di Lorenzo Giarelli
Il Fatto Quotidiano, 16 ottobre 2025
“La sicurezza non si ottiene creando nuovi reati, né continuando ad aumentare le pene. Difficilmente i Governi incidono sulla frequenza dei delitti ogni volta che promettono di occuparsene”. Marzio Barbagli è un sociologo tra i più noti in Italia. Professore emerito di Sociologia all’Università di Bologna e autore di svariati saggi, da anni studia i numeri e le tendenze della criminalità, osservandone l’impatto sulla società. Di fronte ai dati dei delitti commessi in Italia, fa una premessa da studioso: “Per fare valutazioni specifiche sui singoli reati, bisognerebbe essere a conoscenza di serie storiche degli ultimi decenni”.
di Simona Musco
Il Dubbio, 16 ottobre 2025
I capigruppo invocano il conflitto di attribuzioni sulla capo di gabinetto Bartolozzi, indagata per false dichiarazioni. “Un uso distorto” del “potere di qualificazione dei reati”. È un’accusa pesante quella rivolta dai capigruppo di maggioranza al procuratore Francesco Lo Voi, “colpevole” di aver iscritto sul registro degli indagati la capo di gabinetto del ministero della Giustizia Giusi Bartolozzi. A guidare l’attacco sono Galeazzo Bignami (FdI), Paolo Barelli (Forza Italia), Riccardo Molinari (Lega) e Maurizio Lupi (Noi Moderati), che hanno formalmente chiesto di sollevare un conflitto di attribuzioni tra poteri dello Stato, con una lettera di cinque pagine inviata al presidente della Giunta per le autorizzazioni della Camera, Devis Dori.
di Jacopo Storni
Corriere Fiorentino, 16 ottobre 2025
Una vita tra furti e crack. Il saluto di chi ha cercato di aiutarla. Aveva 14 anni quando fuggì dalla sua famiglia in Romania. Ha vissuto nelle strade d’Europa, dall’Ungheria fino all’Italia. Poi una vita di stenti a Firenze, costretta a prostituirsi, schiava del crack sui marciapiedi nei dintorni della stazione. Finita due volte in carcere, prima al minorile di Pontremoli e poi a Sollicciano, dove lo scorso 7 settembre si è tolta la vita impicciandosi nella sua cella: il suicidio carcerario numero 60 nel 2025. A Sollicciano era arrivata dopo l’aggressione a Ezio, l’anziano di via Maso Finiguerra finito in coma.
di Andrea Papaccio
monza-news.it, 16 ottobre 2025
Un uomo di 63 anni deceduto nella casa circondariale di via Sanquirico. Indaga la Procura, disposta l’autopsia. I carabinieri del Nucleo investigativo sono entrati nella struttura di via Sanquirico nella mattinata di lunedì 14 ottobre, dopo che un detenuto è morto. L’uomo, un italiano di 63 anni, è stato trovato senza vita all’interno della sua cella. Sulla vicenda indagano la Procura di Monza e i militari, mentre è stata disposta l’autopsia per chiarire le cause del decesso. Secondo le prime informazioni, l’ipotesi del suicidio appare da scartare. Anche una morte violenta sarebbe al momento esclusa, ma gli inquirenti mantengono il massimo riserbo.
di Vera Mantengoli
Corriere del Veneto, 16 ottobre 2025
Il caso Enrico Farina arriva in Parlamento. Non è ancora chiaro cosa ci sia dietro l’improvvisa revoca del direttore del carcere maschile di Venezia, Santa Maria Maggiore, noto in città per aver trasformato in due anni la struttura, firmando numerosi protocolli con le istituzioni per favorire il reinserimento lavorativo dei detenuti. Dopo aver ricevuto un provvedimento di “sospensione temporanea per motivi organizzativi” ieri si è saputo che Farina, salernitano classe 1977, assumerà la guida dell’istituto penitenziario di Belluno, in attesa dell’arrivo della titolare Fabiana Sasso. Uno spostamento singolare dato che il suo incarico a Venezia sarebbe scaduto a dicembre 2026.
di Franco Mirabelli
senatoripd.it, 16 ottobre 2025
Le vicende che interessano il carcere di San Vittore sono frequentemente oggetto di attenzione di numerosi organi di stampa che, pressoché quotidianamente, riportano fatti che riguardano l’istituto penitenziario. La situazione che emerge appare sempre più drammatica e quanto mai fuori controllo perdurando, ormai da molti anni, una quanto mai complicata condizione di sovraffollamento, dal momento in cui si registra un numero di detenuti che rappresenta il doppio di quello sostenibile dalla sua capienza normale.
di Paola Pottino
La Repubblica, 16 ottobre 2025
Erano 17 nel 2023, sono 33 oggi. Nella Sicilia occidentale è raddoppiato in due anni il numero dei giovanissimi detenuti, e non sono in prevalenza extracomunitari. Al Malaspina erano 17 nel 2023, sono 33 oggi. Aumentato di circa l’ottanta per cento (da 108 a 189) anche il numero degli ospiti di strutture. Mentre risultano addirittura triplicati i minori arrestati in flagranza di reato: sono passati da 24 a 61. Sono i dati che confermano un’emergenza. Quella della violenza giovanile, al centro delle attenzioni in questi giorni dopo l’omicidio di Paolo Taormina, nel cuore della città.
di Gianni Varani
omnismagazine.com, 16 ottobre 2025
Qualcuno, dopo essere stato a cena dentro il carcere minorile del Pratello, a Bologna, grazie ad un’avventura molto particolare, ha subito pensato ad una celebre frase di Italo Calvino. “Cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all’inferno, non è inferno”. Il carcere è un muro. Separa. A volte seppellisce. Per tanti è appunto un inferno. Molti pensano che serva solo ad isolare i cattivi dai buoni. Ma dentro il carcere c’è vita, ci sono esseri umani che sperano, a fatica, in una seconda possibilità. Nel girone infernale di un carcere sovraffollato, c’è qualcosa che inferno non è. Accade. A Bologna come in altre carceri.
di Laura Distefano
La Sicilia, 16 ottobre 2025
La direzione della casa circondariale di Piazza Lanza a Catania ha voluto celebrare il cinquantesimo anniversario della legge sull’ordinamento penitenziario con gli studenti. “Storia, legalità, futuro”. Tre parole che rappresentano lo spirito con cui sono stati condotti i lavori del congresso dedicato ai 50 anni della nuova legge dell’ordinamento penitenziario, che si è svolto ieri mattina al Palazzo di Giustizia. Una riforma che ha cambiato totalmente il volto del carcere. O meglio del modo di considerare il detenuto: una persona, prima che un recluso. La pena è (o dovrebbe essere) un percorso formativo, educativo e sociale.
gnewsonline.it, 16 ottobre 2025
Una vera e propria Accademia di arti e mestieri del teatro frequentata dai detenuti. Succede nella casa circondariale di Modena, grazie al progetto del Teatro dei Venti con il sostegno del Ministero. Sono 704 le ore di lezione tenute da professionisti del settore (registi, docenti universitari, tecnici, drammaturghi) che si svolgeranno fino a marzo 2026. Gli allievi potranno frequentare due tipi di programmi: artistico o tecnico. Alla fine del percorso, i detenuti riceveranno un attestato di frequenza, che apre la strada al vero e proprio diploma e a possibili tirocini presso enti teatrali del territorio.
- Napoli. Ipm di Nisida, raccolta fondi per riaprire il teatro di Eduardo
- Guida al teatro in carcere: un ponte tra il dentro e il fuori
- “Noi del Rione Sanità”, in una fiction la storia di Don Antonio Loffredo
- Educazione alle relazioni e accesso alla salute psicologica
- Psichedelia e medicina, parte la formazione











