di Nicola Cocco*
L’Unità, 24 febbraio 2026
Perquisiti, indagati, minacciati di licenziamento e radiazione: alla gogna i sanitari di Ravenna che hanno negato il nulla osta al trattenimento. Esiste una distorsione profonda nel modo in cui le istituzioni osservano l’operato dei medici oggi. Il clamore mediatico si è abbattuto sui colleghi di Ravenna, indagati per aver esercitato l’autonomia clinica nel dichiarare l’inidoneità al trattenimento di alcuni migranti. Per loro, colpevoli di aver applicato a corpi marginalizzati i parametri della Direttiva del Ministero dell’Interno del 19 maggio 2022 e soprattutto i principi del Codice Deontologico, il sistema ha attivato il repertorio repressivo: perquisizioni notturne, avvisi di garanzia, richieste di licenziamento e radiazione.
di Elisa Campisi
Avvenire, 24 febbraio 2026
Riparte la mobilitazione della società civile contro lo svuotamento della legge 185 che vigila sulla trasparenza dell’export di armamenti. Vignarca: “Il ddl governativo rischia di rendere opachi i controlli sui fondi”. Rispoli (Libera): “No a modifiche che calpestano la storia”. “Basta favori ai mercanti di armi”, è l’appello che risuona nel comunicato diramato ieri dalla Rete Italiana Pace e Disarmo che riapre ufficialmente l’omonima campagna per bloccare lo “smantellamento” della 185/90. Si tratta della legge che disciplina l’esportazione, l’importazione e il transito di armamenti in Italia, imponendo controlli rigorosi ispirati alla trasparenza e al rispetto dei diritti umani. Secondo le organizzazioni promotrici o aderenti alla campagna - rispettivamente oltre 80 e 150, molte del mondo cattolico - sarebbe proprio questa limpidezza a essere messa a rischio.
di Angelo Palmieri
Il Domani, 23 febbraio 2026
Separare le carriere può sembrare una riforma decisiva. Ma mentre si mette in scena la forza dell’architettura, il sistema reale continua a perdere pezzi: personale, tempi, carcere, diritti. La riforma Nordio ridisegna l’assetto della magistratura: carriere distinte per giudici e pubblici ministeri, due organi di autogoverno e un’Alta Corte disciplinare. È una scelta che viene raccontata come necessaria per rafforzare la terzietà del giudice. Ma qui bisogna dirlo con chiarezza: la terzietà, nel nostro ordinamento, non nasce oggi e non dipende da una formula di dibattito. Esiste già come principio e come presidio. Il punto, allora, non è se le riforme possano essere discusse. Il punto è se si stia intervenendo dove la giustizia, concretamente, sanguina davvero.
di Nando Dalla Chiesa
Il Fatto Quotidiano, 23 febbraio 2026
È vietato. Anzi no, “è severamente vietato”. Su quel “severamente” mio nonno materno, ufficiale dei carabinieri, imbastiva gustosissime ironie. Che cosa vuole dire allora il divieto non severo? Che un comportamento è vietato amorevolmente? O che è un pochino vietato, ma non troppo? Forse il divieto severo prevede ceffoni (allora si davano) o ramanzina con serata in gattabuia (allora si facevano)? Ci scherzava giustamente. Perché o è vietato o non lo è. Il di più era frutto del demonio, ovvero della mentalità italiana. Nel senso che l’avverbio certificava l’impotenza della legge.
di Marco Fabri
Il Sole 24 Ore, 23 febbraio 2026
La relazione sull’amministrazione della giustizia per il 2025 presentata dal ministro Carlo Nordio contiene informazioni che stimolano varie riflessioni sullo stato del nostro sistema giudiziario. I dati sui procedimenti civili sono interessanti anche perché non riguardano solo i procedimenti contenziosi, utilizzati per le valutazioni del Pnrr, ma presentano un quadro globale. In area civile, da ottobre 2024 a settembre 2025, vi è stato un leggero decremento delle iscrizioni, mentre il numero delle definizioni è rimasto invariato. A fronte di una diminuzione delle pendenze in Cassazione e nelle corti d’appello, nell’ultimo anno si è registrato un aumento significativo dei procedimenti pendenti sia negli uffici del giudice di pace sia nei tribunali.
di Simone Canettieri
Corriere della Sera, 23 febbraio 2026
I governatori del Nord mobilitati per il Sì. Schlein e il tour del No. Meloni valuta se partecipare ad alcune iniziative. Conte punta sui tre ex paladini dell’antimafia. “Andate e mobilitatevi”. L’altro giorno ai governatori di Piemonte, Lombardia, Liguria e Veneto (tutti di centrodestra) presenti in consiglio dei ministri per l’Autonomia differenziata è stato detto di “darci dentro” con la campagna referendaria. Il messaggio è arrivato loro dai ministri di Fratelli d’Italia più vicini a Giorgia Meloni. Perché una vittoria squillante del “Sì” al Nord potrebbe riequilibrare un successo del “No” al Sud. Chissà. A poco più di un mese dal voto a Palazzo Chigi si fanno anche questi ragionamenti.
di Claudio Cerasa
Il Foglio, 23 febbraio 2026
Diffidare di chi usa la cronaca per fare leggi o per vincere le elezioni (a destra e a sinistra). Imparare a mettere in campo il proprio garantismo e considerare innocenti fino a prova contraria non solo le categorie che si amano ma prima di tutto quelle che si disprezzano. Si scrive giustizia, si legge gogna. Si scrive garantismo, si legge gargarismo. Si scrive Rogoredo, si legge realtà.
di Goffredo Buccini
Corriere della Sera, 23 febbraio 2026
L’ex manager: “Mani Pulite? Non accettavo il “se parli, esci”. Sul referendum solo insulti e bugie. Fermiamoci”. “Ho scritto un’autobiografia perché quelli che non c’erano, i ragazzi, sappiano ciò che è successo”, Sergio Cusani, trent’anni e passa dopo Mani Pulite, un’autobiografia. Perché? “Perché quelli che non c’erano, i ragazzi, sappiano ciò che è successo”. E perché quel titolo, “Il Colpevole”? C’è un filo di vanità, di autocompiacimento? Lo ammetta, su. “Macché. Io sono stato arrestato, incarcerato in via preventiva, processato, condannato, poi ho fatto il carcere definitivo. Lei come lo chiamerebbe uno così?”.
di Marzia Piga
cagliaritoday.it, 23 febbraio 2026
La segretaria regionale del sindacato interviene contro l’ulteriore concentrazione del regime di alta sicurezza nell’isola: “Non contestiamo la legalità, chiediamo equilibrio e investimenti adeguati per personale e sanità penitenziaria”. “La sicurezza è un valore costituzionale. È un pilastro dello Stato di diritto. Ma proprio per questo non può essere affrontata con decisioni sbilanciate o calate dall’alto, senza una valutazione seria dell’impatto sui territori. La Sardegna non può diventare la risposta automatica alle criticità del sistema penitenziario nazionale”.
di Cristina Luca
Ristretti Orizzonti, 23 febbraio 2026
Parla la volontaria di Progetto Jonathan. Mi chiamo Cristina Luca, sono una volontaria e sono la presidente di Progetto Jonathan, Casa di accoglienza di Vicenza per detenuti in pene alternative. Il nostro progetto vuole dare il proprio piccolo contributo, se non alla soluzione, almeno all’indicazione di percorsi possibili affinché chi ha sbagliato possa vedersi concretamente riconosciuto il diritto alla riabilitazione, sia nell’accoglienza della società, sia, più urgentemente, nelle iniziative efficaci di sostegno e accompagnamento verso un’esistenza positiva.
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