di Donatella Gasperi
difesapopolo.it, 13 ottobre 2025
L’architettura del dono e l’impegno civile di chi si dà per giustizia sociale, bellezza condivisa e diritti da difendere. L’utopia del bene è un’opera collettiva e il suo risultato porta giustizia sociale, un concetto legato alla democrazia, alla partecipazione, alla pace e allo sviluppo della società civile. “Tutti e tutte le persone benintenzionate sfidano l’utopia e ammettono che, come il bene e l’amore, anche la giustizia è un compito che si deve conquistare ogni giorno - ci spiegava papa Francesco - C’è un chiaro legame tra la protezione della natura e l’edificazione di un ordine sociale giusto ed equo. Non vi può essere un rinnovamento del nostro rapporto con la natura senza un rinnovamento dell’umanità stessa”.
di Silvia Morosi
Corriere della Sera, 13 ottobre 2025
Le nuove generazioni credono nel futuro e sono più empatiche e attente al prossimo. Regole, senso di giustizia e sensibilità: punteggi alti per adolescenti e ragazze. Il quadro che emerge dall’ultima rilevazione dell’”Osservatorio Giovani” dell’Istituto Toniolo su un campione di 815 studenti e che sarà presentata il 18 ottobre in Cattolica. Una generazione che, nonostante carichi di ansia e preoccupazioni, continua a credere nel futuro. Manifestando buoni livelli di empatia, speranza e attenzione ai principi morali. È questo il quadro che emerge dall’ultima rilevazione dell’”Osservatorio Giovani” dell’Istituto Toniolo, condotta da Ipsos srl tra il 30 giugno e il 15 luglio su un campione di 815 studenti, residenti in Italia, tra i 14 e i 19 anni.
di Livia Gay
laportadivetro.com, 13 ottobre 2025
Oggi, 13 ottobre, al Festival dell’Accoglienza organizzato dalla Pastorale Migranti della Curia torinese, si discuterà di “Quale sicurezza con i Decreti Sicurezza?”. L’appuntamento è nella sede della Pastorale Migranti, in via Cottolengo, 24 bis, a partire dalle 17.45. Come si legge in una nota, “i cosiddetti Decreti Sicurezza, introdotti con l’obiettivo dichiarato di tutelare l’ordine pubblico, hanno inciso in profondità sul tessuto sociale, limitando diritti fondamentali, rafforzando dispositivi di controllo e ampliando le pratiche di trattenimento e rimpatrio. Queste misure hanno acuito la precarietà giuridica delle persone migranti, generato nuove forme di marginalità ed eroso progressivamente lo spazio democratico.” All’incontro, moderato da Luca Rondi, giornalista di Altreconomia, partecipano mons. Giancarlo Perego, Presidente Fondazione Migrantes, Francesca Troise, Presidente Circoscrizione 3 Torino, Rete torinese contro tutti i CPR e Stefano Bleggi, Melting Pot Europa, aderente al Network Against Migrant Detention.
di Luca Foschi
Avvenire, 13 ottobre 2025
Cosa nascerà nel cuore dei gazawi dopo il massacro? Sarà nuovo, invincibile odio o anelito alla riconciliazione? È una storia errante, eternamente osteggiata, segnata dalla divisione interna, quella dello Stato palestinese. Dalla fine dell’impero ottomano a oggi sono tante le griglie politico-amministrative poggiatesi sulla nazione: il mandato britannico, la tutela egiziana e giordana a Gaza e in Cisgiordania, la piena occupazione israeliana e l’Autorità palestinese emersa dagli accordi di Oslo, erede della lunga esperienza resistenziale. Il proto-Stato dell’Olp, germogliato in un’architettura clientelare del potere, ha seguito le vicissitudini di Fatah e di Yasser Arafat nel lungo esilio del sogno di liberazione.
di Davide Lerner
Il Domani, 13 ottobre 2025
Venti leader - compresi Meloni e Macron - attesi al vertice di Sharm el Sheikh per la firma del piano per la Striscia. Presiederà Al-Sisi con a fianco il tycoon. I miliziani: “Il disarmo? In questi termini è inaccettabile”. In mattinata il discorso del presidente Usa alla Knesset. La visita fulmine di Donald Trump in Israele ed Egitto nella giornata di lunedì 13 ottobre corrisponde alla transizione dalla fase uno della sua road map, spettacolare ed immediata nella sua esecuzione, a capitoli che si preannunciano più tortuosi ed accidentati del processo di pace.
di Davide Lerner
Il Domani, 13 ottobre 2025
Venti leader - compresi Meloni e Macron - attesi al vertice di Sharm el Sheikh per la firma del piano per la Striscia. Presiederà Al-Sisi con a fianco il tycoon. I miliziani: “Il disarmo? In questi termini è inaccettabile”. In mattinata il discorso del presidente Usa alla Knesset. La visita fulmine di Donald Trump in Israele ed Egitto nella giornata di lunedì 13 ottobre corrisponde alla transizione dalla fase uno della sua road map, spettacolare ed immediata nella sua esecuzione, a capitoli che si preannunciano più tortuosi ed accidentati del processo di pace.
di Fulvio Fulvi
Avvenire, 12 ottobre 2025
Dall’inizio dell’anno 66 detenuti si sono tolti la vita: una tendenza peggiore del 2024, quando si toccò il picco di 91 decessi. Ma preoccupa anche l’abuso di droghe: a San Vittore 2 morti in 12 ore per sospetta overdose. Non si ferma l’onda lunga dei suicidi in carcere. Un interminabile supplizio. Dall’inizio dell’anno ad oggi hanno raggiunto quota 66. L’ultimo, nella Casa circondariale di Verona Montorio: un detenuto di 51 anni di origini albanesi è stato trovato impiccato lunedì pomeriggio nella sua cella. Tre giorni prima il Tribunale del Riesame aveva rigettato la sua richiesta di rilascio: era accusato di maltrattamenti in famiglia. È il terzo caso nel carcere scaligero dall’inizio dell’anno, dopo i due del marzo scorso e i quattro del 2024.
Il Pescara, 12 ottobre 2025
Una riflessione sul ruolo del carcere nei casi di persone con malattie psichiatriche. È quella che fa Monia Scalera, garante dei detenuti della Regione Abruzzo, parlando del femminicidio di Lettomanoppello. “Il tragico femminicidio di Lettomanoppello impone una riflessione profonda e urgente sul sistema penale e sul modo in cui la società si prende cura o, spesso, non si prende cura, di chi manifesta fragilità psichiche gravi”, scrive Scalera.
di Giovanni Bianconi
Corriere della Sera, 12 ottobre 2025
Quando compare sul maxischermo del videocollegamento, il ministro della Giustizia esordisce con le identiche parole di due anni fa, al precedente congresso di Area democratica, stessa platea di “toghe rosse” o presunte tali: “Mi è venuto in mente quello che De Gasperi disse alla Conferenza di Parigi dopo la guerra: “Qui dentro tutto sembrerebbe ostile tranne la vostra personale cortesia”; spero che non sia così”. Due anni fa la riforma costituzionale che separa le carriere di giudici e pubblici ministeri e divide in due l’organo di autogoverno era un annuncio del governo e una minaccia per i magistrati; oggi è cosa (quasi) fatta, in attesa dell’ultimo imminente passaggio legislativo al Senato e del referendum confermativo previsto in primavera.
Una riforma che “non affronta i problemi della giustizia”, conferma ora lo stesso Carlo Nordio alle assise genovesi di Area, raccogliendo così l’unico applauso a parte quello finale di buona educazione. Per il resto, il Guardasigilli ripete che l’autonomia e l’indipendenza delle toghe (tantomeno dei pm) non sono a rischio; che la riforma è conseguenza legittima e necessaria del processo penale accusatorio; che era nel programma elettorale e il governo ha il diritto di farla. Affermazioni che lasciano indifferenti non solo i magistrati progressisti, ma pure quelli delle altre correnti venuti a ribadire la contrarietà alle modifiche costituzionali.
di Gilda Maussier
Il Manifesto, 12 ottobre 2025
Preoccupa il voto popolare. Il ministro della Giustizia interviene sulla riforma al V congresso dei magistrati di Area democratica. L’Anm: “La nostra battaglia non è contro qualcuno ma in difesa della Costituzione”. “Nessun intento punitivo verso la magistratura”; “sappiamo che abbiamo idee molto diverse e molto chiare ma questo non significa arrivare a uno scontro frontale”. In vista del referendum sulla riforma costituzionale per la separazione delle carriere dei magistrati (manca solo l’ultimo via libera del Senato), il ministro della Giustizia Carlo Nordio tenta di attutire lo scontro con l’opposizione e con i suoi ex colleghi magistrati. E usa un tono quasi adulatorio, quando ipotizza che “se dovesse passare la riforma non è detto che non ci sia possibilità di collaborazione sulle leggi attuative” e “sul potenziamento delle risorse”. D’altronde, la platea a cui si rivolge il Guardasigilli è quella del V congresso di Area democratica per la giustizia in corso a Genova. È un tentativo, ma a giudicare dalla reazione delle toghe di AreaDg, ieri Nordio non ha proprio fatto breccia in cuori e menti.
- Pinelli: “La separazione delle carriere non sarà di pregiudizio per i cittadini”
- Cassano: “Separare le carriere non serve, si rischia un pubblico ministero super-investigatore”
- Separazione delle carriere, Greco: “Non diventi uno scontro politico tra partiti”
- Giorgio Spangher: “Se vince il No alla riforma la magistratura rischia una deriva plebiscitaria”
- La legge Pinto si applica anche ai procedimenti di sorveglianza?











