di Ermes Antonucci
Il Foglio, 12 ottobre 2025
Il vicepresidente del Csm: “Spero che le correnti tornino a essere dei centri culturali di visione del modello di magistrato nella società anziché degenerare in luoghi di spartizione di posti e di potere”. “È vero che l’aspetto della separazione delle carriere non deve essere valutato come assolutamente risolutivo per il sistema giustizia. Detto questo, non credo che la separazione delle carriere, qualora approvata, sarà di eventuale pregiudizio per i cittadini”. “Faccio presente - ha aggiunto - che in tutti i Paesi del mondo che hanno un processo accusatorio è prevista la separazione delle carriere, così in Germania, in Svezia, in Canada, in Portogallo.
di Ermes Antonucci
Il Foglio, 12 ottobre 2025
La prima presidente della Corta di Cassazione spiega perché secondo lei la riforma della giustizia ha “solo un valore simbolico, nessuna utilità concreta”. “L’opinione pubblica ha diritto di essere informata”, premette Margherita Cassano, prima presidente della Corte di Cassazione. Ma, aggiunge: “Ancora non ha compreso niente di questo argomento, che è squisitamente tecnico”. La magistrata, con 45 anni di carriera alle spalle, smonta punto per punto la riforma costituzionale che introduce la separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri. “È una riforma che non garantirà ciò sulla base del quale viene giustificata. Si dice che servirà a rendere più efficace la giustizia, ma sono due piani completamente distinti”.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 12 ottobre 2025
L’intervento del presidente del Cnf al congresso di AreaDg a Genova, dove sono intervenuti anche Nordio, Schlein, Conte e Magi. Quello che si sono detti lo sanno solo loro ma Elly Schlein (leader del Pd), Cesare Parodi (Presidente Anm), Giovanni Zaccaro (Segretario di Area) e Rocco Maruotti (Segretario Anm) si sono ritagliati circa dieci minuti di colloquio privato (foto esclusiva del Dubbio) tra loro al termine dell’intervento della Segretaria dem al congresso di AreaDg in corso a Genova.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 12 ottobre 2025
Secondo il giurista il referendum sarà una sfida all’ultimo voto in cui (quasi) “tutto” è concesso. Eppure c’è qualche rischio. Professor Giorgio Spangher, secondo lei la campagna referendaria sulla separazione delle carriere sarà caratterizzata da un dibattito sul merito o si andrà oltre? È difficile che una campagna referendaria non vada oltre il merito, peraltro la materia è molto tecnica. Il problema è che si deve vendere un prodotto ai cittadini. E non a caso entrambi gli schieramenti, in primis Anm e Ucpi, si stanno avvalendo di comunicatori professionisti per cercare i giusti messaggi e slogan. “Voi pensate veramente che la riforma della separazione migliori la giustizia?” “Avete paura che i magistrati saranno condizionati dall’Esecutivo?”. Ci saranno profili sui quali si cercherà di emozionare gli elettori: pensiamo solo alla diffusione della serie tv su Enzo Tortora. Ognuno farà al meglio la sua parte.
di Umberto Maiorca
perugiatoday.it, 12 ottobre 2025
Il procedimento davanti al Tribunale di Sorveglianza dura dieci mesi in più del dovuto e al detenuto spettano 600 euro di risarcimento. Il Ministero della Giustizia, però, ricorre alla Cassazione e la decisione viene trattenuta per stabilire un precedente giudiziario. La vicenda nasce da un reclamo presentato da un detenuto a maggio 2019 e conclusosi solo a marzo 2022 dopo circa due anni e dieci mesi. Il detenuto, invocando la legge Pinto, chiedeva un risarcimento per il ritardo accumulato. La Corte d’appello di Perugia, con decreto monocratico, accoglieva la richiesta, liquidando un indennizzo di 600 euro, dopo aver equiparato il procedimento di sorveglianza a un “appello”, fissando in due anni la durata ragionevole. Con uno sforamento di dieci mesi, il diritto al risarcimento era stato riconosciuto.
di Francesco Machina Grifeo
Il Sole 24 Ore, 12 ottobre 2025
La Cassazione, ordinanza n 27111/2025, ha rinviato l’articolo 104-bis, comma 1-bis, secondo periodo, disposizioni di attuazione Cpp, come novellato dal Codice della crisi di impresa. Quando il sequestro penale incontra l’esecuzione forzata, la prevalenza dell’interesse pubblico rischia di compromettere la tutela dei creditori. La Cassazione, ordinanza interlocutoria n 27111 depositata oggi, ha così rinviato alla Corte costituzionale l’art. 104-bis, comma 1-bis, secondo periodo, disp att. c.p.p., come novellato dal Codice della crisi di impresa. Il dubbio dei giudici di legittimità riguarda la parte della norma in cui si prevede che, nei rapporti con le procedure esecutive individuali, anche al sequestro preventivo finalizzato alla confisca per equivalente, nonché alla confisca stessa, si applica la disciplina del Codice Antimafia, anziché la regola dell’ordo temporalis delle formalità pubblicitarie.
venetonews.it, 12 ottobre 2025
Nel loro recente incontro a Zelarino (Venezia), avvenuto il 1° ottobre 2025, i cappellani delle carceri del Nordest - insieme all’arcivescovo di Gorizia mons. Carlo Maria Redaelli, incaricato della pastorale penitenziaria nel Triveneto - si sono confrontati a lungo sulla situazione degli Istituti di questo territorio riconoscendo ancora una volta le criticità che, pur in un anno contrassegnato da lodevoli iniziative in occasione del Giubileo, hanno segnato il periodo estivo e questo inizio di autunno.
di Giulio Cavalli
La Notizia, 12 ottobre 2025
Due detenuti morti in dodici ore. A San Vittore, dove ogni metro quadro è una resa quotidiana, il carcere ha inghiottito altri due uomini. Il primo, un cinquantunenne marocchino, è deceduto al Policlinico di Milano dopo un forte malore. Il secondo, peruviano, è crollato in cella all’alba di ieri, intorno alle 7.30: sospetta emorragia gastrica, tentativi di rianimazione inutili. Entrambi erano rinchiusi in reparti diversi. Le autopsie chiariranno le cause, ma la cronaca si somma a una statistica che non sorprende più nessuno.
di Simone Gorla
rainews.it, 12 ottobre 2025
Il direttivo della Camera penale di Milano chiede investimenti per far fronte alla drammatica situazione delle carceri lombarde, dove i detenuti con problemi di droga sono quasi il cinquanta per cento. “Il carcere è disagio e molti detenuti chiedono psicofarmaci. Poi c’è il tema dell’ingresso di sostanze stupefacenti. La soluzione? Evidentemente è quella di potenziare il personale che aiuta i detenuti: psicologi, educatori, assistenti sociali. Perché dove c’è disagio le persone vanno aiutate e ascoltate. Solo così si può evitare che avvengano queste cose”. L’avvocato milanese Mirko Mazzali, membro del direttivo della Camera penale, commenta così i decessi avvenuti tra giovedì e venerdì nella casa circondariale di San Vittore.
di Linda Baldessarini
Corriere dell’Alto Adige, 12 ottobre 2025
Il direttore: “Vogliamo raccontare i percorsi di rinascita dei detenuti”. Un test di sei mesi. Poi si vedrà. Il carcere di Bolzano è il primo istituto penitenziario ad aprire una pagina social. Un progetto di trasparenza voluto dal direttore Monti: “Raccontiamo i percorsi di rinascita”. Il carcere di Bolzano apre una pagina instagram. Il progetto pilota è partito: sei mesi per raccontare attività, persone e percorsi di inclusione dentro l’istituto di via Dante. Un portone di ferro, un cortile silenzioso e poi la voce del direttore, dottor Giangiuseppe Monti: “Il carcere non può restare muto. Anche qui si costruiscono percorsi di rinascita e vogliamo raccontarli”.
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