19 maggio 2026
L’Ipeoa “Michele Lecce” di San Giovanni Rotondo protagonista di una giornata di inclusione e calcio nell’istituto penitenziario minorile campano. Talienti: “Da un errore può nascere una fiaba”. C’è un pallone che rotola sul campo dell’Istituto penitenziario minorile di Airola e che, per qualche ora, riesce a trasformare il rumore delle sbarre in quello delle voci, delle risate e della speranza. È il cuore della giornata promossa dall’Ipeoa “Michele Lecce” di San Giovanni Rotondo insieme alla direzione dell’IPM e alla cooperativa SCS di Foggia, un’iniziativa che mette insieme scuola, sport e percorsi di recupero sociale per i giovani detenuti.
di Pasquale Scrima
avellinotoday.it, 19 maggio 2026
L’impegno delle cooperative sociali per il futuro occupazionale e sociale dei detenuti. Ieri pomeriggio, alla presenza dell’Onorevole Franco Mari, è stato affrontato il tema cruciale della cooperazione sociale, con un focus sul lavoro svolto dalla Cooperativa Sociale Artour all’interno della Casa Circondariale di Ariano Irpino. In passato, grazie all’applicazione dell’articolo 21, i detenuti sono stati protagonisti di importanti progetti di inserimento lavorativo legati all’Orto Sociale e all’Artigianato. Queste attività di riscatto e formazione erano state sostenute dalla Caritas Italiana (attraverso i fondi 8x1000) e da S.E. Mons. Melillo, prima che l’emergenza Covid, nel 2020, ne imponesse l’interruzione; da allora, purtroppo, i progetti non sono più ripartiti. Il mio impegno come amministratore sarà quello di promuovere e intercettare finanziamenti per nuove proposte programmatiche, costruite d’intesa tra “pubblico, privato ed enti ecclesiastici”.
garantedetenutilazio.it, 19 maggio 2026
Sarà “Desdemona - Studio I”, una rilettura corale dell’Otello di Shakespeare intrecciata alla storia della nave Lady Juliana, che nel 1789 trasportò oltre duecento donne detenute verso le colonie, lo spettacolo che porterà fuori dal carcere le detenute attrici della Casa circondariale femminile di Rebibbia. La regia è di Francesca Tricarico, fondatrice dell’associazione Per Ananke e della compagnia Le Donne del Muro Alto, attiva con donne in misure alternative ed ex detenute. In scena, insieme alle attrici di Rebibbia, ci saranno anche le giovani artiste del progetto “Fabbrica” - Young Artist Program del Teatro dell’Opera di Roma. Un incontro tra percorsi diversi che condividono lo stesso spazio teatrale.
di Valter Vecellio
Il Dubbio, 19 maggio 2026
Non sono uno storico laureato che si va a impalcare in dotte (e scontate, però) vivisezioni sul come e il perché; e neppure un “ex” corroso da rancorosa rivalsa. Lo sai (e lo sappia anche il lettore) che sono più di cinquant’anni che conosco Marco: la prima tessera al Partito Radicale risale al 1972, quando il simbolo era la donna con in testa il berretto frigio disegnata da Mario Pannunzio. Non si pretenderà che il mio sia uno sguardo obiettivo, disincantato, che nel parlare di Marco non ci sia un intruglio di ammirazione, gratitudine, affetto. Mi (vi) risparmierò dunque la litania: divorzio-aborto-diritti civili-digiuni-fame nel mondo-nonviolenza, e tutto il catalogo imponente delle “imprese” pannelliane.
di Giovanni Iacomini*
Il Fatto Quotidiano, 19 maggio 2026
Ci dev’essere qualcosa che non funziona nei meccanismi dei regimi che si vantano di essere democratici. Premessa necessaria: tra i miei amici più cari, tra le persone migliori che conosco, con cui è veramente stimolante instaurare un confronto su questioni anche di massima rilevanza, molti non hanno un titolo di studio corrispondente alle proprie conoscenze e competenze. Al contrario ho purtroppo conosciuto molti laureati che si sono rivelati profondamente ignoranti, al punto da farmi domandare come mai di tutti quei libri in qualche modo sfogliati non fosse rimasto assolutamente niente in quelle teste vuote.
- La sicurezza nasce insieme: è un bene che nasce dalla relazione
- Nessuno parla del vero problema: il sistema delle cure psichiatriche
- “Stop cittadinanza facile”. Salvini rilancia la campagna anti-immigrazione
- Modena e la banalità del razzismo nell’Italia multiculturale a sua insaputa
- In Italia 140mila ragazzi vivono nelle periferie “difficili” tra povertà, poca istruzione e violenza










