di Simona Musco
Il Dubbio, 14 ottobre 2025
Designata la squadra che elaborerà i test psicoattitudinali da sottoporre ai candidati a partire dal 2026. La Sesta Commissione del Csm ha designato la squadra che elaborerà i test psicoattitudinali da sottoporre agli aspiranti magistrati dal 2026 in poi. I membri della Commissione, infatti, saranno affiancati da quattro esperti: Santo Di Nuovo (Psicologia generale), Monica Molino (Psicologia del Lavoro), Giuseppe Sartori (Psicologia forense) e Andrea Spoto (Psicometria), selezionati dopo un’ampia fase di audizioni.
di Giovanni Maria Jacobazzi
Il Dubbio, 14 ottobre 2025
Intervista al professor Vittorio Manes, che presenta il suo ultimo saggio: “L’imparzialità del giudice nel “vortice” della giustizia mediatica”. “Il caso Garlasco è certamente una delle più vivide espressioni dei cortocircuiti che possono instaurarsi tra indagini e comunicazione, tra inchieste e cronaca giudiziaria, tra processi nelle aule e processi mediatici, e da questo punto di vista può risultare indubbiamente emblematico, quasi un caso di scuola”, afferma Vittorio Manes, ordinario di diritto penale all’Università di Bologna, a margine della pubblicazione, nei prossimi giorni, del suo ultimo saggio L’imparzialità del giudice nel “vortice” della giustizia mediatica (Editoriale Scientifica, Napoli, 2025. Pp. 1-95).
di Rosario Di Raimondo
La Repubblica, 14 ottobre 2025
Il tribunale di Sorveglianza aveva dato parere favorevole per l’uscita dal carcere di Pavia per il Don Chisciotte, scortato dagli agenti. La Cassazione accoglie però il ricorso della procura generale. Il detenuto-attore non può lasciare il carcere per salire sul palco. Eppure i giudici avevano detto sì a un “permesso di necessità” per consentirgli di uscire dalla cella, raggiungere la sua compagnia teatrale e contribuire così a mettere in scena uno spettacolo su Don Chisciotte. Ma dopo un ricorso dei pm è arrivato l’alt della Cassazione: “La partecipazione a una rappresentazione teatrale non legittima la concessione del beneficio”, scrivono gli “ermellini”, perché non ci sono le condizioni della “eccezionalità della concessione, della particolare gravità dell’evento giustificativo e della correlazione dello stesso con la vita familiare”.
di Eleonora Martini
Il Manifesto, 14 ottobre 2025
In arrivo da Roma dopo il crollo della volta di Regina Coeli. Irene Testa: “Infilati in istituti non adeguati. Da noi già 1.200 reclusi da altre regioni. Non siamo una discarica”. Se il crollo della volta della seconda rotonda di Regina Coeli di giovedì scorso è, come l’aveva definito il Garante dei detenuti del Lazio Stefano Anastasia, “una metafora delle condizioni del nostro sistema penitenziario”, le modalità con cui una parte dei reclusi sfollati sono stati spediti “come pacchi” in Sardegna la dice lunga su come “evidentemente la regione viene considerata una colonia”, secondo la Garante regionale Irene Testa.
rainews.it, 14 ottobre 2025
“Stop alla presenza di bambini nelle carceri liguri”: è l’appello dei Garanti dei detenuti di Genova e della Liguria, Marco Cafiero e Doriano Saracino, che intervengono sul caso della bambina di 18 mesi in carcere con la madre a Genova Pontedecimo. “Ancora una volta nella nostra qualità di garanti delle persone private della libertà personale siamo perplessi di fronte agli effetti collaterali che l’applicazione della custodia in carcere determina su vittime innocenti - intervengono i garanti in una nota congiunta. È il caso della minore di un anno e mezzo condotta in carcere insieme alla madre raggiunta da un’ordinanza di custodia cautelare che questa mattina il gip del Tribunale di Genova sarà chiamato a convalidare”.
di Giorgio Paolucci
Avvenire, 14 ottobre 2025
Nell’istituto penale per minori laziale, giovani come Giulio o Margherita trovano una seconda chance lavorando o studiando. “Non voglio che mio figlio segua le orme di suo padre, non voglio che finisca in cella come me. Viene a trovarmi con la madre una volta alla settimana, alla fine dei colloqui sono a pezzi pensando alle sofferenze che ho provocato a loro. Noi qui dentro stiamo male, ma loro fuori stanno ancora più male senza di me. Giuro che quando esco non ci casco più, voglio una vita pulita”.
di Silvia Seminati
Corriere della Sera, 14 ottobre 2025
La Garante dei diritti dei detenuti Lanfranchi e la sua relazione a Palazzo Frizzoni. L’Aula riconosce il penitenziario di via Gleno come quartiere della città. Dal sovraffollamento del carcere alla carenza degli operatori di polizia penitenziaria e dei funzionari giuridico-pedagogici. Nell’Aula del Consiglio comunale di Bergamo, si parla della Casa circondariale di via Gleno. È Valentina Lanfranchi, garante dei diritti dei detenuti, a relazionare sulla situazione davanti alla giunta e ai consiglieri comunali. “Prendo come riferimento il primo semestre del 2025, nel quale - spiega la garante - il numero dei detenuti è oscillato tra i 586 e i 600, di cui 34-39 donne, sui 315-340 previsti”.
Il Secolo XIX, 14 ottobre 2025
Le precisazioni del Tribunale di Genova sulle richieste dei Garanti de detenuti in merito alla situazione della donna detenuta a Pontedecimo con la figlia di 18 mesi: “Alla donna sono contestati 153 episodi di spaccio. Il reato si è protratto dal 1 ottobre 2023 fino al 10 maggio 2024. Ora comunque è stata trasferita a Torino in un carcere attrezzato”. “Nel caso della misura appena eseguita ricorrevano per l’indagata le esigenze cautelari di eccezionale rilevanza che consentono l’applicazione della custodia in carcere”. Queste le precisazioni del Tribunale di Genova dopo l’appello dei garanti dei detenuti di Genova e della Liguria che ieri sono intervenuti sul caso della bambina di 18 mesi in carcere con la madre a Genova Pontedecimo.
di Andreina Baccaro
Corriere di Bologna, 14 ottobre 2025
Una cella carceraria nel cuore di Bologna, in piazza Maggiore, perché chiunque possa immedesimarsi nella vita di un detenuto. A grandezza reale, fedelmente arredata e ricostruita, visitabile da chiunque vorrà varcarne la soglia e sentirsi “ristretto” anche se solo per pochi minuti, confrontandosi con uno spazio che diventa confine entro cui si consuma la quotidianità di migliaia di persone. L’iniziativa, per il prossimo weekend del 18 e 19 ottobre, è della Camera penale bolognese Franco Bricola, insieme all’Osservatorio Diritti umani, carcere ed altri luoghi di privazione della libertà, in collaborazione con l’associazione Extrema Ratio e con il patrocinio del consiglio dell’Ordine degli avvocati di Bologna e del Comune.
di Lorenzo Mayer
antennatre.it, 14 ottobre 2025
Improvviso, e inatteso, cambio al vertice della Casa circondariale di Santa Maria Maggiore. Enrico Farina è stato destinato ad altro incarico, nell’arco di poche ore, per decisione del provveditore regionale. Nella casa penitenziaria veneziana è già operativo un reggente. Disorientamento tra i detenuti, personale e gli agenti. || Enrico Farina, direttore della casa circondariale di Santa Maria Maggiore a Venezia, è stato temporaneamente sollevato dall’incarico, per essere destinato ad altro ruolo. Una decisione piombata nell’istituto di pena veneziano come un fulmine a ciel sereno, nessuno se lo aspettava, né tantomeno vi erano state avvisaglie in tal senso.
- Brescia. “Non sono il mio reato”. Un convegno sui limiti culturali del sistema penitenziario
- Rimini. “Nessuno è cattivo per sempre”, un’associazione per rimediare ai torti commessi
- Milano. Dal carcere a L’abilità: “Il nostro concerto per bambini e famiglie”
- Voghera (Pv). Con i gioielli creati dai detenuti si aiutano i bambini rifugiati
- Milano. “Ridere non conosce confini”: lo yoga della risata in carcere











